lunedì 28 dicembre 2009

Auguri, Italia!

Questa è l'Italia del panem et circenses. E' l'Italia dei figli col colletto bianco fuori dal maglioncino che dànno fuoco ai clochards, per noia.
Questa è l'Italia dell'8 settembre, del 25 aprile, del 2 novembre, del 2 giugno... e che dimentica troppo in fretta quel che ci sarebbe da ricordare ogni minuto.
Questa è l'Italia del cannolo e dello strudel, del babà e del torrone. E' l'Italia dei bocconi amari!
Questa è l'Italia che vota i suoi aguzzini e che li difende.
Questa è l'Italia dei bambini seduti davanti alla tv che sognano tette e culi, nemici da uccidere e calciatori da imitare.
Questa è l'Italia della mafia nel governo, della mafia nel midollo. E' l'Italia del 'chi ti manda'?
Questa è l'Italia della messa alla domenica e del 'chi se ne frega'. E' l'Italia del teatro permanente.
Questa è l'Italia del 'volemose bene' e del 'ma chi te conosce, aò?'
Questa è l'Italia degli Agnelli (e dei lupi), dei Benetton e degli Armani e che non si cura della miseria.
Questa è l'Italia dello Stato Vaticano e dei soldi a San Marino.
Questa è l'Italia delle 20 regioni e delle 110 province, dei mille dialetti e dell'unica chiesa. E' l'Italia delle macerie di periferia, delle proprietà private e dei recinti per le galline.
Questa è l'Italia dei referenda dimenticati, delle leggi ad personam e dell'indignazione a convenienza.
Questa è l'Italia del 'canta che ti passa'.
Questa è l'Italia del Ponte dei Sospiri, dove la sofferenza si fotografa.
Questa è l'Italia degli ignoranti che vogliono insegnarti il come si fa. E' l'Italia dei banchieri e dei consigli. E' l'Italia dai mille volti contraddittori che non ha mai saputo imparare dalla propria storia.
Questa è l'Italia del cenone di capodanno, del brindisi di mezzanotte e del trenino a ritmo di samba.
Auguri, Italia! Auguri ai nuovi poveri, ai disoccupati, ai cassintegrati, ai diseredati, agli emarginati, ai ricoverati, ai detenuti, agli anziani negli ospizi, agli orfani, a chi non può festeggiare, a chi non vuole festeggiare, a chi non ha più casa, a chi non ha più niente, neppure un amico a cui dire 'auguri'.

immagine: 'Le piazze d'Italia' (Ali Hassoun - 2008)


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domenica 27 dicembre 2009

'No Way Through'. I militari israeliani contro i palestinesi di Gerusalemme

Intorno a Gerusalemme, il tempo di percorrenza medio di un'ambulanza per un palestinese è ormai di quasi 2 ore, rispetto ai 10 minuti del 2001. Nella sola area della West Bank ci sono più di 600 posti di blocco militari.
- In questi posti di blocco, ai palestinesi bisognosi di cure immediate viene negato il passaggio.
- In questi posti di blocco, ai palestinesi bisognosi di cure immediate viene negato l'aiuto medico.
- In questi posti di blocco, le palestinesi in preda a doglie da parto vengono costrette a partorire in strada.
- In questi posti di blocco, tutti i palestinesi bisognosi di cure immediate vengono persino uccisi.



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sabato 26 dicembre 2009

Global Warming e CO2? Scienziati scettici smentiscono

In un precedente post avevamo già avanzato le nostre inquietudini circa il fatto che il Global Warming (surriscaldamento terrestre), causato dalle emissioni di CO2, sia diventato il cavallo di troia cui affidare la nuova campagna mondiale di terrore. Oggi la paura si costruisce attraverso la diffusione della menzogna CO2. Ora, noi non riempiremo il post con teorie, misurazioni, statistiche... ci basta postare le seguenti dichiarazioni che abbimo trascritto su un'immagine (per vederla bene cliccateci sopra):

Per saperne di più: scienzamarcia

AGGIORNAMENTO DEL 19 febbraio 2010: il Rutgers University Global Snow Lab: seconda estensione nevosa più grande di tutti i tempi sull'emisfero nord del Pianeta.



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venerdì 25 dicembre 2009

Sequestrato il sito di Marco Ballestra. Al via la gara di solidarietà

La storia
Marco Ballestra (nella foto) è un apicoltore di Ventimiglia che cura il sito 'Alzalatesta' e presiede l'omonima associazione. Il 18 ottobre scorso, Marco è stato querelato dal sindaco della città di frontiera, a causa dell'impegno attivo dell'apicoltore che si è sempre concretizzato in azioni pubbliche (banchetti informativi, volantinaggi) e in articoli scritti nel suo sito, sempre a difesa dei diritti dei suoi concittadini e del diritto di informazione. L'attività di volantinaggio non è piaciuta al sindaco. Marco non ha risparmiato critiche su molte decisioni e azioni della giunta comunale: dal voto di scambio all'abuso edilizio, dagli appalti privati per la costruzione dei parcheggi al debito comunale, fino al 'gravissimo crimine ambientale' riferito alla dismissione delle aree ferroviarie.
Marco Ballestra è stato rinviato a giudizio e, oltre a una sostanziosa multa di 5 milioni di euro (!?), rischia il carcere fino a un anno. Intanto il suo sito è stato posto sotto sequestro, anche se il dominio rimane attivo.

Le considerazioni
Forse qualcuno come il sindaco Scullino deve ancora capire che atti arroganti del genere nei confronti di coloro che informano e dicono la verità servono solo a far abbassare notevolmente l'indice dei consensi. Tra un sindaco come Gaetano Scullino e un attivista come Marco Ballestra, il più vicino ai problemi della città è sicuramente Marco. E la gente lo sa! Quindi, se quest'azione punitiva nei confronti di Marco doveva servire a mettere sull'avviso tutti coloro che fanno attivismo, allora è indubbio che l'obiettivo del sindaco sia già completamente fallito! Solidarietà a Marco e ai suoi concittadini, vittime dell'arroganza e della prepotenza!

Il commento di Marco Ballestra a questo post
Grazie per la Vostra solidarietà.
Purtroppo, l'apatia dei cittadini ventimigliesi e assoluta.
Non capisco come si possa permattere ad un uomo che é stato processato per bancarotta fraudolenta, la possibilità di ipotecare le scuole cittadine per giocare a fare l'impresario edile.
Realizzare un megaparcheggio in proprio, quando le imprese con esperienza non hanno lavoro.(?!?!)
Semplicemente assurdo.
Il piu' grande dolore che potete dare a questi signori é di far girare il link del sito.
Il numero dei visitatori é importante e loro si mangiano il fegato.
Ciao e grazie di cuore
Marco Ballestra
www.beveraedintorni.com
se domani non lo trovaste piu' perché oscurato,mi potrete ritrovare su www.altracampana.it

Aderite al gruppo di Marco Ballestra su facebook



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FREE GAZA. Presidio a Torino il 27 dicembre 2009

L'Italia è complice di tutti i massacri compiuti dagli Stati occidentali sui palestinesi, rinchiusi come topi nella Striscia di Gaza. Un milione e mezzo di palestinesi, da 60 anni, stanno sopravvivendo a tutte le violenze, alle case incendiate, ai sequestri della terra, agli omicidi, alle torture. I media occidentali non forniscono notizie veritiere e, ad ogni tentativo di reazione da parte di questo popolo vessato all'inverosimile, le tv montano sempre le notizie in modo che risultino proprio i palestinesi i mostri da sconfiggere. Assurdo! L'esercito israeliano fa persino turismo militare a Gaza e accompagna gli occidentali a vedere come si ammazza un palestinese (qui il nostro articolo in merito).
A Torino ci sarà un presidio in Piazza Castello, alle ore 15, per esprimere solidarietà al popolo palestinese e per lottare contro le politiche imperialiste occidentali, compresa la nostra, complice di questi massacri, con l'esportazione di armi, con il colpevole silenzio e la distorsione delle notizie.

I'm palestinian, help!

mercoledì 23 dicembre 2009

Natale: dalla stella, alla stalla!

Non c'è niente nel cristianesimo che non appartenga al paganesimo. L'abilità manageriale della religione di Stato nel trasformare le cose altrui e venderle alla gente con la promessa di un al di là, è sorprendente. Dall'imperatore Costantino in poi, ogni ritualità pagana, così come ogni festa sacra popolare, ancestrale, venne riformulata dal cristianesimo, tradotta in chiave cristiana. Come se non bastasse, il cristianesimo ha poi condannato il paganesimo, considerando chi lo praticava un peccatore o, addirittura, un delinquente, tant'è vero che il termine 'pagano' è diventato oggi un insulto. Il paganesimo è semplicemente un'altra religione, molto più antica e, a questo punto, di gran lunga più nobile del cristianesimo.
La festa del natale non segna la nascita di Cristo, bensì del sole. Un sole vittorioso (invictus) che rinasce dalle tenebre dell'inverno e che, ogni giorno di più, indugia sugli uomini e sulla loro terra. Uomini che, a partire da questo periodo, iniziavano a preparare i campi rivolgendo preghiere ed esorcismi in forma di feste popolari, con canti e danze. Ogni villaggio aveva le proprie feste e i propri riti, ma tutti con l'unico scopo: adorare e ringraziare il Sol Invictus. Quante feste pagane sono poi diventate feste cattoliche! Da gennaio ad aprile, non c'è località o regione dell'emisfero boreale che non svolga processioni a questo o a quell'altro santo. Prima del cristianesimo, queste processioni si svolgevano per propiziare i buoni raccolti. A sfilare sul carro, per le strade, era un simbolo fallico (inseminazione della terra) o un'allegoria della nascita del sole oppure un'immagine della madre terra (che poi, nel cristianesimo, diventerà la madonna).
Pensiamo allora al vero significato del natale, diventato oggi shopping metropolitano e comparsata in ghingheri alla messa di mezzanotte, ipocrisia buonista di una organizzazione politico-religiosa che ha alterato e deformato l'essenza pura e semplice degli uomini e della loro ancestrale spiritualità, felicemente scevra da bandiere vaticane!

Un buon video esplicativo


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martedì 22 dicembre 2009

All'Italia innevata

Nevica nel blog, nevica sull'Italia, come se questo bianco mantello fosse un unguento miracoloso contro tutti i mali nostrani. Sappiamo che non lo è, purtroppo. Ma in un momento di sogno, la neve può diventare davvero un riparo dai guai, dai soprusi, dai razzismi, dalle ingiustizie. In un momento di sogno tutti possono credere che questa neve dia una parvenza di pulito e di purezza a quest'Italia bastonata. Allora che sia neve su tutti questi post, che sia neve per l'Italia. Oggi, e domani.
Poi... sarà luce, sarà risurrezione, sarà Libertà.

Immagine: 'La Pie' (Claude Monet)


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domenica 20 dicembre 2009

La vera utopia è una giusta società fondata sul sistema rappresentativo

Molti cadono sovente nel luogo comune secondo cui una società davvero libera e anarchica rappresenti un'utopia. E se la parola anarchia fa paura è proprio a causa dei mille luoghi comuni che sono stati inoculati nelle coscienze. Ma siamo sicuri che, invece, non sia utopia uno Stato davvero democratico (come designa l'etimologia del termine)? Siamo sicuri che l'attuale sistema rappresentativo offra davvero misure di garanzia per il popolo? Cerchiamo di fare luce, anche sulla base dello stravolgimento del concetto di democrazia.
Le società del mondo (quasi tutte) vivono in un sistema plutocratico che mantiene costantemente soffocata la forza del popolo. Di fatto, il senso della parola democrazia viene cancellato ogni minuto e in questo preciso momento storico l'Italia rappresenta, almeno in Europa, il ritratto più fedele di questo sistema aberrante, in cui il popolo conta davvero poco o nulla.
Le forze dell'economia e della politica alimentano interessi per se stesse e che non costituiscono alcun vero vantaggio per i cittadini, i quali rappresentano perciò quella parte di società sfruttata da chi sta al potere. E' un paradosso, dal momento che chi governa dovrebbe essere il rappresentante del popolo stesso. Eppure, un costante stato di sudditanza viene imposto dall'alto, attraverso tutti gli strumenti che il potere detiene (o che si inventa), anche abusivamente. L'abuso di potere diventa allora, in questo tipo di società, una conditio sine qua non, dove chi governa impone ai cittadini una linea di condotta che mai avrà come scopo l'estinzione del sistema e della 'casta'.
Cosa occorre per costruire una società davvero giusta? Se per 'giusta' si intende sempre il mantenimento di una società costruita sulla rappresentanza dei cittadini, allora occorrono necessariamente dei contrappesi, cioè degli strumenti in mano al popolo capaci di bilanciare i metodi dispotici dei governi. Questo perché la Storia ci insegna che la rappresentanza politica, sedicente democratica, non fornisce ai cittadini tutte le tutele ad essi necessarie. Esempi di contrappesi dovrebbero essere i seguenti:

Ci vuole una coscienza del popolo
e in questo senso bisognerà lavorare sul concetto di comunità. La comunità non è solo un insieme di persone, ma la concretizzazione di un sistema culturale basato su regole di reciproco soccorso e dove la necessità del singolo corrisponde alla necessità di tutti.

Ci vuole un governo del popolo
cioè una bilanciata rappresentanza governativa di coloro che non appartengono a nessuna casta politica o economica, con l'unico obiettivo di fare sèguito alle istanze della collettività. I rapporti economici con gli altri Stati devono perseguire obiettivi utili alla comunità, non rafforzare il potere di pochi.

ci vuole una giustizia del popolo
cioè un codice normativo che tuteli davvero il singolo e la comunità, favorendo (e non impedendo) l'azione legale dei cittadini nei confronti della casta.

Ci vuole un tribunale del popolo
dove ogni cittadino possa credere nella frase 'la Legge è uguale per tutti'.

Ci vuole un carcere del popolo
affinché nessun criminale appartenente alla casta continui a esercitare le sue funzioni pubbliche rappresentative.

Ci vuole una televisione del popolo
al fine di eliminare ogni rischio di dittatura mediatica, perché ci possa essere pluralità di opinione, nonché la stessa forza mediatica di cui si serve il potere.
Ci vuole semplicemente una vera democrazia. Ma questa sì che è un'utopia!

(Per favore, se volete pubblicare i nostri testi sui vostri siti, non copiateli, ma linkateci)


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venerdì 18 dicembre 2009

Arrestato Luca Tornatore. Copenhagen come al G8 di Genova

Copenhagen è diventata una città in mano alla polizia. Luca Tornatore, scienziato e astrofisico italiano, è stato arrestato dopo la sua partecipazione a un dibattito al vertice COP15. In subbuglio il mondo scientifico, ma non solo. L'unica colpa di Luca è quella di fornire supporto culturale e sostegno alla causa degli ambientalisti. Quello che giustamente Luca Tornatore ha chiesto al COP15 è stato di rendere più democratiche le decisioni del vertice, senza delegare queste decisioni ai capi di Stato responsabili dei disastri ambientali. Arrestato, come un delinquente! Ma altri 1500 arresti sono stati compiuti nella città danese, tutti ingiustificati. Altro che 'città della speranza'!
L'astrofisica Margherita Hack dice: 'è una cosa sconcertante. Il fatto ricorda le manifestazioni di Genova del 2001, solo pensavo che a Copenhagen ci fosse più rispetto per la democrazia di quanto ce ne sia oggi in Italia. Sono rientrata a Trieste l’altra sera, mi hanno chiamato e ho subito aderito all’appello'. E l'appello è stato firmato anche da numerosi altri scienziati, scrittori, editori, ingegneri, ecc.
Ci sono già state quattro interpellanze parlamentari e molte lettere di protesta al Parlamento danese e a quello europeo, nonché al Rettore dell'Università di Trieste e alla Provincia di Trieste. C'è anche un presidio davanti al consolato danese a Trieste.
Trascriviamo l'indirizzo del penitenziario in cui è rinchiuso Luca Tornatore, al fine di far sentire a Luca la viva solidarietà della società civile:
Luca Tornatore 211275 - Vestre Fængsel Kirke, Vigerslev Allé 1, 2450, København Ø, Danmark
AGGIORNAMENTO DEL 10 GENNAIO 2010
Il processo a Luca Tornatore è stato fissato per il giorno 13 gennaio 2010, a Copenhagen.



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giovedì 17 dicembre 2009

Le ferite di Berlusconi? Un vecchio trucco del VI secolo a.C.

E' davvero un peccato per l'Italia che Berlusconi, dall'antica Grecia, non abbia preso ispirazione da Pericle, ma abbia invece scelto Pisistrato per inscenare la sua ultima tragedia. D'altra parte, cosa possiamo aspettarci da Berlusconi? Pericle aveva instaurato e promosso la democrazia, concetto di Libertà troppo alto e pericoloso per Berlusconi. E Pisistrato, invece, chi è? Cos'ha fatto?
Pisistrato era un politico, tiranno ateniese del VI secolo a.C. che con inganni e astuzie riuscì, dopo tre tentativi, a instaurare la sua dittatura ad Atene.
Con abili manovre, Pisistrato riuscì a inserirsi nella politica greca, la quale era in subbuglio e litigiosa. Ma come fece Pisistrato ad ottenere un grande consenso popolare?
Un giorno Pisistrato decise di mettere in scena un espediente assai curioso, ma efficace. Si autolesionò, provocandosi delle ferite e subito si mostrò al popolo tutto sanguinante, dicendo che quelle ferite gli erano state inferte dai nemici. A quel punto, il popolo esultò e si mise pena, a tal punto che venne istituita una speciale guardia del corpo a tutela di Pisistrato, un corpo armato forte di 300 uomini! Con quell'esercito personale, Pisistrato potè occupare l'acropoli di Atene e ottenere tutto il potere necessario alla sua dittatura.
Certamente i rivali politici non rimasero a guardare e non poterono far altro che coalizzarsi, unire le loro forze per combattere la tirannide e, alla fine, riuscirono a scacciare Pisistrato, il quale fuggì in esilio. Dopo di lui riuscirono a regnare i suoi due figli, ma anche uno di questi fu scacciato via da Atene.
Tutto ciò ci ricorda qualcosa e ne prefigura altre, non trovate?

PS: studiare fa bene.



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mercoledì 16 dicembre 2009

Blacks Out, arriva lo sciopero degli immigrati

Il 1° marzo 2010 tutti i lavoratori stranieri e senza diritto di voto incroceranno le braccia!
Con questo gesto, i migranti intendono far capire alla 'società civile', ma soprattutto ai fascisti-razzisti al governo, cosa succederebbe se il Paese adottasse le misure xenofobe della Lega Nord che li vuole fuori dall'Italia. Ma questi lavoratori sono già fuori dall'Italia, poiché non hanno neanche il diritto di voto, in compenso lavorano per noi, svolgendo anche i mestieri che noi rifiutiamo. Siamo noi a sfruttare loro, non il contrario! Se lo ricordino coloro che si abbeverano della cultura televisiva, manipolata a dovere!
Il Blacks Out vuole altresì dimostrare che non esistono 'soltanto' 4 milioni di ospiti su cui si basa la nostra economia e che aiutano, con il loro lavoro, la stabilizzazione del nostro sistema pensionistico, ma tantissime altre persone costrette a rimanere nell'ombra e che non hanno proprio nessun diritto, forse solo quello di respirare. Questi ospiti, che una legge assurda e razzista li ha bollati come 'clandestini', sono quelli più deboli e ricattabili e che non potranno neppure aderire al Blacks Out!
L'iniziativa, gemellata con quella francese, non è soltanto dimostrativa. Questi nostri ospiti rivendicano giustamente la loro importanza sociale ed economica e, quindi, pretendono i loro diritti per vivere una vita dignitosa.

Hanno già aderito al Blacks Out:
Hu Lanbo (direttrice del mensile “Cina in Italia”)
Eugen Terteleac (presidente nazionale dell’associazione “Romeni in Italia”)
Vladimir Kosturi (Albanesi in Italia)
Yacouba Dabre (segretario generale del Movimento degli Africani)
Aly Baba Faye (sociologo)
LE ACLI (associazioni cristiane dei lavoratori italiani: con oltre 980 mila iscritti, 4500 circoli).



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Antonio Di Pietro, vittima di un odio ad personam

Questo è un blog anarchico, come tale non difende nessun partito, nessuna coalizione regolamentata dal sistema-Stato. Quindi siamo assolutamente liberi di ragionare intorno ai temi più svariati, senza doverci calibrare sulle direttive di nessuno. E ci riteniamo liberi di valutare l'operato di questo o di quell'altro politico, difendendolo o accusandolo, se necessario, sia egli di destra o di sinistra. Questo post dimostra, nella sua voluta semplicità, come l'area della destra, attraverso la propaganda televisiva, stia creando intorno alla figura di Di Pietro un clima di odio ad personam, diretto e ignobile.

DIMOSTRAZIONE
Poniamo il caso che un economista, dopo alcune analisi statistiche, preveda un crollo della borsa valori e lo dica in televisione; e poniamo il caso che qualche giorno dopo la borsa crolli davvero. Di chi è la colpa? Dell'economista?
Poniamo il caso che un commissario di polizia, dopo alcune analisi investigative, sospetti che una banca corra il rischio di essere svaligiata e lo dica in televisione; e poniamo il caso che qualche giorno dopo la banca venga svaligiata davvero. Di chi è la colpa? Del commissario?
Poniamo il caso che noi, dopo alcune analisi informatiche, prevediamo che il blog di Beppe Grillo verrà attaccato dagli hackers e lo diciamo qui pubblicamente; e poniamo il caso che il blog di Grillo venga davvero attaccato. Di chi è la colpa? Nostra?

QUINDI
Poniamo il caso che Di Pietro, dopo alcune analisi socio-politiche, preveda che in un clima di odio creato ad arte ci possa scappare qualche episodio di violenza; e poniamo il caso che l'episodio di violenza ci scappi veramente. Di chi è la colpa? Di Di Pietro?


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martedì 15 dicembre 2009

Giuseppe Pinelli e l'Italia eternamente fascista

Qualcuno aveva deciso di chiudere la stagione dei cosiddetti 'anni di piombo'. Chi lo aveva deciso, lo aveva fatto troppo in fretta, senza neanche aspettare che si aprisse nella coscienza collettiva un misero scorcio di verità, anzi... assolvendo e amnistiando.
La vicenda della morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, scaraventato giù da una finestra del 4° piano della questura di Milano la notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, è di quelle che segnano l'inizio di una lunga strada macchiata di sangue; una strada percorsa da un fascismo che in Italia non è mai morto e che oggi ha alzato la testa, complice il governo attuale.
Non trattiamo qui la storia di Giuseppe Pinelli e non vogliamo ripercorrere gli ultimi giorni della sua vita, rinchiuso per tre giorni in quella questura milanese. Semplicemente vogliamo ricordarlo e ricordare come lo Stato (e il suo braccio armato) tratta i suoi cittadini più liberi e animati da un afflato di Pace, Giustizia e Libertà. Pinelli è stato ucciso, non si è suicidato!
Uno Stato che ammazza consapevolmente le brave persone e che difende i fascisti non può essere definito 'di diritto' (ma forse si riferisce al suo (im)proprio diritto di ammazzare). Uno Stato, per definizione, ha l'unica prerogativa di essere sempre più potente dei singoli cittadini e, come tale, non potrà mai possedere principii di equità sociale. Ma tant'è, gli italiani non hanno mai saputo il vero significato di equità, democrazia o Libertà, giacché l'indole italica è profondamente radicata nel rapporto schiavo-padrone; l'italiano medio valuta tutta la propria vita attraverso quell'unità di misura che è anche una domanda intrinseca: 'quanto sono importante rispetto a'? E da qui le varie declinazioni: 'quanto è più importante lui'? 'Quanto è più ricco di me'? Giorgio Gaber ha tratteggiato bene quest'aspetto nella sua lirica 'il pelo'. Per conseguenza, l'italiano medio vive in una costante condizione di subalterno, accetta ogni diktat ed è ben felice di essere comandato da chi ha qualcosa in più di lui. Berlusconi, ad esempio, è diventato un modello per molti italiani, soprattutto perchè molto ricco e possiede le tv, prima che per essere capo di un governo (conseguenza della sua ricchezza).
Il povero Giuseppe Pinelli chi è? E' una vittima dello Stato, ma è anche la testimonianza di come il pericoloso fascismo non sia mai morto (e non dobbiamo neppure credere che il fascismo sia nato con Mussolini, poiché le politiche dispotiche e tiranniche hanno radici ben più antiche e profonde). Dopo il 1945, il fascismo ha continuato a lavorare in sordina, strisciando tra le pieghe di una finta democrazia e di un'ipocrita repubblica. Pinelli è colui che ancora oggi, a 40 anni dalla sua morte, ci ricorda che la Libertà esiste, proprio perché qualcun altro la combatte.

Nel video, tre ipotesi sulla morte di Giuseppe Pinelli, con un giovane Renzo Montagnani. Alla fine della ricostruzione, gli attori daranno una loro interpretazione dei fatti, prendendo spunto dall'uccisione di un altro anarchico nel 1897. Giudicate voi.

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lunedì 14 dicembre 2009

Agli italiani imbecilli

In questi giorni stiamo assistendo alla più vile, violenta e ipocrita strumentalizzazione dell'episodio di ieri, da parte del governo e sopratutto da parte della televisione, suo fedele strumento di propaganda. Una strumentalizzazione mai testata prima e, di fatto, ci siete già dentro.
Ora noi, rivolgendoci a quella parte d'Italia succube inconsapevole della televisione, vogliamo dire quanto segue:
non ci concentreremo più a scrivere sulle strategie mediatiche televisive. Non vi spiegheremo più come funzionano i trabocchetti psicologici e tecnici con i quali le redazioni televisive vi fregano ogni giorno per inculcarvi sentimenti artefatti e deformare le vostre coscienze. Non più! Non vi parleremo di come tutto venga pilotato (anche la vostra vita) attraverso la tv. Non vi spiegheremo le squallide tattiche che il governo sta utilizzando per smuovere i voti a suo favore. Non ve ne parleremo più, almeno fino a quando continueremo a vedervi come larve catodiche completamente inanimate. E sapete perché non vi diremo tutto ciò? Perché ci siamo accorti che è completamente INUTILE! Perché conosciamo la potenza della tv e la vostra pervicacia nel rimanerne attaccati e schiavi inconsapevoli! Del resto, ne abbiamo scritti di post sul tema 'tv e regime' (sono raccolti tutti QUI, nell'insperato caso...). Certo, non possiamo pretendere di avere un'audience televisiva e un carisma tale da condizionare le vostre coscienze, ma ci siamo anche accorti che quando questo blog ha toccato le 5000 visite giornaliere, qualcuno si è messo in mezzo e il blog è stato immediatamente zittito! Alcuni nostri post, ora, non vengono più indicizzati. Fate un po' voi. Siamo scomodi? E perché siamo scomodi? A chi? La verità fa male? Non credo vi possa importare, tantopiù che i vostri sentimenti, in questi giorni e nei prossimi, saranno subdolamente indirizzati verso altre rotte e ci cascherete come pere cotte (come avete sempre fatto).
La televisione vi ha annullati e non ve ne siete neanche accorti. Ora si sta consumando l'ultimo atroce atto di questo perverso e pericoloso gioco tra voi (telespettatori schiavi) e il governo (padrone della tv) e, anche in questo caso, non ve ne state accorgendo. Le gravi conseguenze le pagheremo tutti, per colpa vostra! Piangete, adesso, che il vostro re sta male!


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domenica 13 dicembre 2009

Oggi è stato inferto un duro colpo alla mafia

Niente paura, Silvio. Il dolore è come la crisi: non c'è (oppure è psicologico). Spero che la signora Anna (ricordi, la terremotata?), alla quale hai regalato una dentiera, ricambi il favore, così tornerai a dire che tutto va bene. Intanto, prova tu a sorridere, ora.

PS: il sangue è rosso, ma in questo caso non è politico. Nessuna strumentalizzazione, per favore!


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Nasce 'Puttanopoly'. A proposito della Carfagna...

A Genova, in un locale al piano terra di piazza Postavecchia, si gioca a Puttanopoly. Il locale è la sezione genovese del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute ('Le Graziose'), mentre il gioco da tavola ricalca il celebre Monopoli, ma racconta quello che realmente esiste intorno al mondo della prostituzione. Nel gioco si incontrano scafisti e papponi, poliziotti e corrotti, giudici e preti, mafiosi e ruffiani, clienti e clienti, medici e volontari, mariti e serial killer, cioè quella varietà di gente che anima le stanze e la vita delle prostitute clandestine nei quartieri protetti dalle mafie. Si tratta di un gioco per ragionare, più che per giocare, dove si impara a conoscere quella realtà, divertendosi, anche se le storie non sono sempre a lieto fine. Esiste una carta obiettivi; vince chi raggiunge per primo il proprio obiettivo.
Al di là del gioco in sè, il tema della prostituzione in Italia ha assunto caratteri grotteschi da quando alla guida del Ministero delle Pari Opportunità c'è Mara Carfagna, una vera professionista. Tra le più ipocrite proposte carfagnesche, si registra l'ultima relativa alla riapertura delle case chiuse, proprio come ai tempi del fascismo, ma... d'altra parte... chi ancora pensa di vivere in una democrazia è soltanto un ingenuo.
La dignità della donna non può essere recintata con la scusa dei controlli sanitari e della 'pulizia delle strade'. Le prostitute pagheranno a caro prezzo quella che a loro (e a noi) viene presentata come una opportunità. Chi lo ha detto che nei bordelli c'è più tutela e sicurezza? Nei bordelli si consumano i peggiori ricatti e le più crudeli violenze anche psicologiche e, a volte, anche i peggiori crimini; le prostitute non saranno più libere di decidere come fare l'amore e per quanto tempo, ma saranno costrette a orari e prestazioni prepagate alla cassa, il cui importo va anche allo Stato. Un cliente, in un bordello, non lo si può rifiutare. Chi poi pensa che con i bordelli si risolva il 'problema della decenza urbana', per quanto ci riguarda è molto più indecente e pericoloso respirare coattivamente PM10 e mille altri agenti inquinanti oppure vedere la gente che saluta l'onorevole nell'auto blu lanciata a 70 Km/h in città o ancora sapere che in quell'appartamento un padre sta ancora violentando la figlia o la moglie, piuttosto che vedere una prostituta sotto un lampione. Ma si sa, l'Italietta perbenista e ipocrita è troppo vile e stupida per ragionare con la propria testa e preferisce essere imbonita dalle mafie di turno, specie se le mafie parlano attraverso la tv e/o portano la tiara.
Per fortuna qualche sprazzo di orgoglio femminile c'è ancora. Un manipolo di donne, il 27 novembre scorso, si è dato appuntamento davanti Palazzo Grazioli con uno striscione recitante 'non c'è casa più chiusa di questa', per protestare contro la proposta della Carfagna. E...


le regole di Puttanopoly

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venerdì 11 dicembre 2009

Tutti facciamo politica, perché non dovrebbero farla i giudici?

Politica, nell'etimologia, vuol dire governare la città. Ma la politica non nasce da un miracolo divino, da un'apparizione repentina di uomini scesi dal cielo e posti al soglio governativo. Non siamo al tempo di Hammurabi. La politica, a maggior ragione se democratica, nasce dalla gente e per la gente; e con la gente può anche cambiare o morire. La politica è perciò relativa alla città e al suo proprio governo, connessa alle istanze dei cittadini e che da questi ultimi dipende.
Qualsiasi azione o parola di un comune cittadino è politica, perché cittadino vuol dire appartenente alla civitas, alla comunità; qualsiasi cittadino, attraverso le proprie azioni o parole, condiziona in qualche modo la comunità, quindi la politica.
Se un comune cittadino, come si è dimostrato, fa politica, i giudici e i magistrati, i giornalisti e gli opinionisti non sono certo meno cittadini degli altri. Ma allora perché questo governo accusa i giudici di fare politica? Semplicemente perché questo governo, da che è nato il berlusconismo, sta smantellando ogni tipo di conoscenza acquisita e riferita alla democrazia, all'educazione civica, alle regole costituzionali. Un giudice è un servitore dello Stato, come tale fa politica, ma Berlusconi, attraverso una capillare e martellante diffusione delle sue accuse via televisione, vuole cancellare questo dato di fatto, così come ogni diritto del cittadino che, ricordiamolo, è l'iniziale artefice politico della comunità alla quale appartiene e che possiede diritti e doveri, fra i quali anche quello di decidere in autonomia le sorti dei governi (locali o nazionali).
E se un cittadino che compra un giornale o che butta nel cestino un pezzo di carta sta facendo -a suo modo- politica, figuriamoci un giudice! Rappresentante istituzionale del terzo potere dello Stato! E' completamente ridicolo cadere nella trappola berlusconiana, secondo cui i giudici non debbano fare politica. Così come è completamente stupido cadere nella trappola tesa da Berlusconi riguardo alla distorsione percettiva del comunismo (da lui creata ad arte) e secondo cui ogni cosa di natura comunista è cattiva. Ma cosa vuol dire? Quello di Berlusconi sembra il ragionamento di un bambino che si rivolge ad altri bambini (o agli italiani imbecilli). In questo modo, Berlusconi tende solo a creare un nuovo modello, negativo, dei valori di democrazia e di Libertà (quella vera, non quella riferita al liberismo), propria del comunismo e delle forze politiche nate dal popolo e che hanno creato lo Stato di diritto in cui viviamo (ancora per poco?).
Il fatto che i giudici, poi, non debbano giudicare in base alle proprie convinzioni politiche è palesemente scontato. Non s'è mai visto un giudice, in democrazia, che giudichi secondo un proprio pregiudizio. Un giudice lavora sulla base dei codici di legge e secondo i valori democratici impressi nella Costituzione. Se questo dà fastidio a Berlusconi, egli non può accusare nè giudici, nè magistrati, nè avvocati. Berlusconi non può e non deve condurre una battaglia mediatica accusando i giudici di essere comunisti, perché non ha nessun senso. La Costituzione è, per sua natura, democratica e ai mafiosi questo dà molto fastidio, ecco perché Berlusconi vuole cambiare gli articoli della Costituzione. I giudici fanno politica? Ma certo! E' assolutamente normale! Far rispettare gli articoli della Costituzione vuol dire fare eminentemente politica!
Ne consegue che Berlusconi, per chi non lo avesse ancora capito, mira a una dittatura. Questo noi lo diciamo da sempre, il disegno è chiarissimo e lo era anche 15 anni fa, perché chi detiene il potere televisivo sbilancia i pesi e i contrappesi della democrazia, in favore di una propria dittatura. Ma non c'è peggiore stolto di chi non vuol capire.


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giovedì 10 dicembre 2009

Datemi una Rivoluzione, presto!

Che possa avere senso la mia vita e ragione dei più miserabili giochi di potere, là dove gl'imbecilli si trastullano con le meccaniche illusioni! Ch'io possa far tacere questi teatranti e per sempre! Già è colma la misura di questa satura lanx perpetua e inutile, che si rinnova ad ogni generazione di ritrovati imbecilli! Che sulla scena non un solo onorato attore s'è mai visto!
Una Rivoluzione, presto! Che guardare il male negli occhi non ha mai fatto così bene a quest'anima. Distese di vermi coprono l'Italia e la sua gente onesta! E' tempo di dolore e di riscatto, è tempo di sollevare lo sguardo e di riprendere ciò che ci è stato tolto con l'inganno, coi governi! Non chiedo più giustizia, me la prendo! E la restituisco agli uomini giusti, come è giusto!
Lurido, infame, ipocrita, meschino... che di cavaliere non hai niente, se non le zoccole alle zampe dei tuoi servi muli! Il coraggio degli ingressi in scena ti viene da un pubblico che sai rimbecillito e addormentato. Una Rivoluzione, presto! Che sian danze moresche a destare questo pubblico e non berceuses per infanti! Lurido, infame, ipocrita, meschino... prendi con te mille armi che una sola non basta alla mia rabbia! Vengano giù tutte le campane, crollino i castelli, la Libertà chiama a raccolta i suoi adorati figli. Lurido, infame, ipocrita, meschino... hai il sangue del demonio, dove i vermi annegano i pensieri.
Una Rivoluzione, presto! Dove anche il sole andrà a nascondersi per la paura. E che sia tempesta liberatrice per questa Italia governata dai delinquenti!


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mercoledì 9 dicembre 2009

C'era una volta il pubblico televisivo e una coscienza critica

Che fine ha fatto il pubblico nelle trasmissioni televisive? Non fraintendete, fisicamente esiste -là dove previsto- ma a che serve? Serve soltanto ad applaudire e, il più delle volte, a comando. Oggi il pubblico degli studi televisivi riassume totalmente il rapporto tra tv e cittadino, un rapporto di assoluta sudditanza. Sì perché un pubblico in studio che non partecipa (o peggio, che partecipa passivamente, pilotato), è sostanzialmente uno spettatore, ben felice di esserlo, perché -dice il pubblico in studio- 'sono contento, ho passato una giornata diversa (?!) e ho potuto vedere dal vivo le star' (!!!). Ora, ci rendiamo conto del grado di inutile e pericolosa sudditanza?
Il rapporto tv-pubblico (televisivo o domestico) è uno dei temi disertati dai programmi di 'approfondimento' televisivo e non a caso. Qual è il rischio a parlarne? Il rischio è quello che possa emergere il quadro desolante di una società presa al guinzaglio della televisione e dal suo star system. Il rischio è anche quello di far conoscere la subdola strategia di comunicazione che sta alla base della televisione: un rapporto schiavo-padrone (Pier Paolo Pasolini docet), dove lo schiavo è davvero tale e quindi non si azzarda neppure a combattere il suo padrone, anzi, lo difende a spada tratta (Silvano Agosti docet). Ma il pericolo più grande è quello di far prendere coscienza di questa sudditanza. Diononvoglia! Ma noi siamo qui per questo.
Noi ci ricordiamo, invece, dei tempi in cui il pubblico in studio era attivo, partecipava alla discussione, poneva domande improvvisate agli ospiti, applaudiva convinto o contestava. Tempi lontani, come quelli di 'Speciale per voi', dove i cantanti venivano interrogati dal pubblico, giudicati, criticati anche negativamente. C'era una coscienza collettiva che premeva. Poi un giorno qualcuno ha detto 'no, il pubblico non deve più parlare'!. Già, proprio così: meglio avere un pubblico-scimmietta da circo!
Ma quando è avvenuto questo passaggio? Noi ce lo ricordiamo. E' stato durante un 'Fantastico' condotto da Celentano negli anni '80 (forse Fantastico 8). Nel corso di una delle prediche del molleggiato contro l'uccisione degli animali per farne pellicce, a un certo punto uno del pubblico chiese il microfono e milioni di telespettatori poterono ascoltare il rimprovero di questo giovane rivolto a Celentano: 'mi scusi, ma lei che predica così bene contro l'uccisione di animali, come mai indossa stivaletti e cintura di pelle'? Ricordiamo anche l'imbarazzo e le parole di Celentano. Da quel preciso momento, fu deciso che la libertà di parola al pubblico televisivo dovesse essere bandita. Solo la parola, ben inteso, il corpo non pensante continua ad applaudire a tutte le scemenze proferite. E semmai qualcuno del pubblico osasse anche fare una smorfia di dissenso, state certi che non verrà mai ripresa da alcuna telecamera.
E ora godetevi Berlusconi nel brevissimo video qui sotto e capirete ancora meglio:
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martedì 8 dicembre 2009

Il CO2 è la nuova strategia del terrore?

Ci chiediamo: dopo la fase del terrorismo islamico (mamma li turchi) e quella dei virus pronti a fare strage di intere nazioni (salvo archiviazione dopo il congruo arricchimento delle case produttrici di vaccini), oggi la strategia del terrore si sta orientando sul CO2? E' il CO2 la causa di ogni male del pianeta? A giudicare dai contenuti della conferenza di Copenhagen pare proprio di sì.
Si è detto che la conferenza di Copenhagen (COP15) costituisce l'accordo più complesso e cruciale che sia mai stato stipulato. E si è detto che le emissioni di CO2 sono la sola e unica minaccia per il futuro dell'umanità. Peccato che nella conferenza non si sia parlato di guerra globale, di uso preventivo di armi nucleari, delle ricadute radioattive delle bombe nucleari del Pentagono, della guerra meteorologica e delle tecniche di modificazione artificiale del clima. Nessun accenno all' Owning the weather (possedere il clima) per scopi militari (qui) e (qui), quindi alle irrorazioni venefiche delle chemtrails sui cieli del mondo e del progetto HAARP.
Cosa dobbiamo aspettarci adesso? Come si concretizzerà questa nuova strategia del terrore basata sul 'pericolosissimo' CO2? Ci diranno di risparmiare energia, certo, ci diranno persino di spegnere la spia rossa della tv, mentre le ciminiere delle fabbriche continueranno tranquillamente a emettere sostanze altamente inquinanti. Ci inviteranno ad abbassare il calore delle nostre abitazioni e di predisporre coibentazioni ad hoc, mentre le piscine dei miliardari continueranno a essere ben riscaldate, adiacenti alle saune e alle terme private. Ci convinceranno che le centrali elettriche devono far posto a quelle nucleari (e chi se ne frega dei veri pericoli e dell'impossibilità di eliminare le scorie radioattive).
La campagna propagandistica è già iniziata con uno spot d'effetto, struggente, degno di una comédie larmoyante. Non c'è che dire, proprio un bello spot, ma non vorremmo che il problema CO2 sia in realtà solo una fantasia (o un sogno come nello spot) che ci viene propinata come realtà. D'altra parte, esiste una nutrita schiera di scienziati che si oppone alla teoria del global warming, scienziati che evidenziano la falsità delle teorie che stanno prendendo piede (da molti anni a questa parte), sostenendo, invece, l'inizio di una nuova èra glaciale (che detta così, alla luce dell'enorme propaganda svolta da anni sull'effetto serra, sembra un'eresia). Antonio Zichichi scriveva su 'Scienze': 'non è possibile stabilire una relazione lineare tra aumento di CO2 e riscaldamento globale'.
Giorni fa, tra l'altro, c'è stata una fuga di notizie che ha fatto scandalo in merito all'intercettazione di una fitta e privata corrispondenza tra scienziati, i quali parlano di strategie di filtraggio delle informazioni sul clima, al fine di tenere al corrente i cittadini di alcune cose, ma di occultarne altre molto scomode: 1073 mail per 62 MB scaricabili (utilizzate sempre un antivirus prima di aprire un file scaricato).
Noi non sappiamo dove stia la verità, ma siamo soliti interrogarci sulle questioni, soprattutto se queste vengono propagandate dal sistema attraverso campagne che escludono a priori i reali problemi del Pianeta. Ed è sul dubbio -più che sulle certezze- che noi cerchiamo di consolidare la nostra coscienza critica.

Per saperne di più sulle mail degli scienziati, intercettate

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lunedì 7 dicembre 2009

Scuola pubblica a pezzi: tutti i numeri nel dossier di Legambiente

322 istituzioni scolastiche aggregate, 68 piccoli plessi chiusi e 36.218 cattedre tagliate, cioè ben 36.218 docenti licenziati e 4.945 classi in meno, a fronte di un aumento di 37.876 alunni.
Precariato: 130.835 unità, di cui 110.533 LICENZIATI!
La scuola pubblica è al collasso, anche in termini economici, poiché sono stati effettuati tagli sconsiderati anche ai fondi destinati agli istituti, mentre gioisce la scuola privata (e cattolica) che vede lievitare le proprie casse.
Tutti i dettagli nel dossier allegato (clicca sul banner qui in basso)



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venerdì 4 dicembre 2009

Eutelia e Interoute: sì, no, forse, però... intanto i lavoratori aspettano la loro sorte

Duemila impiegati stanno ancora aspettando i 'giochi di mercato' dell'azienda, appesi a un filo di speranza. Cosa può salvare l'azienda? Un vendita della stessa. E chi la compra? La comprerebbe la Interoute Italia (Novartis) alla quale potrebbe interessare la produzione della fibra ottica prodotta da Eutelia. Ma il condizionale indica che l'accordo non c'è stato o forse sì, non si sa bene. La Eutelia ha fatto sapere alla consob che non esiste alcuna trattativa con Interoute Italia. Eppure Renzo Ravaglia, amministratore delegato di Interoute Italia, aveva fatto trapelare il suo interesse per l'acquisto della fascia medio-alta del parco-clienti di Eutelia.
Sono i soliti giochetti tra imprenditori, strategie finanziarie, accordi più o meno palesi che acuiscono lo stress di chi veramente sta subendo tutto questo, da troppo tempo ormai. Sono i lavoratori che, a fronte dei previsti licenziamenti, si vedono ancora in bilico tra speranza di riassunzione e licenziamento di fatto. Quali garanzie hanno questi lavoratori, adesso, in questa dura fase di sospensione coatta?
Ricordate la vicenda? Il blitz di 'vigilantes' nella sede occupata, con tanto di aggressione ripresa dai giornalisti della Rai accampati all'interno. L'estate scorsa le commesse erano state cedute ad Agile del gruppo Omega, ma gli stipendi degli operai non venivano garantiti, se non con ritardo. Qualche mese fa la Guardia di Finanza aveva rilevato frode fiscale e falso in bilancio, reati connessi all'associazione per delinquere. Ben 41 milioni di euro per falso in bilancio! E' evidente che un'azienda con un simile background possa essere soggetta anche a 'ricatti' da parte di quelle aziende che volessero rilevarla. Non è facile, soprattutto per i lavoratori. Il governo dovrebbe intervenire subito, ma... a Roma sono troppo impegnati a salvare qualcun altro dai guai giudiziari.

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giovedì 3 dicembre 2009

11-12-2009: sciopero generale di tutti i settori dell'istruzione

Lo sciopero della scuola del 3 ottobre scorso era stato coperto dalla maniferstazione per la libertà di stampa. Sappiamo già che anche questa volta la tv di regime nasconderà la notizia o la ridimensionerà a insignificante trafiletto. Il problema rimane però enorme. La scuola è agonizzante, i tagli effettuati da questo governo stanno portando seri problemi all'istruzione e, in ultima analisi, ad esserne i più colpiti sono gli studenti, costretti a sopportare le disastrose conseguenze della cosiddetta 'riforma' Gelmini.
Non c'è alcun dubbio (ma era chiaro sin dall'inizio) che questo governo voglia smantellare l'intero sistema di istruzione, introducendo modelli antidemocratici e liberisti, in grado di ridurre il sapere a mero commercio in mano a privati.
Lo sciopero dell'11 dicembre 2009 dovrà necessariamente incidere in maniera profonda nelle coscienze di quanti ancora non hanno capito la gravità della situazione. Se la tv non parla del problema, non vuol dire che il problema non esiste. Allo sciopero aderisce anche il personale all'estero e il Coordinamento Genitori Democratici onlus, indetto da FLC Cgil condividendone le motivazioni.
L'istruzione pubblica è il futuro del nostro Paese e va salvaguardata, con tutti i mezzi.

* contro i tagli di risorse e la riduzione di personale nei comparti della conoscenza per effetto della legge 133/08.

* contro l'insufficiente stanziamento previsto per i prossimi rinnovi contrattuali.

* contro i progetti di riordino che mirano allo smantellamento del sistema pubblico di istruzione e formazione e la riorganizzazione degli enti pubblici di ricerca.

* contro la mancanza di un piano organico per la stabilizzazione del personale precario.

* contro i contenuti del decreto legislativo in materia di pubblica amministrazione che riduce gli spazi di democrazia, i diritti, le garanzie e le tutele dei lavoratori.

* per il rinnovo dei contratti che vedano un implementazione del loro potere d’acquisto.

* per la democrazia nei luoghi di lavoro.

* per la di chiusura in tempi rapidi dei contratti 2006-2009 del comparto AFAM e dell'Area V dei dirigenti scolastici.

* per la richiesta di apertura dei tavoli contrattuali 2006-2009 per l'A.S.I e la dirigenza di università e ricerca.

* per un piano di investimenti che rilanci il nostro sistema della conoscenza inteso come volàno per uscire dalla crisi.

* per il sostegno all’occupazione mediante l’estensione universale degli ammortizzatori sociali.

* per il sostegno al reddito mediante una riduzione del carico fiscale del lavoro dipendente.

* per una scuola sicura.


Per scaricare i volantini [QUI]


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mercoledì 2 dicembre 2009

Dal No Berlusconi Day nascerà un partito

Il post di domenica scorsa evidenziava una nostra ipotesi sul motivo della nascita del No Berlusconi Day, considerando la probabilità che dietro a questa manifestazione ci fosse (e ci sia) una organizzazione di persone animate da ambizioni politiche.
Oggi possiamo forse avanzare una nostra quasi certezza sul fatto che dietro al NBD vi sia davvero un'intenzione politica. Come dicevamo nel post di domenica scorsa, tutto questo va bene, ma perché non dirlo subito? Perché tenere nascoste le vere intenzioni? Se l'obiettivo pubblicizzato del NBD è quello di far dimettere Silvio Berlusconi e cancellare il berlusconismo, sappiamo tutti molto bene che non basta una manifestazione di un giorno perché questo obiettivo venga raggiunto. Allora bisognerà forse conoscere meglio gli organizzatori per capire anzitutto la loro indole e quali siano le loro 'radici politiche' (se ci sono), quindi valutare se il movimento nasca davvero 'dal basso', come viene sempre detto.
Ci siamo concentrati sulla figura di Gianfranco Mascia (uno degli organizzatori) e abbiamo potuto leggere quanto egli stesso scrive nel suo blog, dove esordisce proprio con la sua formazione politica: dal cattolicesimo sociale al movimento non violento di Ravenna e alla fondazione dei Verdi in Emilia Romagna. Seguono i comitati Bo.Bi. (Boicotta il Biscione), un corteo telematico organizzato nel 2002, le partecipazioni ai girotondi con la fondazione del relativo portale (igirotondi.it) e il connesso attivismo politico. Insieme a Giulietto Chiesa e a Luciana Castellina, ha partecipato al progetto NoWarTV, cioè una rete alternativa di comunicazione televisiva capace di contrastare il monopolio di Berlusconi. Redattore di Arcoiris, collaboratore di MicroMega, aggregato al team di Ivan Scalfarotto (al tempo, potenziale leader del centrosinistra), Coordinatore dello staff di Alfonso Pecoraro Scanio, giornalista di EcoTV che ha coordinato le dirette TV del Vday di Grillo, coordinatore di Sinistra Arcobaleno dove ha collaborato anche per la realizzazione del simbolo, collaboratore di Grazia Francescato (Presidente dei Verdi). Ha seguito la campagna elettorale di Sinistra e Libertà.
Le sue esperienze lo hanno visto perciò al fianco di vari personaggi della politica, non proprio venuti dal basso.
Previsione scontata, quella del titolo del post? Qual è il programma politico?


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