lunedì 31 maggio 2010

Manifestazioni pro-Gaza: due immagini da Torino e il volantino

Proponiamo le immagini delle prime espressioni di solidarietà al popolo palestinese, dopo l'ignobile attacco israeliano alla freedom flotilla. Le immagini si riferiscono al presidio svolto a Torino nel quartiere di Porta Palazzo. Il testo che segue le immagini è quello del volantino distribuito nel medesimo quartiere.

ASSASSINI!

ISRAELE ATTACCA LA FREEDOM FLOTILLA

ALMENO 15 MORTI SUL CONVOGLIO PACIFISTA


FACCIAMOGLIELA PAGARE!

BOICOTTAGGIO TOTALE DI ISRAELE!


NON COMPRARE I PRODOTTI DI AZIENDE

CHE SOSTENGONO ISRAELE, E CIOE’:

ABBIGLIAMENTO. Armani, Timberland, Versace.

ALIMENTARI. Alemagna, Barilla, Buitoni, Campari, Carmel, Coca-Cola, Danone, Ferrero, Findus, Jaffa, Illy, Lavazza, Levissima, Loacker, Motta, Nestlè, Pepsi-Cola, Rio Mare, San Bernardo, San Benedetto, San Pellegrino, Segafredo, Vismara.

COSMETICI - IGIENE. Colgate, L’Oreal, Palmolive, Ahava-Sephora.

ELETTRODOMESTICI. Delonghi, Merloni, Scavolini.

GIOCATTOLI. Clementoni, Bburago.

MEDICINALI. Teva.

RISTORAZIONE. Mc Donald’s.SIGARETTE. Marlboro, Philip Morris.

TELEFONIA. Motorola, Nokia, Telecom-Tim.



target="_blank"

lunedì 24 maggio 2010

MIlano e l'Expo 2015 SpA: chi controlla gli appalti?

In realtà l'approvazione formale del progetto Expo 2015 dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno, cioè dopo che tutti i Paesi del BIE (Bureau International des Expositions) avranno finito di leggere la nostra domanda di partecipazione che consta di ben 500 pagine; ma di fatto la società già esiste e si chiama Expo 2015 SpA, una società privata, ma che vanta finanziamenti pubblici.
Alla luce dei vari scandali relativi alle mazzette e alle corruzioni emerse dopo le indagini sui 'Grandi Eventi' (per non parlare dell'epopea di 'Mani Pulite') e nei quali sono coinvolti -oltre a Bertolaso- politici, faccendieri e Vaticano, ci chiediamo se non sia il caso di attivare dei controlli preventivi ed energici su questo colossale affare. Sappiamo bene che là dove girano tanti soldi, la mafia è sempre presente, ma un po' meno la Guardia di Finanza. A volte si è trovata la mafia perfino nei Consigli di amministrazione. A proposito, il CdA di Expo 2015 ha già reso pubblica la volontà di contenere i costi operativi (quindi non progettuali) per la messa in opera delle strutture. Questo cosa vorrà dire? Che si opererà con materiali scadenti? Che si sceglieranno contratti di lavoro anomali? Che si sfrutterà la mano d'opera? Che non verranno impiegate tecnologie sicure? Non ci è dato sapere. Ed è in virtù di questo 'non sapere' che devono nascere i dubbi e controlli immediati.
Si accerti anche se la spesa relativa alla realizzazione di una sede Rai nell'Expo sia davvero utile e funzionale o se non sia più opportuno costruire una residenza provvisoria per i giornalisti (come per le olimpiadi). A che serve una sede Rai permanente nell'Expo? Si parla davvero di una 'sede di produzione'. Vorranno forse produrre fiction riguardanti le attività dell'Expo? Sapete quanti soldi ci vogliono per attivare un CP*? Siamo nell'ordine di svariati milioni di euro che saremo noi a sborsare. Chi vigilerà? Intanto il Paese si accartoccia nella crisi e questa marea di soldi non fa altro che dissanguare ulteriormente i cittadini, per un'opera che rappresenta una finta realtà luccicante, smagliante. L'Expo è solo una vetrina ben illuminata, ma la vera Italia è nel retrobottega che langue.
Allora noi di ITALIANI IMBECILLI esortiamo chi di dovere a compiere tutti i dovuti e necessari controlli, sia sulle spese, sia sulle ditte che metteranno le mani su questa montagna di soldi. Si rendano pubbliche tutte le gare di appalto e si dia ai cittadini un'informazione corretta in merito alle entrate e alle uscite di Expo 2015 SpA. Si indaghi, finché si è ancora in tempo, prima che il governo e 'Speedypen' mettano la parola 'fine' al diritto-dovere d'informazione.

* Centro di Produzione

PS. A futura memoria... noi lo avevamo detto.

target="_blank"

domenica 23 maggio 2010

Nasce il sindacato USB ed ecco già le iniziative

L'Unione Sindacale di Base è il sindacato che nasce in un periodo storico critico per l'Italia. Si tratta di una confederazione indipendente ed è stata presentata stamattina al Teatro Capranica di Roma. Ci sono voluti due anni di gestazione, ma adesso l'USB conta già migliaia di delegati che hanno anche il supporto di alcuni partiti di sinistra (Rete dei Comunisti, PCL, Sinistra Critica, Comunisti-Sinistra Popolare, ecc).
Ci sembra una buona notizia in un quadro sociale malridotto quale è il nostro, dove è la censura che impera, più che la tutela dei diritti dei lavoratori. Nell'epoca dei lodi e degli editti bulgari, dove la stampa è assediata e la tv già presa al lazo dal regime, la nascita di un sindacato sembra quasi un miracolo, al di là dell'aspetto economico che, inevitabilmente, graverà in una certa misura sull'economia pubblica (ma forse è meglio pagare un sindacato, piuttosto che case, aerei e optionals di varia natura ai despoti).
C'è anche un altro motivo per cui siamo relativamente felici di dare questa notizia: l'USB, da quanto abbiamo percepito, vuole rimanere collegata alla linea di lotta proposta dai sindacati greci ed è anche per questo motivo che il nuovo sindacato ha assunto già alcuni impegni a brevissimo termine. Eccoli:
- 28 maggio - giornata di mobilitazione nazionale del Pubblico Impiego
- 5 giugno - manifestazione nazionale a Roma contro la manovra economica e l'attacco ai diritti dei lavoratori;
- 7 e 8 giugno - scioperi regionali della Scuola;
- 8 giugno - sciopero nazionale dei Lsu, cassintegrati e lavoratori in mobilità;
- 11 giugno - sciopero generale dei Trasporti;
- 14 giugno - sciopero generale del Pubblico Impiego.



AGGIORNAMENTO DEL 29 AGOSTO 2011
Tutte queste belle parole, a questo punto, vanno rivisitate e corrette, dal momento che ciò che l'USB ha fatto a una sua iscritta è a dir poco deplorevole. D'altra parte dovevamo aspettarcelo, là dove c'è gerarchia... LEGGI QUI.

target="_blank"

sabato 22 maggio 2010

Lucy in the SCAJ with OLA (il video)

Ed ecco che, 'a sua insaputa', spunta un video che racconta alcuni capitoli della vita di Claudio Scajola. Ligure di Imperia, città fondata da Mussolini dall'accorpamento forzato di due frazioni (Porto Maurizio e Oneglia, separate dal fiume Impero), con mille affari che gravitano su quella che era considerata, ai tempi della DC, 'la provincia più bianca d'Italia' e che oggi è diventata forse quella più nera.
Liguria di Ponente, una distesa di cemento selvaggio e vari progetti per la costruzione di porti turistici in ogni città costiera, un aeroporto ad Albenga per servire praticamente solo lui, Claudio Scajola, con un nipote già vice sindaco di Imperia e con guai giudiziari (buon sangue...), praticamente una famiglia con le mani su tutta la Riviera di Ponente, Casinò di Sanremo compreso.e non solo. Ci fermiamo qui per decenza nei vostri confronti, anche se Scajola pare non averne alcuna.
Anche alla luce degli ultimi avvenimenti circa il suo 'mezzanino' vista Colosseo, il gruppo 'studio vacuo' ha realizzato questo video molto simpatico ed evocativo. Ce lo guardiamo?



target="_blank"

venerdì 21 maggio 2010

Firenze: 100 sindaci stesi a terra in Piazza della Signoria

Il 12 maggio scorso scrivevamo un post che poneva l'accento sul dubbio circa il reale consenso che questo governo ha presso la gente. E' ovvio che se il governo 'tiene botta' è soprattutto grazie alla sua continua propaganda televisiva. Ma la gente è stanca, si vede, si percepisce. Anche i sindaci di varie città, oggi, si sono ritrovati in Piazza della Signoria a Firenze per una 'protesta artistica' contro il governo. Al suono di una sirena, i sindaci si sono stesi a terra, a voler simboleggiare la morte delle 'civitas', della civiltà tout-court (tagli annunciati da Tremonti).
Hanno partecipato i sindaci delle seguenti regioni: Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. Ma hanno partecipato anche le associazioni regionali Upi, Uncem e Legautonomie.
L'enorme lenzuolo portava uno slogan: 'stanno mettendo il tuo comune al tappeto'.

target="_blank"

Triboniano: la parola diamola a loro! (videointervista)

Le notizie che trapelano dai media di regime sui fatti del campo Rom di Triboniano sono distorte. Giornali e tv parlano di lanci di bastoni e pietre sulla polizia da parte dei rom, ma non chiariscono i motivi, nè forniscono una cronaca obiettiva dei fatti. Peccato non emerga il fatto che, in questi casi, la polizia non guarda in faccia nessuno: donne, bambini, anziani, tutti coinvolti, tutti colpiti dal braccio armato dello Stato.
Nessuno di questi 'cronisti' osa far parlare i rom, nessuno porge loro un microfono. Hanno paura che possa emergere la verità? Già ieri il filmato girato dai rom con un telefonino aveva fatto il giro del web.
Oggi ci pensa l'emittente 'C6' a testimoniare quanto è accaduto, dando l'opportunità ai rom di Triboniano di esprimersi in merito a questa vicenda. Ecco il video:

mercoledì 19 maggio 2010

Anche se voi vi credete assolti...

E' sbagliato pensare che i decreti legge di questo governo siano degli atti scollegati tra loro e maturati nell'autonomia di pensiero del singolo ministro che li propone. Decreti, disegni e proposte di legge sono invece parte integrante di un progetto generale, tasselli di un unico puzzle che sta restituendoci l'immagine sempre più chiara di un regime neofascista. Noi possiamo criticare più aspramente questo o quell'altro decreto, ma non possiamo fare discrimine arroccandoci su posizioni più o meno accomodanti e accondiscendenti rispetto ad alcuni passi del governo. Diciamo questo soprattutto perché esiste una percentuale di cittadini che, pur disdegnando profondamente l'operato del governo, riesce lo stesso a trovare lati positivi in alcune proposte, divenute poi legge.
Nei testi di legge ci sono aspetti solo apparentemente positivi, inseriti appositamente per indorare la pillola, sui quali la propaganda di regime fa leva per far accettare la legge in oggetto. E' evidente, ad esempio, che le deprecabili limitazioni alla libertà di stampa non possono passare se non attraverso un'operazione populista e demagogica ('volete voi essere intercettati mentre parlate al telefono dei fatti vostri'?). Non dobbiamo cascare in questi tranelli.
Così è palese una certa 'disunione di categoria' nelle varie proteste contro il governo, come se gli insegnanti delle scuole superiori non avessero nulla da spartire con le proteste universitarie o con i lavoratori cassintegrati e licenziati. Questa disunione non deve esistere, non può esistere. Uno studente, ad esempio, non può ignorare la battaglia condotta dai lavoratori della 'Vinyls' autoconfinati all'Asinara (e viceversa), perché nella realizzazione di un cambiamento politico e sociale non possono esistere separazioni e muri, menefreghismi e rancori interni.
Attenzione, sembra un discorso scontato (per certi versi lo è), ma è più complesso di quanto non si pensi. L'unità di intenti, in questa società individualista, risulta essere un miraggio, un'utopia, vieppiù quando le divisioni esistono all'interno di ogni settore (docenti di ruolo e docenti precari, ad esempio). Questo è il segno distintivo di una civiltà facilmente governabile (leggasi schiavizzabile) e, ahinoi, già pronta ad accogliere una dittatura. Che fare allora?
Se bastassero i post di ITALIANI IMBECILLI a risolvere il problema, allora saremmo già riusciti a creare una nuova società coesa e libera dai tiranni. Il nostro obiettivo, riconoscendo i nostri limiti, è quello di far prendere coscienza del dato reale e sociale; c'è chi aveva sostenuto -ben prima di noi- che la coscienza collettiva è parte basilare per un'efficace autodifesa contro i soprusi.
La recente protesta degli universitari, con relativa occupazione degli Atenei e dei Rettorati, non è concettualmente disgiunta dalla protesta ignorata dai media che da due anni coinvolge tutti i lavoratori della scuola di ogni ordine e grado. La cosiddetta 'riforma' Gelmini ha messo tutti nel sacco. Ma c'è di più. La 'riforma' Gelmini (e qui ritorniamo all'incipit del post) è 'soltanto' una tessera del grande mosaico. Infatti il cambiamento radicale del settore dell'istruzione pubblica trova un elemento complementare e di sostegno nella riforma della Pubblica Amministrazione proposta da Brunetta. Due decreti che incidono profondamente nel progetto di distruzione della società e che lavorano in sinergia. Nel concreto, quando si parla di 'federazione degli atenei' (Gelmini), non possiamo ignorare che proprio questa federazione finirà per accorpare le Università e generare tagli al personale e che il contributo dato dal decreto Brunetta aiuterà a smaltire i docenti in esubero (il verbo non è casuale).
Prendiamo perciò coscienza del fatto che siamo tutti sulla stessa barca e che non esistono settori di società esclusi da questo disegno criminale. L'unica separazione evidente e concreta è quella che esiste tra i cittadini e la casta (leggasi cricca, nell'odierna definizione). Se un operaio protesta, lo studente lo supporti. Se un docente viene licenziato, protestino anche le massaie. Se un giornalista viene imbavagliato, è dovere di tutti intervenire nel dissenso. Nessuno può credersi assolto, siamo lo stesso coinvolti.

target="_blank"

martedì 18 maggio 2010

Con l'8x1000 alla chiesa avete fatto molto. Ora anche basta! (spot)

lunedì 17 maggio 2010

L'Algeria caccia la TV di Berlusconi dal Maghreb

'Nessma' è l'emittente televisiva maghrebina di proprietà di Berlusconi, elogiata dallo stesso (chi si loda s'imbroda) in un ridanciano intervento e in un pessimo francese.
Questa emittente però è stata letteralmente cacciata dal suolo algerino, perché evidentemente in Algeria il senso dell'onestà è più forte che da noi. L'ingiunzione pone un limite di 15 giorni entro cui lasciare il territorio, pena sanzioni.
La tv di Berlusconi è infatti accusata di attività illegale e il direttore della rete, Nabil Karoui, è stato raggiunto da procedimenti giudiziari a causa di un uso illecito dei numeri telefonici (Telecom Algeria) nei quiz e nei giochi televisivi. Ma c'è anche una tentata frode ai danni dello Stato a causa di un contratto con l'operatore di telefonia mobile Djezzy.
Inutile dire che nel gran Maghreb questa TV rappresenta il non plus ultra dell'illegalità catodica, anche in termini di propaganda. Si è persino visto il ministro Frattini ospite in una trasmissione durata un giorno intero in onore di Bettino Craxi.
Che fine farà Nessma, adesso? Semplice, sbarcherà in Italia, dove nessuno avrà il coraggio di cacciarla. Il lupo perde il pelo...

target="_blank"

Il governo sospende per decreto il risarcimento alle vittime del nazismo

La tv non ne ha parlato, è ovvio. Si tratta del decreto legge n. 63, firmato il 28 aprile scorso da Berlusconi e Alfano e controfirmato da Speedypen (Napolitano), con il quale si concede ai Paesi esteri una immunità dalla giurisdizione italiana, se questi Paesi esteri forniscono una richiesta in tal senso.
Come vedete, il testo del decreto non parla direttamente di vittime del nazismo, ma ordina in senso più generale una pericolosa condotta italiana nei confronti degli Stati esteri ('sospensione dell'efficacia dei titoli esecutivi nei confronti di Stati od organizzazioni internazionali allorchè sia pendente un giudizio dinanzi ad un organo giudiziario internazionale diretto all'accertamento della propria immunità dalla giurisdizione italiana'). Quindi, se ad esempio la Germania chiede (come ha chiesto) di essere immune di fronte alla giurisdizione italiana in merito alla questione del risarcimento delle vittime del nazismo, il nostro Paese deve accettare tale immunità in forza di questo decreto urgente.
La questione della richiesta di indennità da parte dei familiari dei deportati nei lager nazisti, in realtà, è aperta da due anni, da quando il ministro Frattini aveva creato un asse Roma-Berlino per abolire questi risarcimenti (3000 euro a testa). Anche di questo accordo non se ne sa nulla, in tv la notizia non è passata. In pratica, l'accordo doveva consistere nell'eliminazione del risarcimento in danaro, in favore di un monumento a ricordo delle vittime. Diceva infatti Frattini in un'intervista rilasciata al quotidiano Süddeutsche Zeitung: 'Penso che un gesto simbolico sia importante, magari un memoriale eretto congiuntamente da Italia e Germania o un museo della memoria'. E invitava la Germania a opporsi all'indennizzo richiesto dagli 'schiavi di Hitler' (sottolineiamo il virgolettato).
Ma un'ordinanza della Cassazione aveva posto un ostacolo a quest'accordo dichiarando legittima ogni richiesta di risarcimento. Che fare? Un decreto urgente, è ovvio, proprio quello del 28 aprile scorso. Ecco che la Germania si trova adesso svincolata da ogni legittima richiesta di risarcimento e appoggiata dal nostro governo. Siamo di fronte a quello che viene ormai definito un decreto salva nazisti. E se questo decreto non verrà attentamente vagliato e modificato, si corre il rischio di vedere presto un bel cippo commemorativo a suggello della beffa italo-tedesca.
Riportiamo la vergognosa intervista di Frattini al quotidiano Süddeutsche Zeitung del 20 giugno 2008.

SZ. (...) La vostra Corte di cassazione ha deciso che la Germania non può appellarsi alla sua immunità statale, se chiamata in giudizio davanti a tribunali italiani, costretti al lavoro dai nazisti.
Frattini: Considero pericolosa questa sentenza. Se i tribunali decidono caso per caso, quando uno stato è immune, non ci si può più affidare al principio dell'immunità statale. Ma il mondo ha bisogno di certezza del diritto. Altrimenti si scardina tutto
SZ: Cosa può fare il suo governo?
Frattini: Vogliamo riunire un gruppo d'esperti italo-tedesco. Dovrà valutare un gesto nei confronti degli ex deportati costretti al lavoro. Queste persone hanno sofferto. Dargli ora 3.000 euro non è quello di cui hanno bisogno.
SZ: Di cosa hanno bisogno?
Frattini: Penso che un gesto simbolico sia importante. Magari un memoriale eretto congiuntamente da Italia e Germania o un museo della memoria.
SZ: La Germania considera l'eventualità di deferire l'Italia alla corte internazionale di giustizia dell'Aia, per vedervi confermata l'immunità statale. Non sarebbe meglio se Berlino e Roma chiedessero insieme un parere alla corte internazionale?
Frattini: Sono aperto a ogni soluzione, che non ferisca le persone che hanno sofferto.
SZ: Anche l'Italia ha un interesse a tutelare l'immunità degli stati?
Frattini: Sì.
SZ: Altrimenti anche l'Italia potrebbe essere citata in giudizio da vittime di guerra, magari nei Balcani...
Frattini: Sì.
SZ: O in Libia o in Etiopia?
Frattini: Sì. In ogni caso non vogliamo creare difficoltà a Berlino. Vogliamo invece dare il nostro contributo alla soluzione di un problema che non riguarda solo il governo della Repubblica federale tedesca.
Solidarietà, da parte nostra, ai familiari di tutte le vittime del nazifascismo. Vergogna infinita per questo governo fascista!

target="_blank"

domenica 16 maggio 2010

Wikipedia fascista?

Tempo fa scrivevamo un post relativo alla cattiva gestione (direzione) di Wikipedia Italia, segnalandone le falle, i metodi poco obiettivi di selezione delle informazioni e persino una 'questione morale' che riguarda il fondatore stesso dell'enciclopedia online, Jimmy Wales. Molti nostri lettori avevano dimostrato apprezzamento, sia nei commenti, sia attraverso mail. Oggi, alla nostra voce e a quella di molti altri si aggiunge la denuncia del blog 'femminismo a sud' che parla a viso aperto e schietto di squadrismo all'interno di Wikipedia.
Sono molti gli articoli di 'femminismo a sud' che si riferiscono al modo in cui Wikipedia Italia tratta l'argomento del femminismo o, meglio, dell'antifemminismo. (qui) (qui) (qui) (qui) (qui), ecc. Una trattazione davvero ignobile da parte di Wikipedia che appalesa un'evidentissima intenzione tutta fascista di denigrare la donna e i suoi diritti (che poi sono diritti di tutti).
Così, in questa enciclopedia online, si possono leggere informazioni volte a mistificare il ruolo della donna nelle lotte sociali, a giustificare l'antifemminismo, a distorcere persino la Storia pur di dare credito a quell'ideologia machista, maschilista, che è prerogativa del fascismo (la donna come strumento per il piacere del maschio, come allevatrice di figli e come serva di casa). Il tutto condito accuratamente da link che rimandano a siti di destra. Alla faccia della sedicente obiettività di Wikipedia!
E' in atto un revisionismo senza precedenti, in tutti i settori, web compreso, a cominciare da Wikipedia. D'altra parte, i fascisti non hanno mai negato di voler fare propaganda, infiltrandosi in tutti gli angoli del web. Il guaio non è soltanto la propaganda di ideologie deprecabili, ma che interi apparati del sistema lo permettino. E Wikipedia è un apparato del sistema, considerando anche come le informazioni distorte o celate non riguardino solo il tema del femminismo. Piccoli Minzolini crescono, anche su Wikipedia.

- Parentesi su Wikipedia in relazione a facebook -
Fa parte del sistema anche facebook ed è perciò che ultimamente le sue impostazioni sono state cambiate in modo tale che le pagine create (magari da noi stessi) e presenti nelle 'Info' del profilo, rimandino direttamente a Wikipedia. Ad esempio, se noi creiamo una FanPage del personaggio 'Pincopallino', colui che cliccherà il link 'Pincopallino' presente nella nostra scheda 'Info' verrà reindirizzato sulle informazioni di Pincopallino inserite in Wikipedia, non nella nostra FanPage. La stessa cosa vale per le informazioni riguardanti la nostra professione: tutto sbarca su Wikipedia. Inoltre, chi si occupa di controinformazione su questo social network conosce tutti i problemi legati al rischio di disattivazione arbitraria del proprio account (ne sappiamo qualcosa anche noi che, comunque, non ci siamo arresi), che comprende anche l'appropriazione indebita da parte di facebook del materiale originale (foto, video, articoli... spariti e non più restituiti).
Molti pensano che Wikipedia sia l'unico sito in grado di fornire informazioni. Non è così. La rete è zeppa di informazioni, basta saper cercare. Ci sono siti universitari, siti di appassionati in un settore specifico, di storici, a volte si può accedere direttamente ai documenti originali. Basta avere un po' di pazienza e amore per la ricerca. Abbandonarsi al primo link trovato con Google sarà anche comodo, ma non sempre producente, oggi più di ieri, a ragion veduta.
Se date un'occhiata a questo dizionario di storia moderna e contemporanea, ad esempio, potete vedere anche la qualità della bibliografia a supporto. Giusto per rimanere in tema di femminismo, provate a leggere quel che scrive questo dizionario alla voce 'femminili - movimenti' e consultate la bibliografia in fondo. Altro che link esterni a Forza Nuova!

target="_blank"

Ritrovati i nomi degli italiani antifascisti uccisi in Grecia tra il 1943 e il 1944

Oggi, nel Poligono di Kesariani (Atene) si è svolta la commemorazione dei tragici fatti che videro la barbara uccisione di antifascisti resistenti -greci e italiani- da parte dei nazisti tra il novembre del 1943 e il settembre 1944. Le fucilazioni tedesche contro gli eroi resistenti si svolsero proprio nel Poligono di Kesariani che oggi accoglie anche una rappresentanza di italiani per rendere omaggio a quelle vittime.
E' stata avviata una ricerca dei nomi dei caduti che fino ad oggi erano rimasti colpevolmente ignoti. Tale ricerca, promossa dall'amico Angelo Saracini, ha visto impegnata sia l'ambasciata d'Italia ad Atene (nella persona del col. Roberto Cattaneo, addetto per la Difesa), sia gli archivi del Quirinale. Ma è stato soprattutto grazie al capitolo di un libro edito dal Ministero della Difesa che si è potuti risalire a questi nominativi.

deceduti il 22/11/1943
Soldato GALAZZI LUIGI nato a Malalbergo (BO) il 01/08/1920
Marinaio GOZZINI DANTE nato a Milano il 22/11/1924
Soldato LINDA ROMANO nato a Socchieve (UD) il 29/06/1910
Sottocapo MOSETTI ANGELO nato a Sanogna d`Isonzo (GO) il 17/07/1921
Sottocapo PAGANO SIBANTE nato a Riomaggiore (SP) il 19/07/1921
Cap.Magg. RIVA ENEA nato a Monza (MI) il 27/10/1915

deceduti il 6/12/1943
Capitano BARNABA ERMANNO nato a Buia (UD) il 03/07//1911
Tenente DI STEFANO GIUSEPPE nato a Catania il 12/11/1912
Serg.Magg. SIRI DINO nato Como il 04/02/1917

deceduti il 3/02/1944
Soldato ASSANELLI ANGELO nato a Fara Gera d` Adda (BG) il 17/08/1917
Brigadiere BURO GAETANO nato a Casapulla (CE) il 12/02/1918
Soldato CASATI DOMENICO nato a Lesmo (MI) il 11/02/1921
Soldato DE CICCO ANTONIO nato a Pomigliano d`Arco (NA) il 16/08/1919
Soldato DOLCE MARIANO nato a Polizzi Generosa (PA) il 04/01/1915
Aniere FERRARI PIERTO nato a Roma il 05/02/1922
Soldato GRASSELLI ALFREDO nato a Orzionuovi (BS) il 19/10/1910
Soldato LONGATO LEOPOLDO nato a Maserà di Padova (PD) il 27/04/1919
Soldato PETROLLO ANTONIO nato a Reggio di Calabria il 06/04/1918
Soldato MILANI PIERTO nato a Roma il 05/12/1920
Soldato TORBI OTTORINO nato a Rieti il 09/08/1912

La rappresentanza per l'Italia:
Claudia Capone, Manolis Cassimatis-Damiani, Alexis Kilismanis, Angelo Saracini, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

Manolis Cassimatis-Damiani -che ringraziamo- ci segnala questi documenti

Qui l'elenco dei nomi, così come appare nel libro 'La resistenza dei militari italiani all'estero - Grecia continentale e Isole dello Jonio' di G. Giraudi

Il Museo storico della Liberazione di via Tasso a Roma si unisce idealmente alla commemorazione di oggi ed esprime la volontà di inaugurare un pannello commemorativo sul muro della sede romana del museo.

target="_blank"

giovedì 13 maggio 2010

In nome della privacy, spacco un dente a Emilio Casalini

Non possiamo non essere solidali con il giornalista Emilio Casalini e con la sua inchiesta che riguarda la conduzione delle spiagge private italiane (inchiesta condotta per Report e che andrà in onda domenica 16 maggio 2010) . Questo blog, infatti, aveva preso avvio due anni fa proprio dalla denuncia di un episodio simile a quello accaduto al protagonista della vicenda e che ci ha riguardato in prima persona.
Da un anno, Emilio Casalini sta raccogliendo materiale e testimonianze sulla gestione delle spiagge private. Ma Casalini, qualche giorno fa, s'imbatte nel signor Fabrizio Fumagalli, gestore dello stabilimento 'Med' di Ostia, nonché presidente regionale del SIB (sindacato italiano balneari) il quale, alla vista del giornalista e nonostante quest'ultimo avesse chiesto il permesso di filmare la spiaggia, gli si è scagliato contro e, dopo alcuni minuti di colluttazioni e violenze, gli procura lesioni e gli danneggia anche la telecamera. Esiste un certificato medico.
La legge parla chiaro, l'accesso alle spiagge (anche se private) deve essere garantito a tutti, così come fare il bagno e la sosta entro i cinque metri delimitati dalla battigia. Ma questa legge viene rispettata 'a convenienza', qua sì, là no, ora sì, ora no... dipende. Dipende dal gestore, perché la legge, si sa, in Italia non è mai uguale per tutti. E se Berlusconi si fa le leggi ad personam, perché non dovrebbero farsele anche i gestori delle spiagge private? Già il concetto di demanio (territorio dello Stato) ci sta stretto, figuriamoci quando lo Stato dà in gestione un pezzo di territorio a un privato! Ma, ripetiamo, il gestore di una spiaggia privata ha l'obbligo di garantirne l'accesso e il transito a chiunque lo desiseri.
Naturalmente il gestore del 'Med' di Ostia si difende, ma... non volendo ammettere che il problema sia il proprio dispotismo, sapete quale scusa adduce a suo favore? La privacy. E forte di questa privacy, annuncia persino querela al Casalini. Veramente l'arroganza non ha limite. Ora, a parte il fatto che esiste la legge di cui sopra e che nessuno può ostacolare il lavoro di un giornalista (semmai si può far reclamo scritto dopo), quello che sorprende -ma anche no, ormai- è vedere come questa privacy sia diventata il cavallo di troia per ogni restrizione e il pretesto per ogni tipo di arroganza. Per inciso, anche la parola 'sicurezza' è diventata un cavallo di troia per giustificare guerre e leggi restrittive della libertà.
In nome della privacy si possono perciò spaccare denti e telecamere, così come si possono scrivere leggi bavaglio o condurre azioni deplorevoli. L'importante è che il popolo si convinca della necessità della privacy. Ma per questo c'è la propaganda televisiva. Un tempo la privacy era appannaggio dei vip, ma ormai la televisione ha fatto ammalare di 'vippismo' gli italiani, illudendoli di poterlo diventare... un giorno... chissà... Perciò il concetto di privacy è ormai radicato e ben accetto presso il popolo plautino che, anzi, lo invoca.
Diciamola tutta. Dov'è mai la privacy in una spiaggia? Da cosa può essere garantita la privacy se basta il binocolo di un cittadino che ha solo voglia di ammirare il paesaggio e... ops, si vede anche una spiaggia? Vietiamo la vendita dei binocoli e dei cannocchiali? Ridicolo (ma non impossibile in questo Paese)! E come faranno i bagnanti di tutte le spiagge dell'Adriatico e del mondo che non sono private? Come facevamo noi tutti, negli anni Sessanta, senza questa famigerata privacy? Ma è mai possibile che la privacy passi come IL problema dell'Italia?
Ci sono i bambini in spiaggia? Ma dài, non ce n'eravamo mai accorti! Ma esiste una legge anche per la loro tutela: i bambini non possono essere ripresi soltanto nei casi di cronaca nera. Quello di Emilio Casalini non è un servizio di cronaca nera. Semmai lo è quasi diventata dopo l'aggressione violenta di Fumagalli.
E' triste vedere come l'italiano medio, mediocre, possa sentirsi autorizzato a compiere persino aggressioni allorché diventa detentore di un qualsivoglia potere, in questo caso potere gestionale di una spiaggia. Ma il cattivo esempio viene dall'alto, è chiaro.
Gli italiani soffrono di dispotismo latente e questo è indice di frustrazione e di complessi d'inferiorità. Un popolo soggiogato e limitato nelle libertà, non può che essere frustrato. Profittare di un briciolo di potere, in maniera dispotica, fa sentire superiori, potenti, dei piccoli Berlusconi. Da qui si potrebbe partire per condurre un'analisi parallela e definire il profilo psicologico degli italiani. Magari in un altro post. Intanto esprimiamo piena solidarietà a Emilio Casalini.

target="_blank"

mercoledì 12 maggio 2010

Brogli elettorali e propaganda: l'inganno di un governo senza consenso

Alcuni dei nostri post sono stati scritti a partire da uno o più dubbi, sui quali sono state compiute verifiche, analisi, ricerche. Non facciamo mistero del fatto che alcuni post non siano stati pubblicati proprio a causa di un mancato riscontro di elementi a supporto. Va bene così. Ma quando il dubbio viene avvalorato da un sussidio autorevole esterno, allora è davvero il caso di aprire quella breccia. E' il caso di questo post, a cui stiamo 'lavorando' da un po'.
Tutto nasce da alcune constatazioni e da una serie di prove incrociate circa l'effettivo riscontro dell'attività del governo presso i cittadini. Quindi il dubbio che questa maggioranza non abbia un così folto supporto popolare o, quantomeno, non possieda i numeri necessari per ottenere l'attuale maggioranza. Perché diciamo questo?
Numerosi fatti, ormai, dimostrano come nella vita di tutti i giorni, quella vera e palpabile, vi sia un profondo dissenso nei riguardi dell'operato del governo, un sentimento di disillusione diffuso e condiviso. Una situazione politica come quella attuale, in una sedicente democrazia, non si è mai vista prima e gli italiani sembrano esserne consapevoli. Esiste una tale improponibilità nel governo e nelle anime non proprio linde che lo compongono, un malaffare così plateale da risultare davvero impensabile che vi sia una maggioranza di persone accondiscendenti, addirittura favorevoli a questa situazione. Un sistema politico così putrido e un governo palesemente bugiardo non possono generare consensi, non così ampi almeno. Nonostante ciò, sembra che il Pdl sia sempre all'àpice del successo. Qualcosa davvero non torna.
Oggi viviamo nell'epoca del falso, propagandato come vero. Complice la disinformazione mediatica. Viviamo nell'epoca delle grandi truffe, di qualsiasi tipo, ai danni dei cittadini. Truffe legalizzate e spesso rese palesi dalla traballante libertà di stampa che il governo vuole definitivamente ammazzare. Ci sono anche le truffe che devono rimanere accuratamente nascoste, perché non ancora digeribili dalla massa. Sono i brogli elettorali.
Nel 2006 ci sono stati brogli elettorali (ne parlavamo anche qui). Vinse la sinistra, ma il cavaliere attuò il suo piano criminale basato sulla modifica dei dati elettorali, non riuscendo comunque a battere l'avversario. La forbice tra i due estremi -che inizialmente vedeva Prodi in vantaggio- si ridusse notevolmente. E se a vincere fu la sinistra, nonostante i brogli di Berlusconi, vuol dire che Prodi aveva un grandissimo favore presso i cittadini.
Il sistema dello scrutinio elettronico dei voti e la trasmissione via internet degli stessi non è più garanzia di trasparenza. Anzi, non lo è mai stata. Per conseguenza, dobbiamo credere che l'attuale maggioranza sia andata al potere attraverso la contraffazione dei risultati elettorali. Ed è probabile che anche le ultime regionali non siano state la vera espressione della volontà popolare. La cosa non deve stupire, dal momento che la menzogna è l'ingrediente base di questo governo. Una menzogna reiterata e sfacciata.
A suffragare la tesi dei brogli elettorali non è più il solo dubbio. Esiste un'inchiesta filmata che prende in analisi proprio le elezioni del 2006. Gli autori dell'inchiesta hanno avuto 'qualche fastidio', ma poiché la loro denuncia non è mai stata propagandata in una tv nazionale in chiaro (come ad esempio i libri di Saviano), moltissima gente la ignora e quegli autori possono oggi tirare un sospiro di sollievo. Anche Beppe Grillo conosce e spiega come quei voti del 2006 siano stati spostati da sinistra a destra. A fine post troverete il link del bellissimo film inchiesta di Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio (quest'ultimo intervistato da Rainews24), dal titolo 'Uccidete la democrazia'.
In conclusione, alla luce di tutto questo, noi siamo certi che questo governo non abbia affatto un vasto e veritiero consenso nel Paese. Se osserviamo anche le manifestazioni organizzate dalla destra e dalla sinistra, queste ultime dimostrano sempre un numero più alto di partecipanti. Per non parlare delle varie iniziative contro l'operato del governo ('Rai per una notte' o la manifestazione in favore di Emergency, ad esempio). D'altra parte, il gran numero di disoccupati e di cassintegrati, le false promesse, il benessere inesistente, la rabbia dei docenti, degli studenti e dei genitori, il dissenso espresso per le censure e i bavagli, la condotta immorale di Berlusconi (e non solo di Berlusconi), le sue vicende processuali, le leggi ad personam, la constatazione di un'arroganza al potere che si spaccia per 'amore', la presa d'atto di un coltivato razzismo leghista, l'indignazione per la ridiscussione del nucleare e della Costituzione... non può non generare un profondo dissenso presso il popolo. Perciò, la vittoria di Berlusconi (e il suo presunto consenso) è da attribuire principalmente alla messa in campo di due elementi: i brogli elettorali e la propaganda continua a mezzo tv. I brogli sono serviti a falsificare una maggioranza popolare, la tv serve a mistificare la realtà, a perpetuare una finta maggioranza e a convincere il popolo. Recentemente, proprio Berlusconi ha dichiarato di voler utilizzare la tv per convincere gli italiani sul nucleare. Ma non è soltanto questa dichiarazione a suffragare la tesi che la tv sia un'arma di persuasione collettiva. Speriamo che le persone comincino a informarsi utilizzando la rete (bavagli del governo permettendo).

'Uccidete la democrazia', il film inchiesta.
Su 'Edizioni Civili'


target="_blank"

domenica 9 maggio 2010

Crolla una parte del Colosseo: un altro ghiotto affare per il regime

Il colosseo perde i pezzi e non ci sono soldi per il suo restauro. Sembra proprio la metafora della situazione Italia. Ma c'è una 'piccola' correzione da fare: non è vero che i soldi non ci sono, semmai i danè servono ad irrobustire i già cospicui conti di chi sta gestendo la Nazione, che da molto tempo non è più nemmeno una repubblica (ma lo è mai stata?). Ma che scherziamo? Non vorrete mica che la mafia si metta ad aggiustare monumenti e Paesi. La mafia non è un istituto di beneficenza. E infatti lo abbiamo visto a chi è stata affidata la direzione dei restauri dei Nuovi Uffizi! E abbiamo anche visto a chi è affidato il controllo sulle Soprintendenze: a un manager di Mac Donald's! Per non parlare di tutti i conflitti di interessi che girano intorno al ministro Bondi e alla sua politica disgraziata e scellerata fatta di tagli alla cultura. Proprio un Belpaese di gente per bene al governo.
Ma non dobbiamo credere che il ministro Bondi, adesso, rimanga con le mani in mano rispetto al danno del Colosseo. Ormai non può ignorarlo, visto che la stampa ne ha parlato. Pensate piuttosto a cosa succederebbe se dovesse passare la legge bavaglio contro la libertà di stampa. Forse la notizia del Colosseo verrebbe pubblicata lo stesso, ma certamente gli articoli di quella legge non garantirebbero alcuna libertà di pubblicazione di molti reati, soprattutto quelli compiuti dai nostri baldi parlamentari (poverini, sempre così intercettati nelle loro amabili corruzioni).
Così prepariamoci a un bel restauro del Colosseo. Un restauro che verrà annunciato in pompa magna dal ministro in persona, attraverso le tv del padrone, e con la consueta enfasi di regime. Un altro annuncio pomposo e di propaganda sarà diramato dalle tv di regime allorché il latino monumento, gloria dell'impero italico, sarà riconsegnato più ardito che pria all'augusto popolo della città eterna e ai popoli di tutto il mondo. Naturalmente per merito di sua eccellenza il duce.
PS. Consigliamo a chi di dovere di controllare tutto l'iter di questo appalto, dal bando di concorso all'impresa vincitrice. Nel pieno rispetto della 'Carta del restauro'.

target="_blank"

Bambini indottrinati in un'associazione leghista

Conosciamo tutti gli intenti razzisti e fascisti della Lega. Conosciamo i loro proclami a favore della secessione, pro indipendenza della Padania (di loro invenzione) e conosciamo anche le loro invettive contro gli stranieri, la loro xenofobia, le proposte di legge anticostituzionali. Conosciamo la volgarità che contraddistingue i loro processi logici e verbali, il populismo becero con cui la Lega si fa propaganda e di cui si autoalimenta. E sappiamo bene che certe ideologie possono attecchire soltanto là dove esiste un'ignoranza diffusa, una scarsa propensione all'apertura mentale, una grettezza che viene alimentata da una continua 'tendenza alla semplificazione'. Insomma, la Lega rappresenta un enorme pericolo per chi crede nel valore della civile convivenza e si configura come terreno di coltura ideale per il nuovo fascismo.
Ora pensiamo a un'associazione di leghisti. Niente di strano, la Costituzione prevede la libera associazione. Ma cosa succede quando questa associazione si autodefinisce 'di genitori padani'? Succede che si individua immediatamente il target: i bambini.
Un nostro lettore (Ross - che ringraziamo) ci ha segnalato questa associazione, di cui non facciamo il nome, nè proponiamo il link, per non pubblicizzare certe nefandezze. Dietro l'allegro packaging dell'associazione, si nasconde infatti uno dei più subdoli metodi di indottrinamento dei bambini alla visione leghista. Ma certo, la scampagnata, l'escursione, la favola raccontata... tutte cose belle, ma se a proporle è un'associazione di genitori leghisti c'è poco da star tranquilli. Cosa diranno i genitori ai propri figlioletti mentre si recano alla scoperta dei mestieri locali?
- Padre: pensa, figliolo, quanto siamo bravi noi padani a coltivare il mais (giammai dire granoturco), in terronia se lo sognano.
- Figlio: perché se lo sognano, papà, in terronia?
- Padre: perché in terronia sono arretrati, ignoranti, mangiano frumento che non è buono come il mais. Guarda invece tu, figliolo, come sei forte e intelligente a mangiare polenta!
Ma al di là delle ipotetiche discussioni che possono emergere nel corso delle loro riunioni (discussioni tutte volte alla formazione leghista dei bambini), l'associazione contiene in nuce un progetto discriminatorio che è basato sul principio di identità territoriale da ricercare, fare proprio e da difendere, magari utilizzando leggi a tutela della razza. E' un progetto simile a quello utilizzato dalle nazioni per far nascere presso il popolo uno spirito nazionalista e condurlo ad una propria identità culturale (esemplare il caso della Germania). E' elementare capire che se si pubblicizzano le tradizioni di un luogo, si discriminano contestualmente le altre culture, anzitutto psicologicamente. In questa 'gioiosa' associazione esiste quindi un insano principio di autorità legato alla difesa del 'proprio' territorio. Anche così nascono le guerre.
Il chiudersi entro confini, il non aprirsi agli altri, è indice di grave ignoranza o di sottomissione ad una propaganda. Per conseguenza, noi non ce l'abbiamo con gli iscritti di quest'associazione, bensì con chi l'ha voluta e creata. Il genitore che si iscrive forse ignora il vero scopo dell'associazione (anche se è facile intuirlo), è allettato dalle offerte ludiche, dai piacevoli appuntamenti agresti, dalle fiabe dei Grimm (certamente non di Giovanni Meli)... ma chi ha concepito quest'associazione ne conosce gli scopi e li maschera abilmente nel portale, il cui forum è stato attaccato più volte, forse da persone pensanti e civili che gliele hanno cantate.
Utilizzare i bambini per scopi subdolamente politici è qualcosa di abominevole. Plasmare le loro giovani menti è facile e si garantisce un razzismo a lunga gittata, duraturo. Siamo di fronte a uno dei progetti più malvagi della storia dell'umanità. Provate a convincere noi, se ci riuscite.
I confini che la Lega vuol far percepire ai bambini sono oggi pericolosamente psicologici. Domani potranno essere del tutto geografici. Non lo permetteremo.

target="_blank"

giovedì 6 maggio 2010

La 'Flotta della Libertà' contro l'embargo nella Striscia di Gaza

Quando si parla di Striscia di Gaza, si intende davvero una piccola striscia di terra su un suolo depredato e occupato da Israele fin dal 1948. Prima di tale data, i palestinesi godevano di prosperità economica e intellettuale. Oggi quei palestinesi, un milione e mezzo di abitanti, sono prigionieri in quel fazzolettino di terra. Davvero prigionieri. Il potere economico, militare e politico di Israele ha rosicchiato sempre più la loro terra e ha stabilito i confini entro cui chiudere i palestinesi: prigionieri in casa loro. Si tratta di confini controllati militarmente. Ma non è stato sufficiente: gli israeliani sono riusciti a imporre un embargo atroce e, di fatto, quest'interdizione dell'import-export di materie prime e di medicinali nella Striscia si configura come il più duraturo nella storia dell'umanità. Apparentemente l'ONU fa la voce grossa contro Israele, in realtà ha sempre abbozzato. I palestinesi sono perciò perseguitati e ridotti in schiavitù. Che fare?
La Flotta della Libertà può essere una soluzione, certamente un sollievo temporaneo, una boccata di ossigeno alla popolazione martoriata. Otto navi, di cui tre cargo, cariche di merci e case prefabbricate dirette a Gaza. E non senza rischi. Le prime navi partiranno dall'Europa il 15 maggio con destinazione Grecia e Turchia - dice Anwar Garbi, membro della Campagna europea contro l'embargo a Gaza - là ci saranno le altre navi ad attendere. Poi tutte insieme si dirigeranno nella Striscia, passando per Cipro. Detta così sembra semplice, in realtà Israele potrebbe opporsi e mettere il bastone tra le ruote (leggasi proiettili nelle eliche). Ma il parlamentare svizzero Joseph Zisyadis è ben deciso: 'la direzione della flotta sarà una sola: la Striscia di Gaza, quali che siano le pressioni e le minacce israeliane'. Sempre Zisyadis avvisa che Israele, se mai dovesse opporsi alla flotta, potrebbe essere condotta di fronte a un tribunale. Certo, perché le navi viaggeranno in acque internazionali (senza confini) e un attacco israeliano si configurerebbe come atto di pirateria navale. C'è da ben sperare, questa volta, per i fratelli palestinesi stremati.
La Flotta della Libertà è organizzata dalla Campagna europea contro l'embargo a Gaza, da Free Gaza, dall'IHH turco, dalla Campagna greca e da quella svedese e partecipano anche altri parlamentari europei, oltre al già citato Joseph Zisyadis. La flotta imbarcherà anche 600 partecipanti provenienti da venti Paesi.
Ancora una volta, dobbiamo constatare come i governi delle nazioni del mondo (tanto bravi nella predica, quanto ipocriti nella pratica), debbano essere surclassati da iniziative non governative e sottoposti ai diktat di Israele (complice l'ONU). Forse perché le esportazioni di armi, anziché di viveri, sono più redditizie e non alimentano la tanto odiosa pace. Non alimentano, appunto.

AGGIORNAMENTO DEL 31 MAGGIO 2010
La flotta è stata attaccata da Israele, 19 pacifisti morti: VIDEO 1 VIDEO 2

target="_blank"

Gli anarchici, la Grecia e la verità che non emerge

Il principio cardine dell'ideale anarchico non è la violenza, ma la fratellanza e la Libertà, eppure i media non hanno fatto altro che addossare agli anarchici la morte dei tre impiegati della Marfin Egnatia Bank di Atene. Perché? Per via della solita propaganda diffamatoria nei confronti di coloro che portano avanti un pensiero di Libertà e Giustizia. Un pensiero che fa paura solo ai despoti, quindi ad ogni tipo di potere costituito e a carattere gerarchico. Se nell'ideale anarchico è contemplata l'azione come principio di lotta, quest'azione non può tuttavia compromettere la vita di coloro che subiscono le angherie del potere.
In questo post si analizzano alcuni aspetti della vicenda e si vogliono portare delle testimonianze preziose al fine di far emergere almeno i dubbi circa un'altra verità, diversa da quella raccontata dai media. Tra le altre testimonianze, ce n'è una sconvolgente di un impiegato di quella filiale che si configura come una vera e propria denuncia. Andiamo con ordine.
Punto numero uno:
Il direttore della filiale della banca dove sono morte tre persone, ha fatto visita ai locali dopo l'incendio. La gente, al suo passaggio, lo chiama ripetutamente 'assassino'. Perché? Gli impiegati di quella banca avevano chiesto di non lavorare nel primo giorno dello sciopero generale, in previsione di scontri, ma il direttore li ha obbligati lo stesso all'esercizio. Nel video, il direttore mentre visita i locali e la folla che gli grida 'assassino'.
Punto numero due:
La molotov che ha incendiato la banca è stata lanciata da una persona incappucciata, ignota. Nessuna rivendicazione è stata fatta dagli anarchici che, anzi, rimandano al mittente ogni accusa a loro rivolta per questo gesto. Chi ha lanciato la molotov potrebbe essere stato un provocatore ingaggiato (ricordando il nostro Cossiga).
Punto numero tre:
Poliziotti in tenuta antisommossa sono stati ripresi mentre spaccavano vetrine (ricordando la vicenda delle molotov al G8 di Genova).
Punto numero quattro:
Dopo che i media hanno divulgato la notizia del coinvolgimento degli anarchici, le autorità greche hanno dichiarato lo 'stato di allarme generale' e la polizia ha potuto iniziare la rappresaglia, soprattutto nel quartiere di Exarkia, entrando arbitrariamente nelle case e nei bar e fermando quattro persone.
Punto numero cinque:
Un impiegato della filiale ha già spedito ai media la sua testimonianza che denuncia fatti molto gravi nei riguardi della direzione della filiale. Riassumiamo la sua denuncia: la banca non aveva sistemi antincendio e neppure i permessi per poter essere costruita. Il personale non è mai stato addestrato in caso di incendio. Il locale possedeva materiale infiammabile ovunque. I dipendenti, in quel giorno, erano stati ricattati: 'o lavori, o ti licenzio'. all'interno della filiale, quel giorno, era stata disattivata la linea internet. I consueti vigilantes non c'erano.
Non aggiungiamo altro.
Leggi le dichiarazioni dell'impiegato per intero
L’Anarchia è lotta per la vita, non per la morte: comunicato su corteo 5 maggio 2010 (pdf)


target="_blank"

target="_blank"

martedì 4 maggio 2010

Decreto Bondi: niente contratti alla cultura, ma tanti conflitti d'interessi

Il decreto Bondi, tra le altre cose, blocca le assunzioni del settore lirico-sinfonico fino al 2013 e prevede l'inserimento dei privati negli enti lirici, in misura del loro portafogli. Questo vuol dire, concretamente, che i musicisti (che in questi tre anni andranno in pensione) non verranno sostituiti e che le decisioni artistiche dipenderanno esclusivamente da un privato che forse non avrà alcuna competenza, ma in compenso vanterà tanti inciuci col governo. Tanti soldini da spartire.
Ne consegue un impoverimento degli organici nelle orchestre. Un impoverimento non soltanto in termini numerici, ma anche culturali. Per fare un parallelismo, è come se al posto di un libro, leggessimo un suo surrogato, un 'Bignamino'. Non è neppure escluso che alcune orchestre spariranno o avranno serie difficoltà ad andare avanti. Niente contratti alla cultura. Via tutti i precari dai teatri e dalle orchestre. Esattamente come sta avvenendo nella scuola pubblica. Il disegno criminale del governo è evidente, soltanto uno sciocco non lo vede. D'altra parte, i governi di destra non hanno mai sopportato la cultura in mano al popolo, troppo pericolosa.
La cultura è fondamentalmente uno strumento di autodifesa dell'individuo contro i numerosi pericoli a cui potrebbe andare incontro, a causa della sua ignoranza. Pericoli di varia natura, soprattutto di mancanza di capacità analitica del dato reale. Ogni dittatura ha accuratamente evitato che il popolo venisse a conoscenza della... conoscenza. Sì perchè la cultura obbliga l'individuo a valutare le cose che accadono. Più è alta la cultura di un individuo, più questo sarà in grado di formulare analisi. E chi sa formulare analisi è AUTONOMO, cioè non ha nessun bisogno di governi o di persone che gli dicano cosa fare. E se l'analisi diventa anche sintesi, vuol dire che l'individuo è in grado di trovare soluzioni ai problemi. Perciò la dittatura odia l'autonomia del popolo, questa è un grosso problema per chi vuole gestire sudditi.
Bondi è il ministro della cultura. Ridiamo? Potete anche farlo, ma in ballo c'è il futuro del Paese. L'istruzione pubblica è già in via di depauperamento, adesso è la volta del teatro (taglio del FUS) e della lirica. Immaginiamo facilmente le prossime mosse del governo: taglio drastico dei finanziamenti alle Accademie di Belle Arti e ai Conservatori (peraltro già vessati), restrizioni per le esposizioni locali di artisti, ulteriore giro di vite per tutte le espressioni di libera attività artistica, sospensione (o acquisizione) dei concorsi letterari, ecc. Ma questo governo potrebbe intervenire anche sull'editoria specializzata nel settore artistico e sta già accadendo (sospensione agevolazioni delle spese postali). L'attacco al mondo della cultura, da parte del governo, è palese e a tutto campo.
Naturalmente, l'annullamento dell'immenso patrimonio culturale italiano sarà abilmente sostituito da logiche affaristiche ed iniziative private, poiché l'Arte e la cultura non devono sparire del tutto, una parvenza deve pur esserci, ma deve essere fonte di enormi speculazioni per i soliti pochi (amici e parenti). La cultura sarà perciò privatizzata. Nasceranno Consigli di amministrazione incompetenti, ma funzionali ad arricchire la famiglia, la cupola, il palazzo. Se questa non è mafia..!
Ci si renderà presto conto che il progetto di federalismo non è altro che un voler piazzare parenti e amici nei settori di comando delle regioni. Ci saranno scuole regionalizzate, sanità regionalizzata, enti lirici regionalizzati, ecc. Tutti gestiti dal parentado e dai compagni di merende. Non scordiamo che Bondi è stato quello che ha già piazzato un manager bancario nella direzione dei musei italiani e dei siti archeologici (Mario Resca, amministratore della McDonald’s Italia e portatore sano di conflitti di interessi) ed ha assunto un 'supermanager' per il controllo del lavoro delle Soprintendenze. E' tutto dire.
Ora immaginate pure il figlio di Bossi in qualità di direttore artistico (o amministrativo) di un ente lirico, magari del teatro 'Alla Scala'. Il modello previsto dal governo è questo. E poi osano parlare di meritocrazia! Accà nisciun'è fess!

(Grazie alla Fondazione Teatro Alla Scala che oggi, 5 maggio, prende visione del post).

Il decreto Bondi

target="_blank"

lunedì 3 maggio 2010

Un decreto per licenziare tutti gli abitanti di Sassari

Un'intera città che sparisce, che muore, annientata con una firma di qualche ministro e del presidente della repubblica. 133 mila lavoratori non avranno più un lavoro. Centotrentatremila! Vi sembra uno scherzo? Non lo è. E se state sobbalzando dalla sedia (giustamente), sappiate che la tv non ne ha mai parlato e i sindacati più pettoruti fanno orecchie da mercante. Perché? E perché questo licenziamento? Servono urgentemente 8 miliardi di euro. Infatti il titolo del decreto recita: 'disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria' (qui).
Non ci possiamo credere, ma è così. E pare che dobbiamo anche metterci il cuore in pace ed accettare questa mannaia che colpisce la testa dei lavoratori e della Costituzione. Non ritenete giusto indignarvi? Non ritenete giusto e doveroso lottare contro questo decreto? Se l'opinione pubblica non viene a conoscenza della gravità della questione, non ci sarà mai un'indignazione collettiva capace di far resistenza. Perciò la tv non ne parla. Centotrentatremila lavoratori licenziati! Non è uno scherzo, semmai è un parallelismo, perché la città di Sassari serve come pietra di paragone per dare la misura esatta dei licenziamenti avvenuti e che stanno avvenendo nella scuola pubblica. Ma... zitti tutti, Sassari deve affondare di nascosto.

Tutti i nostri post su quest'abominio

target="_blank"

Giornata mondiale della libertà di stampa: il nostro ricordo di Giuseppe Fava nell'ultima sua intervista da Biagi

Dichiarazioni ancora oggi attuali, fortissime, accuse pesanti, nette, taglienti. Ce n'è per tutti, clero compreso. Enzo Biagi pone le sue domande al giornalista Giuseppe 'Pippo' Fava, consapevole di ricevere delle risposte esplosive, era il 28 dicembre 1983. Una settimana dopo, Pippo Fava viene ucciso dalla mafia.
Ma no, è sbagliato dire che è stato ucciso, perché Pippo non è morto, come non sono morti tutti i giornalisti e gli operatori dell'informazione che hanno dimostrato vero amore per la propria professione, per la propria dignità. Quanti come Pippo, oggi, potranno essere ricordati domani per onestà intellettuale?
Ascoltate queste dichiarazioni e, se volete, comparatele ai molti, troppi 'giornalisti' di oggi che somigliano piuttosto a degli innocui cagnolini al guinzaglio del potere (che è sempre mafioso).



target="_blank"

domenica 2 maggio 2010

Come cambia l'Università con la 'riforma' Gelmini (video)

Il prof Sergio Roda, Prorettore dell'Università di Torino, spiega alcuni punti della cosiddetta 'riforma' Gelmini che feriscono anche il settore universitario italiano. Il quadro che emerge non è certo dei più confortanti.
E' compito nostro - dei bloggers, degli internauti in genere - dare voce a chi di solito non ne ha nei media tradizionali 'ufficiali'. E il fatto che in TV non si dia voce a chi la scuola la vive in prima persona, ci dà la misura precisa della volontà di censura, da parte di questo governo, dei grandissimi problemi che la 'riforma' Gelmini sta caricando sul settore dell'istruzione pubblica. E' quindi giusto che tutte le persone conoscano quanto di menzognero vi sia nei proclami del governo e dei suoi ministri, anche in questo settore strategico per il Paese. Nonostante le risposte del prof. Roda disegnino il profilo generale di alcuni problemi, risulta comunque facile intuirne tutti i connotati.



target="_blank"

I nostri 10 articoli più letti