lunedì 31 ottobre 2011

Giovanni Pascoli, poeta anarchico

La scossa vitale e culturale dell'anarchia che vibrò sull'intero corpo violato dell'Europa tra Ottocento e Novecento, non lasciò gli intellettuali alieni dall'impegno politico. L'anarchia è stata la corrente culturale che massimamente ha spinto poeti, scrittori, artisti, filosofi, verso la maturazione di forme espressive inneggianti alla libertà dei popoli costretti nel giogo autoritario del potere borghese, dello Stato e della Chiesa. Anche oggi -e non lo direste mai- dall'anarchia si attinge a piene mani per cercare di spingere in avanti il pensiero sul progresso umano. Anche Giovanni Pascoli (1855-1912) è stato un anarchico. E benché i pochi testi che ne dànno notizia si affrettino a dire che lo fu solo per il breve periodo giovanile, la realtà è ben diversa. Pascoli fu anarchico durante tutta la sua vita, solo in modalità espressive diverse, ora più accese ora più sobrie, ma tutte strettamente collegate all'unico ideale di libertà e di giustizia. Ne sono testimoni le sue scelte di vita, la sua filosofia, la sua poetica.
Non è certamente un caso che i testi liceali censurino l'anarchismo del Pascoli, così come quello di numerosissimi altri scrittori e artisti. Lo Stato non ammette pensieri di vera libertà e di emancipazione del popolo. E là dove quei testi non possono fare a meno di indicare l'appartenenza ideologica anarchica degli autori trattati, gli storici prezzolati si concedono la variante più rassicurante dell'anarchia, cioè 'il socialismo', senza neppure specificarne il tipo, consapevoli del fatto che quel che si conosce oggi del socialismo è la sua forma parlamentare, statalizzata, autoritaria, mentre invece l'anarchia è sostanzialmente un socialismo popolare, libertario, rivoluzionario, eminentemente antistatale. L'intellettuale anarchico inglese John Ruskin (1819-1900) viene definito dallo storico dell'arte Giulio Carlo Argan 'socialista, il maggior critico europeo del secolo', Argan non si pone il problema di specificare, probabilmente perché non gli è stato permesso, nonostante la sua autorevolezza in campo artistico, letterario e storico.
Giovanni Pascoli, nella sua giovinezza, fu un anarchico fisicamente attivo, partecipò in prima persona ad azioni di solidarietà per il popolo e contro l'autorità, prese parte alle proteste contro la condanna a morte di Giovanni Passannante (commutata in ergastolo), e a causa di ciò venne imprigionato, aveva 24 anni. Per la sua scarcerazione Giosuè Carducci si impegnò con una testimonianza, e le porte del carcere si aprirono dopo tre mesi di detenzione. Dopo l'esuberante periodo giovanile, in cui l'anarchismo venne vissuto in maniera diretta, Giovanni Pascoli si trasportò naturalmente verso una concezione più intima e sublimata dell'anarchia, più intellettuale, ma non meno efficace. E saranno due, d'ora in avanti, gli elementi che fungeranno da binario ideologico e culturale al Pascoli: la sua 'poetica del fanciullino' e l'amore per la Natura. Ambedue gli elementi, per i valori che rappresentano, sono da sempre posti a fondamento dell'ideale anarchico.
La miservole condizione del popolo sfruttato era già da molti anni denunciata da quella schiera di intellettuali anarchici che additavano il positivismo e il falso mito di progresso (tecnologico, non umano) come due fattori alienanti per la società. Da ogni parte si levavano voci che inneggiavano a un ritorno alla Natura, alla purezza, a una condizione umana e libera ritrovata, quindi alla distruzione delle sovrastrutture e delle regole borghesi, di tutto un sistema volto soltanto a rendere il popolo un automa nelle mani dei governanti. Erano grida di liberazione, prima che di libertà. In arte si cercò di tornare al cosiddetto 'grado zero'. Molti artisti guardarono al passato (Preraffaelliti, Primitivisti), Paul Gauguin partì verso terre ancora incontaminate ove trovare umanità, purezza, natura selvaggia e libertà (Tahiti), altri ancora sostennero l'arte naif di un semplice doganiere (Henri Rousseau), fino agli espressionisti che trassero ispirazione anche dal libero disegno dei bambini, svincolato da ogni regola accademica (regole che gli avanguardisti distruggeranno). Anche Pascoli aveva indicato nel fanciullino la via per la 'salvazione' umana, quella che conduceva alla libertà e alle uniche regole ammesse in anarchia, le proprie, che sono quelle dettate dalla Natura e che ogni bambino possiede incontaminate. Il bambino ha la forza anarchica di una morale superiore, proprio perché non ancora contaminata da altre morali artificiali (Stato e Chiesa). Ogni cosa, nella Natura, vive secondo un'armonia, secondo equilibri che sono quell'unico ordine in cui ogni essere vivente è calato e grazie al quale può vivere in libertà.
Il fanciullino è anarchico come la natura dell'Uomo, il fanciullino ne è l'essenza, egli esplora il mondo con gioia vitale, e con la medesima gioia impara dal contesto, impara a relazionarsi con i suoi simili e con gli altri esseri viventi. In un contesto di uomini liberi, senza catene e padroni, non sottomessi alle gerarchie e alle leggi coercitive, gli individui che vi nasceranno saranno altrettanto liberi, pacifici e cooperativi, come sempre è stato prima che i popoli fossero rimasti sottomessi e confinati. Perciò Pascoli, come gli altri intellettuali, spronava in questa direzione, esortava a ripescare nel profondo di ognuno quel fanciullino. La poetica del fanciullino è un grido di liberazione, è un'indicazione, un'inclinazione, è un auspicio per un futuro migliore, anarchico, umano, naturale, puro, cooperativo, pacifico. Questo è l'ideale anarchico e non c'è propaganda denigratoria di Stato che tenga. Anche la decisione del Pascoli di lasciare la città per andare a vivere nella Natura segue il medesimo principio. La dimensione naturale, associata al pensiero primitivista, rappresenta il luogo fisico in cui gli uomini vivono in comunità e in cooperazione. Il rispetto della Natura, la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, sono temi massimamente anarchici. Un essere umano trova negli equilibri naturali incontaminati non soltanto le sue leggi e la sua libertà (e quella degli altri), ma anche la sua vera dimensione, il suo scopo, e la sua più alta dignità.

Inno all'anarchia di Giovanni Pascoli (1878)

'Soffriamo! Nei giorni che il popolo langue
e' insulto il sorriso, la gioia e' vilta'!
sol rida chi ha posto le mani nel sangue,
e il fato che accenna non teme o non sa:
Prometeo sull'alto del Caucaso aspetta,
aspetta un bel giorno che presto verra'
un giorno del quale sii l'alba, o vendetta!
Un giorno il cui sole sii tu, liberta'!
Soffriam! Che' il delitto non regna in eterno!
Soffriam! Che' l'errore durare non puo'!
Gia' Satana giudica nel pallido inferno
il Dio dei tiranni che al buio il danno'!
Soffriam: le catene si spezzano alfine
allor che pugnali, ne' piaccia foggiar;
fra un mucchio fumante di sparse ruine
gia' Spartaco e' sorto tremendo a pugnar.
Soffriamo, o fratelli! La mano sul cuore
lo sguardo nuotante, nell'alba che appar!
Udite?! Le squille che suonano l'ore
a stormo tremendo desiano suonar!
Gia' mugghia il tremuoto laggiu' nella reggia!
S'accampa nei templi superbo il pensier!
Un rosso vessillo nell'aria fiammeggia,
e in mezzo una scritta vi luccica in ner:
le dolci fanciulle che avete stuprato,
i bimbi che in darno vi chiesero il pan,
nel giorno dell'ira, nel giorno del fato,
i giudici vostri, borghesi, saran''.

Nella foto: Giovanni Pascoli con il tipico fiocco anarchico 'alla lavallière'.



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domenica 30 ottobre 2011

Prima i popoli, non la finanza! Operazione controvertice G20

Fervono i preparativi anti G8 / G20. Una serie incredibile di ottime iniziative promosse da vari gruppi, stanno ricevendo il plauso dei francesi e non solo. Il G20 si svolgerà a Cannes il 3 e il 4 novembre 2011, ma non soltanto la vicina Nizza si sta adoprando per il controvertice, anche in Spagna gli indignados hanno annunciato un vertice parallelo, quello della gente ('Una cumbre para las personas'). Prima o poi (ma per noi è già 'poi') anche gli italiani capiranno che i governi sono macchine tritapopoli e che bisogna smetterla di delegare il potere e la libertà. Anarchia unica via. Storcete pure il naso, borghesi benpensanti, rinchiudetevi nei vostri pregiudizi che non hanno mai fatto procedere di un solo passo, ma la Storia continua a dar ragione agli anarchici.
Lo slogan che accomuna tutti i 'NoG' è 'prima i popoli, non la finanza' che è legato a doppio filo con le istanze di tutti gli indignados e incazzados del mondo (Italia esclusa).

Il sito per chiamata all'appello
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Grecia: il popolo si ribella alle parate militari, noi le lodiamo

L'italiano medio è una strana bestia. Dice di odiare le armi e la guerra, ma poi applaude alle parate militari e alla retorica nazionalista. Prendi ad esempio il 25 aprile o il 2 giugno, è mai possibile che una sedicente repubblica debba riconoscersi nelle forze armate? Ma certo, dato che non c'è una sostanziale differenza tra repubblica e monarchia, tra democrazia rappresentativa e dittatura. Ma chi ha mai fatto, in Italia, una vera riflessione su queste analogie, se non gli anarchici? E tutti a battere le mani, spinti da quel fascismo inconscio nazionalista (quindi in nuce razzista) innestato a dovere dalle propagande di Stato. All'italiano medio basta parlargli di patria, di inno, di bandiera, di milite ignoto, e quello si scioglie come burro al sole, tutti pronti sull'attenti col fucile in una mano e nell'altra il rosario ad altezza cuore. Uno schifo.
In Grecia il popolo si è ribellato alla parata militare. In Grecia il popolo ha capito da che parte stare, non più da quella dello Stato. In molte città greche le parate militari del 28 ottobre sono state assaltate dal popolo furibondo, tutte annullate ovviamente. Lanci di uova ad indirizzo dei politici. Sedicenti rappresentanti del popolo insultati e menati. Ormai in tutto il mondo i popoli hanno capito la mascherata, l'inganno perpetuo. Siamo in guerra? Sì, ma non per conto degli Stati, ma per conto del popolo, c'è un nuovo orgoglio che serpeggia e sale, e non è nazionale, ma globale e popolare.



Solo in Italia ci sono ancora i fedeli alle istituzioni, gli italiani si azzannano nel recinto per questo o quell'altro partito, sbrodolano alla retorica populista di quello o di quell'altro politico. Non riescono in alcun modo a staccarsi dalla logica destra-sinistra, dai partiti, dai leader, dal servilismo viscido, da tutto il sistema. In Italia tutti dicono che la politica fa schifo, che tutti i politici sono uguali, ma alla fine li votano e leccano i piedi al vincitore che gli metterà il cappio al collo. E non hanno imparato nulla dalla Storia e dall'esperienza. Gli italiani non hanno spina dorsale e non ragionano mai con la propria testa. Se ti ci metti a parlare ti rispondono con le frasi fatte della retorica mediatica. Si lamentano della merda in cui nuotano, ma se gli proponi un'altra strada sono capaci di accusarti per quella cacchetta di mosca laggiù, meglio rimanere affogati nelle quintalate di merda storica. Ridicoli. Pericolosi. E' un animale strano, l'italiano medio. Il mondo non si salverà per merito loro.



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Nel cortiletto sociale, oggi è di scena la lite Renzi-Bersani

Allora, lo spettacolino distrattivo di oggi è questo: il giovane Matteo Renzi sta sgomitando (arrivista rampante com'è) per strappare la poltrona al vecchio Bersani. Quest'ultimo, sentendosi attaccato, dice che il posto ai giovani politici va certamente garantito, ma che prima devono fare gavetta e sottostare alle direttive del collettivo, del gruppo, della squadra. Come dire: il posto ai giovani va bene, ma quando lo decido io, devono mettersi a disposizione, e senza che questi giovani scalcino. Eminente esempio di dittatura gerontocratica (con che coraggio cita il collettivo?). Risponde Renzi snocciolando la solita retorica del vecchio che ha ormai fatto il suo tempo e che (citiamo a memoria) 'una generazione che in 20 anni non è riuscita a risolvere i problemi non può riuscire a risolverli adesso'.
Vi sarete intanto -speriamo- accorti della piccolezza dello spazio percettivo in cui tutti gli italiani sono da sempre immersi, come se al di là della destra e della sinistra non ci fosse più nulla. Tutti a guardare le liti del cortiletto e a parteggiare per l'uno o per l'altro. E non immaginare neppure che al di là del triste cortile goldoniano c'è un mondo. Che vergogna. Che vergogna!
Ma a parte questo. Prendiamo ancora la frase di Renzi quando dice 'una generazione che in 20 anni non è riuscita a risolvere i problemi non può riuscire a risolverli adesso'. Ecco, se i media si degnassero di dare la parola a un anarchico, almeno per una volta, quell'anarchico prenderebbe quella frase di Renzi e gliela ricaccerebbe in gola attraverso la forza della Storia. Ma come fa Renzi a giocare sul fattore tempo quando proprio la Storia (altro che 20 miseri anni) dimostra che le alternanze dei governi non hanno mai portato giustizia, pace, libertà per il popolo? Semmai è proprio per colpa di tutti i tipi di governo che le cose vanno male, malissimo per il popolo. Che poi, diciamolo, non c'è bisogno di essere anarchici per capirlo. E' sotto gli occhi di tutti. Ah, già, ma tutti hanno sotto gli occhi solo la lite nel cortiletto. Come non detto. Che vergogna!
Scusate per questo post, torneremo presto a parlarvi del mondo fuori.

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sabato 29 ottobre 2011

Secondo l'UE siamo tutti potenziali terroristi, perciò saremo più controllati (documento ufficiale)

E' datato 16 aprile 2010 il documento ufficiale del Consiglio dell'Unione Europea stilato a Bruxelles relativo alle azioni che gli Stati membri devono adottare al fine di controllare tutti i cittadini. Controllo sociale a tappeto, cioè la messa in opera di tutte quelle azioni che servono a frugare nella vita privata dei cittadini e a renderli ancora meno liberi. E' un documento che non è mai stato reso pubblico attraverso i media, ne comprendiamo il motivo, dal momento che l'obiettivo è allarmante e fortemente coercitivo. Ma allora perché si trova su internet? Perché far scoprire questo documento fa il gioco degli Stati. In che senso? Ecco, in questo caso specifico siamo proprio noi del blog ad allarmare i cittadini e a renderli di conseguenza mansueti (ciò che vuole lo Stato), poiché stiamo divulgando il terrore di Stato fatto legge, il suo diktat, il suo verbo, per cui voi che leggete, ormai resi consapevoli di ciò che diremo, agirete di conseguenza stando tutti buonini, in ordine, in fila, normati, attenti a non deragliare, e anche pronti ad accusare chi non ci sta e reagisce. A meno che non subentri in voi una sana reazione, un moto di dignità e d'orgoglio che vi faccia rifiutare le norme imposte. Ma lo Stato è il vostro sacro totem, quindi starete tutti molto ordinati, proni e 'responsabili'.
Questo documento relaziona 'sull'utilizzazione di uno strumento standardizzato, pluridimensionale e semistrutturato per la raccolta di dati e informazioni relativi ai processi di radicalizzazione nell'UE'. Per 'radicalizzazione' si intende 'attecchimento del terrorismo'. In buona sostanza, gli Stati dovranno raccogliere informazioni e dati da tutti i cittadini, al fine di impedire che questi diventino terroristi. Avete capito bene, secondo gli Stati noi tutti siamo considerati dei potenziali terroristi. Per chi non conosce la filosofia anarchica questo può suonare stranissimo, ma noi sappiamo molto bene che ogni Stato considera il popolo pericoloso, il suo principale nemico, poiché se il popolo fosse unito, potrebbe con un soffio spazzare via la tirannide degli Stati e dei suoi apparati di controllo.
Ogni cittadino deve essere perciò controllato, come fosse un prigioniero con lo spioncino della sua cella sempre aperto. Anzi peggio di un prigioniero in cella, poiché quest'ultimo sa di essere spiato, i cittadini no. A fungere da secondini sono gli Stati con tutti i loro apparati coercitivi (governi, polizie, burocrati togati e non...). Probabilmente è anche questo il vero scopo dell'ultimo censimento obbligatorio, tanto criticato proprio a causa delle domande così invadenti e solo apparentemente inutili (inutili per un normale censimento, ma estremamente utili per gli scopi prefissati dall'UE). Ma prossimamente dovremo aspettarci anche altre forme di controllo, oltre al censimento. A questo proposito, l'UE ha esortato gli Stati a 'presentare varie iniziative' (punto 1 del doc.). Nuove leggi, certamente, ma non solo.
Nel documento si fa riferimento a un misterioso 'strumento che funge da meccanismo di base per raccogliere i dati e le informazioni' (punto 2). Le informazioni raccolte dal rastrellamento dovranno poi essere scambiate tra tutti gli esperti degli Stati membri e delle istituzioni europee. E questo strumento, dice il documento, è solo il primo passo, poiché sono previste 'modifiche [...] in un'ottica di ottimizzazione dei risultati' (punto 2).
Un altro elemento da tenere in considerazione è quello che il documento in oggeto definisce 'approccio multidisciplinare'. Questo tipo di approccio vuol dire sostanzialmente due cose:
1) che la raccolta dei dati verrà effettuata analizzando e utilizzando vari àmbiti sociali (scuola, lavoro, associazioni laiche e religiose, residenze singole o collettive, esercizi terziari e di comunicazione come le poste, la telefonia, le radio locali, ecc.).
2) che la multidisciplinarità del progetto, poiché si rende necessaria quando non si deve far sapere che lo Stato sta operando sul cittadino, è da ritenersi non soltanto lesivo della libertà e della dignità di tutti, ma anche spaventosamente subdolo (tenuto nascosto).
Dal momento che chiunque di noi è considerato un potenziale criminale, il processo di raccolta dati non si restringe a un piccolo periodo della nostra vita, ma viene esteso a tutto il percorso della nostra esistenza. Saremo controllati sempre, fino alla morte. Citiamo ancora: '(gli Stati) dovrebbero individuare ed analizzare sistematicamente i vari contesti in seno ai quali si possono produrre la radicalizzazione e il reclutamento'.
Ora, va da sé che nel mondo esistono individui o gruppi dediti all'odio o al terrorismo (e qui dovremmo anche chiederci perché esistono e chi li foraggia anche culturalmente, per non parlare del fatto che gli Stati sono i primi a fomentare l'odio e il terrorismo), ma rendere questi gruppi e questi individui il grimaldello per aprire le vite di tutti gli individui, ci sembra davvero la più banale delle scuse, ancorché la più usata dagli Stati. Ma si sa, di fronte alla parola 'sicurezza', la maggior parte dei cittadini è disposta a farsi fare di tutto, come dimostrato da 3000 anni a questa parte.
Quindi nel documento si fa riferimento anche alle 'attività dei leader religiosi estremisti', ma il vero target è -ripetiamo- tutto il popolo europeo. E' anche vero che noi non abbiamo nulla a che fare con il terrorismo, ma se permettete non vogliamo che nessuno frughi nella nostra vita, periodicamente, sistematicamente, fino alla nostra morte. Tantopiù che la causa del terrorismo sappiamo bene dove sta, e non abita certo presso il popolo, la si vada a cercare altrove.
La violazione del privato (violazione subdola e non condivisa) è di una cattiveria feroce. E non serve mascherarsi dietro la parola 'sicurezza', sempre violenza è. 'Per evitare la violenza ti violentiamo, sì proprio così, ti violentiamo e ti priviamo della libertà, ma lo facciamo per il tuo bene': questo dicono da sempre gli Stati ai cittadini, salvo poi accorgersi che da quando sono nati gli Stati, nel mondo non è mai cessata né la violenza, né l'ingiustizia, né ogni forma di odio e di terrorismo. Perché? Semplice. Perché è proprio grazie all'odio e al terrorismo (vero o presunto) che le persone accettano le leggi e lo Stato salvatore.

Il documento in pdf
Come vivevamo prima della nascita degli Stati

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venerdì 28 ottobre 2011

'Una cumbre para las personas'. Contro il G20, il vertice per la gente

Il 4 e il 5 novembre ci sarà il G20 a Cannes, in Francia, cioè l'ennesimo teatrino di promesse incapsulate a ogiva e spedite a casa di tutti via tv. Sappiamo bene che le decisioni sul nostro destino vengono prese altrove, in luoghi più segreti o nei loro salotti borghesi, non sulle passerelle mediatiche. Cosa pensiamo di fare, noi? Staremo a guardare inerti il teatro in maschera? No di certo. Noi costruiremo un vertice parallelo, un progetto alternativo al sistema, quello che ci porterà verso il cambiamento concreto. No, non travisate, non saranno direttamente gli italiani a ideare e a proporre questo progetto di vero cambiamento, quando diciamo 'noi' intendiamo noi persone libere che non concepiamo confini nazionali, né bandiere di Stato, noi persone accomunate dallo stesso ideale di libertà e di fratellanza mondiale. Purtroppo, mentre in Spagna il popolo ha già dichiarato illegale la giunta elettorale e nel resto del mondo non vogliono più saperne di partiti, in Italia le persone sono ancora aggrappate ad una fantasmagorica speranza e al ridicolo miraggio delle primarie, cioè rispettivamente al nulla e al sistema di sempre.

Dal movimento spagnolo degli indignados arriva un appello.
In concomitanza del G20, a Madrid ci sarà un altro summit definito 'Una cumbre para las personas' (Un vertice per la gente) che si svolgerà il 1° novembre 2011 (sito).

Che cos'è 'Una cumbre para las personas'?
Si tratta di un forum pubblico di discussione con una serie di appuntamenti che si svolgeranno a Puerta del Sol (Madrid) e che hanno due scopi principali:
1) informare per agire con coscienza.
2) costruire l'alternativa al sistema.

Il programma del 1° novembre:
- 12:00 Presentazione della giornata. Illegittimità del G20
- 12:30 Legittimità democratica. Difendi ciò che è tuo e ciò che è di tutti.
- 15:00 Il debito, come si crea, come agisce. Un uditorio per cominciare.
- 17:00 Frode fiscale: come recuperare quel che ci rubano.
La giornata è organizzata in particolare dal 'gruppo di lavoro economia' dell'AcampadaSol 15-M'. Sì, perché dovete sapere che gli indignados si sono da tempo autorganizzati in gruppi di lavoro, in una rete di cooperazione che già così costituisce un ottimo modello di organizzazione sociale. I gruppi sono una decina circa, esistono poi commissioni e sottocommissioni, ma tutti rigorosamente senza capi, in una logica anarchica di orizzontalità. Lo scopo è la costruzione di un'alternativa al sistema che sia garanzia di vera democrazia, di democrazia diretta (fino ad oggi attuata soltanto nelle comunità anarchiche). Parteciperanno alla giornata esperti, professori universitari, ma anche tutti coloro che hanno intenzione di essere propositivi nell'ottica del cambiamento totale in atto.
Il 5 novembre si aprirà a Barcellona il meeting sull'autogestione, dove si esporranno le attività anarchiche della città e i progetti attuati, come le assemblee di quartiere, i gruppi di consumatori, le scuole gratuite, i centri sociali autogestiti, il lavoro autonomo, ecc. Per confermare la vostra partecipazione cliccare qui.
Il 6 novembre ci sarà la Fiera dello scambio, dove potersi scambiare prodotti e servizi, il montaggio delle bancarelle inizia alle ore 10. Per iscrizioni cliccare qui.
Si delinea ormai chiaramente la distinzione e lo scollamento netto tra lo Stato e il popolo. Il movimento spagnolo chiama tutti alla realizzazione di questa alternativa e chiama anche tutti i siti ad un atto solidale, al fine di dar voce a questa iniziativa. Se sei un blogger, scrivi anche tu due parole sul controvertice. Dubitiamo molto che l'Italia parteciperà alla costruzione di una nuova società, ma noi del bog abbiamo deciso comunque di informarvi su ciò che sta accadendo altrove.

PS. Quando il mondo sarà già cambiato, ogni italiano dirà: 'sono sempre stato anarchico'. Scomettiamo? Intanto, esprimete la vostra opinione nel nostro sondaggio, sotto il blogroll. Grazie.

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giovedì 27 ottobre 2011

Un sistema aggressivo è un sistema che funziona benissimo

Il sistema statal-capitalista non è fallito nel senso che si è indebolito, anzi, in questi ultimi anni è molto più attivo ed aggressivo. Sta 'tirando' al massimo il suo motore. Noi da sempre siamo la sua benzina. La questione è un'altra, cioè che gli Stati non reggono più il confronto con il buon senso dei popoli che hanno capito il 'come non-funziona'. Detto ciò, è il caso di riflettere e di chiedersi: dobbiamo permettere a chi ci governa di perpetuare il loro modello (magari sotto altre vesti, ma sempre coercitive), o non sia il caso di consegnare ai nostri figli un altro modello di gestione sociale, solidale, come quello pensato a suo tempo da Carlo Pisacane e indicato dai grandi pensatori libertari (annesse prove concrete di anarchia applicata)? Cosa dice Chomsky a riguardo? Chomsky, chi è? Secondo il New York Times è 'il più importante intellettuale vivente'. Noam Chomsky non ha dubbi: l'anarchia è l'unico sistema in grado di soddisfare le esigenze umane, di tutta l'umanità, in un ambiente alfine pacifico fondato sull'autogestione.
Per fortuna, siamo arrivati a un punto storico in cui, di fronte alla domanda di cui sopra, è veramente impossibile andare avanti a forza di 'se' e 'ma'. Di certo, tutti quelli che non hanno un'idea precisa e vera di cosa sia l'anarchia, e che si dondolano nell'unica informazione posseduta (sbagliata), potrebbero ancora inciampare nell'ostacolo culturale e rimanere appiccicati ai loro concetti che sono stati astutamente preconfezionati da qualcun altro (sia intorno all'anarchia, sia riguardo all'idea di Stato come unica e sacra possibilità). Ma a queste persone basta forse un poco di tempo in più per squarciare la crosta del pregiudizio. Ma che sia un lavoro intimo, il loro. A tal proposito, siamo sempre disponibili a fornire suggerimenti e chiarimenti, testi e autori, qualora ce li chiedessero.
Invece ci preme sottolineare come gli indignados di tutto il mondo abbiano rifiutato il modello attuale, senza se e senza ma, non consentendo ai partiti di prendere possesso delle proteste per strumentalizzarle. E' un passo importantissimo, segno di una presa di coscienza globale. La democrazia diretta, altrimenti detta anarchia, non è affatto utopia. L'autogestione e la cooperazione ha fatto andare avanti il mondo fin dai tempi della nascita dell'Uomo, prima che gli Stati fossero imposti e venduti ai nostri avi come sistemi gestionali voluti persino da un ipotetico dio. E' storia. Realtà anarchiche ce ne sono ancora oggi in gran quantità, dimostrano che un altro sistema è possibile e che funziona benissimo, poiché strutturato secondo le vere necessità umane, dalle quali scaturiscono regole comuni fondate sulla morale naturale. Il mutuo appoggio è garanzia di vita e di progresso umano, lo è sempre stato. Speriamo che l'umanità ritrovi presto la dignità e la libertà che le appartengono per diritto naturale.

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mercoledì 26 ottobre 2011

Lo scontrino della mensa del senato

Gira in rete questo scontrino, a riprova (se ce ne fosse bisogno) di quanto riportato nel menù del senato e anche di quanto i vostri affezionati rappresentanti siano dei cinici vampiri che gozzovigliano alle nostre spalle, sguazzando nei privilegi e annegando la noia nello champagne.

Trofie 0,87
Ananas 0,43
Torta della nonna 0,67
Insalata spinaci e parmigiano 1,75
Tagliata con rucola, grana e aceto balsamico 3,41
Bevande 0,37
TOTALE PASTO 7,37

Servizio 3,91
TOTALE OPERAZIONI 11,41

nota
Anche se -come pare- lo scontrino riguarda i dipendenti del senato e non direttamente i senatori, questo non cancella tutti gli altri privilegi della casta. Ma, ricordandoci che siamo in Italia, qualcuno è pronto a scommettere che i dipendenti del senato (magari una buona parte) non siano 'amici e parenti di'? Di fatto lo scontrino più che una prova rappresenta un avviso, una notifica, un richiamo alla mente sulle mille condizioni di favore dei politici. Lo scontrino, fino a poco tempo fa veritiero, si configura come una goccia nell'immenso oceano di privilegi. Per cui, falso o no, è fuori discussione che i privilegiati stanno tutti a palazzo, con delega 'responsabile' dei cittadini democratici.

Votate, gente, votate!

PS. Vi viene voglia di maledirli? Ma ragionate, dovreste maledire voi stessi, altro che!

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martedì 25 ottobre 2011

L'anarchia secondo lo storico Rudolf Rocker

''L'anarchia non è un sistema sociale fisso, chiuso, ma una chiara tendenza dello sviluppo storico dell'umanità che, a differenza della tutela intellettuale operata da tutte le istituzioni clericali e governative, aspira a che ogni forza individuale e sociale si sviluppi liberamente nella vita. Neanche la libertà è un concetto assoluto, ma relativo, giacché costantemente cerca di allargarsi e di interessare ambienti sempre più ampi e più diversi. Per gli anarchici la libertà non è un concetto filosofico astratto, ma la possibilità concreta per tutti gli esseri umani di sviluppare pienamente nella vita le facoltà, le capacità, i talenti che la natura ha dato loro e porli al servizio della società. Quanto meno sarà influenzato lo sviluppo naturale dell'uomo dalla tutela ecclesiastica e politica, tanto più la personalità umana sarà valida ed armoniosa, dando così una buona testimonianza della cultura intellettuale della società nella quale è cresciuta''.

Dal libro 'Anarchia e libertà' di Noam Chomsky

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domenica 23 ottobre 2011

Comunisti sì, ma senza partito!

Tutto ciò che è autoritario è fascista, tutto ciò che si fonda sulla gerarchia è fascismo. In quest'oggettività scarnificata da ogni retorica, emerge anche il dato storico che denuncia proprio nel fascismo l'esigenza di una menzogna permanente, tipica di quei movimenti che mirano a mantenere inalterate le loro posizioni di privilegio e le conseguenti sperequazioni causate dall'autorità e dalla gerarchia. Scopo del fascismo è dunque quello di preservare i privilegi delle caste, cioè di quell'esigua minoranza di uomini che esercità la propria autorità su tutti gli altri uomini.
In quest'ottica, non v'è alcuna differenza tra il partito fascista e quello comunista, ambedue aspiranti alla tutela dei propri privilegi, della piramide gerarchica statale di cui i partiti sono strumenti. Come il fascismo, anche il comunismo, che da oltre 100 anni è stato rimodellato sul modello autoritario statale, si fonda sulla menzogna, a partire dal suo stesso nome. Infatti, se il fascismo vende l'idea demagogica di una forza dovuta all'unità del popolo (fascio littorio), anche il termine 'comunismo' vuole figurare la stessa unità e una parità di diritti tra tutti gli uomini. Oggi sappiamo per esperienza che l'unità popolare proposta da ambedue i movimenti è un'utopia, proprio a causa dell'esistenza di una fortissima gerarchia anche nel comunismo di tipo marxista-leninista (che non poteva far altro che generare le mostruosità dittatoriali dello stalinismo e un sistema moderno di false alternanze di governo).
Il rendiconto qui sintetizzato al massimo, reso essenza, fa comprendere come nella realtà dei fatti non esista sull'orizzonte propagandistico politico una veritiera visione di emancipazione del popolo dalla sua schiavitù. Fascismo e comunismo coesistono in funzione dello Stato, del mantenimento dei privilegi di casta, dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Dal momento che il fascismo e il comunismo assicurano allo Stato la sua sussistenza, nessuno di questi due movimenti viene da lui censurato, né criminalizzato, bensì accolto nel suo seno. Far credere al popolo che esista un'alternanza di forze politiche solo apparentemente opposte tra loro fa il gioco dello Stato, della sua menzogna permanente. Tutto ciò che può davvero cambiare le cose viene fortemente censurato. Una forza intellettuale e politica che miri alla vera unione fraterna tra i popoli e allo smantellamento della piramide gerarchica diventa immediatamente oggetto di criminalizzazione da parte dello Stato e dei suoi governi, di destra, di sinistra, di centro.
I fatti della Storia non si cancellano, sono lì a indicarci errori e percorsi. E mentre gli storici continuano colpevolmente a non far conoscere i nomi e i fatti legati agli aneliti di libertà anarchica, l'esperienza storica, presa nella sua totalità, supera ogni censura editoriale e ci costringe ad ammettere che l'unica forza davvero liberatrice è l'anarchia, cioè quel socialismo anteriore alla Prima Internzionale che traccia un percorso alternativo al sistema partitico, autoritario, statale e fascista, per la concreta realizzazione dell'uguaglianza degli individui nei loro diritti, nella loro libertà e dignità personale.
Ma se la Storia continua a dar ragione a Bakunin e all'anarchia, le molte generazioni di giovani che dalla metà dell'Ottocento ad oggi si sono avvicendate sono state terribilmente ingannate dai partiti, cioè da tutto il sistema. Infatti si tende a credere che questo sistema sia l'unico possibile. Ciò è errato. La vera alternativa a questo sistema esiste, ma viene sistematicamente criminalizzata e massimamente censurata.

Un ragazzo e il comunismo
Se diamo per scontato, illudendoci, che il comunismo partitico e statale possa essere garanzia di libertà, ovvero, se facciamo finta di essere un ragazzo che cerca nel comunismo moderno la tutela dei propri diritti, nel giro di due o tre governi rossi il ragazzo si accorgerà che nulla è cambiato nella sostanza e nella sua condizione di suddito: lo Stato ha continuato a perpetuare la piramide gerarchica e il ragazzo ha continuato a protestare per la tutela dei suoi diritti. Lo registra la Storia: una lamentela continua da parte del popolo, ora più forte, ora più sommessa, che prescinde dal tipo di governo in carica.

Dove ha sbagliato quel ragazzo?
In verità il ragazzo non ha sbagliato proprio nulla, le colpe non sono le sue, semmai il ragazzo è stato ingannato. Le istanze del comunismo riguardo alla tutela dei diritti di quel ragazzo non sono sbagliate in linea di principio, ma quello che risulta storicamente ingannevole è il modo in cui queste istanze gli sono state presentate, attraverso una struttura partitica, quindi fortemente gerarchizzata, e in quanto tale finalizzata alla salvaguardia dei privilegi dei padroni a tutto danno del popolo di cui il ragazzo fa parte. Ecco che torna con forza la voce di Bakunin e la sua denuncia al sistema Marxista: una 'dittatura del popolo' è pur sempre una dittatura dove esistono capi e sottoposti, e modellare la libertà del popolo sullo scheletro della piramide gerarchica non cambierà mai le cose.
Il socialismo d'epoca rivoluzionaria, dalla cui costola nacque un comunismo autoritario e statale, aveva posto sin dall'inizio obiettivi eminentemente fraterni e libertari sulla scia delle urgenze mondiali che i popoli urlavano a gran voce, sostenuti dai più grandi pensatori a cavallo dei secoli XVIII e XIX. Questi obiettivi socialisti di marca libertaria (comunismo anarchico) sono ancora oggi quelli proposti dal comunismo, ma continuano ad essere somministrati in maniera sbagliata. Le gerarchie non garantiscono libertà e giustizia sociale. Se invece la richiesta di emancipazione, di libertà, di uguaglianza, di pace, viene proposta e edificata su una struttura orizzontale (anarchica) che si oppone per sua stessa natura al sistema verticale partitico dello Stato, gli obiettivi del comunismo troveranno la via dell'attuazione completa e definitiva. Può mai la proposta anarchica essere propagandata dallo Stato, dal sistema gerarchico, dai partiti? No. Perciò subentrano le censure, le menzogne, le criminalizzazioni del progetto politico anarchico e degli stessi anarchici.
Nel ricordare che i due più grandi intellettuali dell'Ottocento e del Novecento sono anarchici -e non sarà un caso- (John Ruskin e Noam Chomsky), invitiamo i giovani a prendere in considerazione le istanze comuniste, ma liberandole da ogni costrizione gerarchica e partitica. Lenin è salito sul trono reale utilizzando anche gli slogan anarchici, quindi strumentalizzando l'anarchia, anche questo dovrebbe far riflettere. Liberiamo perciò il comunismo dalle maglie dello Stato e dei partiti, e avremo la libertà.



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giovedì 20 ottobre 2011

L'ordine naturale delle cose

L'armonia, la perfezione della Natura, con i suoi ritmi, le sue regole, i suoi paradigmi. I respiri del tempo, le forme geometriche e quelle solo apparentemente caotiche, come il reticolato delle ali delle libellule. Tutto risponde a un ordine, quello naturale, non costruito, non coercitivo. E' un ordine che tutti portiamo dentro, come sistole e diastole, non possiamo ignorarlo, ma soprattutto non possiamo sostituirlo (ma lo abbiamo fatto). E' l'ordine della vita che vuole espandere se stessa, è l'ordine anarchico, non artificiale, non imposto dagli uomini. E' quell'ordine che colpevolmente viene definito disordine da coloro che vogliono una società profondamente ingiusta e avviata alla cultura della morte. Definiscono disordine coloro che hanno imposto un altro tipo di ordine, il loro, estremamente violento, contro Natura. Anarchia è armonia, è vita, quella vita che abbiamo tutti dentro, impossibile ignorarla. Quando gli anarchici dicono che ogni individuo è anarchico, che nasce tale, non è un'iperbole o una fandonia, è realtà, è anche scienza. Chi ha studiato ne è a conoscenza, e sa anche che l'individuo, crescendo, perde la libertà in misura direttamente proporzionale alle regole che gli vengono imposte artificialmente dalle mille autorità (famiglia borghese o borghesista, scuola, enti locali, governi, stati, chiese...). Perde la libertà, fino a scordarsela del tutto, fino a credere che la libertà sia la sua stessa prigione.
Poi, sapete com'è, l'anarchia è un grande specchio, invita tutti a guardarsi nella propria coscienza. E lì dentro, nella coscienza, c'è la vera libertà, quella dell'essere umano in rapporto alle sole leggi che dovremmo tutti seguire, quelle universali della Natura. Difficile specchiarsi per alcuni, lo sappiamo. Ma è come uno stargate, la paura è solo iniziale, poi... la gioia di scoprire la libertà, quella di cui si è persa da tempo la conoscenza. Le sovrastrutture imposte da così troppo tempo hanno forgiato coscienze ormai deformate, incrostate di pseudo convinzioni, di borghesismi, di autoritarismi, di tutti quegli elementi artificiali che solitamente, scioccamente, si amano, si adorano, si inneggiano. Adorare lo Stato, che roba è?
Allora alcune persone non hanno neanche il coraggio di guardarsi dentro quello specchio, per scoprirsi in catene, temono questa loro immagine, che è la più vera. A priori, alcune persone preferiscono non sapere, voltano lo sguardo. E' come voltare la faccia di fronte ad un'aurora spettacolare, mai vista prima. Ma non ci vuole coraggio, ci vuole convinzione, ci vuole amore per se stessi, ci vuole un anelito di dignità. Dignità! Per alcune persone è molto difficile guardarsi dentro, a causa di una sorta di complesso che li rende vergognosi anche a se stessi, figuriamoci se in quel 'dentro' ci trovano la libertà (che implica il concetto di relazione armoniosa con il mondo). Ma è un peccato ignorare questa conoscenza.
La Natura e l'essere umano non sono due elementi separati, ben lo ha evidenziato anche il pittore anarchico Henri Matisse nel celebre dipinto 'La danse'. E' tutto in armonia, Uomo, Terra, Cosmo. E questa armonia è 'joie de vivre' (diceva Matisse), perché l'anarchia è cultura della vita, contro quella della morte, è 'Armonia cosmica'. Non si può ignorare questo. Così si spiega uno dei cardini dell'ideale anarchico che è la tutela dell'ambiente e il rispetto di qualsiasi ordine naturale (di cui l'essere umano fa parte), tutela della biodiversità. L'anarchia, come la Natura, non contempla l'artificio umano dei confini nazionali, li rifiuta, come il percorso naturale del fiume rifiuta gli argini di cemento.
L'anarchia contempla invece un mondo che si compone di bioregioni. Ed è profondamente sciocco, osservando le cose dal punto di vista anarchico e della Natura, rincorrere fasi ideali di patrie nazionali, di sangue versato a loro difesa, di popoli divisi in mille modi, di razzismi, di superiorità 'rispetto a' sempre presunte. Tutta roba costruita, artificiale, imposta ai popoli per gli interessi esclusivi di qualche individuo, di qualche oligarchia. Ed è anche stupido continuare a pensare la propria vita in maniera militare, gerarchica, dove se stai in riga ti dicono 'bravo sei maturo e responsabile', mentre se poggi il piede fuori dal loro ordine sei fottuto, entrano in scena le 'forze dell'ordine', appunto. Tutte queste sovrastrutture imposte, fatte passare come buone regole, assolute e necessarie, hanno coperto e ucciso il senso stesso della vita e del nostro rapporto armonioso con la Natura.
L'anarchia ha regole. L'anarchia è ordine. L'anarchia è vita, libertà vitale e naturale. Ci hanno coperti di menzogne, contnuano a farlo, è il loro mestiere e non possono farne a meno, pena la loro estinzione e la ri-adozione dell'ordine naturale delle cose. Finirebbero i privilegi, finirebbero gli sfruttamenti, le ingiustizie, i crimini, le guerre, i razzismi, finirebbero i confini e le bandiere, le vere violenze, le coercizioni. Tutto si rimetterebbe a posto, com'era, come dovrebbe essere, come Natura vuole. Non ci sarebbero percorsi obbligati, se non quelli che l'ordine naturale suggerisce ai bisogni delle comunità che decidono in libero accordo. Non possono permetterlo, e allora mentono, blaterano di 'sicurezze' e inventano paure per imporre le loro leggi, imboniscono costantemente, è il loro mestiere. Anche loro hanno un ordine ed è preciso: lo Stato deve continuare a vivere, e per questa sopravvivenza il popolo va sottomesso e illuso. E' un ordine antico, risale a 3000 anni fa (vedi), quando le genti pacifiche e senza governi furono assoggetate anche attraverso l'inganno di leggi credute divine, consegnate da un ipotetico dio nelle mani del despota. Sovrastrutture. Ingessature. Gabbie. Liberiamocene.

Una brevissima nota a margine
Alcune persone sostengono che la natura dell'essere umano è troppo aggressiva per costruire un mondo solidale e senza governi. Essi ragionano per supposizioni e non sanno che proprio le costrizioni rendono l'Uomo aggressivo. Ci sono invece studi specifici su questo argomento che non lasciano spazi a supposizioni o ipotesi e che le smentiscono in maniera scientifica.
Non si dovrà confondere la natura dell'Uomo con il suo carattere, lo hanno detto molti studiosi tra cui Erich Fromm (vedi). La natura umana non è malvagia, non è violenta con se stessa; se lo fosse, ci saremmo estinti da un pezzo, e poi non si spiegherebbe l'esistenza di quei popoli che dimostrano una natura più pacifica di quella di altri popoli. Semmai -concludono gli studi dello psicanalista- è il carattere dell'Uomo ad essere stato modificato dal sistema statale e gerarchico, ed è diventato un carattere ormai allenato alla malvagità, ma che può essere 'guarito', rimodificato da un contesto nuovo, pacifico, cooperativo. Del resto, gli esempi di anarchia applicata non mancano per dimostrarlo. E anche ammettendo l'ipotesi (ipotesi) che in un mondo nuovo e pacifico possano ancora esserci sacche di aggressività, questo potrà mai giustificare il fatto di voler rimanere in un mondo tutto aggressivo come l'attuale?



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martedì 18 ottobre 2011

'The Occupied Wall Street Journal' contro il silenzio mediatico

Di fronte a una protesta di dimensioni mondiali come quella in atto contro il sistema gerarchico e capitalista, è ben difficile rimanere impassibili e con gli occhi completamente chiusi. La posta in gioco è altissima, forse la più alta di tutti i tempi, sarebbe a dire la tanto attesa auto-liberazione del popolo dal giogo dei partiti e dei sistemi statali, coercitivi e obsoleti, che da 3000 anni creano diseguaglianze sociali, guerre, sfruttamento dell'Uomo sull'Uomo, crimini.
Ma proprio perché la posta in gioco è altissima, i sistemi statali di tutto il mondo si stanno organizzando per attuare una strategia comune di autodifesa che già si può toccare con mano. La derisione del movimento, la criminalizzazione del popolo che protesta, lo spostamento del centro focale della questione, sono alcune delle componenti che fanno parte della strategia. Ma non è sufficiente. Infatti, per far sgonfiare la percezione di una rivoluzione storica come questa, il metodo usato da tutti i governi è il silenzio mediatico. Un incombente e criminale silenzio che però senti lo stesso vibrare sotto pelle. Il cambiamento è ormai nell'aria, fuori dal bozzolo.
Un avvenimento di questa portata farebbe gola a qualsiasi medium, ci camperebbe per anni, invece il silenzio! Appare chiaro a tutti che siamo di fronte a un bieco e vile tentativo di censura. Gli Stati del mondo hanno paura, ed hanno ragione ad averne. Stop, fine dei privilegi, fine di tutte le poltrone, fine della pacchia! E pensare che gente come Bruno Vespa ha campato per mesi interi su un avvenimento di cronaca nera, cosa dovrebbe fare adesso? Se fosse un onesto cronista, come minimo ospiterebbe per settimane le voci della protesta che ormai si configurano come le voci della Storia. Invece lui è asservito ai diktat. Tutti i giornalisti dell'ufficialità sono asserviti, nessuno escluso. Tutti i media stannno facendo a gara a chi nasconde meglio le cose, a chi distorce meglio gli avvenimenti, a chi deride e criminalizza meglio il movimento di protesta mondiale. E non parliamo di come è stata gestita la disinformazione in merito al 15 ottobre! Qualcuno ha potuto leggere sui giornali o ascoltare in tv le motivazioni delle proteste? Figuriamoci! Che non si sappia in giro che il mondo intero non vuole più essere sottomesso! Che nessuno più vuole partiti e governi! Che la libertà e la democrazia di cui vanno cianciando nei palazzi è in realtà prigionia, dittatura, una presa in giro che dura da troppo tempo!
E allora che si fa? Si fa che il movimento indignato di Occupy Wall Street, conoscendo le strategie di cui sopra, e prima ancora che i media tacciano del tutto (ovunque), ha già stampato un proprio giornale, da settembre scorso lo sta distribuendo a tutti. Bel colpo! Già, perché di fronte agli attacchi del sistema che è in grado di oscurare anche internet (come già ha fatto), la carta stampata ha ancora la sua gran bella dignità e utilità, se però viene scritta dal popolo e per il popolo e se non ci mettono le mani i giornalisti di regime, cosa assai improbabile adesso e in questo caso.
Vogliamo ricordare a tutti che la parola d'ordine delle proteste del mondo è una sola: non più partiti, non più governi, non più capitalismo! Siamo il 99%, non dobbiamo mai scordarlo.
Ma ci preme dire un'ultima cosa. Di solito gli anarchici sono quelli che vengono presi di mira e criminalizzati, derisi, accusati, censurati. Ecco, le stesse censure e le stesse accuse da parte del potere sono ora rivolte a tutti, al 99% della popolazione, anche a quel 60% che non si dichiara anarchico. Allora solo una domanda: sarete adesso in grado di capire come ci si sente ad essere criminalizzati e oscurati come gli anarchici?

PS. Siete tutti anarchici, ma non lo sapete. Fa niente, l'importante è agire nel senso del 99%.
PPS. Chi si ferma a guardare solo gli atti del 15 ottobre non ha capito nulla, oppure si lascia condizionare dai media e dal loro gioco sporco, oppure fa il gioco del potere. Ci si concentri piuttosto sui mali atroci e le violenze inaudite causati dal sistema.




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Anarchici a Roma il 15 ottobre 2011

Stanno facendo tutti un gioco sporchissimo contro gli anarchici. Lo fanno da sempre. Lo Stato gioca sul fatto che nella testa dei cittadini l'anarchico è sempre 'il cattivo'. Ma è un'idea che proprio lo Stato ha inculcato nella testa di tutti. Perché? Ma perché l'anarchia è l'unico pensiero di vera libertà e di emancipazione da un sistema oppressivo (e lo vediamo ogni giorno). Lo Stato non teme gli anarchici, teme l'anarchia anzitutto. E allora criminalizza, perseguita, aizza la gente contro 'un cattivo' che tale non è, per principio, per fede, per indole.
E il gioco sporco lo fanno soprattutto i media, tutti asserviti al potere di turno. Qualcuno ha mai dato un microfono a un anarchico? Lo avete mai visto in tv? Se non lo avete mai visto esporre le idee e i progetti, le opinioni in merito agli eventi sociali e politici, informare delle varie realtà anarchiche già concretizzate in tutto il mondo, beh, un motivo ci sarà.
Allora saremo noi a dare voce agli anarchici che erano alla manifestazione del 15 ottobre a Roma. Ecco il comunicato ufficiale del 'gruppo Malatesta di Ancona'. Non lo copincolliamo per rispettare la giusta indicizzazione del comunicato. Leggetelo CLICCANDO QUI.
Poi, se volete, leggetevi anche quello che hanno detto i 99 Posse, presenti anche loro a Roma (QUI).

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