
domenica 31 gennaio 2010
Autoerotismo e libero mercato: la rivincita del vibratore
Un famoso negozio texano di oggettistica sexy, con sedi in tutto lo Stato, ha lanciato una campagna contro l'abuso di vegetali falliformi utilizzati anche per l'autoerotismo. La campagna, condotta attraverso cartelloni stradali e un video, vuole così incentivare l'acquisto di vibratori, ma ha provocato diverse polemiche. Si sa, le polemiche non fanno altro che alimentare la pubblicità stessa e noi che della provocazione ne abbiamo fatto quasi uno stile di vita (vedasi il titolo del blog), non possiamo che essere d'accordo con la strategia di 'Condom To Go'. Tuttavia, rimaniamo perplessi riguardo alla parola 'abuso' scelta dall'azienda e che anche in questa pubblicità può assumere due significati (usare eccessivamente, oltraggiare il vegetale). In realtà, la scelta del verbo 'abusare', in questo caso, maschera l'intenzione di dire 'non usate vegetali, ma comprate i vibratori'. Nel video, invece, il cetriolo appare terrorizzato, come se fosse vittima di abusi sessuali reiterati. Va beh, allora qualcuno potrebbe pensare che la figliola nel video non faccia altro dalla mattina alla sera, con lo stesso cetriolo. Sarà un OGM?


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venerdì 29 gennaio 2010
Il popolo delle libertà (o della cieca schiavitù)
Il paradosso del nome di questa coalizione (Pdl) è intrinseco. Non si è mai vista una coalizione di destra, un partito di destra, un'ideologia di destra appropriarsi della parola 'popolo', da sempre valore e prerogativa della sinistra, se non per condurre una politica populista e demagogica, fondata sulla propaganda continua. Per non parlare della parola 'libertà', da sempre valore assoluto dell'antifascismo, dell'antimperialismo, dell'anarchia; a meno che la libertà di cui questi figuri al governo parlano non si riferisca a quella loro, esclusiva degli alti ordini gerarchici o quella del 'libero mercato' (più verosimilmente). Le destre di tutto il mondo e di tutti i tempi contemplano e promuovono le gerarchie e là dove esistono gerarchie è impossibile che vi sia libertà. Il Pdl osa associare persino le due parole e, in questo modo, il paradosso, il non-sense, l'illogicità diventano addirittura abnormi, insostenibili, persino grotteschi e surreali e senza alcuna implicazione culturale, letteraria o artistica (com'è ad esempio il teatro di Ionesco o le opere di Magritte).E' ridicolo sentir pronunciare dalla bocca di questi politicanti fascisti parole come democrazia, libertà, popolo. Ma è ancora più ridicolo e addirittura patetico assistere al compimento di questa loro propaganda (quasi tutta televisiva). Schiere di idolatranti creduloni abboccano all'amo, dove è notorio che ci sia quasi sempre appeso un verme (in questo caso, mascherato dalle parole libertà, popolo, democrazia). Gente ormai divenuta schiava inconsapevole, pronta a difendere ogni nefandezza del padrone, a costo della propria vita (se è il caso). Siamo al delirio collettivo. E questa gente somiglia troppo a quella del caso lanciato da 'Le Iene' e riferito a quei parrocchiani che, di fronte all'evidenza di atti licenziosi del loro parroco commessi ai danni delle ragazzine del paese, difendono il parroco, anziché le ragazzine oltraggiate! La rabbia è anche quella che nasce dall'ipocrisia di un uomo che predica il bene, ma che non lo mette in pratica. C'è poi la rabbia nel constatare il livello di schiavitù, di idolatria, di ignoranza, di remissione, di cecità di questa gente. Così non possiamo esimerci dall'indignarci nel vedere persone che, pur conoscendo i reati di Berlusconi e la sua scriteriata politica, continuano a difenderlo, a svantaggio della collettività, del futuro del nostro Paese.
Ma qual è la libertà di cui va blaterando il Pdl? E' solo la libertà di pochi. E' solo la LORO libertà di considerare il popolo uno schiavo da sfruttare. E' solo la LORO libertà di creare divisioni sociali, disoccupazioni, licenziamenti, paure, razzismi, regole di mercato che permettono lievitazioni incontrollate e ingiustificate dei prezzi (e se non paghi vieni multato, se sei povero... fatti tuoi).
Quale libertà, se persino tra di loro esiste una precisa gerarchia da rispettare e chi non si allinea viene punito? Dov'è la libertà del popolo, se persino ai parlamentari del Pdl giungono lettere (diktat) dall'alto che bisogna necessariamente seguire? A tal proposito, un esempio concreto di 'diktat cordiale' lo fornisce il 'Popolo Viola Puglia' che pubblica una lettera molto esplicativa sul metodo gerarchico del Pdl. Altro che libertà individuale!
Infine, quale popolo? Qual è il popolo che davvero si riconosce nei principi di libertà e di democrazia? Sarà quello che spara alle gambe dei raccoglitori di arance? Sarà quello che si beve tutto ciò che viene detto in tv? Sarà quello che difende le leggi ad personam di Berlusconi, pensando che servano davvero a tutti? O saranno i giovani senza più un briciolo di capacità critica, immersi soltanto nei culi televisivi, nei telefonini e negli stipendi milionari dei calciatori?
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giovedì 28 gennaio 2010
La Gelmini abolisce lo studio della Geografia nelle scuole
L'abolizione della materia 'Geografia' è l'ultima mossa criminale del ministro Mariastella Gelmini, compiuta nei confronti dell'istruzione pubblica, degli studenti, degli insegnanti e che nuoce ulteriormente al futuro del nostro Paese.La decisione è stata annunciata, ma è passata quasi in sordina. Eppure, prestigiose testate ne hanno parlato (la Repubblica - La Stampa [...]). Chi invece non si è persa la notizia e, anzi, è sobbalzata giustamente dalla sedia è l'Associazione Italiana Insegnanti Geografia che ha lanciato una petizione.
Perché eliminare la Geografia? Per agevolare il piano scriteriato di riduzione dell'orario delle scuole superiori. Un ottimo motivo, non credete? La Geografia verrà, tutt'al più, accorpata allo studio della Storia, nei licei.
Non spetta a noi, qui, definire l'importanza dello studio della Geografia; va da sè che ogni materia scolastica ha eguale importanza sul piano della crescita psicofisica dell'alunno e che la conoscenza del territorio, le sue coordinate fisico-politiche sono fondamentali, soprattutto in una società che si muove sempre di più (bodyscanner permettendo). Non conoscere più le capitali? Che importa? Ma non è questa la Geografia, è ben più della conoscenza nozionistica dei luoghi e delle regioni del mondo.
Un'altra mossa, quindi, per eliminare ancora docenti, senza pudore, senza alcuna remora, senza un plissé. Atteggiamento tipico di due categorie di persone: le ignoranti e le despote. Pensate voi a collocare la Gelmini in una di queste due categorie (o in tutt'e due).
mercoledì 27 gennaio 2010
Come morire lo decido io
La legge sul testamento biologico non è ferma, il ddl è in discussione alla Camera. Ma, sorpresa (o forse no), la maggioranza nega il permesso ai suoi 'adepti' (oppositori del ddl) di votare contro questo assurdo e incivile disegno di legge. Siamo di fronte al solito atteggiamento arrogante che questa maggioranza riserva anche a se stessa, almeno in questo c'è coerenza: il capo comanda e... tutti i servi sono felici di essere comandati.
Ora, ci sembra del tutto naturale che esista una differenza tra eutanasia e desistenza terapeutica. Qui è in ballo la dignità di una persona che, in piena facoltà psicofisica e decidendo se prolungare o meno la propria sofferenza in caso di ospitalizzazione estrema, corre il rischio di trovarsi di fronte a una legge che sbarra la strada alla propria volontà e impone un volere diverso, non desiderato, imposto.
Il 9 febbraio 2009 i medici lanciavano un appello, affinché il ddl fosse rivisto, in favore della ben più sacra dignità personale. Già, perché nessuno ha mai parlato di sacralità della propria volontà (inalienabile, unica, preziosa). E' noto che i governi di destra sono tesi, da sempre, alla disintegrazione delle libertà individuali e collettive, persino della libertà di decidere in autonomia. A tutto questo si aggiungono le ingerenze della chiesa e le connivenze economiche tra quest'ultima e il governo. Ne consegue che da una parte il governo fa forza attraverso le leggi (peggio, i decreti legge!), dall'altra parte la chiesa fa forza con una stanca e trita demagogia pseudobuonista e ipocrita.
Quell'appello oggi è più urgente che mai. Dobbiamo unire le nostre voci a tutte le altre (autorevoli e non). FIRMA ANCHE TU e, se vuoi, unisciti anche al gruppo su facebook dedicato.
'Una mattina mi son svegliato'. La fan page di 'Italiani Imbecilli'
E così, nel giorno della Memoria, siamo rinati su facebook, dopo l'immotivata disattivazione di ieri. Ora esiste una FanPage con un profilo associato (ricordiamo che nella FanPage non c'è limite di numero di iscritti, come invece c'è nei profili).Naturalmente ringraziamo tutti per la solidarietà espressa, il calore, l'entusiasmo e per le richieste di amicizia che crescono ad ogni minuto. Torneremo a fare informazione libera anche su facebook, postando come di consueto le notizie, le analisi, le denunce... a cominciare da questo post.
Quando ieri mi sono svegliato e ho visto che l'account era stato disattivato, la prima cosa che mi sono detto è stata: ci siamo! Quest'esclamazione non dovrebbe neppure essere espressa o pensata da un cittadino di un Paese civile. Evidentemente l'Italia non è un Paese civile. Mi correggo: l'Italia era un Paese civile, ora non più.
A noi non interessa sapere se, dietro alla chiusura, ci sia stato un complotto ordito da qualche iscritto (mosso da irragionevoli ragioni) o se la chiusura sia partita dai gestori di facebook. Noi non facciamo differenza tra queste due entità, per due semplici motivi:
1) La chiusura c'è stata e se questa chiusura è stata il frutto di una segnalazione da parte di sciagurati, la richiesta è dovuta passare necessariamente da chi gestisce facebook che, così, si è resa corresponsabile; tantopiù che facebook non ha fornito nessuna spiegazione, nessun preavviso (ammesso e non concesso).
2) Maroni aveva già fatto sapere che il Ministero dell'Interno aveva stretto rapporti con i gestori di facebook, al fine di poter controllare il traffico ed eventualmente far chiudere i gruppi ritenuti dannosi (a chi?). Peccato che i gruppi che inneggiano alla mafia o al fascismo sono ancora tutti lì, qualcosa dovrà pur dire. Perciò facebook è connivente con il regime, con la censura, con la delazione. Così come conniventi di questo regime sono tutti coloro che, dietro anonimati e vigliaccherie varie, compiono azioni deplorevoli e fasciste come quella di farci chiudere.
Si mettano il cuore in pace, Maroni in primis, perché la Libertà non si censura. La Libertà disegna la linea continua dell'infinito, in un circolo che tende a stringere ogni sopruso nell'oblìo che gli è dovuto!
Quando ieri mi sono svegliato e ho visto che l'account era stato disattivato, la prima cosa che mi sono detto è stata: ci siamo! Quest'esclamazione non dovrebbe neppure essere espressa o pensata da un cittadino di un Paese civile. Evidentemente l'Italia non è un Paese civile. Mi correggo: l'Italia era un Paese civile, ora non più.
A noi non interessa sapere se, dietro alla chiusura, ci sia stato un complotto ordito da qualche iscritto (mosso da irragionevoli ragioni) o se la chiusura sia partita dai gestori di facebook. Noi non facciamo differenza tra queste due entità, per due semplici motivi:
1) La chiusura c'è stata e se questa chiusura è stata il frutto di una segnalazione da parte di sciagurati, la richiesta è dovuta passare necessariamente da chi gestisce facebook che, così, si è resa corresponsabile; tantopiù che facebook non ha fornito nessuna spiegazione, nessun preavviso (ammesso e non concesso).
2) Maroni aveva già fatto sapere che il Ministero dell'Interno aveva stretto rapporti con i gestori di facebook, al fine di poter controllare il traffico ed eventualmente far chiudere i gruppi ritenuti dannosi (a chi?). Peccato che i gruppi che inneggiano alla mafia o al fascismo sono ancora tutti lì, qualcosa dovrà pur dire. Perciò facebook è connivente con il regime, con la censura, con la delazione. Così come conniventi di questo regime sono tutti coloro che, dietro anonimati e vigliaccherie varie, compiono azioni deplorevoli e fasciste come quella di farci chiudere.
Si mettano il cuore in pace, Maroni in primis, perché la Libertà non si censura. La Libertà disegna la linea continua dell'infinito, in un circolo che tende a stringere ogni sopruso nell'oblìo che gli è dovuto!
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martedì 26 gennaio 2010
Il regime ha paura!
E nel giorno in cui Chavez chiude sei emittenti televisive via cavo, anche il nostro account facebook è stato disattivato, senza preavvisi, senza motivi, se non quello che l'informazione libera fa paura, una fottutissima paura ( a loro). Seguiranno aggiornamenti, spero positivi (comunque positivi!).Viva la Libertà! Abbasso tutte le dittature!
PS. intanto abbiamo creato una pagina fan QUI
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lunedì 25 gennaio 2010
Metodologia della condivisione sul web
Il caso di plagio emerso dal 'ratto della battuta' di Luca Barbareschi ai danni di Spinoza.it, ci induce naturalmente a parlare di condivisione sul web. E questo post intende parlare direttamente a tutti quelli che gestiscono un sito, un blog o un forum.La condivisione di informazioni in rete è la colonna portante del sistema di comunicazione informatico. Grazie alla condivisione telematica una notizia può acquistare la forza necessaria ed emergere nel giro di poco tempo. Solo per fare un esempio, quando ricevemmo la mail di Carlo Vulpio che denunciava la sua rimozione dall'inchiesta condotta per il Corriere della Sera, non abbiamo perso tempo a lanciare in rete la sua denuncia e nel giro di due ore e mezza l'informazione aveva già attraversato la blogosfera.
Tuttavia esistono dei rischi. E il rischio maggiore è quello legato al metodo di condivisione. Una notizia può essere condivisa in vari modi, tra questi il meno proficuo (anzi, dannoso) è certamente la copiatura dell'articolo e del suo titolo. Meno proficuo perché? Semplicemente perché il bot di Google, di fronte a molti articoli tutti uguali, 'copincollati', potrebbe penalizzare l'indicizzazione dell'articolo originale. Oppure potrebbe penalizzare tutti gli altri. In ogni caso, un pezzo di informazione in rete andrebbe smarrita, quindi la notizia perderebbe il peso che merita. Senza contare che la copia identica di un articolo è sottoposta alle regole vigenti in materia di diritto d'autore. Secondo la licenza Creative Commons, chi desidera copiare gli articoli altrui dovrebbe anzitutto contattare l'autore, il quale potrebbe anche accettare la pubblicazione, ma dietro sue precise indicazioni che possono essere (come nel nostro caso):
1) Cambiare il titolo
2) Fare un sunto del pezzo (o una presentazione)
3) Inserire la fonte linkata
Esempi di come dovrebbe essere divulgata una notizia, li forniscono molti siti, noi ve ne facciamo vedere uno, dove l'autore presenta il nostro articolo attraverso le sue proprie parole e inserendo il link nel testo.

Si noti anche che il titolo è completamente differente da quello nostro e questo agevola i robots per l'indicizzazione (sua e nostra). Stessa cosa ha fatto il quotidiano 'il Salvagente', riguardo al nostro post sullo spot ingannevole sul nucleare.
Un altro metodo efficace è proprio quello presentato qui sopra: fare uno screenshot dell'articolo che si vuole copiare e pubblicare l'immagine, linkandola. Ieri un sito del PD aveva fatto lo stesso per pubblicare un nostro articolo.
Google ha predisposto un servizio-spam per la segnalazione di quei siti che si appropriano degli articoli altrui ed è emerso il fatto che molti siti 'copioni' sono stati cancellati dall'indice di Google e alcuni di questi persino chiusi.
A fronte di tutto questo, auspichiamo una coscienziosa condivisione degli articoli, per il bene della nostra libertà di informazione (finché c'è). Per quanto riguarda il caso Spinoza.it vs Barbareschi, pensiamo sia ora che i media tradizionali la smettino di rubare il materiale dalla rete senza nemmeno citare gli autori. E poi vorrebbero anche imbavagliarci. Per favore!
Un altro metodo efficace è proprio quello presentato qui sopra: fare uno screenshot dell'articolo che si vuole copiare e pubblicare l'immagine, linkandola. Ieri un sito del PD aveva fatto lo stesso per pubblicare un nostro articolo.
Google ha predisposto un servizio-spam per la segnalazione di quei siti che si appropriano degli articoli altrui ed è emerso il fatto che molti siti 'copioni' sono stati cancellati dall'indice di Google e alcuni di questi persino chiusi.
A fronte di tutto questo, auspichiamo una coscienziosa condivisione degli articoli, per il bene della nostra libertà di informazione (finché c'è). Per quanto riguarda il caso Spinoza.it vs Barbareschi, pensiamo sia ora che i media tradizionali la smettino di rubare il materiale dalla rete senza nemmeno citare gli autori. E poi vorrebbero anche imbavagliarci. Per favore!
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appelli
sabato 23 gennaio 2010
Sciopero degli scrutini: istruzioni per l'uso
Giacché il blocco degli scrutini comporterebbe alcuni rischi per i docenti che lo praticano, fra cui quello di essere precettati dal dirigente scolastico, la lotta della scuola può certamente convergere verso la scelta dello sciopero degli scrutini.Lo sciopero è uno strumento legittimo che, se svolto nel periodo degli scrutini, comporta automaticamente e naturalmente il loro blocco. Il 15 gennaio scorso è stato indetto a Palermo (vedi). Intendiamoci, anche il blocco rimane uno strumento già collaudato (recentemente a Catania e a Cernusco sul Naviglio), ma per realizzarsi deve seguire una procedura più complicata, a cominciare dal fatto che deve essere indetto dai sindacati o da un rappresentante sindacale (RSU) su un tema specifico e locale.
Esiste già un'informativa sulle modalità di svolgimento dello sciopero degli scrutini. Però non copiamo qui l'informativa, questo perché intendiamo rispettare i loro autori e anche perché, copiando i post altrui, possiamo penalizzare a livello di indicizzazione il blog da cui è tratto (ci teniamo a che tutti si comportino in egual modo). Vi diamo però il link, come è giusto che sia. Si trova in QUESTO POST, al secondo capoverso e appartiene al blog 'Coordinamento 3 ottobre'.
Buono sciopero a tutti, per il futuro di questo Paese, per il futuro dei nostri figli.
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scuola
venerdì 22 gennaio 2010
Ti ammazzo in nome di dio!
Sconcertante! I militari statunitensi sono stati dotati di fucili che presentano, sul mirino, un piccolo codice che potrebbe sembrare la matricola dell'arma, ma che in realtà rimanda a passi specifici della bibba. Vengono comunemente chiamati 'i fucili di dio' e sono gli stessi fucili che sparano in Iraq, cioè in area musulmana.Naturalmente, secondo il proprietario dell'industria produttrice di questi mirini, la Trijicon, la cosa non può destare scalpore, dal momento che -dice- a molti soldati viene data anche la bibbia.
La questione però si sposta inevitabilmente sul piano politico-religioso. I soldati vengono naturalmente condotti a capire che quella che si combatte è una guerra di religione, dove Islam e Cattolicesimo si fronteggiano a colpi di fucile. Insomma, una 'guerra santa' condotta in nome e per conto di dio, come al tempo delle crociate. In questo contesto, il soldato è solo uno strumento, perché a volere la morte dell''infedele' è dio! Non ci stupiremmo se si dovesse aprire un contenzioso diplomatico (l'ennesimo) tra la comunità islamica e il Vaticano. Ricordiamo, già che ci siamo, che il Vaticano è uno Stato straniero ospitato in uno Stato laico, per vocazione e per costituzione.
Ma siamo sicuri che l'idea di far imprimere questi codici sia stata soltanto del fabbricante di mirini? Possiamo legittimamente pensare che quel fabbricante sia stato 'invitato' a procedere in tal senso? Noi, come sapete, essendo cartesiani, ci poniamo anche questi dubbi.
Il servizio e il video della 'abc'
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denunce
Gianni Lannes: il governo affida alla 'ndrangheta il compito di smaltire rifiuti nucleari
(Questo post è vecchio come datazione, ma notiamo con piacere che in questi giorni è tornato a nuova vita).La notizia è una di quelle che fa sobbalzare dalle sedie. Il governo Berlusconi ha affidato lo smantellamento delle centrali nucleari presenti in Italia a una delle più potenti e pericolose famiglie mafiose calabresi. A scoprirlo è il coraggioso giornalista Gianni Lannes che ha svolto un'inchiesta, entrando con tre macchine fotografiche dentro una centrale nucleare e osservando per due ore i movimenti dei camion della società ECOGE srl che caricavano rifiuti nucleari. Ma dove finiscono quei rifiuti?
QUEI RIFIUTI RADIOATTIVI FINISCONO IN MARE!
Vengono localizzati siti sottomarini dove giacciono già dei relitti, si caricano le navi da affondare con a bordo i rifiuti nucleari da smaltire (interi containers) e poi si affondano!
E' la zona di mare antistante al Gargano ad essere stata individuata dal giornalista come zona predestinata allo scarico dei rifiuti radioattivi di quella centrale, ma possiamo facilmente immaginare che non sia l'unico specchio di Mare Nostrum ad essere interessato all'avvelenamento e all'attività criminale in questione.
In tutta questa brutta storia ci sono almeno tre punti di estrema gravità:
1) Il governo affida alla 'ndrangheta il compito di smaltire i rifiuti radioattivi.
2) I rifiuti radioattivi vengono affondati in mare con tutte le navi.
3) La notizia viene censurata dai media e Gianni Lannes è stato minacciato di morte.
Questo avviene con il consenso di questo governo e con la colpevole complicità silenziosa dei media. Ma la colpevole complicità è anche di coloro che credono che con altri governi il problema si risolvi! E votano. Non esitono governi buoni. L'unica soluzione è l'autogoverno, la cooperazione, il federalismo anarchico.
Oggi a pranzo... pesce?
Questo il video della forte denuncia di Gianni Lannes.
Articolo su 'Il Gargano' (pdf)AGGIORNAMENTO DEL 10 DICEMBRE 2010
Il sito di Lannes è stato oscurato dalla Barilla, a causa dell'inchiesta circa il traffico di armi che coinvolge l'azienda e delle pessime condizioni sanitarie degli stabilimenti. Esprimiamo solidarietà a Gianni.
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giovedì 21 gennaio 2010
Sciopero degli scrutinii e un Comitato Nazionale Genitori: la lotta per la difesa della scuola pubblica continua
Non c'è bisogno di informarvi ancora sui danni che questo governo ha prodotto alla scuola pubblica. D'altra parte, se osservate bene sotto il titolo del blog, c'è una scheda dedicata alla scuola, basta entrarci e potete trovare tutto il campionario di nefandezze partorito dalle menti più contorte e antidemocratiche che il nostro Paese abbia mai avuto in tutta la sua storia, insieme a quella di Mussolini.Ma al peggio non c'è mai fine, lo abbiamo imparato proprio con questo governo. Quel che oggi rimane della scuola pubblica sarà presto completamente smantellato. E' in atto un golpe nella scuola. Tutte le prerogative democratiche, proprie degli istituti scolastici, saranno abolite; ogni funzione didattico-amministrativa sarà subordinata a decisioni aziendali, cioè a veri consigli di amministrazione che sostituiranno il Collegio dei Docenti; gli insegnanti saranno tenuti vigliaccamente al guinzaglio e continuamente, subdolamente ricattati; i programmi verranno svuotati di ogni loro intrinseco peso culturale specifico; i libri di testo revisionati in senso fascista; gli studenti verranno inconsciamente indotti ad abolire la loro capacità di ragionamento. Eccetera (purtroppo).
La proposta di sciopero degli scrutinii è forse l'ultimo colpo rimasto a coloro che, da due anni almeno, stanno lottando per salvare l'istruzione pubblica. Poi non rimane altro da fare che la Rivoluzione. Questa proposta di sciopero è stata lanciata il 15 gennaio 2010 in un'assemblea di docenti a Palermo. Quasi contemporaneamente, a Modena, è stato costituito un 'Comitato Nazionale dei Genitori' a sostegno della scuola pubblica che mira ad un coordinamento nazionale di tutti i genitori degli alunni.
Riguardo allo sciopero degli scrutinii, occorre dire che è cosa ben diversa dal blocco degli stessi (vietato per legge, chissà come mai). Quindi, in termini tecnici, si tratta di una legittima autosospensione dal lavoro. Bisognerà forse tenere conto di un'altra norma che vieta agli insegnanti di effettuare scioperi di oltre due giorni consecutivi. Ma se questa norma esiste davvero, potrebbe essere facilmente aggirata, organizzando uno sciopero a giorni alterni., oppure seguendo QUESTE INDICAZIONI. Invitiamo tutti i docenti a prendere in considerazione lo sciopero degli scrutinii. Anche ai genitori porgiamo l'invito a costituire comitati locali e a mettersi in contatto con quello modenese, per un efficace coordinamento nazionale.
Per il futuro di questo Paese. Per la cultura dei nostri figli!
Il video dell'assemblea palermitana
Il gruppo su facebook del Comitato Nazionale Genitori
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scuola
mercoledì 20 gennaio 2010
'il più grande laboratorio culturale e civile del Paese'
Avete notato le virgolette nel titolo? Si tratta di un'affermazione relativa al ruolo della televisione pubblica in Italia, pronunciata da Sergio Zavoli (nella foto), presidente della Commissione di vigilanza della Rai. L'ha pronunciata ieri, 19 gennaio 2010, in occasione del seminario vigilanza a tutela del servizio pubblico televisivo. Secondo Zavoli, quindi, la Rai è 'il più grande laboratorio culturale e civile del Paese'.Adesso, per cortesia, che nessuno si mostri più nei salotti televisivi a dire che la tv non ha carattere formativo! Dopo questa dichiarazione di Zavoli, nessuno ha più il diritto di dire che la tv è solo una scatola elettronica alla quale il pubblico dà un proprio significato, una propria connotazione. Nessuno deve più dire che la tv è lo specchio della società! Le parole di Zavoli sono chiarissime, ma le traduciamo per i meno attenti: la Rai costruisce giorno per giorno la cultura dell'Italia, quindi la società civile tutta!
Non è che avessimo dubbi in proposito, sia chiaro, anzi... lo abbiamo sempre affermato, il problema sussiste quando ci si domanda quale tipo di cultura sia quella offerta dalla tv (pubblica e privata). Ma procediamo con ordine. La televisione è davvero lo specchio della società? La Rai si limita davvero a restituire soltanto l'immagine del Paese? Assolutamente no, se non in un grottesco gioco di rimbalzo, per cui ciò che essa mostra è il risultato della sua formazione. Infatti non basta vedere in tv gli stessi nostri atteggiamenti, gli stessi nostri gusti, gli stessi nostri vestiti per dire che la tv è lo specchio della società. Se ad esempio mi accorgo che quell'attore, in quella fiction, possiede il mio stesso cellulare, non devo pensare che sia stato lui a copiare me, bensì io a copiare quello che la tv mi impone di acquistare con la sua propaganda (il verbo imporre non è scelto a caso).
Ma le affermazione di Zavoli spingono il discorso anche sul piano sociopolitico. Se la tv costruisce cultura e civiltà, allora non possiamo più domandarci se il baratro culturale in cui ci troviamo oggi, nonché il basso grado di inciviltà in cui siamo caduti, siano da imputare al ruolo della tv; non possiamo chiedercelo perché oggi ne abbiamo la certezza, proprio grazie alle parole di Zavoli.
Esiste anche la cultura della non-cultura e anche quella del plagio e forse Zavoli si riferiva a questi casi. Infatti, come chiamare la reiterata censura delle notizie nei telegiornali (Minzolini in testa), se non -appunto- non-cultura? E come chiamare la subdola (ormai anche palese) propaganda governativa presente in ogni trasmissione, in ogni accurata scelta dei palinsesti, in ogni montaggio video, in ogni scelta redazionale? Noi la chiameremo limpidamente cultura del plagio! Beh, se la tv è 'il più grande laboratorio culturale e civile del Paese', non ci stupisce il fatto che le nuove (ma anche no) generazioni abbiano in mente prevalentemente telefonini, palloni e culottes. Se poi Zavoli vuole dirci che i telefonini, i palloni e le culottes sono gli elementi base del suo 'laboratorio di cultura'... prendiamo atto del suo concetto di cultura. E che nessuno osi ancora dimostrare che esistono programmi culturali, perché l'azione della tv sulle coscienze non si misura con i palinsesti settimanali, bensì attraverso il loro subdolo e inesorabile lavoro nel lungo termine.
A chi è affidata la vera cultura in tv, oggi? Ai Minoli? Alle Clerici? Ai Minzolini? Ai Cucuzza? Ai Marzullo? Ai Vespa? Con tutto il rispetto: il risultato di questo 'grande laboratorio culturale e civile' lo abbiamo tutti sotto gli occhi! (video 1) (video 2) (è già abbastanza così).
PS. ...e cambiare canale non serve a niente.
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tv e regime
Terza media addio? Pronto l'emendamento per un Paese di ignoranti
Un emendamento al ddl lavoro, già approvato dalla commissione Lavoro della Camera, sta per approdare in Senato. L'emendamento prevede la facoltà di inserimento nel mondo del lavoro dei ragazzini di 15 anni, anche senza l'ausilio della licenza media. Quest'ultima sarà acquisita 'in virtù' del periodo di apprendistato del ragazzino sottoposto al lavoro.
L'obiettivo del governo è chiarissimo, al di là di tutte le chiacchiere che verranno a raccontarci in tv per convincerci che l'emendamento è una cosa buona: forgiare braccia e cervelli ignoranti, adatti ad accogliere meglio il regime. Tra l'altro, l'insano progetto è uno dei tanti che il piduista Licio Gelli aveva previsto nel suo nefasto 'Piano di rinascita democratica' ('Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro' [...] abolizione della validità legale dei titoli di studio).
Considerata la linea piduista del governo, non è difficile intuire quanto sia pericolosa questa decisione per il futuro del nostro Paese. La formazione lavorativa, in luogo di quella didattica e culturale, genera individui incapaci di difendersi sul piano intellettuale. Le microconoscenze di un ragazzo che possiede soltanto la seconda media, infatti, non consentono alcuno scudo contro le mille trappole, anche burocratiche, della vita.
Ma la cosa più distruttiva, per un fanciullo di quell'età senza studi adeguati, è l'impossibilità di formarsi una propria coscienza critica, capace di porsi -da solo- come elemento di contrasto alle insidie nascoste, subdole, feroci, di qualsiasi regime, come il nostro.
Si possonno fare altre considerazioni su questo screanzato emendamento (prima fanno le leggi e poi ci infilano gli inghippi sottoforma di emendamenti), ad esempio si può parlare dell'assurdità del lavoro minorile oppure del fatto che la Costituzione garantisca istruzione per tutti. Parlatene voi nei commenti, se volete.
Tutte le chiacchiere che sentiremo dire (ovviamente in tv) intorno alla bontà di questo emendamento, sono solo spazzatura e vile tentativo di imbonire la massa!
L'obiettivo del governo è chiarissimo, al di là di tutte le chiacchiere che verranno a raccontarci in tv per convincerci che l'emendamento è una cosa buona: forgiare braccia e cervelli ignoranti, adatti ad accogliere meglio il regime. Tra l'altro, l'insano progetto è uno dei tanti che il piduista Licio Gelli aveva previsto nel suo nefasto 'Piano di rinascita democratica' ('Il rimedio consiste: nel chiudere il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio - posto di lavoro' [...] abolizione della validità legale dei titoli di studio).
Considerata la linea piduista del governo, non è difficile intuire quanto sia pericolosa questa decisione per il futuro del nostro Paese. La formazione lavorativa, in luogo di quella didattica e culturale, genera individui incapaci di difendersi sul piano intellettuale. Le microconoscenze di un ragazzo che possiede soltanto la seconda media, infatti, non consentono alcuno scudo contro le mille trappole, anche burocratiche, della vita.
Ma la cosa più distruttiva, per un fanciullo di quell'età senza studi adeguati, è l'impossibilità di formarsi una propria coscienza critica, capace di porsi -da solo- come elemento di contrasto alle insidie nascoste, subdole, feroci, di qualsiasi regime, come il nostro.
Si possonno fare altre considerazioni su questo screanzato emendamento (prima fanno le leggi e poi ci infilano gli inghippi sottoforma di emendamenti), ad esempio si può parlare dell'assurdità del lavoro minorile oppure del fatto che la Costituzione garantisca istruzione per tutti. Parlatene voi nei commenti, se volete.
Tutte le chiacchiere che sentiremo dire (ovviamente in tv) intorno alla bontà di questo emendamento, sono solo spazzatura e vile tentativo di imbonire la massa!

martedì 19 gennaio 2010
Nucleare italiano: piccoli passi per un grande obiettivo
- Le briciole di Pollicino -Sei anni fa (si tenga a mente), nel corso di una conferenza sul rapporto tra arte e scienza, un gruppo di studenti chiesero lumi circa la possibilità data al loro liceo di effettuare un'uscita didattica in una grande città italiana, in occasione di una sorta di convegno sulla scienza e sulle tecnologie atomiche. Mi dissero anche che erano stati quasi obbligati ad aderire al viaggio per seguire quel convegno, in luogo delle consuete mète artistiche, quindi nel loro caso non si sarebbe trattato di una possibilità, ma di un dovere. O ti mangi questa minestra... La cosa mi insospettì, ma non volli questionare sulle scelte didattiche delle scuole e dei loro piani di offerta formativa, di quel liceo in particolare. Però risposi loro dicendo che per raggiungere i grandi obiettivi, bisogna compiere tanti piccoli passi. Quell'obbligo imposto ai ragazzi di seguire una relazione sul nucleare rappresentò (e rappresenta ancora) uno di questi piccoli passi. Verso cosa? L'obiettivo finale era ed è, ovviamente, far rinascere in Italia la questione sul nucleare, al fine di costruire nuove centrali atomiche sul nostro territorio.
Quando a quegli studenti dissi tutto questo, sei anni fa, qualcuno di loro rise, altri strabuzzarono gli occhi, altri ancora, esclamando 'buum', assunsero l'espressione di quelli che ti dànno del matto e tutti in sala ebbero un moto di stupita irritazione simile a quello vostro, cari lettori, nel leggere adesso che il vero obiettivo del governo è quello di realizzare ordigni nucleari di marca tutta italiana, per la gioia di coloro che speculeranno sulla loro vendita: industriali, politici, intermediari e affaristi mercenari senza scrupoli.
Oggi quei ragazzi avranno 23 anni circa. Mi piacerebbe incontrarli di nuovo, ma non per sentir dire 'aveva ragione lei', ma per constatare di persona quanti di loro si siano lasciati abbindolare dalla propaganda di questo governo e quanti, magari ripensando alle mie parole, continuano a ripudiare l'energia nucleare.
Parimenti ricordo quando nel 1992 parlavo di imminente rinascita del fascismo o di varie altre 'premonizioni', poi avverate. Ma non sono un veggente. Il fatto è che bisogna saper percepire anzitempo i cambiamenti sociali e politici di un Paese. Ci sono segnali da non sottovalutare mai, sono come le briciole di Pollicino che, però, portano nel futuro: piccoli passi, dichiarazioni buttate con nochalance nella scatola della tv, convegni da seguire con quasi-obbligo di frequenza, strane reazioni dell'opinioone pubblica, ecc. Ascoltiamo.
Quando a quegli studenti dissi tutto questo, sei anni fa, qualcuno di loro rise, altri strabuzzarono gli occhi, altri ancora, esclamando 'buum', assunsero l'espressione di quelli che ti dànno del matto e tutti in sala ebbero un moto di stupita irritazione simile a quello vostro, cari lettori, nel leggere adesso che il vero obiettivo del governo è quello di realizzare ordigni nucleari di marca tutta italiana, per la gioia di coloro che speculeranno sulla loro vendita: industriali, politici, intermediari e affaristi mercenari senza scrupoli.
Oggi quei ragazzi avranno 23 anni circa. Mi piacerebbe incontrarli di nuovo, ma non per sentir dire 'aveva ragione lei', ma per constatare di persona quanti di loro si siano lasciati abbindolare dalla propaganda di questo governo e quanti, magari ripensando alle mie parole, continuano a ripudiare l'energia nucleare.
Parimenti ricordo quando nel 1992 parlavo di imminente rinascita del fascismo o di varie altre 'premonizioni', poi avverate. Ma non sono un veggente. Il fatto è che bisogna saper percepire anzitempo i cambiamenti sociali e politici di un Paese. Ci sono segnali da non sottovalutare mai, sono come le briciole di Pollicino che, però, portano nel futuro: piccoli passi, dichiarazioni buttate con nochalance nella scatola della tv, convegni da seguire con quasi-obbligo di frequenza, strane reazioni dell'opinioone pubblica, ecc. Ascoltiamo.
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Realismo
Come nasce l'adorazione e la devozione nei confronti di Berlusconi
Va bene, poichè questo è un post, dobbiamo essere stringati. Allora lasciamo a voi il compito di ragionare su quanto scriveremo. Fate conto che ITALIANI IMBECILLI voglia adesso lanciare un seme nella terra. La terra siete voi. Annunciamo soltanto che per scrivere questa breve analisi ci siamo rifatti a studi accademici che, seppur antichi, tornano ancora utili.Nella tragedia, gli spettatori si identificano totalmente con l'eroe protagonista, lo difendono, si addolorano insieme a lui, vivono i suoi stessi sentimenti, si indignano e gioiscono con lui. L'eroe tragico è vessato, costretto a superare prove psicofisiche difficili, circondato da nemici e malelingue, sortilegi e mostri. Il pubblico sta sempre dalla parte di questo eroe, appoggia ogni sua decisione, condivide anche le sue bugie e gli rimane fedele fin oltre la sua morte.
Ma come avviene questa immedesimazione totale del pubblico? Per rispondere, dobbiamo far ricorso agli scritti del filosofo greco Aristotele che del Teatro si occupò lungamente, codificando i generi e analizzando ogni suo aspetto. Scritti che si trovano nella 'Poetica'.
La catarsi tragica, cioè la purificazione dai cattivi umori, passa sempre attraverso un duplice sentimento che il pubblico deve poter provare; si tratta di due sentimenti precisi: orrore e commiserazione (o terrore e pietà). Il Teatro tragico si occupa anzitutto di creare ad arte uno stato d'animo presso il pubblico. Per prima cosa è l'orrore che deve far breccia nella psiche del pubblico, cioè qualcosa di terribile che può mettere in crisi ogni comune mortale, sia essa crisi psicologico-emotiva oppure materiale. E' esattamente in questa fase che il pubblico comincia a immedesimarsi con l'eroe tragico, cioè quando il protagonista è alle prese con vicende che possono impaurirlo, ferirlo, ucciderlo. Il pubblico sente su di sè questo dolore, se ne appropria inconsciamente. L'orrore fa leva sul sentimento popolare.
Subentra la commiserazione. L'eroe ferito, vessato, ucciso, smuove di conseguenza un grande sentimento di pietà presso il pubblico, il quale gli perdona tutto. D'un colpo, l'eroe terreno è già diventato elemento spirituale, divino, sacro. Nessuno oserebbe accusare un santo, di alcunché. Di più, il pubblico scaccia automaticamente dalla propria coscienza qualsiasi negatività legata all'eroe e rigetta ogni presunta malignità proferita da chi 'gli vuole male'. Ciò avviene perché il pubblico, essendo tutt'uno con l'eroe, non accetta cattivi pensieri su se medesimo. Assolvendo l'eroe, il pubblico si autoassolve. Ecco una forma concreta di catarsi finale.Tutto questo, però, non può avvenire senza un medium che si frappone tra eroe e pubblico. Deve poter esserci un mezzo di comunicazione diretto tra un semidio e un comune mortale. Nel teatro greco antico, questo medium era rappresentato dal coro. Il coro, formato da attori posti nell'orchestra, è una cassa di risonanza delle emozioni, sottolinea le espressioni o alcune parti di testo, pone l'accento su un argomento, insiste su determinate situazioni, ripete e pubblicizza le dichiarazioni e i sentimenti dell'eroe. E' il coro il vero costruttore di quel duplice sentimento che sta alla base della tragedia.
In questo scritto si riassume la nostra società, dove, per chi non l'avesse capito, l'eroe è Berlusconi, il pubblico sono i suoi fedeli, il coro è la televisione. Curiosità: se il pubblico sente veramente queste emozioni, l'attore -che recita- può anche non provare alcun sentimento, utilizzando allo scopo solo una buona tecnica. E' il pubblico che viene ingannato! Non scordiamo che nel teatro greco la parola 'attore' si traduce in ὑποκρίτης (hypocrités) e se 'tutto il mondo è teatro', in Italia lo è in maniera esageratamente spudorata!
Buon pro' vi faccia.
Nota 1
Nell'aggressione a Berlusconi avvenuta a Milano, esistono tutte le caratteristiche del teatro greco tragico, anche il rifugio di Berlusconi in automobile e l'esposizione al pubblico del suo sangue. Infatti, nella tragedia greca la cruenta morte di un eroe non avviene mai sulla scena, ma dietro la skenè (tenda-> scena). Solo dopo il corpo esanime viene portato sulla scena e mostrato al pubblico addolorato e indignato. C'è chi piange. E' la catarsi.
Nota2
Chi volesse trasportare nel proprio sito questo o altri nostri scritti, è libero di farlo, ma vi preghiamo di cambiare il titolo, di riassumere la storia con altre parole (basta una presentazione o un sunto) e di linkare il blog. Grazie.
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Le mie analisi
domenica 17 gennaio 2010
Attività HAARP nei giorni del terremoto ad Haiti
Nel post precedente, un gentile lettore (Vespasiano, che ringraziamo) segnalava nei commenti un video (che è stato prontamente rimosso da YouTube, come ci ha segnalato alex nei commenti. Ringraziamo alex) che rappresenta l'attività delle radiazioni elettromagnetiche delle antenne HAARP nei giorni del terribile terremoto ad Haiti. Abbiamo raggiunto il sito visualizzato in quel video e abbiamo constatato di persona (il sito risulta inaccessibile alla data di oggi, 11 aprile 2011). L'immagine che vedete qui in alto rappresenta la sequenza dei tre giorni di attività delle radiazioni. Come si può notare, l'attività di risonanza inizia giorno 10 e termina giorno 12 nel primo pomeriggio (cliccare sull'immagine per ingrandirla).Nutriamo perciò dubbi intorno al fatto che, quello di Haiti, sia stato un terremoto di origine naturale. Il progetto HAARP viene considerato una vera e propria arma di distruzione di massa, se impiegata per questi scopi (ma di altri scopi benefici e filantropici non ne vediamo). Del resto, è risaputo che siamo all'interno di un sistema che sta attuando una severa guerra globale attraverso il controllo e la modifica del clima e del pianeta con i suoi abitanti. Molti sostengono che le antenne HAARP posizionate in Alaska non riescono -data la loro posizione- a puntare milioni di megawatt su un punto diametralmente opposto del globo. Vero, ma è proprio per ovviare a questo problema tecnico che è nato il progetto associato delle chemtrails (scie chimiche) che, rilasciando metalli pesanti e altre schifezze venefiche, costruiscono nella ionosfera una membrana di risonanza e di propagazione per le radiazioni HAARP.
Per qualsiasi chiarimento e approfondimento in materia, potete consultare il sito tankerenemy.com o cliccare sul banner 'scie chimiche, basta!'.
Il terremoto a Sumatra del 7 aprile 2010 (attività HAARP)
AGGIORNAMENTO DEL 15 aprile 2010
Sulla base di quanto abbiamo scritto (in esclusiva), molti cittadini hanno potuto constatare di persona l'assoluta coincidenza dei terremoti con queste attività HAARP. Qualcuno ha anche realizzato un video che mostra queste coincidenze in sequenza. Ricordiamo che gli Stati sono organismi nati con lo scopo di tenere sotto costante controllo i popoli (per il tornaconto delle oligarchie spacciate per democrazie, là dove le dittature si fanno chiamare democrazia), per conseguenza le catastrofi possono essere generate artificialmente per giustificare futuri diktat, controlli, leggi, restrizioni... in nome della famigerata 'sicurezza' (personale e nazionale). Queste strategie funzionano da 3000 anni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: con gli Stati e i governi la sicurezza è sempre un miraggio, la ricchezza dei popoli solo una grande utopia.
AGGIORNAMENTO DEL 12 MARZO 2011 - TERREMOTO IN GIAPPONE
Per vedere l'attività HAARP in Giappone nei giorni precedenti il sisma CLICCA QUI
Naturalmente, i video che denunciano l'attività criminale dei governi (compreso haarp) vengono censurati. Un motivo in più che attesta la cattiva fede dei governi e degli Stati, nonché la loro falsità e debolezza. In questo caso il video è stato segnalato da Sandro Pascucci (fascista). Se cliccate su play lo vedrete anche scritto.
Ma per fortuna la rete è vasta:
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denunce
Governo haitiano informato sui progetti petroliferi. Scienziati invitano allo sfruttamento del sottosuolo
Traduzione dal sito metropolehaiti.comGli scienziati Daniel e Ginette Mathurin rivelano che alcuni membri del governo, compreso il primo ministro, sono informati delle ricerche sugli idrocarburi nel sottosuolo di Haiti. 'Ho spedito dei documenti ai ministri sui quali si prenderanno decisioni a lingo termine', dichiara Daniel Mathurin, sottolineando che in una decina di anni risentiremo fortemente delle implicazioni finanziarie dovute ai cambiamenti climatici.
Rispondendo alle critiche dei pessimisti sulla presenza di siti petroliferi ad Haiti, Daniel Mathurin era contento del dibattito già in atto. 'Un ricercatore francese che ha condotto sondaggi nel sottosuolo, ci ha detto che il petrolio di Haiti è di ottima qualità', dichiarano Daniel e Ginette Mathurin. Il fatto che il deposito di petrolio nel sottosuolo sia geologicamente antico dimostra la sua grande qualità. 'Il sottosuolo di Haiti è vecchio da 200 a 800 milioni di anni', spiegano i due scienziati.
Secondo Daniel Mathurin, il capo di Stato e il primo ministro haitiani sono regolarmente informati sulle ricerche già realizzate e si dimostrano interessati per i siti petroliferi.
Egli rivela che alcuni membri del settore privato stanno prendendo in considerazione la creazione di una raffineria che, oltre a soddisfare il fabbisogno energetico della popolazione, permetterà di formare tecnici haitiani nel settore petrolifero. 'Si stima che lo sfruttamento del petrolio, tra una trentina di anni, sarà più benefico per il Paese', dice Daniel Mathurin, sottolineando che il primo ministro Alexis ha avuto un colloquio con questi imprenditori.
Tuttavia Daniel Mathurin privilegia il nucleare, poiché è possibile produrre tra i 900 e 1500 megawatt di elettricità.
Secondo Daniel Mathurin le principali regioni che saranno dotate di siti petroliferi sono Thomonde, Maïssade, Caradeu ( Tabarre), Golfe de la Gonave, Gros Morne et presqu’île du Nord-ouest.
Ponendo l'accento sulla necessità del Paese di sfruttare le proprie risorse petrolifere, gli scienziati ricordano che l'utilizzo del petrolio è nefasto e verrà, a lungo termine, rimpiazzato in parte da energie rinnovabili.
Articolo originale
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sabato 16 gennaio 2010
Piano Marshall per Haiti e 10 anni di tentacoli USA
Traduciamo dal francese un articolo tratto dal sito courrierinternational.comGli aiuti urgenti per Haiti sono appena all'inizio e già molte voci si alzano per reclamare un Piano Marshall capace di ricostruire il Paese. Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, parla del 'bisogno di un aiuto più grande per la ricostruzione' e dunque di andare 'oltre l'urgenza per definire un lungo periodo di aiuti'. Secondo gli esperti contattati dal giornale 'Le Devoir', Haiti avrà bisogno di molti miliardi di dollari nell'arco di un decennio per rimettere in sesto le infrastrutture.
Già molti Paesi, tra cui la Francia, gli USA, il Canada e il Brasile, hanno deciso di lavorare di concerto per preparare una conferenza internazionale, al fine di ristabilizzare il Paese. Ma rimane da capire chi potrà finanziare questo progetto. LoStato più povero delle Americhe è già pesantemente indebitato. In più, sempre secondo gli esperti, la gestione (della ricostruzione ndt) deve essere compiuta attraverso un organismo esterno alle amministrazioni locali per poter affrontare la corruzione dilagante che è causa della scarsa qualità degli edifici, quindi della loro insicurezza.
(fine traduzione)
Articolo originale
ITALIANI IMBECILLI si chiede: quanti Piani Marshall ci sono nel mondo? E soprattutto, quanti ancora in progetto? Da dove arriveranno veramente i soldi per Haiti?
Dagli USA Obama fa sapere che esiste un ClintonBushHaitiFund.org, cioè un'organizzazione in grado di raccogliere fondi per Haiti. Anche l'Europa non è da meno, infatti è molto attiva attraverso le campagne pubblicitarie che invitano i cittadini a spedire SMS per donare due euro. Volendo fare la parte di quelli sospettosi a tutti i costi, noi stiamo già pensando alla truffa che fu messa in piedi dalle compagnie telefoniche al tempo dello tsunami in Indonesia, quando un terzo di tutti i soldi inviati via SMS transitò dalla Svizzera e lì vi rimase.
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'Dolce Vita', la rivista più coraggiosa e indipendente d'Italia
E' uscito il nuovo numero di 'Dolce Vita', la rivista dedicata agli stili di vita alternativi e alla cultura della cannabis. Si tratta di una rivista bimestrale che si trova nelle edicole delle principali città italiane e che ci piace segnalare non soltanto perché in quest'ultimo numero si fa riferimento al nostro blog o perché con Matteo Gracis (il direttore editoriale) abbiamo instaurato un rapporto di amicizia, ma perché questa rivista riassume in maniera ineccepibile quello che una comunità civile dovrebbe conoscere in merito al proprio stile di vita. E a giudicare dalla tiratura (15 mila copie) e dai commenti dei lettori presenti nei siti ufficiali, non è difficile intuire quanto sia piacevole e interessante il suo contenuto: un indice ricchissimo di argomenti e rubriche che spaziano dalla cultura della cannabis (che investe anche l'area terapeutica), alla musica, ai media, all'informazione sociopolitica, alla natura e poi ancora libri, film, arte, eccetera.Chi vi scrive, crede fermamente che i cambiamenti sociali dipendano da ciò che gli individui conoscono. E' evidente che più argomenti si conoscono, migliore sarà la società. Esistono temi, ad esempio, che vengono puntualmente censurati dai media nazionali e che invece dovrebbero essere trattati, quantomeno per farne conoscere l'esistenza. Dolce Vita mostra altri punti di vista, quelli tenuti nascosti, quelli utilizzati dall'informazione ufficiale solo per distorcere la realtà.
Sito ufficiale
Su myspace
Su facebook
Matteo Gracis su facebook
Nel sito ufficiale di Dolce Vita si possono scaricare gli arretrati in pdf.
6JWA39MTECMM
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giovedì 14 gennaio 2010
Quattro domande a quelli che hanno difeso il vaccino contro l'H1N1
Adesso che persino il presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d'Europa, Wolfang Wodarg, dice che l'affare dell'influenza A/H1N1 è stata una truffa colossale, una 'falsa pandemia', vogliamo sapere da tutti coloro che hanno difeso la necessità della vaccinazione le seguenti:1) su quali basi avete difeso la vaccinazione?
2) perché avete agevolato una truffa colossale?
3) chi vi ha manovrati?
4) siete stati pagati per mentire? E chi vi pagati?
Può anche darsi che alcuni sostenitori della bontà del vaccino abbiano parlato per ignoranza, per cieca fede nella scienza o per ingenuità personale. Ma noi ci rivolgiamo soprattutto ai medici, agli 'scienziati', agli 'esperti', in particolar modo al Dottor Giuseppe Mele, Presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), il quale è stato oggetto di un curioso avvenimento che ci teniamo a riassumere anche in questo post.
Il 30 agosto 2009, il Dr Giuseppe Mele si era premurato ad esortare la cittadinanza affinché i bambini non venissero sottoposti alla vaccinazione. Questa lettera era stata pubblicata da CatanzaroNotizie.it (qui l'immagine presa dalla cache di Google), ma qualche tempo dopo, con enorme sorpresa, ci siamo resi conto che quella lettera era stata eliminata dal sito (vedi). E non è tutto: il Dr. Giuseppe Mele, contraddicendo la sua stessa lettera, si era poi lanciato in una campagna a favore della vaccinazione (vedi in fondo a quest'articolo).
Come la mettiamo, adesso? Cosa diranno i parenti delle vittime da vaccino? Cosa faranno? Noi non vogliamo saperlo, per ora a noi interessano soltanto le vostre risposte alle domande di cui sopra. Aspettiamo.
PS. Il nostro ormai antico dossier sulla pericolosità del vaccino, con tutti gli aggiornamenti, è sempre visibile a questo link.
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Haiti - Link utili per ricerche di parenti e amici
Per tutti coloro che sono alla ricerca di notizie in merito ai propri parenti e/o amici (haitiani e non), questo blog segnala alcuni link utili.Il servizio è fornito dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr).
Per prima cosa cercate il nome in questa lista. Inserite il nome nell'apposita casella. Se trovate la persona che avete cercato, cliccate sul suo nome per inviargli un messaggio.
Per far conoscere alla vostra famiglia dove vi trovate in questo momento, cliccate qui e registratevi (per favore, non registratevi senza alcun motivo). In questo modo i membri della vostra famiglia (che consulteranno la lista di cui al link precedente) potranno sapere che voi li state cercando.
Se i nomi che cercate non sono nella lista, registrateli a questo link.
Per registrali dovete riempire il formulario nelle due parti, dove inserirete informazioni su di voi (anche se vi siete registrati nella lista) e sulla persona che state cercando.
Se desiderate cercare più persone, dovete ripetere l'operazione per ciascuna di esse.
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martedì 12 gennaio 2010
Rosarno, i massacri e la disinformazione in tv
L'esperienza ci insegna che quando la tv spende tante chiacchiere su un argomento come i fatti di Rosarno, vuol dire che qualcuno vuol tentare di rivoltare le cose, stemperarle, renderle fumose per non far individuare le colpe (tutte) che questo governo ha, almeno in questo caso.In realtà la questione è molto semplice, se scremata da tutti gli orpelli inutili. Le cose necessarie da sapere sono le seguenti.
1) Una grandissima parte di questi stranieri aveva un regolare permesso di soggiorno, cioè non era fuorilegge, ma il governo li ha fatti deportare per realizzare il disegno della pulizia etnica.
2) La reazione degli stranieri, ridotti ad un simile stato di schiavitù, è stata logica, consequenziale, umana. Ma nessuna tv si sofferma sulle possibili e reali condizioni psicologiche dell'Uomo costretto in siffatti contesti degradanti e alienanti.
3) Le condizioni di sfruttamento e di schiavitù (che in un Paese civile non dovrebbero esistere), sono state coperte -se non agevolate- da questo governo. Nessun controllo sul territorio, nessuna preoccupazione da parte dell'Ispettore del lavoro, nessuna indagine da parte della Guardia di Finanza, nè delle altre forze dell'ordine, nessun sospetto sul reclutamento della forza lavoro.
4) La reazione dei rosarnesi coinvolti negli scontri è il frutto di un imbarbarimento della cultura locale, dovuta alla debolezza mentale di chi recepisce in maniera passiva le informazioni razziste dei media di regime, reiterate per anni (come sta facendo la televisione italiana soprattutto con questo governo) e che hanno modificato la coscienza di questi cittadini.
5) L'aggressione dei rosarnesi con armi da fuoco contro gli stranieri, rappresenta la più bassa delle trivialità concepibili e riferite all'essere umano. Colpire chi è già debole è anche segno di vergognosa vigliaccheria.
6) I responsabili dell'aggressione con armi da fuoco non sono stati ancora individuati. E' strano, specialmente in un piccolo paesotto. Se i colpi di arma da fuoco fossero stati sparati da 'clandestini' contro degli italiani benestanti, probabilmente i responsabili sarebbero già in carcere.
7) Il ruolo della 'ndrangheta ha giocato un ruolo fondamentale nel tener nascosta la verità sulle condizioni di 'vita' di questi stranieri, sul metodo di reclutamento, sui non-contratti stipulati e sulla non ospitalità.
A questo punto, le cose che andrebbero evidenziate in tv, nei sondaggi, nei vari dibattiti e nei talk-show, dovrebbero essere le seguenti (fate ora finta di vivere in un Paese civile con una vera informazione televisiva, democratica):
1) Le leggi di questo Stato, in materia di accoglienza e di integrazione, sono state ignorate dal governo? E se sì, perché?
2) Quanto può resistere psicologicamente e fisicamente un uomo in queste condizioni di lavoro e di miseria?
3) Il governo ha avuto responsabilità nel creare e mantenere le condizioni di sfruttamento?
4) Il ruolo della tv ha responsabilità nell'aver fomentato l'odio e il razzismo, in maniera anche subdola?
5) Si può quantificare il grado di vigliaccheria di un individuo che colpisce un altro individuo più debole? E se sì, quanta vigliaccheria c'è stata in quegli aggressori col fucile?
6) Chi ha sparato agli stranieri è uccel di bosco: il governo ha posto un veto nelle ricerche dei responsabili che hanno gambizzato gli stranieri?
7) In tutti questi anni, la mafia locale che gestisce la forza lavoro in quelle aziende agricole ha forse preso patti con il governo?
Soffermiamoci su queste domande. Tutto il resto sono chiacchiere inutili. Le stesse domande le rivolgiamo da qui anche al ministro Maroni e a Berlusconi.
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