sabato 28 febbraio 2009

Silvio Berlusconi, uno sciocco episcopello. Piccola indagine psicologica di un sedicente politico

Nel post del 4 dicembre 2008, accennavamo al profilo psicologico di Berlusconi, anticipando questa nostra breve e ulteriore riflessione sul tema.
Berlusconi non è un politico. Questo lo diciamo sin da ora e senza ombra di dubbio. Berlusconi non ha le competenze necessarie per affrontare seriamente la politica, nè mai le avrà.
Se prendiamo in considerazione i suoi comportamenti, le sue gaffes, i suoi epiteti, i suoi gesti, le sue numerose cadute di stile, le sue 'carinerie'... ci accorgiamo che non c'è niente di più lontano dai requisiti richiesti ad un politico. Berlusconi è l'antipolitico, nonché l'antidiplomatico per eccellenza: è un gaio pagliaccio e come tale va considerato. Sbaglia colui che lo concepisce come un uomo serio, capace di competere con le altre figure politiche internazionali. Le sue battute sono esattamente quelle che potrebbe dire un bambino, perché Berlusconi, dentro, è un bambino. Il guaio è che non ha otto anni, ma quasi ottanta! Quando Berlusconi si accorge di aver fatto una gaffe, anziché riconoscere la sua colpa e chiedere scusa, egli assume il tipico atteggiamento del bambino che, sorpreso dai genitori, inventa una banale scusa per evitare le sculacciate e incolpa sempre gli altri: 'chi? Io? No, non sono stato io! Sono stato frainteso'!
Berlusconi non può essere un politico, anche perché non ha a cuore i problemi della collettività, bensì soltanto i suoi problemi. Chi non sta alle sue regole è, poi, anche un imbecille.
Quelli che sostengono che Berlusconi soffra di un complesso di superiorità, hanno ragione solo in parte. Questa presunta superiorità rappresenta una corazza, dietro la quale si cela il vero e grande complesso di inferiorità. Chi soffre di questo complesso è una persona molto fragile, invidiosa, ma anche molto pericolosa; possono infatti manifestarsi atteggiamenti vessatori, volti a sottomettere gli altri che vengono considerati nemici a priori. Se qualche persona osa contravvenire o contraddire, è una persona da eliminare, in ogni modo.
Fare politica vuol dire possedere prerequisiti caratteriali specifici: la serenità, la serietà, la competenza, la diplomazia, la capacità di riconoscere gli errori, la capacità di risolvere le questioni comuni, la solidarietà, la pazienza. Tutte caratteristiche inesistenti nella personalità di Berlusconi.
Berlusconi è uno sciocco! E' un episcopello!

Nota: grazie a pippp1970 per aver utilizzato l'immagine verso la fine del suo video. (stando ben attento a tagliare la scritta 'italianimbecilli.com')

venerdì 27 febbraio 2009

Sciopero virtuale (legnate vere)

A buon intenditore...
.

Aspettando non godo. E' tempo di reagire

(E' notte, in un seminterrato. Una sala privata per riunioni clandestine, poco arredata, con un palco verso il fondo fatto di assi sconnesse. All'interno della sala vi sono alcuni dissidenti, ex blogger, alcuni ex tesserati del PD e anarchici che discutono in segreto sulla situazione socio-politica. Vogliono riuscire a stabilire una linea comune di reazione. Sale sul palco Nenè, un ex giornalista di sinistra).

Nenè - Amiche e amici, vi prego, solo una domanda: a questo punto, visto come si sono messe le cose, non sembra anche a voi che questo governo possa tranquillamente rimettere mano anche al referendum Monarchia-Repubblica?

(gli ospiti si guardano negli occhi, poi rumoreggiano, molti annuiscono)

- E non vi sembra che sia giunto davvero il momento per intraprendere una forte reazione?

Una ragazza - Io penso che l'azione del sindacato o di quel che ne era rimasto, sia stata deprecabile. Nessuna tutela, non abbiamo mai ricevuto nessuna garanzia, nessuna protezione dei nostri diritti. Io sono d'accordo con te. Facciamo qualcosa e sùbito!

Nenè - La tua foga è l'espressione della nostra forza, ma occorre agire sempre con prudenza. Lo sappiamo, certo, anche l'opposizione si è venduta e adesso c'è un'urgenza nel nostro Paese, ma bisogna saper controllare la rabbia e utilizzarla con freddezza e misura.

(Sale sul palco anche Rodolfo, mezza età, disoccupato dopo essere stato precario per 25 anni)

- Mi sembra di capire che siamo tutti d'accordo. Ma tu, Nenè, hai avuto un'idea? Cosa possiamo fare?

Nenè - Anzitutto è doveroso il nostro impegno incondizionato... voglio dire... tu, ad esempio, tua moglie stasera non è presente e... non per farmi i fatti vostri, ma... capisci? Dobbiamo essere una squadra unita...

Rodolfo - No, no... posso garantire. E' che mia moglie, da questa notte, lavora al forno di Ignazio. Una fortuna per noi!

Nenè - Questa è una buona notizia! Manda a tua moglie i nostri saluti e le nostre felicitazioni.

Rodolfo - La paga purtroppo non è alta, ma almeno non moriremo di fame, abbiamo il pane del forno, gratis!

La ragazza - Nenè, siamo tutti felici per questa notizia, ma dobbiamo andare avanti, sono un po' stanca...

Nenè - hai ragione, era solo una parentesi e, visto che Rodolfo è qui vicino a me, vi farò vedere che cosa ho in mente di fare (Nenè fa sedere Rodolfo, col culo sulle assi del palco). Rodolfo, sei comodo così?

Rodolfo - Beh, con un cuscino starei meglio!

Nenè - Allora diciamo che sei scomodo eh? Ora immagina di rimanere così, seduto sul legno, per alcuni anni.

Rodolfo - Sei pazzo? Non riesco neanche a immaginarlo, ho già il culo quadrato!

Nenè - Cosa faresti se ti obbligassi?

Rodolfo - M'incazzerei con te e tenterei di alzarmi.

Nenè - E se tu riuscissi davvero a alzarti, cosa mi faresti?

Rodolfo - Ti darei un pugno!

Nenè - Non puoi.

Rodolfo - Perché?

Nenè - Perchè io sono protetto da altri uomini. Giro sempre scortato.

Rodolfo - Allora per prima cosa mi alzo, ma senza dare nell'occhio...

Nenè - E poi?

Rodolfo - Uhmmm... Ti dò un pugno eludendo la tua scorta.

Nenè - Impossibile

Rodolfo - Perché?

Nenè - I miei uomini sono furbi e addestrati

Rodolfo - Allora mi avvicinerei a te, facendo finta di avere buone intenzioni...

Nenè - Sei sulla buona strada e poi?

Rodolfo - Appena ti sono vicino ti mollo un cazzotto che...

Nenè - Non ci siamo!

Rodolfo - Cristo! Ma perché no?!

Nenè - Perché io prima schivo il colpo e poi ti faccio arrestare.

Un ragazzo - Idea! Io lo so cosa si può fare!


Volete continuare voi, amici lettori? Cosa può aver pensato il ragazzo?

giovedì 26 febbraio 2009

Sciopero virtuale e regolamentato: ritorna il 'Codice Rocco' dell'èra fascista?

Post sconnesso, paratattico, incompleto
Il governo, di concerto con i sindacati, si appresta a sputarci addosso ancora una volta. Lo fa con lo sciopero. Lo vuole regolamentare. Il che, tradotto, vuol dire togliere al cittadino il diritto di protestare (uno sciopero regolamentato non è una protesta, ma una sedazione).
Ridicolo, poi, lo sciopero virtuale che questo governo vuole imporre. Tu protesti lavorando e non vieni neanche pagato. No comment. Santoddìo, no comment!!!
L'istituto dello sciopero, inteso come diritto inviolabile e inalienabile del cittadino, è nato dalle lotte operaie e contadine. E' nato, cioè, dalla classe lavoratrice. Anche i sindacati sono nati dagli scioperi e dalle lotte operaie e contadine!
Un giorno qualcuno si è alzato e ha deciso che un certo stato di cose non poteva più essere sostenuto. Sì, avete capito bene: un giorno qualcuno si è alzato! Basta una sola persona. Si comincia con una persona!
Il governo fascista, oggi, ha deciso che le minoranze non contano. Lo sciopero va regolamentato, 'non è possibile -dice il faraone- che una minoranza blocchi il Paese'.
Lo sciopero regolamentato, per ora, riguarda 'soltanto' il trasporto pubblico, ma è solo un test, un primo passo verso la normalizzazione totale.
Ora a me verrebbe anche voglia di bestemmiare in cento lingue, ma mi trattengo, anche perché devo cercare di razionalizzare il pensiero. Procedo con ordine? Quale ordine? Ne ho abbastanza di ordini! Ma devo provarci:
1) Lo sciopero nasce per destabilizzare e mettere in crisi il sistema, altrimenti non ha alcun senso.
2) Lo sciopero DEVE necessariamente creare difficoltà, a tutti, al fine di far prendere coscienza dell'importanza del lavoro anche di una singola persona.
3) Lo sciopero nasce da un'esigenza che può essere individuale o collettiva.
4) Lo sciopero serve anche per promuovere e garantire i diritti di tutti e la Libertà di tutti, per il presente e per il futuro.
5) Lo sciopero è una delle espressioni della democrazia, da qualunque parte esso provenga e da chiunque voglia promuoverlo
6) Lo sciopero, dopo il regime fascista, viene riconosciuto come diritto soggettivo e non può essere punito, nè regolamentato.
7) Proprio perché promosso da una minoranza, lo sciopero deve vivere e imporsi come misura difensiva di quella minoranza che, altrimenti, non potrebbe difendersi.
8) Obbligare lo svolgimento di un servizio (in questo caso i trasporti pubblici), vuol dire non far rendere partecipi TUTTI del disagio di quella categoria. Non possiamo pensare solo ai nostri disagi, anche quelli degli altri sono importanti per la crescita democratica della società.
9) Regolamentare vuol dire controllare e infischiarsene del valore dello sciopero che DEVE destabilizzare, per il bene di tutti, dopo.
10) Se vogliamo una società giusta, democratica, libera, dobbiamo saper CONDIVIDERE le lotte, anche di una sola parte della classe lavoratrice e anche se questa condivisione può provocare disagi (ma pensiamo ai disagi di un lavoratore sfruttato e/o malpagato)
11) E' incredibile, nel 2009, dover ancora ricordare queste cose!

Ricordo che nel 1930, durante il fascismo, il Codice Rocco vietava lo sciopero, era considerato reato dagli articoli 330-333 e 502 e ss (seguenti).

mercoledì 25 febbraio 2009

Duro colpo al patrimonio artistico e culturale d'Italia. Supermanager per una superignoranza in materia artistica

Se c'era una cosa di cui l'Italia poteva ancora andare fiera nel mondo, era il suo patrimonio artistico. Il verbo all'imperfetto non è casuale, dal momento che, da quando si è insediato questo governo, la tutela dei beni artistici e culturali è in gravissimo pericolo, così come il personale competente in materia (anch'esso, oggi, da tutelare).
Il ministro dei Beni Culturali è Sandro Bondi (nella foto), il quale, in spregio a tutti i principi di salvaguardia delle necessarie competenze artistiche delle Soprintendenze, aveva anzitutto nominato un vero incompetente del ramo, un manager bancario, tale Mario Resca, quale super direttore dei musei e dei siti archeologici. Va da sè che un banchiere, seppur bravo, non potrà mai possedere competenze specifiche in materia artistica; l'Università Bocconi, infatti, prevede altri programmi e indirizzi. Ma non è tutto, purtroppo.
A fronte degli oggettivi aumenti di affluenza nei nostri musei, fino al 2007, Bondi adesso intende svuotare dall'interno il valore stesso di 'bene artistico', vuole svilirlo, fino a farlo diventare un disvalore, addirittura un peso inutile per la nostra società (la linea omicida della destra e il suo disgusto nei confronti della cultura si concretizzano).
Cosa intende fare Bondi? Abolire le competenze specifiche degli addetti ai lavori, sostituendo questi ultimi con supermanager e imprenditori che diventeranno commissari con il compito (l'ordine) di vigilare sulle decisioni delle Soprintendenze che, di fatto, non potranno più decidere per la tutela del bene culturale e artistico (quindi della buona nomea dell'Italia).
Come riporta l'Unità, nonostante tutte le difficoltà amministrative ed economiche, le Soprintendenze erano, fino ad oggi, ancora in grado di svolgere la loro funzione. A questo punto, una dirigenza formata da banchieri, direttori di casinò, manager d'industria e di commercio, non potranno far altro che uccidere il nostro patrimonio, pesando su un bilancio già stremato (cit) per colpa di Tremonti che ha previsto finanziamenti ridotti -da fame- nel settore. E' straordinario vedere come un Bondi richiami all'ordine Salvatore Settis, personaggio di altissima competenza internazionale (presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali), ordinandogli di TACERE e di ESEGUIRE GLI ORDINI SENZA CRITICARE.
Tra le altre cose, noi di ITALIANI IMBECILLI prevediamo:
- la vendita (o svendita) di opere d'arte alle altre Nazioni
- la regalia di opere d'arte a Berlusconi e ai suoi amici, ai mafiosi, ecc.
- il rimaneggiamento della Carta del Restauro (poiché del 1972, quindi filosovietica)
- decisioni sconsiderate nella gestione museale e dei siti
- ritorno in auge dello stile architettonico fascista
- lacune gravissime nelle scelte d'intervento (ordinario e straordinario)
- aumento dei prezzi nei musei e nei siti
- riduzione del flusso turistico nei musei
- ulteriore discriminazione del fare artistico (e degli artisti)
- nepotismo selvaggio (immaginiamoci il figlio di qualche imprenditore, laureato in Economia e Commercio, che mette le mani sulle nostre opere, magari per restaurarle)
Nota
Anche i futuristi (fascisti) volevano distruggere i musei, adesso la loro memoria è onorata.

L'amica holamotohd -che ringraziamo moltissimo- ci ha segnalato un APPELLO CONTRO IL COMMISSARIAMENTO DELLE SOPRINTENDENZE ARCHEOLOGICHE DI ROMA E OSTIA, al quale si può rispondere con una vostra firma QUI
Sito di riferimento
ULTIM'ORA: Salvatore Settis si è dimesso da presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, per protestare contro le scellerate decisioni di Bondi


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martedì 24 febbraio 2009

Accordo sul nucleare tra Italia e Francia: le tecniche televisive per convincere gli italiani

Tralasceremo volontariamente i dettagli dell'accordo tra Berlusconi e Sarkozy in merito al nucleare, anche perché online si trova già parecchio materiale. Noi adesso ci portiamo avanti con il lavoro e analizziamo il metodo di lavaggio del cervello che la tv farà, nei prossimi giorni/mesi agli italiani (che ci cascheranno come pere).
Naturalmente la tv non metterà l'accento sulla nostra volontà (già espressa con un sonoro 'NO' in un referendum) o sul nostro dissenso (Berlusconi se n'è fregato di noi, incontrando Sarkozy, perché dovrebbe farlo la tv?).
Si dirà che quel referendum è stato condizionato dall'onda emotiva del disastro di Chernobyl e che gli italiani, nel 1987, non possedevano un criterio di valutazione oggettivo. Ma quale decisione ha valore assolutamente oggettivo? Sentiremo dire, perciò, che gli italiani erano stati condizionati e, mentre si dirà questo, la gente non si accorgerà di essere, proprio in quel momento, condizionata dalla tv.
Inciderà il fattore-portafoglio, si inviteranno ospiti, politici, esperti, giornalisti, attori e tuttologi a confermare che il nucleare risolverà i nostri problemi e che porterà un beneficio economico per il cittadino. Falso! Chi ci guadagnerà, semmai, è sempre quel 'lato A' dello Stato che non siamo noi (noi siamo il lato B). La bolletta leggera è solo un miraggio (avete notato che il prezzo del petrolio è sceso drasticamente, ma il costo PER NOI è mutato solo di qualche cent?).
Verranno concesse interviste a esponenti politici di parere contrario, ma una tv di regime saprà CHI intervistare, COME tagliare e montare i video, QUANDO mandarli in onda.
Ci faranno vedere anche interviste prese dalla strada, dove, su 10 intervistati, almeno 7 saranno a favore del nucleare. A casa la gente si schiererà con questi 7... la maggioranza! In realtà gli intervistati contrari al nucleare saranno di più, ma ciò che non passa in tv, non esiste.
Si parlerà delle caratteristiche tecniche delle centrali di terza generazione, facendo capire che sono sicure e si troveranno mille scuse e risposte banali, stupide, per giustificare l'impossibilità di smaltimento delle scorie radioattive. Ad esempio, si parlerà di costruire bunker di cemento e piombo con le pareti spesse anche 10 metri e a prova di bomba atomica (ma non di terremoto). Ma che mondo stiamo costruendo?
Proprio in questo momento, le redazioni televisive, anzichè fare un lavoro di ricerca e di divulgazione dei disastri del nucleare, staranno già montando servizi riguardanti le straordinarie funzionalità delle centrali nucleari sparse nel mondo.
Vedremo Piero Angela ospite in vari programmi che ci accompagnerà nello straordinario mondo del nucleare, partendo dalla composizione (o scomposizione) della materia, con i disegni animati di Bruno Bozzetto che ci mostreranno simpaticissimi elettroni che orbitano allegramente attorno a nuclei colorati... che sembrano grumi di smarties. Bello!
Si dirà che, in fondo, l'Italia si trova vicino alle centrali francesi, ma, visto che il ministro Scajola è di Imperia, vorrei sapere se sarà prevista una centrale in quella provincia.
Si parlerà di energia pulita (infatti le scorie nucleari sono pulitissime) e, per offrire una carota ai ciuchi italici, si condirà il tutto con 'ulteriori provvedimenti sull'energia eolica e solare'.
E più si parlerà di tutto questo, più sparirà dalle nostre coscienze quel referendum che fu l'espressione della nostra volontà, del nostro 'io', della nostra Libertà. E quel nostro sacro 'NO' diventerà automaticamente un idiota SI'

Leggete quel che diceva Daniele Luttazzi sul nucleare -qualche mese fa- ed i relativi commenti

lunedì 23 febbraio 2009

Lettera aperta ai giornalisti televisivi


Egregi giornalisti pubblicisti

Negli ultimi tempi stiamo assistendo a un allarmante e sistematico svuotamento dell'informazione televisiva. Si tratta di un inquietante vacuum fatto di censure nei riguardi di notizie di importanza capitale per il nostro Paese e, contestualmente, di una ridondanza di informazioni a senso unico e spesso di scarsa rilevanza per una Nazione inquieta come la nostra, in questo momento storico.
Sappiamo che la televisione non è mai stata libera, poiché oggetto di mire politiche, tuttavia gli italiani erano abituati a scorgere anche frammenti di verità nella seppur minima varietà di notizie da voi forniteci, magari ascoltando tra le righe o ponendo più attenzione ai brevissimi articoli, letti in fretta e furia per non creare eccessivi fastidi a questo o a quell'altro direttore o editore. Oggi, invece, assistiamo a una vera e propria censura sistematica di regime, in cui notizie come quelle relative alle manifestazioni popolari di piazza vengono del tutto disertate dalle vostre penne o, forse peggio, strumentalizzate. Il riferimento, in questo caso, è alla manifestazione del 21 febbraio scorso, svolta in Piazza Farnese (Roma), contro l'approvazione del decreto sul testamento biologico. Ma possiamo fare anche altri esempi. Sono tanti. Troppi, ormai.
E' comprensibile -da un lato- che le direttive giunte dall'alto, se disattese, potrebbero incrinare i rapporti con i vostri diretti 'superiori', ma quello che noi oggi vogliamo dirvi è di guardare dentro le vostre coscienze e vi chiediamo: dov'è l'orgoglio del cronista? Dov'è finita la vostra indignazione, dimostrata nella rivendicazione del diritto all'informazione? Dov'è finita quell'etica professionale che vi vedeva anche complici nel decretare uno sciopero di categoria? Noi facciamo appello alla vostra professionalità per vedervi reagire a questa situazione. L'Italia intera attende da voi una risposta, un moto d'orgoglio di natura professionale e civile. Il nostro Paese necessita di una vera e libera informazione, non tendenziosa, giammai costruita secondo diktat unilaterali.
Risulta assai evidente che i vostri servizi giornalistici, oggi, sono costruiti per servire una precisa ideologia di partito che mira all'approvazione di leggi anticostituzionali e che devono poter essere approvate con un largo consenso popolare; ed è perciò, ad esempio, che ponete lo sguardo soltanto agli episodi di stupro commessi da extracomunitari, tralasciando quelli che si consumano nelle famiglie italiane, da italiani.
Le notizie nascoste dalla televisione sono molte:
- le quotidiane morti sul lavoro
- i disoccupati delle numerose aziende in crisi e le proteste dei lavoratori
- le misere condizioni dei pensionati
- le difficoltà degli insegnanti che non riescono a gestire con la dovuta serenità una scuola ormai concepita per diseducare
- i processi di cui si conoscono soltanto il corrotti, ma non i corruttori (processo Mills-Berlusconi)
- la crescita delle esportazioni di armi
- le tristi condizioni dei degenti negli ospedali, utilizzati come cavie per qualche chiodo da trapiantare urgentemente a causa della confezione irrimediabilmente aperta
- le malattie dei nostri soldati dovute all'uso di proiettili all'uranio impoverito e all'inadeguata protezione
- eccetera
Conosciamo le strategie di persuasione adottate dalla tv, come quella della diffusione di servizi montati ad hoc e riproposti in mille salse per propagandare idee, anche utilizzando ospiti in studio che rileggono la Storia, interpretandola in favore dell'ideologia corrente. Anche voi, soprattutto voi, conoscete il potere della televisione e in quale misura questa riesca a plasmare le coscienze.
Noi vi esortiamo a prendere orgogliosamente e coraggiosamente una posizione contro il bavaglio che il potere politico vi ha imposto e vi invitiamo a riconsiderare un'Italia in cui l'informazione possa davvero rappresentare lo specchio di una società libera, laica, democratica e tollerante, quale è.

l'équipe di ITALIANI IMBECILLI

domenica 22 febbraio 2009

Ronde con fischietti


Piazza Farnese 21 febbraio 2009, contro il ddl sul testamento biologico interviene anche Camilleri. Ecco il video

Grazie a holamotohd per questa foto



Dal palco di Piazza Farnese, ieri, sono stati espressi concetti di elevatissimo valore per la dignità dell'Uomo e per la sua integrità laica. Concetti troppo alti e liberi per essere divulgati attraverso la televisione di regime.
Le parole profuse da coloro che si sono avvicendati al microfono sono servite a far chiarezza sull'atteggiamento di un governo cieco e bieco, arrogante e autoritario che vuole imporre per decreto il suo predominio persino su ciò che di più privato e intimo l'Uomo possa avere: la propria salute e il proprio corpo, così come la propria Libertà.






Andrea Camilleri
L'intervento video di Stefano Rodotà è incorporato nel post precedente

sabato 21 febbraio 2009

La manifestazione di Piazza Farnese e la legge sul testamento biologico. TV pubblica assente!

La manifestazione di Piazza Farnese contro l'approvazione della legge sul testamento biologico si è conclusa. Non abbiamo avuto la possibilità di seguirla sul posto, nè di inserire qui la diretta video, ma ci siamo aggrappati alle finestre aperte sulla manifestazione da RaiNews24. Gli interventi mostrati dal canale della Rai hanno riguardato quelli di Beppino Englaro (in collegamento telefonico), Emma Bonino e Stefano Rodotà.
Appassionato l'intervento di quest'ultimo che non ha risparmiato accuse al governo e, dall'alto delle sue competenze giuridiche, ha ricordato passaggi storici importanti per la nostra democrazia e Libertà, come ad esempio quello relativo alla Magna Charta Libertatum, in cui, già nel 1215, erano previsti articoli che garantivano diritti al cittadino comune e condivisi dalla Chiesa. L'approvazione di questa legge ci porterà indietro di oltre 794 anni!
Accanto a questa colta citazione, viene ricordato l'articolo 32 della nostra Costituzione che ricorda come neppure la legge possa 'in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana'.
Rodotà fa riferimento anche alle bugie che sono state raccontate circa l'integrità della prima parte della Costituzione che, in realtà, questo governo sta smantellando, poiché viene messo in discussione non soltanto il diritto alla salute e alla libertà del malato di decidere della propria vita, ma anche il senso della cittadinanza democratica e i diritti degli stranieri di essere curati senza alcuna denuncia da parte dei medici (che, tra l'altro, si stanno opponendo con forza a questo provvedimento).
Rodotà chiude il suo intervento volendo esplicitamente ricordare, a quanti del governo abbiano accusato Beppino Englaro di voler fare politica, che il padre di Eluana è da considerare un eroe civile e che la sua è stata ed è certamente una battaglia politica (pensiero al quale noi di ITALIANI IMBECILLI ci associamo).
Questa piccolissima e per niente esaustiva sintesi, serve anche a denunciare i telegiornali e i media che, asserviti al regime, non hanno svolto il loro còmpito (in primo luogo la rai, servizio pubblico pagato da noi), venendo meno a quel dovere di cronaca che ci è dovuto, in quanto cittadini liberi e onesti; evidentemente, proprio perché cittadini liberi e onesti, il governo fascista ha pensato di negarci la possibilità di informarci e di imporre un bavaglio all'informazione.
La colpa è equamente ripartita tra governo e direttori di rete e di TG, ai quali porgiamo il nostro più accorato e forte VERGOGNA!

A che serve darne notizia alle 20,30 e per 2 minuti? Ecco l'intervento completo di Stefano Rodotà

venerdì 20 febbraio 2009

La TV al servizio di Berlusconi: come utilizzare il Futurismo per innestare germi di fascismo

Nel 1905 nasceva l'Espressionismo e in TV non c'è stata nessuna celebrazione del centenario della sua nascita.
Anche per il Cubismo (1907) la TV ha taciuto.
Adesso, invece, siamo all'esagerazione pubblicitaria per il Futurismo che compie 100 anni. La TV e la città di Roma strabordano di iniziative e celebrazioni. Perché? Ma perché fra tutti i movimenti di Avanguardia, il Futurismo è stato il solo ad essere apertamente pro-guerra, costruito a tavolino da Marinetti (interventista) e da un gruppo di scellerati fanatici guerrafondai che si identificarono, poi, anche nel fascismo.
La TV non si è fatta sfuggire l'occasione. Pubblicizzare il Futurismo con parole piene di riguardi vuol dire far avvicinare la gente alla lettura e all'esplorazione di tematiche di estrema destra. Ricordo il punto numero 9 del primo manifesto futurista: «Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore». Ma i futuristi anelavano anche alla distruzione di Venezia, di tutti i musei e delle Accademie, consideravano la donna come un essere inferiore, buona solo a fare figli. Vi sono mille contraddizioni e stupidità legate al Futurismo e non basterebbe un post a elencarle tutte.
Il sedicente e opportunista critico d'arte Achille Bonito Oliva, oggi, su RaiNews24, giustificava il futurismo e nascondeva la vera natura fascista del gruppo, affermando che anche Gramsci lo aveva definito 'gruppo rivoluzionario'. Il problema è che 'rivoluzione' è diverso da 'Rivoluzione'. Il Futurismo voleva rivoluzionare il mondo in senso fascista, guerresco e autoritario, questo sì.
Molti aderenti al gruppo si arruolarono volontari nella Grande Guerra, convinti che solo in quel modo essi potevano dare forma e sfogo alla loro coscienza. Ma molti di essi, poi, capirono lo sbaglio e abbandonarono il Futurismo, come ad esempio Carlo Carrà che abbracciò la poetica metafisica ('la musa metafisica').
Il Futurismo portò avanti anche una forma di ottimismo per favorire l'opera di mistificazione della realtà da parte della politica. Infatti, il teatro futurista non contemplava la tragedia o la rappresentazione dei problemi sociali; gli spettacoli deliranti alternavano pezzi comici a rumori (musica futurista), a sberleffi d'ogni genere e ridicole provocazioni. Si legge nelle cronache del tempo che molti spettatori erano soliti aspettare i futuristi all'uscita di teatro per ammazzarli di botte e riempirli di uova marce e lattuga.
Potrei continuare per ore con le idiozie di questo gruppo di screanzati deliranti che, poi, non ha inventato proprio niente perché, rubando le idee al Divisionismo, a Picasso e al cinema, non ha saputo creare un linguaggio davvero innovativo (infatti in Francia continuava incontrastato il genio di Picasso e di Matisse, veri innovatori).
Unico pregio del Futurismo è stato quello di aiutare la nascita delle avanguardie russe (Raggismo, Suprematismo, Costruttivismo), ma che, al contrario del Futurismo, sposavano poetiche di pace e di Libertà, come fecero tutte le altre Avanguardie del Novecento.
Riuscirà la TV, l'anno prossimo, a celebrare l'Astrattismo e Kandinskij?

Nota
Nessuno si scandalizzi per la voluta omissione delle parole-chiave del Futurismo, poiché questa non è un'esposizione accademica ortodossa (ma eliminare l'accademismo non è esattamente quello che volevano i futuristi?)

Ronde, manganello di Stato e fascismo. Lo Stato difende la falsa eticità, anziché il vero diritto e la Libertà dell'individuo

E mentre la tv continua a pubblicizzare in mille salse il Futurismo a 100 anni dalla sua nascita (Avanguardia guerrafondaia di fanatici fascisti; ogni TG ne ha dato notizia, esaltando il movimento ed evitando accuratamente di parlare delle altre Avanguardie), oggi è stato approvato il decreto sulla sicurezza. Le ronde padane sono adesso legalizzate.
La ronda: una parola abominevole che i più anziani ricordano con terrore e che richiama alla mente le ricognizioni punitive delle SS, dopo l'armistizio. Sarà così, anche perché le ronde padane saranno formate da ex sbirri e non certo da ex infermieri.
Dove sta l'inghippo? Dietro alla facciata demagogica di preservare gli stupri (di questi tempi i TG ne sono pieni, li vanno a cercare con il lanternino per giustificare la legge), si nasconde il cipiglio e la prerogativa tutta fascista dell'azione di forza, anche gratuita. Ciò alimenterà molte scusanti, ad esempio quella di picchiare senza alcun motivo singoli o gruppi di extracomunitari perché visti -si dirà- in atteggiamenti sospetti. Farà così breccia nella coscienza degli italiani anche la cultura del sospetto e molto presto saremo tutti invitati (se non obbligati) a fare la spia su persone da noi sospettate di qualcosa. Come nel fascismo. Ne più e nè meno.
Ma i dati smentiscono il governo. Prendo spunto dal blog 'metilparaben', per diffondere i veri dati statistici sulle violenze alle donne.
* nel 77% dei casi le donne sono state uccise da un familiare, nel 12% dei casi da un conoscente, e solo nell'11% dei casi da uno sconosciuto;
* nel 44% dei casi l'autore del delitto era il marito o il compagno della vittima, nel 14% dei casi l'ex marito o l'ex compagno;
* nel 71% dei casi l'autore dell'omicidio era un italiano, nel 13% sconosciuto, e solo nel 16% dei casi l'assassino era uno straniero.

Questa legge, come le altre approvate da questo governo, è una truffa!

Nota
E' incredibile, nel giro di un quarto d'ora, a RaiNews24, viene pubblicizzato per ben due volte il Futurismo, prima con un inserto nel TG (in cui si intervistava lo screanzato Achille Bonito Oliva) e adesso con uno speciale di approfondimento. A Roma si stanno svolgendo numerose manifestazioni per celebrare questo movimento di manigoldi. Urge altro post sull'argomento.

A carnevale ogni scherzo vale: 21 febbraio 2009, manifestazione a Piazza Farnese (non più a Piazza Navona)

Domani, 21 febbraio 2009, la manifestazione che doveva svolgersi a Piazza Navona è stata spostata a Piazza Farnese. Il sindaco Alemanno che prima aveva accordato l'evento nella celebre Piazza con la chiesa di S. Agnese del Borromini e la fontana del Bernini, adesso la vieta perché da lì -dice- devono transitare dei carri allegorici. Una priorità assoluta, a quanto pare. Uno scherzetto di carnevale che sicuramente sarà piaciuto all'episcopello di Arcore, sempre in vena di scherzi e 'carinerie'.
Non modificheremo il vecchio post, ma ne scriviamo un altro -questo- anche per dire a voce altissima che la legge sul testamento biologico (sondino di Stato) è un atto criminale perpetrato da un governo altrettanto criminale e ignorante. Diciamo questo, confortati dall'appello di Luciano Orsi ai parlamentari.
Luciano Orsi è un medico rianimatore ed è responsabile della rete di cure palliative di Crema. Secondo studi accertati e letteratura medica decennale, continuare ad alimentare forzatamente un malato terminale AGGRAVA LE SUE GIA' PRECARIE CONDIZIONI DI SALUTE. Questo perché l'organismo di un malato terminale si predispone naturalmente al digiuno, affinché gli organi interni abbiano una minore attività e il metabolismo svolga una naturale decelerazione.
Obbligare un malato terminale all'idratazione e all'alimentazione forzate, compromette seriamente la stabilità già precaria della salute del paziente. Tra i vari rischi si annoverano anche quelli riguardanti l'eccesso di umidità delle mucose che, abituate a una relativa secchezza, non riuscirebbero a riassorbire ulteriori liquidi immessi dall'esterno. Immaginiamo tutti cosa potrebbe succedere solo nel cavo orale: l'eccesso di liquidi e di saliva aumenterebbero il rischio di soffocamento. E cosa succede nei polmoni e negli altri organi come i reni (costretti in un logorio estenuante) o i polmoni o l'intestino, ecc.
Una legge assassina, criminale, quella del sondino di Stato, pensata da un governo che non si è nemmeno preso la pena di conferire con dei medici specialisti, ma che ha soltanto calato le brache a Ratzinger!

Sonoro di Luciano Orsi
(da Micromega)

giovedì 19 febbraio 2009

Berlusconi si dimetta. Subito!

Non vogliamo corruttori.
Non vogliamo inquisiti.
Non vogliamo dittatori.
Non vogliamo piduisti.
Non vogliamo usurpatori della Libertà.
Non vogliamo venditori di fumo.
Non vogliamo assassini della Giustizia.
Non vogliamo assassini della Costituzione.
Non vogliamo ruffiani del Vaticano.
Non vogliamo clowns e macchiette.
Non vogliamo criminali dell'informazione.
Non vogliamo Romoli e 'Remoli'
Non vogliamo distruttori della scuola pubblica.
Non vogliamo elemosinieri di bonus card.
Non vogliamo ipocriti e arroganti.
FUORI DAL GOVERNO! FUORI DAL PARLAMENTO!

Gianfranco Fini e il Corano 'lavato in Arno': una questione di sicurezza?

Il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, sollecita il governo a predisporre una normativa che obblighi agli imam delle moschee presenti in Italia di predicare in lingua italiana, anziché in arabo. Dice Fini: «Così si evita il rischio di istigazione all'odio e alla violenza». Secondo il fini-pensiero, recitare in arabo potrebbe dare l'opportunita agli imam di diffondere messaggi di terrorismo all'interno delle moschee. D'altra parte, dice, anche il principe ereditario Mohammed Bin Zayed auspica un simile provvedimento.
A parte il fatto che messaggi di tipo terroristico possono diffondersi anche fuori dalle moschee, ad esempio per le strade, nelle case e -s'è visto- anche su YouTube, ma sarebbe come se un italiano andasse in una chiesa cattolica in Medioriente per ascoltare il Vangelo in arabo!
Fini ha commesso un passo falso e non perché il suggerimento sia inattuabile, ma perché prevediamo un aumento di italiani nelle moschee per ascoltare i passi del Corano, finalmente in lingua italiana. Chissà, magari qualche italiano si convertirà all'islamismo, con buona pace di Ratzinger e della religione di Stato e si convincerà che gira più violenza nelle sacrestie che nelle moschee.
Una nota dispregiativa va anche alla questione di medoto. Vietare a tutti gli imam di predicare in arabo, vuol dire accusarli tutti di terrorismo. Insomma, di tutta l'erba un... FASCIO!
Se questo è il metodo, allora posso allegramente sostenere che tutti i parlamentari sono cocainomani e delinquenti! E magari mi avvicino molto alla realtà. Voi che dite?

Berlusconi fa ironia anche sui morti. 'Italiani Imbecilli' chiede scusa al governo argentino

Niente da fare. Non è in grado di fare politica.
Berlusconi ha l'anima del guitto d'avanspettacolo, del clown incosciente, altro che primo ministro! La sua ironia sui desaparecidos va oltre ogni limite e naturalmente la tv non ne parla.
Una battuta di pessimo gusto questa volta è stata lanciata dall'episcopello* nei confronti dei cittadini dissidenti argentini - uccisi durante l'ultima dittatura, attraverso i lugubri 'voli della morte'- e delle loro famiglie. Il governo argentino ha già convocato l'ambasciatore italiano a Buenos Aires.
Invitiamo tutti i cittadini onesti di questo Paese a scrivere un messaggio di scuse al governo argentino. Il messaggio potrebbe essere questo:
Perdón a todas las familias de los desaparecidos, en nombre de todos los italianos honesto y libre
Per inviare il messaggio cliccate QUI


* L'episcopello è un'antica festa medievale, una delle tante che si svolgevano nei paesi, in occasioni religiose. Ma l'episcopello aveva carattere profano e licenzioso. Lo sciocco del villaggio (oppure il bambino più ingenuo) veniva agghindato come un prete ridicolo (da qui 'episcopello') e veniva portato in processione fino a un luogo preposto allo svolgimento di una messa blasfema. L'episcopello, esageratamente avvolto in stole clericali, recitava i passi della messa, ma lo faceva parodiando il vero testo, sostituendo i versi originali con altri blasfemi e stupidi. Poi, alla consacrazione dell'ostia, l'episcopello veniva obbligato a mangiare escrementi e a bere urina, tra le risate degli astanti.

Benigni a Sanremo. Censura su youtube? Niente paura, la rete ha molte risorse

Abbiamo letto in giro, nella rete, le lamentele circa la censura su YouTube dell'intervento di Benigni a Sanremo. Si parla di violazione del copyright. In realtà l'oscuramento del video su YouTube è causato dalle solite ingerenze della Chiesa sulla Rai. Parlare dell'amore tra omosessuali, citanto la lettera di O. Wilde al suo amante, al Festival, ha causato un travaso di bile al povero Ratzinger. Vederlo anche su YouTube sarebbe stato troppo per il vecchio bigotto. Così niente video su YouTube, con la scusa della violazione dei diritti (a questo punto, almeno la metà dei video su YouTube dovrebbero essere oscurati, invece sono tutti lì).
Ma non esiste soltanto YouTube, per fortuna. Questo che proponiamo qui è l'ultimo spezzone, quello che include la recita della lettera di Wilde. Buona visione.


Grazie a donotkillme
Comunque, il video su YouTube lo abbiamo trovato, non censurato QUI

La Lettera all'amato Bosie

mercoledì 18 febbraio 2009

L'Italia appartiene a cento uomini. Anche il resto del mondo!

Noi bloggers approfittiamo ogni giorno della rete, cioè di questo unico spazio di Libertà che ci rimane per denunciare, in piena coscienza, ciò che avviene nel nostro Paese o nel mondo. I nostri interventi, i nostri post, cercano di fare luce su questioni che a noi sembrano grandi e importanti (e lo sono), ma ragionando e osservando le problematiche da una prospettiva più alta, cioè considerando la totalità dei comportamenti degli Stati del mondo e cercando di trovare un filo rosso che li leghi insieme, scopriamo che il problema maggiore è una subdola strategia mondiale fatta di una rete di mafie, di imprenditoria e di economia, la cui gestione è in mano a poche persone. A privati.
Fabrizio De André diceva che 'L'Italia appartiene a 100 uomini...', noi aggiungiamo che anche il pianeta e le sue risorse (persino umane) appartengono a pochi privati. Tutto il resto della comunità mondiale, i cittadini di ogni Stato, sono solo schiavi al servizio di questi pochi padroni del mondo. Chi non ha ancora capito questo, è bene che cominci a ragionarci su.
Noi ci arrabbiamo per le cose 'minime' legate ai nostri Paesi e speriamo di risolvere i problemi concentrandoci esclusivamente sulle nostre questioni. Ad esempio, in Italia, adesso, il problema è Berlusconi e la sua condotta politica e morale (ma anche un'opposizione inesistente e decapitata). Siamo qui a fare post indignandoci e sperando che cambi qualcosa: è giusto, è normale, è doveroso e continueremo a farlo. Ma una visione e un'analisi più globale ci fa percepire che, al di là delle contingenze locali, nazionali, esiste un disegno prestabilito, un progetto scellerato a scala mondiale. Da poco tempo, ad esempio, stiamo seguendo 'la morfologia' della BCE (Banca Centrale Europea) e già da poche letture abbiamo capito che è un'aberrazione creare una banca centrale composta da privati e non da banche statali.
Una gestione privata della 'cosa pubblica' è un controsenso che porta necessariamente allo sfruttamento dei cittadini, a un controllo del loro stato di povertà per poterlo mantenere nel tempo e creare le condizioni necessarie per soggiogare le popolazioni. Così, Berlusconi e le malefatte del suo governo diventano non il problema centrale, ma uno dei mezzi per attuare questo disegno politico-economico mondiale che si configura come IL problema.
Qualcuno ci ha anche fatto notare che la privatizzazione della banca centrale non riguarda solo quella europea, ma anche quella degli USA, infatti sulle banconote statunitensi c'è scritto 'Federal Reserve Note', anziché 'USA Reserve Note'.
Attraverso un intreccio di convenzioni tra privati, tra i cui componenti c'è anche la classe politica compiacente, si stipulano accordi clandestini e criminali (e tra questi accordi ci sono anche quelli con gli apparati militari, vedi anche scie chimiche), capaci di tenere sotto controllo ogni attività umana e le condizioni del mondo.
Chi vi scrive, all'età di 20 anni osservava con sospetto il tasso di disoccupazione -che rimaneva pressoché costante- in Italia e negli altri Stati. Non capivo bene perché non si riuscisse a creare una società in grado di dare lavoro a tutti. Oggi capisco molto meglio.

martedì 17 febbraio 2009

Berlusconi colpevole al processo Mills. Un'altra perla si aggiunge alla lista dei reati del cavaliere (della truffa)

L'avvocato inglese David Mills e' stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari. Questo vuol dire che è stata accertata anche la colpevolezza di Berlusconi. Mills ha intascato la tangente che Silvio Berlusconi gli aveva versato. 600.000 dollaroni.
Aveva confessato, Mills, a suo tempo, con una lettera al suo commercialista e quest'ultimo (inglese, mica italiano) lo aveva denunciato. I giudici hanno fatto il resto. Tanto di cappello a Nicoletta Gandus che ha presieduto il collegio dei giudici di Milano.
Ridicola la scusante della difesa, secondo cui la presenza di Berlusconi in aula avrebbe compromesso la serenità dei giudici e impedito un'attenta valutazione dei fatti. Mi facciano il piacere! Berlusconi al processo poteva anche non esserci, poiché, per effetto del lodo Alfano, i giudici non possono più indagarlo. Poteva starsene a casa. Ma Silvio al processo ha voluto esserci. Strano? No, perché, essendo coimputato, voleva vedere di pesona 'di che morte morire'. Ma Berlusconi non morirà e non gli faranno nulla (per via del lodo che Napolitano aveva firmato senza indugio), ma rimane il fatto che sia colpevole. Anche questa volta!

Nota
Siamo in attesa della pronuncia della Corte costituzionale sulla legittimita' del Lodo Alfano
AGGIORNAMENTO: La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il Lodo Alfano, ma Berlusconi e Alfano stanno pensando ad altre forme di 'salvazione' per don silviuzzo, come il 'legittimo impedimento', il 'processo breve', ecc. Intanto il Paese va a rotoli. Complimenti, italiani!

AGGIORNAMENTO DEL 25 FEBBRAIO 2010: la Cassazione ha dichiarato prescritto il reato, ma questo non vuol dire che Berlusconi sia innocente, anzi! (VEDI)

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lunedì 16 febbraio 2009

La scenografia e la propaganda: cielo azzurro con nuvole bianche in televisione

Il linguaggio televisivo non è soltanto verbale, ma si esprime -per definizione- anche attraverso le immagini. Alcune immagini possono risultare più evidenti rispetto ad altre, ad esempio un presentatore avrà una pregnanza maggiore rispetto al contesto scenografico in cui egli è posto.
Proprio la scenografia, sulla quale si ripone in genere poca attenzione, assume un'importanza capitale nella comunicazione televisiva. Infatti, alla scenografia viene affidato il còmpito di trasmettere sensazioni capaci di raggiungere alcune zone del cervello preposte alle emozioni e, in questo modo, in grado di condizionare emotivamente il telespettatore.
La scelta e l'impiego di alcuni colori e di alcune forme può, ad esempio, predisporre l'osservatore alla calma o alla irrequietezza, alla gioia o alla tristezza e così via.
Nel periodo coincidente -e immediatamente successivo- alle inchieste di 'Mani Pulite' (1992-1993), la scenografia televisiva giocò un ruolo fondamentale. La politica era stata scossa dalle fondamenta e anche il Paese era in fibrillazione per un fervente anelito di pulizia e onestà in Parlamento. La massa, forse per la prima volta, aveva invertito la propria condizione di sudditanza permanente rispetto ai politici e s'intravvedeva il 'rischio' di una vera e propria sommossa civile (ricorderete il lancio di monetine addosso a Craxi e le urla, gli epiteti, i 'Di Pietro, sei tutti noi').
La televisione che -è bene ricordarlo- è uno strumento del potere, aveva predisposto un piano per un 'ritorno all'ordine'. Occorreva infondere serenità al Paese. Si fece allora un uso massiccio di scenografie (anche proiettate) rappresentanti cieli azzurri con nuvole bianche. Come in questo caso (la foto è proprio del 1993):
Questo tema iconografico era presente in almeno la metà di tutti i programmi televisivi, persino in quelle trasmissioni in cui il contenuto del programma non c'entrava proprio niente con il cielo.
Di per sè, l'azzurro è già un colore rilassante, ma accompagnato a nuvole bianche questo colore diventa più esplicitamente un cielo, cioè l'immagine ideale della serenità.
Il cielo sereno è stato poi, non a caso, utilizzato da Berlusconi per il suo logo di partito, per i manifesti e per i fondali dei congressi di Forza Italia e continua ancora oggi ad essere utilizzato. Il riferimento all'iconografia tradizionale è chiaro: i santi e le divinità stanno in cielo (paradiso) e ai santi il popolino ingenuo fa sempre affidamento. Così Berlusconi diventava, poco a poco, l'uomo della provvidenza, quando nel 1994, finito il periodo di Tangentopoli, esordì come politico e si propose all'Italia con una frase che recitava più o meno: 'non vorrei fare il politico, ma la situazione me lo impone e sono costretto a scendere in campo'. Come dire: io sono il santo che, mio malgrado, viene in vostro soccorso.
Attenzione, perciò, agli sfondi azzurri. Il pittore veneto Paolo Caliari (il Veronese), nel XVI secolo, conosceva già questo espediente e dipingeva figure allegoriche contro il cielo per glorificare Venezia e i suoi fasti.

domenica 15 febbraio 2009

I nuovi che avanzano e i vecchi opportunisti parassiti. Andrea Camilleri e Clemente Mastella

E mentre il celebre scrittore Camilleri, insieme a Antonio Di Pietro, pensa a una nuova alleanza con persone oneste, per sbaragliare Berlusconi alle europee (e perché no, anche per organizzare una buona opposizione), Clemente Mastella annuncia il suo ritorno nelle fila del Pdl.
Qual è il nesso? Perché ne parliamo (anche noi)?
Abbiamo tutti seguito i numerosi salti acrobatici di Mastella, un po' di qua, un po' di là. Mastella è la scandalosa bandieruola della nostra politica che, forte dell'inerzia degli italiani (che assumono ogni farmaco come automi, senza protestare), ha saputo fiutare ogni volta l'odore del carro dei vincitori, aggrappandosi ai buoi come un tafano in crisi di astinenza. C'era aria di sinistra? Mastella, con puntualità sistematica, si dimetteva un attimo prima dalla destra per correre in soccorso della sinistra. C'era invece aria di destra? La stessa cosa, uno zompo e... hop, eccolo sul groppone dei buoi neri. Che problema c'è? La coerenza? L'etica? Chi se ne importa?
Allora ecco il nesso. Mastella, con i suoi zompi da tafano ammaestrato, è un perfetto ago indicatore di quello che sarà. E' un profeta! Ci ha sempre azzeccato! Anche questa volta, perciò, non può sbagliare. Tornando egli a saltare sul carro della destra, dimostra a tutti che è inutile tentare di organizzare opposizioni e nuovi partiti di sinistra, perché egli sa che il futuro ci riserberà ancora anni di questa politica scellerata di destra. Camilleri e Di Pietro sono avvisati: non c'è sinistra che tenga, questa è la nuova èra fascista, chi è fuori è fuori, chi è dentro è dentro.
A meno che...

sabato 14 febbraio 2009

San Valentino, la festa degli innamorati: destra e sinistra si baciano

San Valentino e non è successo niente. Direte: 'cosa sarebbe dovuto succedere'? Chessò, magari un bell'arresto a Berlusconi, come fece la polizia d'oltre oceano dopo quel giorno di San Valentino, quando accusarono Al Capone e poi lo incarcerarono per evasione fiscale. Una scusa vale l'altra, l'importante è catturare i furfanti criminali.
Sto vaneggiando, lo so, a Berlusconi non potrà mai succedere una cosa simile e non perché egli sia onesto, ma proprio perché è disonesto e noi viviamo in Italia e, si sa, in Italia il disonesto è rispettato, mentre l'onesto viene bistrattato e condannato.
Intanto, mentre la nostra sinistra va a caccia di farfalle, nelle fila della destra sta avvenendo un compattamento: La Destra di Storace è pronta ad allearsi con Fiamma Tricolore. La cosa che mi colpisce da questa notizia diffusa da adnkronos sono le parole di Storace che, nonostante egli si dica a destra del Pdl, predica come un perfetto leader sovietico. Riporto testualmente: 'L'obiettivo e' quello di costruire un nuovo soggetto politico, capace di contrastare la deludente strategia operativa di un governo sempre piu' autoreferenziale e debole soprattutto sul fronte delle emergenze sociali, un governo che rischia di dividere ulteriormente il Paese e che sta mettendo le sue mani autoritarie sulla giustizia'.
La cosa mi colpisce, è vero, ma non mi stupisce, perché siamo di fronte a un'altra mossa strategica di regime. Con questa mossa, il governo -che non riesce a produrre altro che leggi ad-personam, diveti e crisi- introduce un'esca per quegli italiani che vogliono una forza politica di destra capace di produrre benessere per il popolo (mai vista nella Storia). Il controsenso è anche quello di dire che il nuovo partito sarà più a destra del Pdl (difficile solo immaginarlo), a meno che la compagine parlamentare non si intenda più come un emiciclo, ma come una circonferenza e allora l'estrema destra risulterebbe attigua alla sinistra: destra e sinistra sarebbero allora come due innamorati a San Valentino. Fantascienza?
Insomma, le idee per prendere per i fondelli gli italiani non mancano. Eppure più di qualcuno ci cascherà, potete giurarci.

giovedì 12 febbraio 2009

Il disegno di legge sul testamento biologico: sondino di Stato

Non ci sarà nessun testamento biologico. La legge prevede il 'sondino di stato' obbligatorio,
anche contro la tua volontà!
[audio di Stefano Rodotà]
il testo del disegno di legge

Denuncio Berlusconi per omissione di soccorso, in tutti quei casi in cui si configura tale reato e in Italia ce ne sono parecchi.

M'illumino di meno? Perché? E soprattutto per chi?

Parlo esclusivamente a titolo personale. Mi scuserete sin dall'inizio, ma non posso tacere.
Voi tutti, penso, sappiate dell'iniziativa 'M'illumino di meno', lanciata cinque anni or sono dalla trasmissione radiofonica 'Caterpillar'. Si tratta della giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico e che, quest'anno, si attuerà nella giornata di domani, 13 febbraio 2009, a partire dalle ore 18.
L'incipit di cui sopra era dovuto.
Ditemi: a cosa è servita questa iniziativa fino ad oggi? Ancora meglio: a CHI è servita? Non certo ai sudditi di questa Italia. Pensateci. La recessione avanza, gli stipendi non aumentano, i disoccupati abbondano, ecc.
Questa è un'iniziativa per far cassa (la cassa è dello Stato che, in questi particolari casi, non siamo noi). In una botta sola, un enorme risparmio di energia elettrica farà risparmiare allo Stato milioni di euro, di cui non si vede, per il cittadino, alcun beneficio concreto. Non ci sto! Questi giochini mascherati da una patina di falsa etica sociale mi sono stati sempre antipatici, come la storia del riciclo dei materiali, su cui facemmo anche un post e chiarimmo i veri benefici, appannaggio soltanto delle industrie. Cos'è? Domani gli italiani si scopriranno moralmente corretti? Spegneranno le luci anche tutti i razzisti e gli evasori fiscali? I corrotti e i corruttori? Oppure da domani queste persone disoneste si convertiranno e vedranno la luce anche se la tengono spenta?
Qualcuno potrà dire: 'ma l'iniziativa serve anche al singolo cittadino per risparmiare sulla bolletta'. Quanto risparmio? Un euro? Due? Va bene, se voglio risparmiare un euro, la mia giornata del risparmio energetico sarà il 28 luglio. Domani no.

mercoledì 11 febbraio 2009

L'Italia fascista del XXI secolo tornerà ad adottare le teorie di Cesare Lombroso? Facciamo finta di essere lombrosiani, per un attimo.

Nei regimi totalitari si è notato come la popolazione abbia assunto per osmosi -più o meno conscia- pensieri e azioni aderenti al regime. Come dire: tale padre, tale figlio. Nel ventennio fascista, ad esempio, molti cittadini erano ingenuamente convinti della 'bontà' della dittatura e ogni proclama del duce veniva, da questi, ben accolto, impresso nella memoria e concretizzato anche nelle azioni (dare del 'voi', salutare alla romana, sfornare figli a raffica, ostentare virilità...).
L'ideologia nazifascista, oltre a sposare teorie criminali, fece anche ricorso a quelle lombrosiane per discriminare le 'razze' umane o per riconoscere i criminali. Quelle di Cesare Lombroso sono teorie senza alcun fondamento -come oggi sappiamo- ma dopo il 1938 Mussolini diede maggior credito a tali assurdità e, per conseguenza, anche gli italiani credettero all'esistenza del 'criminale-nato' o 'atavico'.
Non mi stupirei se oggi, in questo revisionismo intriso di neo-neo-positivismo e con un razzismo dilagante, tornino a essere considerate valide tali teorie.
Mi accingo perciò a un gioco satirico e prendo in analisi (lombrosiana) un soggetto a caso, diciamo... Angelino Alfano, cioè colui che potrebbe riportare in vita Lombroso. Ecco qui la nostra cavia:
Osservate l'arcata sopracciliare. Lo sguardo naturale del ministro appare cupo, cattivo, torvo. Ciò è dovuto alla conformazione dei muscoli 'corrugatori del sopracciglio' che tendono a inclinarsi oltremisura nella zona mediana, ostruendo il supraorbital foramen e lambendo la parte superiore dell'osso nasale. Ne conseguono le due tipiche rughe longitudinali d'espressione animalesca.
Questa conformazione sopracciliare è tipica delle persone aggressive e moleste, pericolose per la comunità e intendono la giustizia esclusivamente come un istituto che reprime e punisce.
Causa di tale predisposizione è da ricercare in fattori sia genetico-ereditari, sia culturali. Nei primi, la possibilità di guarigione è totalmente nulla, mentre i fattori culturali possono essere corretti, ma non v'è garanzia di guarigione al 100%.

Angelino Alfano è ministro della Giustizia, guardasigilli della 'Repubblica' Italiana.

Nota
Il Ministero della Giustizia promuove, sponsorizza e finanzia il Museo di Cesare Lombroso, inserito nell'ambito del Museo Criminologico di Roma

martedì 10 febbraio 2009

Morta un'Englaro, se ne fa un'altra: la catarsi tragica è già in scena!

La strumentalizzazione di Eluana, da parte del governo e della Chiesa, non è mica finita con la morte di questa donna. No di certo! Non avrebbe neanche senso. Adesso occorre mantenere alto il livello di orrore e commiserazione, per raggiungere la catarsi tragica aristotelica e che ci condurrà dritti dritti all'individuazione del Theos apò mekanè' (deus ex machina), cioè Berlusconi.
Cerchiamo di capire bene le parole di Berlusconi. Perché ha parlato di 'caso di coscienza'? Non c'è nessun caso di coscienza. Le legge è legge e deve essere rispettata, la legge sta al di sopra e al di là della coscienza di ognuno. Ma veniamo alla costruzione scenica della catarsi italica.
Adesso l'intento del regime fascista è quello di infondere nelle coscienze degli italiani il senso del peccato, lavorando di concerto con Ratzinger -regista esperto in tragedie- che vanta un 'bacino d'utenza' non indifferente. Ma perché infondere il senso del peccato? Perché in questo modo gli italiani avranno modo di essere penitenti e supini di fronte a colui (Berlusconi+Ratzinger) che ha puntato il dito contro il popolo e gridato 'è un caso di coscienza'! Gli italiani, colpiti da questa frase e toccati nel profondo, non potranno non dargli ragione dopo che la loro coscienza sarà stata intristita e avvilita da alcuni stratagemmi drammaturgici. Come fare per avvilire la coscienza? Come fare a smuovere e a creare un senso di pietas negli animi italici? Il trucco è vecchio di 2500 anni. E' l'antica regola teatrale della tragedia.
Bisogna che il pubblico (il popolo italiano) provi due sentimenti, l'orrore e la commiserazione, al fine di raggiungere la catarsi, cioè una purificazione, una pulizia dai cattivi umori che porta lo spettatore a identificarsi nell'attore tragico (Eluana) che è anche il capro espiatorio. Già, ma come si fa a far provare orrore e commiserazione? Quali sono questi trucchi scenici?
Sono esattamente quelli che abbiamo visto ieri sera allo speciale del TG4 e a 'Porta a Porta'.
Al TG4, Fede è stato un attore consumato, recitava la sua parte con pacatezza, delicatezza, come fa un padre che descrive la fragilità delle farfalle al figlioletto. (coro greco) Oh, mirabil tenerezza! Per poi affondare con espressioni sibilline di accusa, contro i sostenitori della legge. Ah, me tapino, qual sia la legge terrena più pesante di quella della coscienza? E io ho sentito anche violini struggenti strappaviscere che commentavano le slide delle foto di Eluana e il commento della speaker sommessa, quasi in lacrime.
C'è stato posto per la commiserazione, ma anche per l'orrore, quando da Vespa è stata recitata (non a caso) la lettera del padre di Terry Schiavo che lancia strali d'accusa al padre di Eluana. Ohhh! Quale orrore! Quale abominevole atto! Che venga Zeus a punir l'assassino!
Gli italiani saranno condotti in questo giuoco e ci cascheranno, fino al collo e, senza nemmeno accorgersene, vedranno in Berlusconi la divinità scesa dal cielo a risolvere il nodo della tragedia; in fondo, egli l'aveva detto che è un caso di coscienza. Il Cavaliere sarà allora salutato come il salvatore, come colui che è posto al di sopra della legge e di ogni cosa e a cui tutto è concesso, persino di cambiare la Costituzione.
Italiani, svegliatevi! E' tutto teatro!

lunedì 9 febbraio 2009

La televisione non racconta mai la verità

Il titolo è troppo sintetico. In realtà tutti i media non raccontano mai la verità, anche se lo volessero.
Ogni volta che noi accendiamo la tv, siamo di fronte a un elettrodomestico che viene 'animato' e gestito da altre persone (non da noi con il nostro telecomando, anche se ce lo fanno credere). Queste persone possono essere molteplici ed avere vari ruoli all'interno della televisione; ci sono gli editori, i produttori, i direttori, i giornalisti, gli scenografi, i cameraman, ecc. Ora, una delle figure chiave nella gestione della tele-visione è il regista.
Sia nei programmi in diretta, sia in quelli in differita (post-prodotti), il regista è colui che sceglie per noi le immagini da trasmettere, ponendo alla base della comunicazione il suo punto di vista, le sue emozioni. Ogni regista, con l'ausilio delle telecamere che egli solo comanda, può scegliere di farci vedere un particolare, piuttosto che un totale o viceversa, secondo un suo proprio modo di decodificare la realtà. La sua realtà, non la nostra. E' una visione soggettiva, non oggettiva.
Anche nel caso di documentari, in cui si pensa che le immagini rappresentino davvero la realtà, l'intervento del regista trasforma inevitabilmente il dato reale o, addirittura, lo nasconde. Immaginiamo, ad esempio, di essere nella savana e di lavorare a fianco del regista per un documentario sulla vita dei leoni. A un certo punto il regista ordina all'operatore (se non è egli stesso a inquadrare) di riprendere il dettaglio di una ferita sul muso del ruggente felino, mentre tu ti accorgi, invece, che un cucciolo sta giocando più in là con una farfalla. Ebbene, se il regista decidesse, poi, di farci vedere soltanto la ferita, noi, da casa, ci perderemmo la scena del cucciolo e la farfalla. Questa è una modifica della realtà, sicuramente è una visione parziale, incompleta.
Fin qui il discorso potrebbe essere anche logico, anche se non scontato.
Ma cosa succede quando a tutto questo si aggiunge la morale del regista (o di chi, sopra di lui, gliela impone)? Significa mistificare la realtà in favore di una visione di parte, anche ideologica. Si tratta del famoso taglio registico, cioè della piega caratteriale data a qualsiasi trasmissione. Faccio anche qui un esempio tipico. Accendiamo la tv per seguire la manifestazione di Piazza Navona contro il governo Berlusconi e vediamo indiscutibilmente la piazza, la riconosciamo. Ma un regista filogovernativo (o che abbia ricevuto ordini dal governo) non farà vedere l'enorme quantità di gente accorsa alla manifestazione, cioè non sceglierà di riprendere la piazza utilizzando un 'totale', ma può indugiare, ad esempio, su un gruppo di ragazze festose e allegre che ci restituiscono l'immagine di una piazza in festa, piuttosto che in rivolta. A casa, la coscienza comune sarà forgiata da un'immagine di letizia e non sarà nutrita con ardori di protesta.

Nota
La serie di post dedicati alla 'Teoria e metodo dei mass-media' continuerà e sarà taggata 'tv e regime'. Troverete la 'linguetta' sulla barra di navigazione, sotto l'intestazione.

ultimo minuto, ore 20,25
O
ra hai la tua pace, Eluana.

domenica 8 febbraio 2009

21 febbraio a Piazza Navona per protestare contro la dittatura e l'arroganza di Berlusconi

Era ora!
Sabato, 21 febbraio 2009, l'Italia scenderà in piazza a urlare il proprio NO contro la politica assolutista, fascista e arrogante di questo governo che ha deciso di appropriarsi persino delle nostre vite.
L'iniziativa è partita dall'appello lanciato da Lorenza Carlassare, Andrea Camilleri, Furio Colombo, Umberto Eco, Paolo Flores d'Arcais, Margherita Hack, Pancho Pardi e Stefano Rodotà.
Siamo tutti invitati ad aderire sia all'appello, firmandolo, sia alla protesta di Piazza Navona e nelle altre città, con forza, con tutta la nostra forza.
L'intento di Berlusconi è quello di creare una dittatura (hic et nunc), usurpandoci persino il diritto di possesso della nostra vita che appartiene solo a noi, non alla Chiesa, non allo Stato.
La volontà di modificare la Costituzione, nonostante il rifiuto del suo garante supremo, Giorgio Napolitano, è un pensiero criminale! Adesso Berlusconi si è rimangiato tutto, come è suo solito fare, ma non ha affatto intenzione di mollare la presa, ma noi neppure. In futuro tenterà ancora di distruggere la Carta Costituzionale, una delle poche garanzie di democrazia rimasteci, per imporre la sua dittatura.
Per firmare l'appello [QUI]
AGGIORNAMENTO (del 20 febbraio)
Il sindaco Alemanno non concede la piazza a causa del transito di carri allegorici (???). La manifestazione sarà spostata in Piazza Farnese (vedi nuovo post)

L'appello:
"La vita di ciascuno non appartiene al governo e non appartiene alla Chiesa. La vita appartiene solo a chi la vive. Il decreto legge di Berlusconi, trasformato in disegno di legge dopo che il presidente Napolitano, da custode della Costituzione, ha rifiutato di firmarlo, vuole sottrarre al cittadino il diritto sulla propria vita e consegnarlo alla volontà totalitaria dello Stato e della Chiesa. Rendendo coatta l’alimentazione e l’idratazione anche contro la volontà del paziente, impone per legge la tortura ad ogni malato terminale.
Pur di imporre questa legge khomeinista, Berlusconi ha dichiarato che intende sovvertire la Costituzione repubblicana. E’arrivato ad oltraggiare una delle costituzioni più democratiche del mondo, la nostra, definendola “filosovietica”, mentre non perde occasioni per elogiare il suo “amico Putin”, ex-dirigente del Kgb. Al governo Berlusconi che ha ormai dichiarato guerra alla Costituzione repubblicana, è dovere democratico di ogni cittadino opporre un fermo “ora basta!”.
Per dire sì alla vita e no alla tortura, per dire sì alla Costituzione e no al progetto di dittatura oscurantista, per dire sì al Presidente che sostiene la Costituzione contro chi la viola, la svilisce, la insulta, chiediamo a tutti i democratici di auto-organizzarsi per una grande e pacifica manifestazione, senza bandiere di partito, solo con la passione e l’impegno civile di liberi cittadini, a Roma, a piazza Navona, sabato 14 febbraio alle ore 15.
Passa parola, la democrazia dipende anche da te".

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