
(post sintetico e didattico, per nulla esaustivo)
La dittatura è una disposizione autoritaria dello Stato che si alimenta di azioni di stampo mafioso come la corruzione, l'estorsione, il nepotismo, le secretazioni, le censure, l'omertà, la falsità, le vessazioni, le limitazioni della libertà individuali e collettive, i divieti, le privatizzazioni, gli sporchi commerci, i favoritismi, l'opportunismo, l'arroganza...
La dittatura non può prescindere da una struttura gerarchica come quella mafiosa, al cui vertice si pone un solo uomo che comanda con la forza su tutti gli altri e non risponde a nessuno delle proprie decisioni e delle proprie azioni. Alla base della piramide gerarchica ci sono i cittadini che, invece, sono obbligati a rispondere delle decisioni del dittatore, anche quelle più nefaste. Se un dittatore decide di fare una guerra, saranno i cittadini a morire in quella guerra, non il dittatore o i suoi figli.
Per giungere al potere ed ottenere il consenso popolare, la dittatura adotta una serie di strategie, fra le quali:
1) La creazione di una crisi economica.
2) La presentazione di un progetto ottimista di rinascita, da realizzarsi attraverso l'ausilio di un cosiddetto 'uomo forte'.
3) La demagogia e il populismo (promesse e slogan che hanno una facile presa sul popolo).
4) La propaganda mediatica
5) La censura sistematica, cioè integrata al sistema.
La dittatura si innesta in un Paese con fare subdolo e ipocrita, utilizzando gli strumenti democratici, per poi cambiare la funzione di questi strumenti e il loro carattere. Come un virus, la dittatura si impossessa delle cellule sane e libere di un Paese e le infetta. Molte di quelle cellule, pur infettate, non si accorgono di essere state assediate e prese, infatti nelle dittature molti cittadini sono persino convinti di essere nel giusto, pur essendo stati schiavizzati. Ciò a causa dell'ignoranza e della debolezza mentale. Costoro finiranno per aiutare la dittatura stessa, anche per aleatorio opportunismo.
La propaganda è intimamente legata alla censura. Qualsiasi notizia in contrasto con il pensiero del dittatore viene tenuta nascosta. Qualsiasi voce di dissenso viene soppressa sistematicamente, anche attraverso l'uso della forza. Gli organi di informazione diventano di disinformazione, le redazioni si trasformano in uffici dove lo scopo principale è quello di discriminare le notizie, fornendo quelle in linea col pensiero del dittatore. In dittatura, i media non allineati possono avere tre tipi di trattamento:
1) Vengono acquistati dal regime attraverso atti di corruzione o concussione.
2) Vengono espropriati con la forza.
3) Vengono chiusi.
Le azioni della dittatura si compiono in forza di leggi rivedute, riscritte o scritte ex novo. Queste leggi vengono approvate per decreto, scavalcando l'azione democratica del Parlamento. Le leggi proposte dalla dittatura possono ottenere il consenso popolare attraverso una mirata campagna mediatica di convincimento, di propaganda. Ad esempio, una serie di reati commessi da una certa categoria di persone, mostrati ripetutamente in tv, porta i cittadini a volere una legge contro quella categoria di persone, anche se i reati mostrati sono costruiti o non esiste nessuna categoria di persone da colpire. Per convincere la gente della bontà di una legge ingiusta, la dittatura crea artificialmente quel
bisogno di legge.
La dittatura si muove anche attraverso l'ausilio di moti d'animo, ovvero emozioni creati all'uopo. I sentimenti comuni e condivisi vengono associati alle azioni del regime. A questo scopo viene utilizzata l'arte retorica, cioè quella capacità di comunicare, andando a toccare le corde emotive della gente, sì da far esaltare il cittadino, convincerlo e fidelizzarlo al regime. Come un bambino con la sua mamma, il cittadino deve sentirsi protetto dalle braccia forti e amorose del dittatore. La parola 'amore', nelle dittature, è largamente usata, anche in associazione agli atti più barbari (l'amore per la Patria è il solo vibrante motore che condurrà l'Italia all'eterno ricordo. Gli eroi della guerra, in partenza per la sacra missione, rimangono davanti alla foto del duce per riceverne la forza e l'amore necessari).
Ma la dittatura è un fuoco fatuo. La dittatura, seppur violenta, profondamente ingiusta e protratta negli anni, non ha alcuna consistenza dal punto di vista della sostanza. E' solo forma, imposta con la bugia e la forza. Prova ne è l'uso sistematico della censura.
La censura non è soltanto vigliaccheria. La censura è fondamentalmente paura e debolezza. Un governo che attua la censura denuncia apertamente di aver paura, dimostra chiaramente che le idee del dittatore sono nel torto. La dittatura teme sempre di essere scoperta. Colui che scopre gli inganni della dittatura è, normalmente, una persona colta, intelligente, forte di coscienza. Ecco perché i dittatori temono l'istruzione del popolo e tagliano le risorse alla scuola pubblica. I sudditi non devono pensare, devono solo agire sulla base di ciò che viene loro detto e imposto. Perciò la forza dell'intelligenza viene sostituita da quella fisica che si alimenta -anch'essa- attraverso regole, leggi e propagande mirate (un corpo sano e fiero, rende sana e fiera la Patria).
La dittatura si riconosce nei partiti di destra (e viceversa). Le destre sono conservatrici e imperialiste, nazionaliste, alimentano l'odio razziale e inneggiano alla guerra. Le destre sono antidemocratiche e gerarchiche, si basano sui concetti di 'ordine' (imposto da una figura prevalente) e 'disciplina' (regolata e controllata da istituti di tipo marziale). Le destre costruiscono miti sulle razze, adottano teorie, metodi e stili desunti dal passato imperiale, sono antiprogressiste, considerano la donna come genitrice di figli da consegnare alla Patria. Le destre concepiscono il lavoro e i lavoratori come mero strumento di arricchimento delle alte sfere gerarchiche, disprezzano operai e contadini, esaltano gli industriali (e i loro soldi) fino a farli sedere sugli scranni del potere. Le destre disprezzano il sindacato, la libera associazione, la libera stampa, la libera opinione, la Libertà. Le destre sono dittature istituzionalizzate, parlamentarizzate, entità pericolose per ogni democrazia. Le destre conservano il gusto del complotto, della coercizione e della delazione, usati come mezzi di abbrutimento della società civile.
La dittatura è subdola e tende all'omologazione degli individui. E' la parte oscura e orribile dell'Uomo. La dittatura a volte parla d'amore, ma solo per costruire il male.
Per saperne di più, basta aprire un libro di Storia.
Immagine: manifesto di propaganda per la costruzione dell'autarchia fascista, quando il 18 novembre 1935 entrarono in vigore le 'sanzioni' all'Italia, da parte della 'Società delle Nazioni', rea di aver aggredito l'Etiopia. (link)