La giornata di solidaietà per Gioacchino Genchi, svolta il 28 marzo 2009, ha visto la partecipazione attiva di vari sostenitori, in varie città d'Italia, per la precisione in 25. Gli amici 'resistenti' si sono prodigati anche nel riprendere il sit-in con le videocamere. Vi facciamo vedere il video relativo agli amici resistenti di Cosenza che hanno anche posto due 'domande scottanti' all'on. Angela Napoli (Pdl).
Poveri italiani; vi eravate illusi di poter vivere nella tanto declamata società del benessere, dove tutti, abbeverati dal falso mito del progresso, avrebbero beneficiato di amene ricchezze e di ideali comforts. Operai, impiegati, segretarie, cassiere, contadini... tutti siete stati ammaliati dal miraggio del nuovo miracolo economico. E alè, tutti a seguire i dettami della pubblicità, perché sennò non eri à la page, ma uno sfigato: nuove automobili, nuovi telefonini (sempre più inutilmente nuovi), nuovi shampoo, nuovi inutili prodotti per vivere in mondi asettici e per debellare il gravissimo pericolo di qualche batterio (che dio ve ne scampi!), nuove acque minerali (che se c'erano due particelle di sodio morivate!), nuovi televisori, grandi (sempre più grandi) e al plasma (sempre più al plasma). Una marea di oggetti, elettronici e non, assolutamente superflui, avevano invaso la vostra mente, prima che le vostre case, illusi che fosse ricchezza. Poveri italiani; lo avvertite, adesso, il morso del rimorso? Voi siete quelli che avete creduto alla televisione e ora pagate il prezzo del vostro errore. Eppure no, non vi basta ancora, vedo che siete ancora sotto l'effetto ipnotico. Guardate ancora la tv e, nonostante tutto, preferite fare cambiali, rivolgervi agli strozzini. La tv in questo vi aiuta, sapete? Infatti ogni tanto dànno informazioni circa l'esistenza di finanziarie e di Monti di Pietà. Che brava la tv, vi rinfresca la memoria. Andate a impegnare qualcosa, veloci, prima che la rata dell'elettrostimolatore antipancia o, peggio, la fattura della luce vi scada. Poveri italiani; abbindolati da un insignificante governante, venditore di fumo, un quaquaraquà che ha fatto patti con la mafia; ve lo meritate, sì, popolo senza più Libertà, nè dignità, senza più voce, senza più identità, nè coscienza. Popolo di adepti del nulla che si fa scenografia blu catodica. Voi non discendete dalla scimmia, perché i primati sanno distinguere il bene dal male e quando essi sbagliano una volta, imparano per sempre. Voi no. Voi ricadete ancora negli stessi errori, come pere cotte, informi, deformi in un cervello dall'attività ormai passiva, se non nulla. Siete ormai ridotti a burattini, vi fanno subire quel che vogliono e l'unica vostra espressione di ribellione la usate contro il vostro vicino di pianerottolo o la domenica, allo stadio. Vermi! Poveri italiani; qui dall'oltretempo abbiamo visto e vediamo la vostra misera condizione di larve indefinite. Non è più il caso di illustrarvi soluzioni, ormai siete tutti ciechi e tutti i nostri sforzi sono ormai vani. Adesso è tempo che vi facciate del male, esattamente come avete voluto!
«Il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord Sas, signor Berlusconi, cedette alla neo costituta Milano2 Spa tutto il costruito di Milano2 più alcune aree ancora da edificare. Tuttavia, quel giorno lei decise anche il contestuale cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l'impresa Milano2 Spa cominciò a chiamarsi con un proprio da quella data. Quando fu fondata a Roma, il 16 settembre '74 rispondeva al nome di immobiliare San Martino Spa, "forte di lire 1.000.000 di capitale e amministrata da Marcello Dell'Utri, il suo "segretario". Sempre il 15 settembre 1977, quel milione salirà a 500, il 19 luglio 1978 a due miliardi. Un'altra volta: tutto questo denaro da dove arrivò»?
Ormai lo sanno anche le pietre che Berlusconi, con la tessera N°1816, è stato un adepto della Loggia Propaganda 2 (P2) e che da questa ha tratto linfa vitale per i suoi sporchi affari. In cambio, Berlusconi avrebbe dovuto mettere in atto il criminoso Piano di rinascita democratica di Licio Gelli, un canovaccio di pensieri e di azioni, volte alla dequalificazione e al 'restauro' delle istituzioni democratiche e alla destituzione delle stesse. Quel piano si sta realizzando e non siamo certo i primi ad accorgercene e a dirvelo. Tra i punti di quel piano, ve n'è uno che prevede alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle istituzioni fondamentali. Ma percorriamo i punti che sono già stati evasi dal governo Berlusconi. Lo facciamo con l'aiuto di Claudio Messora ed il suo videoblog byoblu. Ci renderemo subito conto, fin dai primi minuti del video, il motivo per cui, oggi, pare non esserci più una sinistra, fagocitata dal governo, secondo i piani prestabiliti. Il video è stato realizzato l'estate scorsa.
Un altro premio ci viene consegnato stavolta da Le Favà ed il suo blog 'E Carmen Sandiego?'che ringraziamo. Il premio symbelmine viene assegnato per riconoscere lo sforzo e il lavoro nell’attività giornalistica di altri blog.
Non gireremo il premio a nessun altro blog, non certo per egoismo, ma perché riteniamo che un premio non debba essere vincolato da regolamenti o subordinato a postume liturgie o 'patti'. Per questo motivo ITALIANI IMBECILLI istituisce e offre un premio personale agli amici di rete, libero da qualsiasi regola precostituita. Potete offrirlo ad altri oppure no, cestinarlo o esporlo. Fate come volete. Consideratelo un nostro personale regalo. Rimane comunque valida la formula motivante che è la seguente: per la forza reattiva e autonoma del blog, liberamente espressa contro la censura dei media e l'immobilità degli italiani.
L'episcopello di Arcore vuole mettere le mani anche sulle due testate giornalistiche milanesi di maggior prestigio: il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore. Il nucleo dirigente del gruppo RCS (editore di Unedisa in Spagna) e proprietario del Corriere, ha ritirato la fiducia al direttore del quotidiano, Paolo Mieli, e sta valutando due sostituti. La notizia non è trapelata dai nostri media (figuriamoci!). Da dove arriva, allora, questa notizia? Ce lo dice Carlo Vulpio.
Oggi, l'unica cosa legale che l'Italia possiede è l'ora (a parte qualche giudice o consulente, prontamente zittito dal governo). E mentre le lancette dell'orologio si sposteranno in avanti di un'ora, i binari della nostra Storia stanno già portandoci indietro, di parecchi anni. Quello che sta emergendo dal congresso del Pdl è un quadro preciso di ciò che dovrà essere l'Italia da qui a poco, naturalmente con il nostro permesso. Ascoltiamole bene le frasi che escono da quelle bocche virulente, ipocrite e ignobili. Poi, se ne siamo capaci, apriamo un libro di Storia (meglio ancora di Storiologia) al capitolo 'Ventennio fascista' e compariamo. Ne siamo davvero capaci? Oppure preferiamo ancora fare finta di niente e tirare a campare? Berlusconi ha già dichiarato di volere il 51%, cioè la maggioranza assoluta in Parlamento e nel Paese. Se noi continueremo a starcene in casa, dormienti, buoni e zitti come adesso, gliela daremo questa maggioranza. Il resto è Storia, appunto. Dittatura conclamata. Fini afferma che questa sarà una legislatura costituente. Ma la Costituzione la stanno già cambiando. Per chi non se ne fosse accorto, è già fascismo. Dormiamo, italiani, dormiamo! E che buon pro' ci faccia!
Tutti hanno la facoltà di appellarsi alla libertà, di citarla, di onorarla, di difenderla. Ma in sostanza, cos'è la libertà? La libertà è, poi, una sola? Questa bella parola è un concetto relativo che, di volta in volta, va coniugato secondo istanze individuali o di un gruppo o di un pensiero politico. Allora esistono vari tipi di libertà. Si può affermare che ne può esistere uno per ogni abitante della Terra. In quest'ottica, si pone il problema della condivisione della libertà, dettata da un singolo su una intera comunità. E' il caso dell'Italia (ma non solo), governata da una persona (il Parlamento non esiste più, siamo ai rantoli finali) che parla di libertà come fosse un valore assoluto, ma in realtà si tratta di un suo proprio concetto di libertà. Questo concetto è il liberismo. Ecco che la parlola libertà, di fatto, è già cambiata. Cosa c'entra il liberismo con la libertà? E perché Berlusconi non cita mai la parola liberismo? Riprendiamo qualche riga di un nostro vecchio post: bisognerebbe fare chiarezza sulla parola Libertà. Nelle ideologie liberiste, come quelle di questo governo, la libertà non è del popolo, bensì dei signori dell'economia, della finanza e dell'industria; loro sì che hanno la libertà di fare ciò che vogliono, come ad esempio alzare i prezzi, definire i cartelli, imporre regole e tasse, promuovere la privatizzazione. Si noti come la parola libertà venga oggi usata da Berlusconi come specchietto per le allodole, al fine di ingannare una platea più ampia di persone, ma che non riguarda tutti. Il liberismo difende la libertà di mercato, solo questa, non la nostra. Difende e agevola gli industriali, a discapito dei lavoratori (concepiti solo come strumento nelle mani del padrone). Ecco come si spiega -tra l'altro- il decreto (Dlgs 81/08) che modifica il Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e che è stato approvato stamattina (e che Napolitano, spero, non vorrà firmare). Questo decreto è, da un lato, il colpo finale sul diritto di sicurezza dei lavoratori, dall'altro, una manna per gli industriali. Infatti il Dlgs 81/08 smorza notevolmente le sanzioni per quegli imprenditori che non intenderanno investire sulla sicurezza. Non più arresti per gli imprenditori. Multe dimezzate. Da domani, ogni Thyssenkrupp potrà dormire sonni molto più tranquilli. Noi molto meno. Per saperne di più
Probabilmente, anche gli altri due rumeni accusati di questo stupro sono innocenti. Ma stanno in carcere. Siamo di fronte all'ennesimo caso in cui occorre un capro espiatorio (anzi, due) per lavare l'onta della polizia, darle nuova credibilità e riproporre il modello del rumeno canaglia e violentatore. Perché diciamo questo? Non ci ha mai convinto questa storia, fin dall'inizio, oggi men che meno. Liquidato troppo in fretta, questo caso nasconde ancora molti aspetti su cui varrebbe la pena indagare. E non siamo i soli a nutrire dubbi; molte persone stanno cercando in rete la verità, digitando le parole-chiave Caffarella veri colpevoli foto (e varianti). Già, perché di foto, di questi due nuovi presunti violentatori, non ce ne sono. Ma questo è solo uno dei tanti aspetti che alimentano i dubbi. Ve ne sono altri, ben più inquietanti e pesanti. Chi vuole saperne di più, chi vuole davvero conoscere tutte le incongruenze, può leggere il post di EVERYONE(gruppo per la cooperazione internazionale sulla cultura dei diritti umani). Esiste la forte probabilità che si voglia nascondere qualcuno (un certo Ciprian Cioschi). In ogni caso, da più parti arrivano lamentele e critiche sull'operato della polizia. La nostra tv tace, come sempre.
Amici, avevamo già trattato il tema dell'inquinamento da diossina a Taranto (qui) e su come Tremonti abbia negato i 50 milioni di euro destinati alla prima bonifica di quell'area (qui). I 50 milioni, naturalmente, sono spariti, evaporati con i fumi tossici dell'acciaieria. Ma altri soldi spariscono a Taranto. Soldi che le industrie tarantine avrebbero dovuto versare al Comune e che invece... Ce ne parla meglio l'amico Carlo Vulpio che, a dispetto della censura televisiva su quest'argomento (e non solo televisiva), è andato proprio a Viale Mazzini, davanti ai cancelli della rai-tv, per girare questo video-denuncia.
Sul famigerato 'piano casa' compaiono puntuali le smentite di Berlusconi, i ripensamenti degli analisti, le riscritture degli articoli di giornale, le promesse sui controlli dei finanziamenti, le proteste delle Regioni (o delle ragioni).
Il cavaliere dice di non aver mai parlato di villette, bensì di abitazioni mono/bifamiliari, sostenendo che queste abitazioni costituiscono il 50% delle case totali italiane. Ma dove vive Berlusconi? L'ha mai vista una città? Sa cosa sono i condominii? Ma forse Berlusconi si riferisce alla miriade di seconde case abusive sparse per il Paese, allora gli diamo ragione. Il problema è che su queste seconde case, essendo molto spesso abusive, si profila un altro condono, uno di quelli maxi che fin dal 1993 stanno cambiando in peggio il volto della nostra Italia. Altro problema: ammesso che si riesca a trovare qualche abitazione mono/bifamiliare nei centri storici, le Soprintendenze, preposte a loro tutela, non potrebbero far fronte al vaglio di tutte le richieste e, se dopo 30 giorni le Soprintendenze non risponderanno, i proprietari delle case si avvarranno del silenzio assenso e potranno modificare quel che vorranno, magari chiudendo con alluminio anodizzato una loggetta del 1500 o abbattendo qualche bassorilievo dei Della Robbia per far posto a un terrazzino. Sì, perché il problema (e il bello) dell'Italia è anche quello relativo all'enorme quantità di manufatti artistici, di edifici storici, di volumi e siti archeologici di altissimo valore che, con il piano casa del governo rischierebbero di andare perduti per sempre. Si profila una costruzione selvaggia, insomma. Berlusconi, sempre lui, dice che questo piano serve a rilanciare l'economia. In questo tempo di crisi, è vero, tutto fa brodo e un po' di lavoro per gli edili fa sempre bene (salvo incidenti sul lavoro dovuti a ingaggi in nero e a insufficienti misure di sicurezza). Ma anche qui... andiamoci piano. Se proprio si vuol rilanciare l'economia con l'edilizia, perché non procedere alla riqualificazione dell'incredibile numero di edifici dismessi o sfitti? Ce ne sono una caterva (300 mila solo a Roma). Esistono intere aree, non solo cittadine, in cui si collocano manufatti che non servono più a nulla o che non sono mai stati utilizzati. Cominciamo da lì, semmai. Si spera che, con la crisi, gli italiani non spendino i loro soldi per ampliare la loro casa e personalmente ritengo che questo piano sia, alla fine, un'altra legge ad personam.
Nota su Andrea Palladio 500 anni fa, il Palladio ci insegnava che, per ben costruire un edificio, bisogna anzitutto saperlo collocare nel suo contesto, disegnandolo in rapporto agli elementi naturali del luogo e al profilo del terreno circostante. Altri tempi, altri spessori, altra Italia!
Come sempre avviene in questi casi, la televisione tace e la rete diffonde le notizie. Da alcuni giorni è stata lanciata in rete l'iniziativa di un sit-in di solidarietà per Gioacchino Genchi, sospeso dalla Polizia di Stato perché stava, in maniera legittima, scoprendo i collegamenti simbiotici tra mafia e politica. La vicenda di Genchi ne ricorda altre, troppe ormai, come quelle di Vulpio (sospeso dall'incarico), De Magistris (trasferito in altra sede), Forleo (trasferita in altra sede), Apicella (sospeso dalle funzioni), eccetera. Il sit-in si svolgerà davanti tutte le questure d'Italia, comincerà alle ore 10 e avrà termine alle 15. Sonia Alfano, una delle organizzatrici del sit-in, invita i gruppi di almeno dieci persone a contattarla per determinare una regia di azione. Noi pensiamo che anteporre la regola del gruppo possa inibire la partecipazione dei singoli. Perciò esortiamo tutti, anche i singoli, a prendere parte al sit-in, liberamente e in maniera civile e spontanea. PS armiamoci di cartelli, fotocamere e videocamere
E mentre il governo cinese, da ieri sera, ha oscurato YouTube (la Cina è vicina?), qui in Italia si colpiscono le persone oneste che compiono il proprio dovere.
Un tempo la mafia gambizzava, metteva le bombe, intimidiva con ricatti e vessazioni d'ogni sorta. Oggi non ne ha più bisogno, perché la mafia è pienamente al potere e fa quel che vuole. La mafia ora licenzia, sospende, trasferisce persone, fa sequestrare documenti e computers... La mafia rimuove il problema non uccidendo. Da varie parti giungono preoccupazioni in merito al destino di Genchi (ma anche di De Magistris) e si paventano azioni politico-mafiose volte all'eliminazione fisica di questi nostri amici della Giustizia. Questo non può avvenire (e ci auguriamo di non sbagliare), perché viviamo in un tempo in cui l'opinione pubblica deve essere tenuta a bada e alla quale si devono nascondere le verità più scottanti. Nuove stragi (come quelle di Capaci o di via D'Amelio) sarebbero fatali per la mafia al potere, svelerebbero la verità. I giornalisti, persino quelli televisivi, financo Bruno Vespa, a quel punto sarebbero costretti a far conoscere i meccanismi perversi e mafiosi che si celano dietro le azioni di certe Procure, nei riguardi di alcuni magistrati o consulenti. L'obiettivo invece è nascondere, più che palesare. Non è neppure un caso che abbiamo aperto il post con il riferimento alla Cina. Oggi, in Italia, su YouTube, possiamo ancora vedere certi filmati di denuncia che sono stati censurati dalle nostre TV. Ma domani? Alfano dice che stanno pensando a regolamentare la rete (esattamente quello che ha detto oggi il Ministro degli Esteri cinese). Non dire, non far vedere, non far sapere. Un'arma della mafia è anche la censura televisiva. Gli italiani devono piuttosto pensare ad altre cose: veline e reality, crociere e bon bon.
PS. Se avete dei video-denuncia, caricateli anche su vimeo oltre che su YouTube. Non si sa mai. Famoso video-documentario su Berlusconi, in 6 parti, censurato dalle tv italiane:123456
'Cari amici, poco fa mi è stata notificata la sospensione dal servizio dlla Polizia di Stato. Col provvedimento di sospensione dal servizio mi sono stati ritirati il tesserino, la pistola e le manette. Il provvedimento è fondato sulla mia replica al giornalista Gianluigi Nuzzi di Panorama, che mi aveva dato del bugiardo su facebook. Il mio amico Marco Bertelli ha ripreso la chat, pubblicandola sul mio blog “Legittima difesa”. Il senso dello Stato ed il rispetto che ho per le Istituzioni mi impongono di tacere e subire in silenzio. Sono vicino e solidale con chi in questo momento, probabilmente, è sottoposto a pressioni politiche assai maggiori delle violenze e delle mistificazioni che sto subendo io. Confermo da cittadino e da poliziotto la mia assoluta stima e subordinazione al Capo della Polizia – Prefetto Antonio Manganelli – che ha adottato il provvedimento di sospensione. Mi difenderò nelle sedi istituzionali senza mai perdere la mia fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni. Vi ringrazio di tutto e spero che le mie sofferenze servano al trionfo della Verità ed alla vittoria dei giusti. Un forte abbraccio per tutti quanti mi siete stati e mi sarete vicini'! Gioacchino Genchi
Di rado ci capita di trascrivere, pari pari, le notizie scovate in rete. Questo perché ci piace anche analizzarle e volgerle con il nostro solito stile narrativo. Oggi è uno di quei casi in cui la notizia va data così com'è. Non può essere contemplata nessuna rivisitazione o analisi, anche perché è una notizia ben caratterizzata dal pensiero di Pancho Pardi: Berlusconi afferma con aria giuliva che in Europa vogliono copiare il suo Piano Casa. Il tono è il solito: lui è il primo in tutto, gli altri copiano. L’affermazione è generica: hanno chiesto informazioni, sono interessati alla cosa, vogliono farla anche loro... Ma non rivela chi siano gli aspiranti copiatori: ministri dei lavori pubblici, capi di governo o chi altro? Tutto deve restare prudentemente nel vago. Vi immaginate a un vertice europeo i capi di governo, con tutto quello che hanno da fare, a capannello intorno a Berlusconi per avere la dritta giusta sul Piano Casa? Come sempre in questi casi, abituali e frequenti, il pensiero corre al "Miles gloriosus" di Plauto. In una famosa messa in scena il titolo fu tradotto: “Il vantone”, quello che le spara grosse. Il Piano Casa sarebbe dunque la trovata per far ripartire lo sviluppo: un po’ di cemento, tondino e mattoni, un po’di tubi e apparati igienici e... oplà: ecco a voi la ripresa economica. Diavolo d’un uomo! E noi che non c’avevamo pensato! I quotidiani subito dietro a inseguire: sondaggi prontissimi rivelano che già il 50% degli italiani pensa che l’idea sia azzeccata. Non li sfiora il dubbio che l’aumento sia facile solo nelle case mono e bifamiliari mentre nei condomini chiusi negli isolati urbani l’aumento del 20%, ma perfino del 5, è pura chimera. Sopraelevare sarà complicato e soprattutto avrà costi altissimi. Provate a immaginare solo cosa vuol dire piazzare le gru in ambienti urbani già definiti. Il massimo sarà chiudere i balconi in infissi di alluminio anodizzato. Ma chi voleva l’ha già fatto. C’è da restare secchi a vedere che cosa può pensare il 50% degli italiani. La consonanza tra chi le spara e chi le beve può far venire in mente che l’accostamento col "Miles gloriosus" è insufficiente perché copre solo il lato della sfacciata vanteria. Manca ancora qualcosa: che sia Berlusconi il personaggio mancante del "Bouvard e Pécuchet", il celebre stupidario di Flaubert?
art. 4. (apologia del fascismo).Chiunque, fuori del caso preveduto dall'art. 1, pubblicamente esalta esponenti, principii, fatti o metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire 500.000. La pena è aumentata se il fatto è commesso col mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione o di propaganda. La condanna importa la privazione dei diritti indicati nell'art. 28, comma secondo, n. 1, del codice penale per un periodo di cinque anni.
art. 5. (manifestazioni fasciste). Chiunque con parole, gesti o in qualunque altro modo compie pubblicamente manifestazioni usuali al disciolto partito fascista è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a lire cinquantamila.
art. 6. (aggravamento di pene).Le pene sono aumentate quando i colpevoli abbiano ricoperto una delle cariche indicate dall'art. 1 della legge 23 dicembre 1947, n. 1453, o risultino condannati per collaborazionismo ancorchè amnistiati. Le pene sono altresì aumentate per coloro che abbiano comunque finanziato, per i fatti preveduti come reati negli articoli precedenti, l'associazione o il movimento o la stampa.
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Probabilmente ricorderete la nostra lettera aperta ai giornalisti. In quel post facevamo appello all'etica professionale dei pubblicisti, invitandoli a reagire contro un'informazione mediata che si esprime anche attraverso l'uso di una terminologia che trasfigura la realtà. E ricorderete forse anche altri post in cui denunciavamo i metodi di persuasione della tv e il significato che questa dà a certe parole come clandestino. Ebbene, alcuni giornalisti hanno dato il via a una campagna per abolire l'uso improprio della parola clandestino. Anche noi abbiamo aderito, anche se in questo blog la parola clandestino è stata sempre sostituita con ospite straniero o migrante. Siamo di fronte a un primo, vero moto d'orgoglio giornalistico, forse. Vi sono anche altre formule verbali da correggere, altre definizioni da rivedere. Ma soprattutto, speriamo che questa campagna dia il la a tutta una serie di reazioni interne alla professione giornalistica, capaci di mettere sotto scacco le ingerenze del regime nell'informazione. Però noi di ITALIANI IMBECILLI non possiamo sfuggire alla seguente riflessione: ci sorprende il fatto che debba essere necessaria una campagna per far abolire una parola, quando invece dovrebbe essere sufficiente far appello alla propria, individuale coscienza. Ma tant'è, ben venga anche una petizione.. Per aderire alla campagna cliccate QUI Glossario-vademecum: le parole da mettere al bando
Ora che tutti siamo impegnati a farci friggere il cervello dalle notizie del giorno. Ora che la nostra attenzione è rivolta alle cose catodiche. Ora che seguiamo il flusso delle notizie costruite a dovere dalle agenzie di regime (ricordate i due primi rumeni della Caffarella? Le agenzie ansa sono già state cancellate). Succede che, invece, altrove, quei 100 uomini che posseggono l'Italia stanno già deliberando su azioni che condizioneranno il nostro futuro, forse già il domani mattina. Lo fanno di nascosto. Cosa sta pensando o facendo la mafia adesso? Cosa sta escogitando la massoneria in questo momento? E i servizi segreti? E Licio Gelli? E i monarchi ritornati in Italia dal loro esilio? Nel giorno della rinascita della Natura, la destra rinasce in una 'simbiosi gemellare' e, in questo modo, il 21 marzo di ogni anno non sarà più la festa della primavera, almeno per coloro che sanno dove abita la vera Libertà. Per decine di anni c'è stato un lavorìo sotterraneo, segreto, di questa destra. Nessuno avrebbe potuto parlarne nei media tradizionali. La destra non c'era o era solo il simbolo di un partito, una piccola compagine parlamentare che, intanto, soto sotto, lavorava per la sua grande rinascita, di concerto con la P2, la mafia e la TV. Le trasformazioni sono avvenute di nascosto. Ogni tanto, però, si affacciava un segnale, uno scherzo (pensavano in molti), una boutade che avremmo fatto meglio a non sottovalutare. E chi non l'ha mai sottovalutata, l'ha taciuta, complice! Oggi tutto si svolge alla luce del sole, nella piena impunità, a dispetto della legge sull'apologia del fascismo. Giovani fascisti (crescenti e cresciuti) vengono autorizzati a sfilare per le vie delle nostre città con il loro lugubre saluto romano e incitati a picchiare, mentre altri giovani, scioperanti per i loro diritti, vengono criminalizzati e apostrofati nelle maniere più ignobili. E' un mondo alla rovescia. Allora, facciamo che il 21 marzo sia la data della rinascita della Libertà e della democrazia. Facciamo in modo che ci ritorni in bocca il dolce sapore della Liberazione.
«Il due febbraio del 1973, lei, signor Berlusconi, fondò un'altra società: la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi, e lei farà in modo di poter emettere anche un prestito obbligazionario per altri due miliardi. Nell'arco di nemmeno tre anni, una società forte di capitale di 20 milioni appunto la Italcantieri Srl, si trasformerà in un colosso, moltiplicando per cento il suo patrimonio. Come fu possibile? Da dove prese, chi le diede, in che modo entrò in possesso, signore Berlusconi, di queste fortissime somme in contanti? Risponda. Lo spieghi».
Il 30% di studenti stranieri, non di più. Questo è il tetto da non superare per gli studenti stranieri nelle scuole italiane. Lo riferisce Mariastella Gelmini, già nota alle cronache (e alla Storia) per aver distrutto la scuola pubblica italiana e licenziato, di fatto, 200.000 precari. Evidentemente non le bastava il disastro già combinato. Mettere un tetto al numero di studenti nelle scuole vuol dire, di per sè, negare il diritto allo studio a molti giovani. Un Ministro dell'Istruzione di un Paese civile non dovrebbe neppure pensare a un provvedimento del genere; anzi, dovrebbe favorire l'ingresso di un maggior numero possibile di studenti (tutti, ben chiaro, italiani e non). Cosa vuol dire il 30%? Vuol dire che ogni Istituto, all'atto delle iscrizioni, deve tenere ben in mano la calcolatrice e cacciare senza pietà gli studenti in sovrannumero. Cosa dirà il Preside a quei genitori che si vedono rifiutare l'iscrizione del proprio figlio? Dirà: 'mi dispiace, signora, il negozio per quest'anno ha chiuso'? Oppure ci sarà, all'ingresso, un bidello che inviterà i genitori a prenotarsi con il numeretto?
Ieri, a Palermo, c'è stata una giornata di sciopero e di mobilitazione del mondo della scuola. Si è protestato contro i tagli di risorse e personale operati dal governo nel settore. La tv di regime, come sapete, ha diffuso la notizia soltanto a sciopero ultimato e ponendo l'accento esclusivamente sui tafferugli tra ragazzi e forze dell'ordine. Soltanto RaiNews24 ha concesso il microfono a una ragazza che ha criticato duramente il comportamento della polizia che ha colpito i giovani studenti senza alcun motivo. Stamane Brunetta ha dichiarato che gli studenti dell'Onda 'sono guerriglieri e devono essere trattati come tali'. Se questi ragazzi sono dei guerriglieri, ci chiediamo cosa siano le forze dell'ordine e i membri del governo? Delle prime, si sa che non vedono l'ora di dare sfogo (libero) alla loro fascistitudine; dei secondi... manigoldi, furfanti e mafiosi! La protesta del mondo della scuola è una protesta giusta, doverosa, civile. 3000 scuole chiuderanno e l'anno prossimo una caterva di contratti non saranno più rinnovati. Questo perché il governo ha voluto fare cassa, sulle spalle della cultura (il fascismo non ammette persone intelligenti). Ma noi che scriviamo, abbiamo voluto toccare con mano le difficoltà reali di questi precari. Un gentile lettore, insegnante -che ringraziamo- ci ha inviato una breve intervista fatta a un precario (ATA). Due parole semplici, per chiarire. Ve la proponiamo: Da quanto tempo lavori nelle scuole? Sono già passati nove anni dalla prima chiamata. Era il 25 settembre del 2000. Qual è stato il meccanismo burocratico per cui tu non potrai più lavorare nelle scuole? Nella graduatoria permanente del personale ATA (nello specifico 'collaboratori scolastici') io sono al posto N° 128, ma sarò spostato al 160° per via della legge 104 (legge sul diritto di precedenza). E se io sono al 160° posto, i tagli previsti dal governo mi fanno stare a casa, come tutti gli altri dopo di me in graduatoria. Non è un licenziamento, ma un non rinnovo del contratto. Ecco perché il governo dice che non licenzierà. Non licenzia, è vero, ma non rinnova il contratto... che è la stessa cosa! Hai figli? Una moglie? Altri redditi? 'Fortunatamente' non ho moglie, nè figli da mantenere. Se perdo questo lavoro, non avrò altri redditi. Cosa pensi di fare, a settembre? Probabilmente inizierò a lavorare in nero, un po' qua, un po' là...
Ultim'ora 18.55 Brunetta si corregge sulla definizione di 'guerriglieri' agli studenti. Ma si corregge rincarando la dose. Dice: "Mi sono sbagliato", gli studenti dell'Onda "non hanno la dignita' di guerriglieri, che sono una cosa seria: sono solo quattro ragazzotti in cerca di sensazioni" [fonte]
E mentre facciamo i nostri complimenti all'amico Carlo Vulpio e al suo libro Roba Nostra per il Premio Rosario Livatino 2009, giunto quest'anno alla XV edizione, da questo blog noi lo incoraggiamo nella sua lucida e ponderata scelta di candidarsi alle elezioni europee, da indipendente. L'Italia dei Valori, oltre a Vulpio, candiderà anche Luigi De Magistris e Sonia Alfano. Si profila perciò una compagine di uomini che rappresenteranno l'Italia onesta in Europa. Ce n'è davvero bisogno. Ci dispiace per il rifiuto di Di Pietro posto sulle candidature di Camilleri e di D'Arcais. Ci dispiace perché, in questo momento storico, critico per l'Italia, bisognerebbe unire tutte le voci oneste, anzichè dividerle. Ma tant'è. E' evidente che De Magistris non potrà più fare il magistrato, non c'è bisogno che qualche voce del governo ce lo ricordi come fosse un monito puerile, ma noi sappiamo bene che De Magistris, quel lavoro, non avrebbe comunque potuto farlo, almeno nel modo in cui egli avrebbe voluto. Anche Vulpio, con un atto ignobile di Mieli, era stato messo a tacere. Allora speriamo che dai seggi europei possano, i due, se eletti, levare le loro voci, libere, in difesa dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione e contro i dispotismi mafiosi e fascisti della destra. Vorremmo poter suggerire all'Idv l'inizio, sin da queste ore, di una potente campagna elettorale, mediatica, televisiva e, a tal proposito, chiediamo a Vulpio e a De Magistris di organizzare spesso conferenze stampa, incontri e dibattiti in molte città, negli Atenei, nelle piazze. Fatevi sentire, ragazzi e... felicitazioni!
A poco servono i richiami storici sul termine borghesia. Nel corso della nostra storia, infatti, questa parola ha assunto vari significati. Dall'abitante del borgo medievale alle teorie marxiste, dalle analisi sociali degli anni '70 fino ai giorni nostri, la borghesia ha trovato la sua collocazione ora qui, ora là, un po' più a destra, un po' più a sinistra, al centro. Questi sono i paradossi delle etichette che devono sottostare ai fisiologici mutamenti della società. Persino la parola socialismo non ha più, oggi, lo stesso significato rispetto alle sue origini. Ora, senza voler confondere le acque, ci chiediamo qual sia la classe borghese di oggi e a quale proletariato essa si contrappone. Nonostante i mutamenti sociali e di significato, la borghesia tiene comunque fede a una propria linea di condotta, basata sullo sviluppo economico individuale che viene agevolato per mezzo di leggi che favoriscono la libera concorrenza e che inneggiano al libero mercato. Quindi l'idea di libertà, per i borghesi, è del tutto relativa e soggettiva. Non prevede il coinvolgimento di tutta la comunità. Si può serenamente diffidare, oggi, di chiunque sbandieri la parola libertà, come qualcosa che serve al progresso economico. Esiste libertà e Libertà. In quest'ottica, e alla luce di una crisi economica mondiale che ha tolto il benessere ai cittadini, oggi la borghesia è sostanzialmente composta dalla classe dirigente, dagli industriali, dai ricchi che, non a caso, si riconoscono nella ideologia di destra. Tutto il resto è proletariato, con buona pace di quanti, seppur poveri, hanno votato -e ancora votano- a destra. Queste persone povere e illuse, saranno presto disilluse. La borghesia di oggi, perciò, non è che una schiera di ricchi padroni che, andati al potere, promulgano leggi per la propria esclusiva libertà di fare ciò che più conviene a loro. Le famigerate leggi ad personam, sono la quint'essenza del pensiero borghese che si concretizza nella società, con tutte le conseguenze del caso: positive per la borghesia, negative per la maggior parte dei cittadini, fra i quali spiccano adesso i nuovi proletari, cioè quella classe che era media, ma che, votando la destra, si è trovata più o meno repentinamente in grave difficoltà economica. Porre rimedio a questa sperequazione, vuol dire sostanzialmente rompere energicamente il giocattolo; non basta far finta di svitare qualche vite (il riferimento è al PD). Ma per rompere il giocattolo occorre una presa di coscienza collettiva, bisogna riconoscersi in una classe, quindi ripristinare una lotta di classe. Come quella degli anni '70.
Allora riascoltiamo le parole di una canzone di quegli anni e scopriamo come sia attuale.
A me non interessa se i parlamentari tirano la coca, a patto che:
1) Non si arrestino i cittadini che ne fanno uso. 2) Si rendano libere le cosiddette 'droghe' leggere, distinguendole da quelle pesanti. 3) Si riesca a togliere il business dalle mani della mafia, anche quella romana. 4) Alcuni partiti non facciano della droga un punto pseudomoralistico del loro programma. 5) Giovanardi prenda posizione su Gianfranco Miccichè e sugli altri consumatori di droghe in parlamento. 6) Si acuiscano le intercettazioni sui parlamentari. Se anche uno solo di questi punti non verrà concretizzato, per me tutti i parlamentari continueranno a essere soltanto dei pupazzi manigoldi, dei mafiosi e dei miserevoli quaquaraquà, senza alcuna dignità e privi di una seppur blanda autorevolezza. Ecco l'articolo di Travaglio (già fatto sparire, ma c'è un articolo di Repubblica del 2002), sull'incredibile vicenda della bustina di cocaina destinata a Gianfranco Micciché (uomo forte di Forza Italia in Sicilia e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipe, appena incaricato da Berlusconi di “gestire il passaggio da Forza Italia al Popolo della Libertà” insieme ad Alfano).
Ieri sera ho seguito la trasmissione 'reality' su La7. A dispetto del titolo, che può evocare scempiaggini televisive, reality è una trasmissione di denuncia, di approfondimento e di servizio. Gli inviati della redazione sono andati, in esclusiva, fin dentro il famoso ufficio-bunker del superconsulente dell’inchiesta Why Not, prima che quest'ufficio venisse messo sotto sequestro dai Ros. Parla, Genchi; non ha paura, neppure della morte. 'Il motivo della mia delegittimazione nasce da lontano, dalle inchieste sui mandanti esterni della strage di via D’ Amelio in cui morì il giudice Borsellino e gli agenti della sua scorta' Ecco il video
La seconda domanda di Bossi a don Silviuzzo si riferisce agli esorbitanti aumenti di capitale della società Edilnord. Una ricapitalizzazione quasi quadruplicata -in appena un anno- e di cui il boss di Arcore non ha mai voluto dare spiegazioni. «Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire (4,8miliardi di oggi Fonte Istat).Il 22 luglio1975-un anno dopo-la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti seicento milioni a due miliardi(14 miliardi di oggi. Fonte Istat. Anche in questo caso, che è solo l'esempio di alcune delle tante e fortissime ricapitalizzazioni delle sue società, signor Berlusconi, vogliamo sapere da dove e da chi le sono pervenuti tali ingentissimi capitali in contanti. Se lei non lo spiega signor Berlusconi, si è autorizzati a ritenere che sia denaro di dubbia origine, denaro dell'orribile odore».
Arrestato stamane a Roma il noto conduttore televisivo BRUNO VESPA. Le accuse a lui rivolte sono di associazione mafiosa, spaccio di droga, ricettazione di notizie false e stupro nei confronti delle coscienze degli italiani. Il popolare giornalista è stato tradotto nel carcere di Regina Coeli dalla squadra mobile di Roma che si è avvalsa di sofisticati strumenti di indagine ambientale. Gli inquirenti hanno accertato il ruolo di spicco di Vespa nel clan dei teleimbonitori, una cosca potente che fa capo a don Silviuzzo. Vespa, al momento della sua cattura, ha pronunciato la frase 'state commettendo un errore', ma qualcuno tra la folla gli ha urlato: 'sei tu un errore, anzi, un orrore della natura'. Il giornalista aveva avviato una società clandestina di compra-vendita di notizie che funzionava in base agli accordi tra la rai e don Silviuzzo. Ogni informazione, tesa allo svelamento della verità, doveva necessariamente essere sottoposta al vaglio della sua censura oppure abilmente modificata. In questo modo, Vespa ha potuto assicurare un'ottima propaganda di regime. Secondo gli inquirenti, il filtraggio di notizie nella trasmissione Porta a Porta ha cagionato una sostanziale modifica della coscienza critica dell'opinione pubblica che ora appare assai ammansita, non più in grado di discernere il vero dal falso. I reati commessi da Bruno Vespa sono stati reiterati per anni e da alcune fonti si dipana anche un'altra accusa nei suoi confronti, quella di spaccio di droga. Tale accusa è stata avvalorata dalle indagini dei NAST (Nuclei Anti Sofisticazioni Televisive) che hanno equiparato Porta a Porta ad una droga pesante, in grado di alterare le capacità percettive degli italiani. Secondo indiscrezioni, il generale dei NAST starebbe conducendo analisi a campione su altri conduttori televisivi della rai. Pare che Riotta abbia lasciato il nostro Paese. L'ATI (Associazione Telespettatori Italiani) ha già realizzato un plastico della cella che verrà portato in processione permanente, in tutte le piazze d'Italia. Nella cella è previsto un monitor che manderà in onda tutte le puntate de 'Il Fatto' di Enzo Biagi, in loop, per tutta la durata della detenzione.
Karol 'faccia da pugile' e Racz sono in carcere, ma sono innocenti, è stato dimostrato. Rimangono in galera, senza motivo, se non per il fatto di essere rumeni. Gli inquirenti stanno facendo di tutto pur di trovare un cavillo buono per farli marcire in prigione (chissà cosa si inventeranno). A parte una multa per non avere il biglietto del bus, Racz non aveva precedenti penali. E Karol dice 'comunque si concluderà questa storia, per la gente rimarrò sempre il mostro della Caffarella e di Primavalle. So fare il fornaio, ma chi mi darà un lavoro? Di che vivrò'? I due ragazzi sono stati umiliati, massacrati, demonizzati, la loro faccia l'abbiamo vista tutti (con orgoglio, i media, ce l'hanno mostrata, come trofei di caccia). Intanto niente carcere per lo stupratore italiano che ha violentato un quindicenne al Policlinico di Messina. Solo arresti domiciliari. L'informazione di regime non ha fornito neppure le generalità del criminale. Niente! E' italiano. Nella foto vedete i veri stupratori, ma manca ancora della 'gente'. Prima o poi dovrò divertirmi anche io a massacrare Bruno Vespa per qualche reato che mi inventerò per lui! Se avete suggerimenti...
Ormai anche la democrazia è un ricordo, è una parola svuotata del suo significato, è un optional verbale buono ad ogni occasione e usato dai politici per dimostrare il loro falso interesse nei nostri confronti. Quasi non ha senso, in Italia, parlare di democrazia, anche perché l'italiano possiede un'indole poco incline alla responsabilità condivisa, preferisce delegare. L'italiano è fascista dentro [vedi], non possiede memoria storica, è incapace di reagire. Arriva adesso la notizia che l'amministratore delegato di Sony France, Serge Foucher, è stato trattenuto a forza nell'impianto di Pontnox-sur-l'Adour dai suoi dipendenti, i quali, a fronte dei licenziamenti paventati, si sono visti rifiutare la loro richiesta di dialogo. Così Serge Foucher ha dovuto passare la notte in azienda e ascoltare i dipendenti. In Italia non sarebbe mai successo. L'Italia è il Paese di Fantozzi. Allora riproponiamo un monologo di Paolo Rossi sulla democrazia, attivata da Pericle 2500 anni fa, ad Atene. Buona visione.
Sapete com'è in Italia. Certi politici si accusano, poi fanno la pace e quel che si dicevano, con lo sguardo in cagnesco, cade nel dimenticatoio! Anche certe notizie prima appaiono e poi scompaiono. Questa è l'Italia del 'lancia il sasso e nascondi la mano'. Si fa il danno, ma lo si dimentica facilmente. In mezzo ci siamo noi, come sempre, terreno di scontro, cavie, carni da macello, elementi da strumentalizzare e imbalsamare. Così succede che Umberto Bossi, nel 1998, aveva chiesto a Berlusconi dove avesse preso tutti i suoi soldi, gli aveva fatto 10 domande toste, scottanti, alle quali Berlusconi non ha mai dato risposta (pubblica, ovviamente). Poi Bossi e Berlusconi, guarda caso, divennero amici e quelle dieci domande... pluff... sparite nel nulla. Erano state pubblicate su 'La Padania' del 19 agosto 1998, con il titolo 'Berlusconi, sei un mafioso'? Ma quell'articolo, ora, non c'è più... pluff... evaporato! Che ne dite di rispolverarle, quelle dieci domande? Cominciamo dalla prima? Eccola: «Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal conte Bonzi l'intera area dove lei, signor Berlusconi, edificherà Milano2. Lei pagò il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre tre miliardi di lire. Questa somma dal '68, quando lei aveva 32 anni e nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a oltre 38.739.000.000 di lire. Dopo l'acquisto, lei aprì un gigantesco cantiere edile, il cui costo arriverà a sfiorare i 500 milioni al giorno, che in 4-5 anni edificherà l'area abitativa di Milano2. Tutto questo denaro chi gliel'ha dato, signor Berlusconi? Chi si nascondeva dietro le finanziarie di Lugano? Risponda».
Ormai la notizia gira in rete. La Carlucci (Pdl - nella foto) si è fatta dettare una proposta di legge che vieterebbe l'anonimato in rete. La scusa è quella di voler combattere la pedopornografia online. Sappiamo tutti che la polizia postale possiede già strumenti efficaci per combattere questa piaga. L'intento vero è un altro: schedare gli utenti, imbavagliare l'informazione e agevolare il ricorso in atto di Berlusconi nei confronti di Google (Berlusconi vuol far togliere da YouTube i video che lo incastrano, con la scusa del diritto d'autore). Ora, fatta la dovuta premessa, la Carlucci dovrebbe almeno spiegarci con quale faccia pretenderebbe di imprigionare la nostra Libertà, se le sue contraddizioni sono così evidenti! Quali contraddizioni? Ebbene, nel suo blog (che non linko neanche morto), nella sezione 'i miei valori', vi è una citazione, estrapolata dal libro 'The constitution of liberty' che è un testo scritto da un economista. Tale frase recita '... mentre la libertà è compatibile con il divieto di fare cose specifiche, questa non esiste se si ha la necessità del permesso per la maggior parte delle cose che uno può fare'. Cioè, la libertà non esiste se bisogna chiedere permesso a qualcuno. Una contraddizione fortissima, cara Ga(brie)llina dalle uova d'oro! Ma non è finita. Sempre in quella sezione del blog, la Carlucci elenca quattro punti che vogliono essere la sintesi del suo pensiero. Fra questi quattro, ve ne sono tre che fanno riferimento al diritto di libertà e che, invece, sbugiardano le intenzioni di questa donna: * l’individuo è il fondamento della società, egli ha il diritto di gestire gli aspetti della propria vita nel modo che ritiene più giusto; * l’individuo ha il merito o la responsabilità di tutte le sue azioni; * la piena fruizione di tale diritto è il più potente fattore di benessere per la società. Ci sembra evidente che questi fascisti utilizzino la parola Libertà a sproposito e soltanto per riempirsi la bocca. Il fatto è, amici, che bisognerebbe fare chiarezza sulla parola Libertà. Nelle ideologie liberiste, come quelle di questo governo, la libertà non è del popolo, bensì dei signori dell'economia, della finanza e dell'industria; loro sì che hanno la libertà di fare ciò che vogliono, come ad esempio alzare i prezzi, definire i cartelli, imporre regole e tasse, promuovere la privatizzazione... Perciò la Carlucci ha inserito nel suo blog questi punti sul diritto alla libertà, ma è una libertà che non sarà mai nostra, soltanto loro. E Noi? Noi siamo carne da macello! Quale libertà!
Nel XIX secolo, Parigi era la capitale culturale dell'Europa. Il governo nazionale francese assumeva una politica basata sulla mistificazione della realtà, imponendo una filosofia positivistica che innestava falsi sentimenti di fiducia. Il Realismo propose l'abbattimento delle falsità e delle maschere imposte dalla politica, facendo vedere i veri fatti, le vere condizioni delle classi più povere, sempre più sottomesse e dimenticate dal sistema. Gustave Courbet è stato il padre del Realismo ed un grande anarchico. I suoi dipinti vennero spesso rifiutati dai Salons ufficiali, poiché considerati pericolosi per il potere. L'artista reagì e non solo con le sue opere. Egli, infatti, fece costruire un edificio (Salon des refusés) capace di accogliere le opere di tutti quegli artisti che, di volta in volta, venivano censurati dalla critica ufficiale. E lo smacco fu anche quello di far costruire questo 'padiglione dei rifiutati' accanto al Salon ufficiale. In tutti i libri di Storia dell'Arte si può trovare questo dipinto di Courbet ('Les demoiselles des bords de la Seine' - 1857) e, normalmente, lo si introduce come un'opera che fece grande scandalo. Perché questo scandalo? Il motivo non è da ricercare nel semplice fatto che i soggetti sono due prostitute. L'attenzione non si pose sul chi, ma sul come l'artista concepì l'opera. Infatti, lo scandalo maturò perché Courbet osò far prendere coscienza del fatto che le prostitute esistevano anche di pomeriggio (lo sapevano tutti, ma si faceva finta di niente) ed erano solite rinfrancarsi ai bordi della Senna, luogo ameno di Parigi in cui i nobiluomini portavano le loro nobildonne a passeggiare. Anche se tutti conoscevano la realtà, fino ad allora nessuno si era permesso di far vedere questa verità. Proprio così! Le puttane ai bordi della Senna e di pomeriggio, là dove gli uomini (dalla tuba e bastone) conducevano le loro dame (dagli ombrellini di pizzo) a prendere un po' di frescura. La cosa fece inorridire i benpensanti e irritare il governo. Le due donne, languidamente distese, non badano al vestito sgualcito, nè alla posa compita e formale dovuta alle nobildonne. Non sono nude, ma Courbet ammanta l'opera di sensualità. Si percepisce il calore del meriggio, dove non soffia un alito di vento; le foglie degli alberi sono immobili, dipinte una ad una; si può intuire il perlaceo sudore sul corpo delle donne che le rende più sensuali; il loro sguardo è di torpore e prefigura un tipo di donna docile, facile preda di quei benpensanti, gli stessi che di giorno le disprezzavano ipocritamente e di notte ne apprezzavano l'arte amatoria. L'opera fu additata ipocritamente anche dalle nobildonne, perché una simile immagine poteva indurre i loro mariti ad atti diurni poco onesti nei loro confronti. La prostituzione diurna e all'aperto, insomma, doveva essere ignorata, mentre invece era largamente e allegramente accettata quella notturna e nelle case d'appuntamento. Mi ricorda qualcosa.
Abbiamo trovato un prezioso spot, su YouTube, che promuove le attività dell'Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (AIMA), una malattia che in Italia colpisce 500 mila individui all'anno. Lo spot era stato realizzato per essere trasmesso da tutte le TV, statali e private, ma non è mai andato in onda. Perché? Il filmato è stato girato su un set che riproduce un'aula istituzionale, dove gli astanti discutono sulla riforma della Giustizia. Dalla cavea si leva un grido: 'la Giustizia si riforma con l'autonomia'. Una frase del genere, specie se pronunciata in un siffatto contesto scenografico, ha evidentemente innervosito il nostro signore, nonché padrone delle TV italiane. Ma lo spot, alla fine, racchiude un altro gioiello verbale: 'Quest'uomo è malato di alzheimer; le istituzioni, di una malattia ben peggiore: l'indifferenza'!