venerdì 11 marzo 2011

Noi non festeggiamo l'unità d'Italia. La nostra lista in risposta a Saviano

Abbiamo saputo che Roberto Saviano tornerà a leggere le sue liste insieme a Fabio Fazio nel programma 'Vieni via con me'. Saviano fa sapere che leggerà una lista sul 'perché festeggiare l'unità d'Italia'. Riprende quindi il festival della retorica populista fatta di 'belle parole' smielate e di stampo borghese con le quali le persone si sciolgono come panetti di burro a ferragosto. Patria, orgoglio nazionale, costituzione, Risorgimento, tricolore, il giovane Mameli, i militi ignoti mandati a morire dai Savoia (no, questo non lo dicono), e tutti i bla bla di propaganda che, cuciti insieme, formano il più straordinario campionario di menzogne mai riunite in un solo testo o in una sola lista. Il pubblico applaude e fa persino la standing ovation.
Ora, anziché vomitare di fronte a cotante menzogne e a siffatta imbecillità nazionalpopolare, preferiamo scriverla noi una lista (la seconda che Fazio ignora), dove spieghiamo per quale motivo noi NON festeggiamo nessuna unità nazionale.

Perché ogni Nazione contiene l'idea di confine e noi non crediamo nei confini. Noi desideriamo davvero un mondo di popoli uniti e solidali.
Perché tutti i confini contengono un'idea di soldati armati che li difendono o che li espandono a seconda dei capricci del sovrano di turno, al quale i cittadini obbediscono orgogliosi, e con altrettanto orgoglio partono e muoiono, sia che tale sovrano si chiami re o parlamento.
Perché nel nome della patria e di uno pseudo progresso nazionale si è scritta la cruenta storia dei popoli che tutto hanno visto (guerre e soprusi, torture ed inganni), tranne che il benessere propagandato.
Perché la storia della schiavitù coincide con la creazione degli Stati. Finché ci saranno nazioni, ci saranno schiavi e padroni.
Perché noi odiamo la retorica populista del nazionalismo osannato e adulato, del quale gli applausi televisivi sono l'espressione acritica più profonda di un popolo obnubilato e incantato da quella stessa retorica.
Perché le Nazioni sono proprietà private spacciate per 'cosa pubblica'.
Perché parlare di Risorgimento in Italia ha sempre voluto significare censurare il progetto federalista anarchico (non certo leghista) di Carlo Pisacane, in favore dell'autorità statale voluta e sorretta dai sovrani e dai loro lacché.
Perché ogni Nazione ne presuppone altre, e dove ci sono altre Nazioni ci sono cittadini con le stesse malsane idee di superiorità. In nome di tali e presunte superiorità (inculcate a mo' di imprinting) hanno preso avvio le guerre, gli istinti xenofobi e il sentimento della cattiveria dominante.
Perchè abbiamo capito il senso della canzone 'La guerra di Piero' e siamo d'accordo con l'anarchico Fabrizio De Andrè.
Perché ogni Nazione è, per il mondo, una Padania. Noi non vogliamo Padanie, né qui, né altrove.
Perché le uniche leggi a cui bisognerebbe obbedire sono quelle della Natura, e la Natura non ha voluto Nazioni e confini. Tutto ciò che non è stato creato dalla Natura si è rivelato sempre nefasto per l'essere vivente.
Perché festeggiare l'unità di una Nazione vuol dire sostanzialmente avallare implicitamente il militarismo e il razzismo, esaltare le qualità di un sistema autoritario e gerarchico, in cui il popolo vive in cattività, beato e beota.
Perché dal regime monarchico dei Savoia, il popolo, passando attraverso il regime fascista, è giunto ad un altro regime dittatoriale, un'oligarchia che oggi si fa chiamare ipocritamente 'repubblica democratica'. E in tutto questo atroce percorso di schiavitù, non vediamo alcun motivo per festeggiare. Noi vogliamo semmai liberarci dell'unico nemico del popolo.

Ogni Nazione è una Padania, ricordalo!

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4 commenti:

cristiano ha detto...

Sono pienamente d'accordo ... BASTA STATI

Mattia ha detto...

pur condividendo l'analisi teorica sull'Umanità in generale temo che in questo elenco non consideriate la specificità di ogni uomo.
purtroppo non tutti gli esseri umani sono capaci di condividere le risorse che hanno, storicamente i primi conflitti nascevano appunto per l'acqua piuttosto che per un'area coltivabile o per risorse in genere.
non sono solo i sovrani a fare i capricci, se un uomo muore di sete cerca l'acqua a qualsiasi costo e mi sembra un fatto anche abbastanza normale.
certo il popolo è beato e beota ma non in cattività. lei per primo, che probabilmente si considera un eccezione, ha trovato dentro di sè le risorse per emanciparsi mentalmente dalla maggioranza, ma lei è solo umano è come tale ha fatto una scelta che (presumibilmente) altri umani non hanno potuto o voluto fare.

insomma la mia critica è rivolta al vostro radicalismo: posso essere d'accordo con le criticità e le contraddizioni dei "sistemi organizzati" specialmente democratici, tuttavia date per scontato un "pacifismo innato" nell'uomo lasciato libero.
ora io non voglio sostenere che l'uomo è inevitabilmente malvagio ma contesto che sia universalmente buono.
anarchia e comunismo sono dottrine affascinanti quanto utopiche poichè entrambe non fatto i conti PRATICI con la volubilità dell'uomo.
ora, è probabile che non siate d'accordo con me, ma vi prego di spiegarmi bene bene qual è il vostro scopo.
abolizione dei confini o presa di coscienza dell'ipocrisia democratica?
cordialità

coscienza critica ha detto...

@ Mattia
E' strano: critichi il nostro 'radicalismo' e implicitamente difendi quello più estremo e violento dello Stato, con le sue vessazioni. E' ovvio che uno schiavo che si ribella è radicale, non vorrai mica che egli si difenda con la piuma per paura di essere percepito come un radicale? Dovresti spostare l'asse del 'comun ragionamento' per capire i motivi dell'anarchia, altrimenti -come vedo- si rimane ancorati ai pregiudizi e non si va da nessuna parte. Fai lo stesso ragionamento degli Stati: quando il popolo si ribella, lo Stato dà la colpa al popolo attribuendogli i seguenti: radicale, facinoroso, sovversivo, vandalo, pericoloso, reo... Il vero vandalo è solo lo Stato che tiene il popolo in catene. Finché non si capisce bene questo concetto, si è soltanto schiavi inconsapevoli che difendono il loro stesso padrone.

E vedo anche che non hai letto il post sulle società gilaniche, altrimenti non avresti parlato in quei termini, tutti da rivedere, ma proprio tutti. Niente di grave, ti puoi rifare, ma non so se avrai mai il coraggio di accettare quella verità. L'uomo nasce pacifico (è ovvio, dato che lo scopo è quello di preservare la specie, non l'autodistruzione). Prova a leggere questo:
http://italianimbecilli.blogspot.com/2011/02/societa-gilaniche-le-floride-comunita.html

Dario ha detto...

Desidero citare un altra canzone, oltre a quella da te riportata nell'articolo di De Andrè:

Ivano Fossati "Il disertore" (Boris Vian)


Ciao

Dario

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