domenica 31 maggio 2009

Turismo militare israeliano: vieni a vedere come si ammazza un palestinese

Lo sterminio programmato dei palestinesi -da parte di Israele, USA ed Europa- produce un notevole guadagno economico, alimenta il senso di paura che giustifica altre azioni terroristiche, infonde un clima di odio razziale internazionale verso i palestinesi.
La guerra nella striscia di Gaza è un buon investimento per i nostri governi e per l'industria bellica. Certo... se si potesse fare di più... se si potesse spremere maggiormente l'ormai smunto e stremato limone... Niente paura, ci pensa l'Israel Law Center, un'organizzazione che promuove l'industria turistica -oltre quella bellica- nelle zone di guerra controllate dall'esercito israeliano.
Israel Law Center vende -tra l'altro- pacchetti turistici a quanti desiderino vedere l'esercito israeliano in azione contro i palestinesi, miserevoli pidocchi da schiacciare senza pietà.
Ecco come un popolo arabo vessato, derubato di tutto, distrutto, venga adesso cinicamente messo in vetrina, a mostrare lo svilimento dei suoi ultimi brandelli di esistenza, suo malgrado. Nessuna pietà, odio che si fa industria, cinismo allo stato puro. Il nostro governo attuale ha ancora molto da imparare.
L'ignobile programma turistico israeliano comprende vari appuntamenti, tra i quali l'osservazione sul campo di uccisioni mirate, l'inclusione in una corte dell'IDF che si pronuncia contro membri di Hamas, il tour delle posizioni militari al confine con il Libano e dei check-points all'ingresso di Gaza, l'esibizione dal vivo dei raid di penetrazione in territorio arabo, ecc.
Per chi lo desidera, c'è anche l'opzione 'First Class Accomodation', con sistemazione all'hotel Sheraton Plaza Jerusalem, tre pasti al giorno, lussuoso bus con guida turistica, un esclusivo e personale centro di comunicazione messo a disposizione dall'hotel, un telefono cellulare ad ogni turista. 'Incredibile ed emozionante', ha detto Simon Goldberg, un turista di Los Angeles; mentre un altro turista, David Winer di Chicago dice che l'esperienza ha superato le sue aspettative.
Vivi anche tu l'ebrezza del 'tiro all'arabo' per poco meno di tre dollari! Ma se vuoi partecipare, sei tenuto a fare una donazione all'Israel Law Center, come aiuto nella lotta contro il terrorismo arabo!
Il prossimo pacchetto è previsto per la settimana dall'8 al 15 giugno.

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venerdì 29 maggio 2009

Nuovo sondaggio: faresti educare i tuoi figli da Berlusconi?

Riportiamo l'immagine del sondaggio che si è appena chiuso e ne riproponiamo un altro.
Come vedete, coloro che vorrebbero che la scienza si occupasse dello sviluppo delle teorie di Giuliani sono la maggioranza. Su 70 votanti, solo due sono stati contrari. Non facciamo nessuna considerazione, anche in questo caso l'esito parla da sè.
Riguardo al nuovo sondaggio, l'idea -come sapete- ce l'ha data Franceschini. Mettiamola in pratica. La risposta è secca e avete un mese di tempo per votare. Come sempre, il sondaggio si trova sotto il blogroll. Buon voto a tutti.

mercoledì 27 maggio 2009

Piersilvio e Marina: 'nostro padre ci ha trasmesso dei valori'

La rete: eppur si muove! Le dimissioni di Berlusconi, su facebook.

In questi giorni, il numero degli internauti che cercano 'berlusconi pedofilo' nei motori di ricerca è impressionante. Vuol dire che l'opinione pubblica è stata profondamente toccata da questo fatto. Non potrebbe essere altrimenti. Nessuno vorrebbe mai farsi rappresentare da un pedofilo o mettere l'Italia in mano a un uomo con un simile senso di 'moralità', soprattutto se quest'uomo ha evidenziato più volte la sua ipocrisia, predicando bene (le poche volte che gli è riuscito) e razzolando malissimo.
Ma non dobbiamo scordare che Berlusconi ha anche altre colpe. Metterle in fila non basterebbe la Treccani.
Giacché i media, come sappiamo, tacciono sulle nefandezze del premier, l'unica parte d'Italia a indignarsi -e a conoscere bene il volto oscuro di don silviuzzo- è quella della rete. Ed è la rete che sta organizzandosi, soprattutto i gruppi presenti in facebook che, in questi giorni, hanno deciso di unire le loro forze e di convergere in un unico progetto: chiedere tutti insieme le dimissioni di Berlusconi.
Il megagruppo si propone anzitutto di raggiungere una quota di iscritti tale da maturare una forza intrinseca, capace di realizzare una buona pressione sull'opinione pubblica. Attualmente gli iscritti sono già a quota 111.000.
Un obiettivo comune, quindi, che si concretizza anche in una correlata petizione.
Non scordiamo che un intento comune ha bisogno di una propria riconoscibilità. Perciò sosteniamo l'iniziativa del logo stampato sulla maglietta, promossa da questo blog (vedi post).
Partecipa anche tu al gruppo e alla petizione. Ecco i link.
facebook: 'Mobilitazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi'
firma la petizione
scarica il logo per la t-shirt

Ricordiamo anche che, sempre su facebook, viene proposta una manifestazione a Roma, il 25 giugno, per chiedere le dimissioni di Alfano e dei firmatari del lodo. (QUI)
Eppur si muove!

Il mio comunismo: un'esigenza politica per una necessità umana

Un post di ideateatro mi ha dato l'input per questo pensiero sul comunismo. Ringrazio l'amico Riverinflood. 
Io penso che bisognerebbe ridare un senso al termine comunismo, un senso mai dato prima, i tempi sarebbero maturi da un pezzo. E parlo di un senso spirituale, sì che il comunismo avrebbe una valenza davvero universale, senza tempo, né luogo. Bisognerebbe distaccarsi dal principio che comunismo voglia riferirsi soltanto alla comunione di beni materiali. Esiste, oggi, una necessità di comunione di intenti e di bisogni che vanno al di là delle cose materiali. Ci sono necessità umane che hanno bisogno di essere istituzionalizzate da una politica comunitaria. 
Un esempio di comunismo lo troviamo in ciò che ha fatto la Chiesa (ecclesia = comunità), uniformando e accentrando a sé il bisogno spirituale delle persone. 
Io penso che bisognerebbe introdurre un forte valore spirituale nella moderna laicità, allora la gente si riconoscerebbe nel comunismo. Basta parlare di capitale, di merci e beni, occorre cominciare a riconoscerci nei bisogni più intrinseci e profondi. La falce e il martello sono ormai stati sostituiti -purtroppo- da robot elettronici. Un nuovo comunismo dovrebbe contemplare il fatto che il lavoro, ad esempio, non è il vero bisogno dell'Uomo (lo è diventato); i beni e il capitale, semmai, andrebbero ridistribuiti soltanto dopo e in conseguenza della distribuzione del tempo libero e creativo che è probabilmente il maggiore bisogno primario, naturale, spirituale di noi esseri umani, soprattutto oggi. E' stato dimostrato che basterebbero solo 2 ore al giorno di lavoro per vivere in dignità, tutti quanti, senza sfruttamenti. Alcune teorie, a questo riguardo, sono state introdotte da vari intellettuali (non a caso, in piena Seconda Rivoluzione Industriale). Teorie tutte disattese, nonostante lo spessore culturale degli intellettuali che le hanno proposte, come John Ruskin, poiché il positivismo era ormai divenuto un dogma, dal quale era impossibile staccarsi. Eppure, ci furono anche esempi concreti, basati sulle teorie di Ruskin. Parlo degli artisti-operai che lavorarono nella fabbrica di William Morris (e qui varrebbe la pena soffermarsi e spiegare bene); ma quello che fu il frutto delle teorie di Morris e di Ruskin, venne assorbito e distorto dal regime vittoriano, in favore del potere politico, economico e industriale dell'Inghilterra. Io penso che bisognerebbe trovare un comunismo partendo dal pensiero di Ruskin, di Morris e di Dante Gabriele Rossetti
E' perciò probabile che, quanto prima, io scriva la vera storia dello stile Liberty, dalla sua concezione teorica alla (non voluta) trasfigurazione in chiave capitalistica. Ne parlerò, poiché nella genesi del Liberty si esprime il dissolvimento delle idee e delle speranze di un pensiero che occorre oggi ritrovare. Secondo me.

martedì 26 maggio 2009

Segnali di vita nel Paese

No, amici, quello che vedrete nei video proposti non sono atti sparuti. Sono solo due tra i tanti esempi di reazione che la tv di regime non fa vedere. Sono video vecchi, ma sempre efficaci.
Buona visione a tutti e... divulgate.
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Il manuale del provetto manipolatore televisivo

Ci vuole uno sforzo abnorme, credeteci, per riuscire a disinformare il cittadino. Non è roba da poco. I giornalisti televisivi avrebbero una vita molto più comoda se potessero divulgare le notizie liberamente. Invece no, come dei vermi strisciano nel fango e accettano ogni sopruso. Io già me li vedo, gli operatori e i tecnici delle postproduzioni, costantemente alle prese con i loro softwares di videoediting, davanti al monitor, a vagliare, tagliare, montare ad arte, incastrare, scegliere la musica più adatta, stare attenti a che non si veda troppo quell'immagine, a che non si senta quell'applauso destinato a tizio o quell'insulto rivolto a caio... E intanto i loro terminali-ansa, ad ogni secondo, rigurgitano notizie interessanti e c'è un addetto che sta lì a leggere quelle notizie e a discriminare quelle da destinare alla massa da quelle da ignorare. Insomma, una vita d'inferno, credetemi.
Il guaio è che, ormai, la sottomissione di questi giornalisti e di questi tecnici è spontanea, non hanno più bisogno di ricevere telefonate, conoscono a menadito il Manuale del provetto manipolatore televisivo e fanno tutto secondo le regole del padrone, andando contro l'etica professionale, contro se stessi, contro di noi, contro la Costituzione.
Il Manuale del provetto manipolatore televisivo dedica la sua prima pagina all'editore occulto, ma fa notare, non proprio tra le righe, come la sua presenza sia da considerarsi sempre concreta e costante, incombente, ma amichevole. La pagina n.2 mostra tutti i benefici della sottomissione che, in realtà, sono ricatti mascherati da 'suggerimenti' e premi.
Seguono le pagine dedicate agli esercizi di ginnastica mimica e che comprendono quelli necessari a celare emozioni (personali e spontanee) attraverso l'impiego dei muscoli facciali. Il metodo Stanislavskij è abolito per principio. Molta importanza viene data al corrugatore del sopracciglio.
Dalla pagina 20 alla 29 si tratta l'argomento della gestica, dove campeggia, a mo' di esempio, l'immagine di Emilio Fede. Si tratta di esercizi che partono dall'ammiccamento oculare a quello manuale e persino clavicolo-scapolare (necessario per fare spallucce sulle dichiarazioni di esponenti scomodi). L'esperto manipolatore si vede quando egli riesce ad associare i capitoli 'gestica' e 'mimica facciale'.
Il Manuale del provetto manipolatore televisivo termina con un capitolo dedicato alla postproduzione, dove si leggono note riguardanti il montaggio sonoro e visivo. Vengono suggerite soluzioni, attraverso un decalogo, il cui punto 3 recita: associa sempre un logo del Pdl all'immagine del tuo padrone, anche quando il logo non esiste (vedi foto). Considerevole è il punto 7: evita le scene di dissenso nei confronti del tuo padrone, al contrario, offri sempre immagini di consenso e di ottimismo.
Nessuno sa con certezza chi abbia scritto questo manuale. Si conosce soltanto la data di edizione italiana: 1954.

lunedì 25 maggio 2009

Lettera agli insegnanti italiani

Cari docenti, tra qualche giorno si conclude l'anno scolastico e, con esso, un autunno fatto anche di proteste, soffocate dall'arroganza di un governo di manigoldi, capaci soltanto di guradare ai propri interessi.
L'estate è alle porte, i cancelli delle scuole a breve si chiuderanno, voi e gli studenti avete diritto al meritato riposo. Ma che riposo sarà per voi e per quei 42000 lavoratori che sono stati tagliati dalla scuola? Quale sarà il vostro pensiero, la mattina dopo il 30 giugno o dopo la fine degli esami di Stato? Vi sentirete sconfitti? Avviliti? Arrabbiati? Contenti?
L'anno che è appena trascorso, oltre all'amarezza, vi ha forse portato delle soddisfazioni; avrete senz'altro portato avanti progetti, obiettivi, programmi... avrete condiviso gioie e preoccupazioni con i vostri studenti, avrete respirato insieme nelle aule, vivendo in comunione parte della giornata. Forse ci saranno stati conflitti e discussioni con gli studenti, con i colleghi, con i presidi, ma è stata sicuramente vita, condivisione, testimonianza, vibrazione e questo nonostante tutte le difficoltà. Ma l'anno prossimo? Come affronterete il colpo basso del governo? Come farete con 8 miliardi in meno e senza quei 42000 professionisti?
Intimamente, mi chiedo quale sarà il pensiero di quegli insegnanti che hanno votato per questo governo. Vorrei chiedere a uno di loro -magari tra quelli che sono stati di fatto licenziati da questo governo- se hanno capito (stavolta loro) la lezione. Temo che non avrò mai risposta.
Al di là di queste domande, però, mi sento di esprimere nei vostri confronti tutta la mia solidarietà e la mia stima, per il lavoro che fate e per come lo fate, tra mille difficoltà che presto, ahimé, raddoppieranno. Il vostro contributo è fondamentale per il futuro del Paese. La conoscenza è uno dei nemici peggiori della mafia, dell'arroganza, del fascismo e di quel potere che vuole sudditi, anziché cittadini pensanti e coscienti. Il governo ha deciso di fabbricare ignoranti e voi dovrete raddoppiare le forze e, così, compensare questa anomalia tutta italiana. So che ci sono state scuole che hanno fatto appello ai genitori per l'acquisto di materiale minuto: siamo ridotti in questo stato, quando i Paesi civili, invece, investono sull'insegnamento, cioè sul loro futuro.
Allora dovrete stavolta insegnare a noi come si gestisce un'emergenza. Voi dovrete insegnarci la pazienza e la reazione intelligente, dovrete dare un esempio di forza intellettuale e di spirito creativo, uno spirito capace di contrastare questa deriva neofascista e arrogante. E dovete darcelo voi questo esempio, perché l'Italia è ormai inghiottita e addomesticata dalla televisione.
Salvate il nostro futuro, date una speranza a questa nostra Italia, insegnate la Storia e il rispetto, la convivenza civile e la solidarietà, la poesia e l'Arte, la riflessione, l'argomentazione, l'analisi, insegnate a saper discernere il bene dal male, offrite gli strumenti giusti per l'autodifesa intellettuale. Continuate a fare il vostro lavoro, come sempre, anche l'anno prossimo.
Grazie a tutti voi.

domenica 24 maggio 2009

Berlusconi's list: tutte le menzogne (conosciute) di un uomo malato

Cari (e)lettori, Peter Gomez -per Voglioscendere- ha fatto proprio un bel lavoro di ricerca, di archiviazione e di pubblicazione di tutte le bugie che Berlusconi ha detto agli italiani, durante questi lunghi anni che lo hanno visto referente in politica.
E' interessante notare come quest'uomo, evidentemente malato, abbia fondato tutta la sua politica sulla menzogna continua, reiterata, spregiudicata.
Riteniamo importantissima questa lista, poiché, come sappiamo, gli italiani hanno sempre avuto la memoria corta ed avere sott'occhio tutte le malefatte e le maledette di Berlusconi giova senz'altro all'esercizio del ricordo e della presa di coscienza.
Troverete la lista delle menzogne sia qui, sia nel post di Voglioscendere dal titolo il grande bugiardo, ma anche in un banner creato ad hoc e posto nella colonna di questo blog.

Sentenza Mills
"È una sentenza semplicemente scandalosa, contraria alla realtà. Se c'è un fatto indiscutibile è che non c'è stato alcun versamento di nessuno al signor Mills" (19 maggio 2009).
Un fatto indiscutibile? Mica tanto, visto che il versamento, prima di ritrattare, l'avvocato David Mills, lo ammette almeno due volte.
"Io mi sono tenuto in stretto contatto con le persone di B. Sapevano bene che il modo in cui io avevo reso la mia testimonianza (non ho mentito, ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) avesse tenuto Mr. B. fuori da un mare di guai nei quali l'avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo. All'incirca alla fine del 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi, che avrei dovuto considerare come un prestito a lungo termine o un regalo: 600 mila dollari".
(da una lettera di Mills del 2 febbraio 2004)
"Nell'autunno del '99 Carlo Bernasconi (responsabile dell'acquisto dei diritti tv, morto nel 2001, ndr), mi disse che Berlusconi, a titolo di riconoscenza per il modo in cui ero riuscito a proteggerlo nel corso delle indagini giudiziarie e dei processi, aveva deciso di destinare a mio favore una somma di denaro". (interrogatorio di Mills, 18 luglio 2004)

Malpensa, Italia
"Penso che non sia assolutamente possibile che un hub come Malpensa venga privato del 72 per cento dei voli. Quelle di Air France sono condizioni irricevibili. Perché di fronte a 200-300 milioni di perdite per Alitalia l'abbandono di Malpensa comporterebbe perdite per oltre un miliardo di euro" (4-18 marzo, 2008).
"Rilancio del trasporto aereo, con la valorizzazione e lo sviluppo degli hub di Malpensa e Fiumicino" (programma del Pdl: sette missioni per l'Italia, 2008).
Nell'aprile del 2009 la cordata italiana della Cai voluta da Berlusconi sceglie solo Fiumicino come hub: a Malpensa, Alitalia conserva 187 voli alla settimana su 1.237. I cassintegrati dello scalo, considerando l'indotto, sono 2.500.

Sicurezza
"Aumento progressivo delle risorse per la sicurezza. Maggiore presenza sul territorio delle forze dell'ordine" (programma Pdl).
Il 30 marzo del 2009 tutti i sindacati di polizia, da destra a sinistra, protestano in piazza. Il segretario del Siulp dichiara: "Le auto sono usurate, mancano gli uomini, gli organici sono ridotti all'osso, gli agenti che vanno in pensione non vengono sostituiti". Nella manovra finanziaria triennale sono del resto previsti tagli progressivi per circa 3 miliardi e mezzo di euro. E quest'anno il taglio è di 931 milioni di euro.

Giustizia
"Aumento delle risorse per la giustizia, con un nuovo programma di priorità nell'allocazione delle risorse" (programma Pdl).
La manovra finanziaria, spiega l'associazione nazionale magistrati, prevede che riduzioni per le spese correnti e in conto capitale saranno del 22 per cento nel 2009 e del 40,5 nel 2011. Conseguenze immediate: nei tribunali non si tengono più udienze al pomeriggio per mancanza dei cancellieri.

Intercettazioni
"Volevo un disegno di legge che limitasse le intercettazioni ben diverso. Perché devono essere possibili solo per reati gravissimi come quelli di mafia e di terrorismo. Invece mi hanno costretto a includere anche i delitti contro la pubblica amministrazione e pure degli altri reati" ('la Repubblica', 16 luglio 2008)
"Auspico che, come succede in Europa, le intercettazioni siano consentite solo per indagini su organizzazioni criminali come mafia, 'ndrangheta e via di seguito, oppure che riguardino il terrorismo internazionale. Spero che dal Parlamento esca la legge che auspico" (Intervista al Tg4, 1 agosto 2008)
"Io non ho mai pensato di vietare questo strumento d'indagine per un reato grave come la corruzione, io ho detto che non dovevano essere possibili per tutti i reati contro la pubblica amministrazione" (11 gennaio 2009, intervento telefonico a Neveazzurra)

Cimici e spie
"Ho trovato una microspia dietro il termosifone del mio studio. Mi spiano! Abbiamo procure eversive che calpestano l'immunità parlamentare!".
È l'11 ottobre '96 quando Berlusconi mostra ai giornalisti una microspia grande quanto un mini-frigo. Luciano Violante convoca la Camera in seduta straordinaria. Buttiglione parla di "uno scandalo peggiore del Watergate". Destra e sinistra invocano immediate riforme delle intercettazioni. Solo Bobo Maroni dice: "Più che una cimice a me pare una mozzarella, anzi una bufala". Mesi dopo si scopre che il microfono era stato messo lì, per fare bella figura, da un tecnico incaricato dagli uomini del Cavaliere di bonificare i locali.

Arriva l'onda
"Avviso ai naviganti: non permetteremo l'occupazione delle scuole e dell'università. Oggi convocherò il ministro dell'Interno Maroni per studiare con lui gli interventi delle forze dell'ordine. L'ordine deve essere garantito, lo Stato deve fare lo Stato" (22 ottobre 2008).
"Mai detto né pensato che la polizia debba entrare nelle scuole" (23 ottobre 2008).

Immunità per tutti
"Voglio una riforma radicale. Immunità parlamentare come a Bruxelles, priorità nell'azione penale invece dell'obbligatorietà, nuovo ordinamento giudiziario con la separazione delle carriere, riforma del Csm, sezione disciplinare autonoma per giudicare i magistrati" (16 luglio 2008 di fronte agli europarlamentari).
"Sull'immunità non ho mai detto niente. State facendo dei titoli incredibili". (18 luglio)

Rifiuti
"È una data storica per la Campania e per Napoli. Da oggi si entra in una fase di smaltimento dei rifiuti che possiamo definire industriale. Io (il termovalorizzatore) l'ho voluto fortissimamente e alla fine siamo riusciti a vararlo e farlo operare". (26 marzo 2009, Panorama del Giorno, Canale 5)
Ma l'inaugurazione è solo di facciata. Quello che è partito è invece il collaudo della linea 1 che, oltretutto, il giorno successivo verrà spenta per un mese, come testimoniano le webcam puntate sull'impianto. Poi, quando il 27 aprile il caso comincia a spuntare sui giornali, Berlusconi dice: "Acerra funziona benissimo, l'inquinamento è vicino allo zero". Anche perché, come si leggerà in un comunicato del Commissariato rifiuti datato 2 maggio, solo quel giorno "inizia la prima fase dell'avviamento della seconda linea". Per la terza bisogna invece aspettare. E in ogni caso tutto il collaudo, a base di stop e go, terminerà a dicembre. Acerra, insomma, se tutto andrà bene sarà realmente in funzione nel 2010.

Ville e terremoto
"Sì, metto a disposizione della Protezione civile tre case per fare quello che già hanno fatto molti italiani, i quali hanno offerto 1.600 abitazioni, soprattutto case di vacanza, a disposizione delle famiglie dei terremotati" (10 aprile 2009)
La Protezione civile, interpellata da 'L'espresso', non ha notizie su eventuali sfollati ospiti di Berlusconi. E anche l'ufficio stampa di Palazzo Chigi, contattato nel pomeriggio di martedì 19 maggio, non sa dire nulla. Sul terremoto e sui tempi della ricostruzione, garantiti dal Cavaliere prima per settembre e poi novembre.

Social card
"Ne abbiamo date più di un milione e 300 mila ed è stato un gran successo. Sono anonime e quindi non toccano la dignità di nessuno. Infatti le Poste sono state invase da un gran numero di persone che ne hanno fatto richiesta" (18 dicembre 2008)
I dati aggiornati al 31 dicembre dicono però che le social card consegnate (contenenti 40 euro) erano 520 mila e che 190 mila erano prive di fondi. Con conseguente umiliazione di molti indigenti costretti a lasciare la spesa alle casse dei supermercati.

Bonus bebè
"Reintroduzione del bonus bebè per sostenere la natalità. Graduale e progressiva riduzione dell'Iva sul latte, alimenti e prodotti per l'infanzia" (programma Pdl).
Non pervenuti. Lo ammette anche il sottosegretario, Carlo Giovanardi, che il 15 maggio spiega: "Le risorse non ci sono".

I figli di Eluana
"Eluana Englaro è una persona viva, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano segnali elettrici, una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio" (6 febbraio 2009).
Senza parole.

La crisi psicologica
"La crisi è in gran parte psicologica" (intervista al Gr Rai, 6 maggio 2009).
Una settima dopo l'Istat segnala un calo del Pil record del 5,9 per cento. Da trent'anni non si vedeva niente del genere.

Barack Obama
"Obama ha debuttato molto bene, con grande capacità di rapporti umani. Com'è che diceva Proietti? Ah, ecco, lo sguardo 'acchiapponico'. Obama ha lo sguardo acchiapponico..." (2 aprile 2009, Ansa ore 19.05).
"Berlusconi non ha mai detto quello che gli viene attribuito dalle agenzie di stampa in riferimento al presidente Obama, poiché si stava rivolgendo all'inviato di 'Repubblica', come tutti presenti hanno potuto vedere" (2 aprile, nota di Palazzo Chigi, ore 20.48).

Bush pacifista
"La crisi irachena avrà sicuramente uno sbocco pacifico. Se c'è qualcuno che non vuole la guerra in Iraq, questo è il signor Bush".
È il 13 marzo 2003. Sette giorni dopo gli angloamericani attaccano l'Iraq. Poi arrivano gli italiani. Intanto, la guerra fa 100 mila morti in due anni, fra torture, bombe al fosforo, resistenza, terrorismo, guerra civile.
Ma per Berlusconi tutto fila liscio come l'olio, a parte un piccolo problemino a Baghdad: "Ormai in Iraq c'è una vita regolare, ci sono le scuole, eccetera. Poi, certo, ci sono le cose che non funzionano: ad esempio, i semafori a Baghdad non funzionano. Ogni tanto scende uno dalla macchina e si mette a dirigere il traffico" (30 settembre 2004).

Sua Altezza
"L'ho detto anche a pranzo ai miei colleghi ministri, è falso come leggo oggi su alcuni giornali come 'L'espresso' che metto i tacchi: guardate!" (levandosi le scarpe davanti ai giornalisti, al vertice di Caceres, del 2002).
Ma a smentirlo ci pensa uno dei suoi migliori amici: "Chi è più alto tra me e Berlusconi? Senza tacchi, io". (Mariano Apicella, La Stampa, 30 ottobre del 2003)

Grandi opere
"Sto trattando col mio amico Putin per aprire un corridoio negli Urali e collegarci all'oceano Pacifico" ('Porta a Porta', 11 gennaio 2006).
Altro che Tav: praticamente le grandi opere sono in fase così avanzata che ormai stiamo lavorando alla Transiberiana.

Lavoro, che fatica!
"Guarda quanto mi fanno lavorare! Guarda quanti impegni ho!" (1 agosto 2008).
Al termine di una conferenza stampa Berlusconi mostra al ministro Giorgia Meloni la sua agenda. I fotografi la riprendono e così diventano pubblici gli impegni del 30 luglio: 9.40 uscita di casa; 10 Enel Civitavecchia (ma Berlusconi non si presenta all'inaugurazione della centrale); 12 Yushchak (aggiunto a mano, secondo 'Novella 2000' si tratterebbe di una modella ucraina ventunenne); 13 Masi, allora segretario di Palazzo Chigi; 13.30 colazione per gli 80 anni di Cossiga (che però salta); 16 Previti (Cesare, pregiudicato) e telefonata a Bossi. Poi a penna sono aggiunti i nomi Manna (forse Evelina, una delle starlette del caso Saccà), Troise (probabilmente Antonella, attrice), Staderini (Marco, cda Rai); 19 Di Girolamo (Nunzia, una delle parlamentari Pdl più carine;) 19.30 Bossetti (o Bassetti); 20.30 Selvaggia; infine: "Sardegna compleanno Barbara (la figlia)". E ancora una nota a penna (per aumentare l'autostima?): "Al presidente n 1. Al presidente più vittorioso nella storia del calcio. N 1 nella storia del calcio...".

Il patto con Confalonieri
"Fra me e Fedele Confalonieri c'è un patto: quello di avvisarci reciprocamente qualora uno dei due rincoglionisse. E Fedele non mi ha ancora detto niente".
Questa era del 29 novembre 1993. Arrivati a questo punto, forse è venuto il momento che Fedele gli dica qualcosa.

venerdì 22 maggio 2009

Berlusconi senza lifting, senza trucco, senza tinta: una cosa impossibile

Questo sarebbe il vero volto di Berlusconi, secondo la ricostruzione degli esperti antropologi e informatici dell'Istituto Superiore di Ricerca Antropologico-berlusconiana, diretto dal Prof. Liso Mastoide.
Nessuno aveva mai visto questo vero volto, neppure Silvio stesso. Ora egli sa come sarebbe senza le sue maschere e senza i suoi trucchi.
Il problema è che Silvio non potrebbe esistere senza le sue maschere! Quest'immagine è perciò un ossimoro, un paradosso, un assurdo: rappresenta ciò che Berlusconi non potrebbe mai essere, anche se lo è! Bisognerebbe scavare troppo in fondo per trovarlo veramente e non si sa neppure se quest'impresa riuscirebbe. Però ci concediamo un briciolo di fiducia e di speranza... allora archivieremo questo post con l'etichetta 'realismo'.

PS. Alcuni ci rubano le immagini e cancellano persino il watermark (ma lo cancellano sempre male). Allora ci teniamo a dire a questi 'signori' che siete i peggiori di tutti i ladri, poiché cancellare il watermark denota una precisa volontà di far del male agli altri per ricevere, dal lavoro altrui, un consenso per una vostra presunta quanto inesistente creatività personale. Inetti miserabili.


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mercoledì 20 maggio 2009

Le dieci scottanti domande di Bossi a Berlusconi. (6^)

Par.Ma.Fid. era una società fiduciaria che gestiva patrimoni appartenenti al finanziere di Cosa Nostra, Antonio Virgilio. In questa domanda, Bossi chiede come mai Berlusconi affidò a questa società alcune quote delle sue società.
«Signor Berlusconi, lei almeno una volta sostenne che le 22 holding alla testa del suo impero societario vennero costituite da Umberto Previti per pagare meno tasse allo Stato. Nessuno dubiterà mai più di queste sue affermazioni quando lei spiegherà per quale ragione affidò consistenti quote delle suddette 22 holding alla società Par.Ma.Fid. di Milano, la medesima società fiduciaria che nel medesimo periodo gestì il patrimonio di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di soldi sporchi per conto di Alfredo Giuseppe Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Carmelo Gaeta e altri boss della mafia siciliana operanti a Milano. Perché la Par.Ma.Fid.»?

Le precedenti domande: 1 2 3 4 5

lunedì 18 maggio 2009

Dagli editti bulgari alle mozioni bulgare: un piano per salvare l'informazione italiana

La censura è sempre stato un atto vigliacco e dimostra soltanto debolezza e paura. Bisognerebbe approfittare di questa paura insita di ogni regime, è un punto debole da sfruttare. Peccato però che coloro che potrebbero fare leva su questa debolezza, siano invece inchinati di fronte all'imperatore, dimostrando ancora più paura. Ci riferiamo ai giornalisti, soprattutto a quelli della televisione italiana.
Era il 23 febbraio scorso quando dal nostro blog scrivevamo una lettera aperta ai giornalisti della tv, ma da allora le cose sono andate sempre peggio, sino a vedere la Bianchetti sbiancata in volto (da cui sbianchetti), terrorizzata al sol sentire il nome di Berlusconi pronunciato in diretta dalla bocca di un innocente mago Silvan.
C'è poco da fare, i giornalisti italiani somigliano a dei molluschi, ogni giorno di più. Che non osino adesso pronunciare i nomi di Montanelli e Biagi! Non commettete questo sacrilegio!
Ma allora che fare?
E' il caso di prendere coscienza del fatto che tutto ciò che passa dalla tv è quantomeno distorto. Questo è un atto doveroso, almeno da parte nostra. Ma esiste una reazione dall'interno? Pare proprio di sì, ma la reazione non arriva dall'Italia (i molluschi non reagiscono e sono in fondo alla catena alimentare), bensì dall'Europa, precisamente dalla Bulgaria.
Il sindacato europeo dei giornalisti* ha deciso di tenere sotto stretta osservazione lo stato dell'informazione italiana. C'è stata una riunione nella città di Varna, dove i giornalisti del sindacato hanno votato due mozioni relative al conflitto d'interessi, al monopolio Raiset, alle riunioni in casa Berlusconi per decidere le nomine rai. Non solo, le mozioni prevedono anche l'osservazione sulla prossima legge relativa alle intercettazioni e, in quella stessa sede, i giornalisti del sindacato hanno definito con chiarezza che il loro ruolo è quello di salvaguardare il diritto e la libertà d'informazione, senza essere sottoposti ad alcun diktat.
Per leggere le due mozioni [qui]

* Meeting annuale della Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ), di cui fanno parte anche Roberto Natale e Franco Siddi della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e ai quali rivolgiamo i nostri complimenti.

sabato 16 maggio 2009

Mario Giordano offende i giapponesi. L'ambasciata lo sputtana (e noi pure)

Mario Giordano (nella foto), direttore de il Giornale, ha osato insultare i giapponesi, definendoli 'musi gialli'. L'infelice espressione -che rivela tutto il savoir faire e la diplomazia di questo personaggio- appare nell'articolo del 30 aprile scorso, in cui si fa riferimento alla prossima assegnazione di un'onorificenza a Lamberto Dini, da parte della città di Tokyo. La risposta dell'ambasciatore giapponese, Shinsuke Shimizu, è stata lapidaria. Di sèguito riportiamo l'articolo di Giordano e la conseguente risposta dell'ambasciata, intanto ci chiediamo se certa gente sia stata svezzata a carne umana avariata o se al posto dei neuroni abbia polistirolo espanso. Giordano, vergògnati!

Lambertow premiato dai giapponesi
L
ambertow fa incetta di consensi tra i
musi gialli giapponesi. Va infatti a Lamberto Dini un premio che Tokyo riserva ai cittadini stranieri: il Gran cordone dell’Ordine del sol levante. La cerimonia di consegna si svolgerà il 10 giugno nella residenza dell’ambasciatore giapponese in Italia Hirosyasu Ando. I meriti di Dini? «Il consolidamento delle relazioni bilaterali tra Giappone e Italia impegnandosi, durante il suo mandato al ministero degli esteri, alla realizzazione di eventi culturali tra 2001-2002». Tempestivi, non c’è che dire. Ma ancor oggi Dini contribuisce «allo sviluppo delle relazioni bilaterali» tanto che è uno dei sei consiglieri del «Praemium imperiale», il Nobel giapponese delle arti.


Ambasciata del Giappone
Roma, 7 maggio 2009
Egregio Direttore,
Ci riferiamo all'articolo apparso sul Vostro giornale il 30 aprile a p. 16, intitolato "Lambertow premiato dai giapponesi". Nel medesimo si legge "Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi".
E’ ben accetta l'attenzione prestata alla notizia del conferimento dell'onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l'espressione utilizzata per identificarci, ossia "musi gialli", abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l'espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all'altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.
Pertanto, richiediamo quanto prima una spiegazione a scopo di rettifica sull'espressione "musi gialli giapponesi" come apparsa sul Vostro giornale.
Attendendo una Sua risposta in merito, Le porgiamo distinti saluti.

Shinsuke Shimizu
Ministro e Vice Capo Missione
P.S.- Anticipiamo, inoltre, che la presente lettera sarà pubblicata in ogni caso sul sito della nostra Ambasciata al fine di informare i Vostri numerosi lettori.
_____________________
Gent.mo
Dott. Mario GIORDANO
Direttore Responsabile
Il Giornale
Via Gaetano Negri, 4
20123 MILANO
Links
L'articolo di Giordano - La risposta dell'ambasciatore
Ringraziamo Chiara Zilaghe per la segnalazione.

Ground Zero: il PD (giapponese) vuole riaprire l'inchiesta

A fronte delle già numerose discussioni circa la strage dell'11 settembre 2001 e le sue motivazioni, si apre adesso un ben più ampio scenario politico per rimettere in discussione quel tragico avvenimento. Un orizzonte aperto da Yukihisa Fujita, membro della Camera alta del Parlamento e appoggiato ufficialmente dal Partito Democratico Giapponese, nonché da numerosissime personalità della politica, del giornalismo e della cultura nipponica.
Questa volta, lo scopo non è un mero e vano atto d'accusa contro l'amministrazione Bush che, attraverso quella strage, ha voluto giustificare il conflitto in Afganistan con la complicità del clima di terrore diffuso e costruito ad hoc. La novità, invece, risiede nel fatto che un approfondimento sul tema potrebbe portare a una riconciliazione con il popolo afgano. Non è cosa da poco. Fujita è lungimirante, propositivo.
Rivedere tutto, riaprire l'inchiesta, rivelare che il terrorismo afgano non c'entra niente: questo sta alla base del ragionamento che, però, dal nostro modo di vedere le cose, porrebbe G.W. Bush in una situazione alquanto spiacevole, sicuramente molto a rischio. Capite bene che, nel momento in cui si dovesse scoprire davvero tutta la verità (compresa quella delle esplosioni controllate), l'ex presidente sarebbe automaticamente candidato al suo processo, in qualità di imputato. Negli USA -ricordiamolo- non esiste un Lodo che protegge le alte cariche dello Stato, e Bush, da imputato per strage, non avrebbe scampo.
Vista in quest'ottica, la riapertura del caso avrebbe anche ripercussioni sull'intero establishment statunitense, poiché verrebbe a rimettersi in discussione non soltanto la posizione di Bush, ma anche quella della CIA, dell'FBI e delle varie holding collegate al sistema economico e all'industria bellica.
In una nota, Giulietto Chiesa sottolinea l'importanza di questa coraggiosa azione condotta dal Partito Democratico Giapponese e, allo stesso tempo, stigmatizza l'inoperosità (chiamiamola così) della nostra sinistra -sedicente pacifista- che non ha saputo o voluto insistere sulla questione dell'11 settembre, per far emergere la verità.
Riusciranno Yukihisa Fujita e il Partito Democratico Giapponese a rivoltare gli USA (e il mondo) come un calzino*?

Fonte: Megachip

AGGIORNAMENTO: due anni dopo aver scritto questo articolo riprendiamo il discorso perché il disastro nucleare di Fukushima ci sembra un argomento serio e inquietante per rispondere alla domanda con cui ci eravamo lasciati prima*. Giudicate voi, come sempre, magari dopo aver osservato il grafico che riguarda l'attività Haarp prima del terremoto in Giappone.

venerdì 15 maggio 2009

La verità nei sondaggi: Berlusconi ultimo in Europa

Se vogliamo cercare la verità sulle questioni italiane, dobbiamo ormai ricorrere all'informazione estera. Infatti, i sondaggi di cui blatera don silviuzzo (e che i media italiani sbandierano) sono completamente falsi.
La Harris Interactive, un prestigioso istituto di statistica, fornisce i veri dati e dimostra come Berlusconi menta spudoratamente sul suo presunto gradimento (noto è il suo pavoneggiarsi, vantando un primato rispetto ad Obama).
Berlusconi è ultimo in Europa e nella graduatoria mondiale risulta in testa ai meno amati dittatori, gli ultimi della lista. I dati forniti dalla Harris Interactive non sono una novità, in rete girano da giorni. Ma riteniamo utile ravvivare la memoria. Ecco alcuni numeri:
In USA e in Spagna ha il 16%
In Gran Bretagna il 13%
In Germania il 12%
In Francia il 7%

Fonte Diritto di critica

AGGIORNAMENTO DELL'11 DICEMBRE 2009:
Berlusconi sempre ultimo in Europa, anche dopo due anni! (Fonte)
(clicca per ingrandire)

Da fonte assolutamente certa (che non possiamo rivelare), veniamo informati del fatto che Berlusconi manipola costantemente i sondaggi che lo riguardano e che tutte le televisioni riportano. Berlusconi mente, sapendo di mentire.


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giovedì 14 maggio 2009

Un grido dall'estero: Italiani, liberatevi e liberate l'Europa da Berlusconi!

Ci dispiace disattendere la preghiera che ci giunge da Alexandra Pereira, ma temo che gli italiani siano troppo rintontiti per capire cosa si siano portati dentro casa.
Il poderoso articolo pubblicato su OVI Magazine e ripreso da Newropeans Magazine suona più che un allarme. E' una vera supplica.
Poiché l'articolo è scritto in inglese, facciamo una specie di traduzione.
Berlusconi è un tipo di clown pericoloso che non riesce a controllare la sua lingua, gli italiani ancora svegli dovrebbero fermare quest'uomo che sta distruggendo, uno ad uno, tutti i pilastri della democrazia italiana. Italiani, per favore, lasciate perdere per un minuto la vostra focaccia, i vostri cappuccini, i vostri fiori di zucca fritti e il prosciutto di Parma, le paste e gli antipasti, guardate intorno a voi e fate qualcosa, ribellatevi! Berlusconi non è soltanto il jolly della politica internazionale, dietro queste sue operazioni folkloristiche si cela un dittatore. Non è divertente! L'Europa intera e il mondo ne hanno avuto abbastanza di Berlusconi. Siamo stanchi (dicono loro! ndt) dei suoi scandali e dei suoi scherzi di pessimo gusto, dello scambio di accuse con la moglie o ex moglie, della soap-opera relativa alle amanti che si buttano in politica. Non è certo divertente vedere la manipolazione dei media italiani, il controllo su un Parlamento corrotto che incoraggia leggi idiote e razziste, obbligare gli insegnanti a denunciare gli alunni stranieri, esigere check-up psichiatrici per i giudici.
Per gli scandali finanziari, per il divieto di edificare moschee che costringe i musulmani a pregare per le strade, per i molteplici scandali di corruzione e il dubbio esito del risultato elettorale, per non parlare delle battute sulle vittime del terremoto e per aver negato la libertà di stampa e di espressione, anche su internet, questa non è libertà, ma una dittatura!
Recentemente ho sentito molti amici italiani lamentarsi, sempre più spesso, non è un buon segno. Essi hanno bisogno di dare sfogo alla propria voce, ma al di fuori dell'Italia, perché nel loro Paese la loro voce è soffocata.
Quindi ecco la mia proposta: Sig Berlusconi si faccia un favore da solo: si dimetta. Chiuda la campagna elettorale, smetta di giocare al Clown scemo d'Europa e molli gli italiani e gli europei una volta per tutte. Qualcuno offra a Berlusconi un lavoro all'IKEA, sono sicura che si divertirà molto a fare il cascamorto con le clienti. Qualcuno dica a Berlusconi che puzza, in confronto alle belle signorine che candida. C'è troppo botulino nel suo ego, troppa tintura nei capelli.
E' necessario che tutto questo abbia una fine, il più presto possibile. Che vada ad abbronzarsi in maniera naturale, nelle sue ville, con le sue diciottenni e lasci perdere i suoi elettori.
Fonte OVI Magazine

mercoledì 13 maggio 2009

Hic sunt leones

Hic sunt leones era la frase scritta sulle antichissime carte geografiche romane, in corrispondenza del territorio africano, per descrivere quella regione ancora inesplorata.
Letteralmente, la frase significa qui ci sono i leoni, ma fin da quando ero piccolo non mi ha mai convinto l'impiego di questa frase per segnalare che l'Africa fosse un territorio inesplorato. Qualcuno ci doveva pur essere andato -mi dicevo- per constatare la presenza dei leoni! Tante volte, l'ingenuità...
Poi, il tempo e gli studi mi hanno consegnato il motivo reale di quella frase. Gli antichi romani andavano in Africa non soltanto a prelevare le fiere per le lotte gladiatorie, ma ci andavano anche e soprattutto per colonizzare e per importare mano d'opera a buon prezzo, schiavi e letterati (ad esempio Terenzio, commediografo sopraffino).
E allora perché hic sunt leones? Avrebbero potuto scrivere qui ci sono i barbari oppure semplicemente Africa.
Il fatto è che il termine leoni non indicava soltanto quel genere di felino, piuttosto la grandezza di un popolo che ha saputo dimostrare il proprio valore e il proprio coraggio nelle aspre battaglie contro i romani e che ha saputo offrire profondi insegnamenti. Un segno di rispetto, dunque, verso il popolo africano.
Oggi, qualcuno vuole equiparare quel popolo all'immondizia. Hac sunt idiotes!

martedì 12 maggio 2009

'io mi informo su internet': logo e metodi di realizzazione

Riguardo all'iniziativa proposta nell'articolo precedente, ecco quello che suggeriamo.
Il logo che vedete stampato sulla maglietta risponde alle esigenze di semplicità e di fattibilità, anche per coloro che non sono avvezzi alla decorazione.
I criteri stabiliti anche con il vostro aiuto hanno convinto il nostro grafico (Gaetano) a produrre un logo semplicissimo, ma significativo (non neghiamo che, all'inizio, il grafico si era davvero scatenato, creando un logo bellissimo, ma piuttosto difficile da realizzare a mano libera).
Il cerchio blu (colore piatto, per evitare ogni difficoltà) rappresenta il Pianeta, quindi il world wide web. Lo spazio di mezzo, come vedete, è riempito dallo slogan che può essere scritto utilizzando, ognuno, la propria grafia (ecco perché Gaetano ha scelto il font 'margarosa'). La realizzazione, quindi, non necessita di interventi serigrafici professionali.
Come procedere
Metodo 1
Scaricate l'immagine del logo e stampatela su un foglio; dopodiché prendete il foglio, lo posizionate all'interno della maglietta stesa su un piano o contro una finestra; con una matita ricalcate il logo e infine lo colorate. Per colorarlo si possono usare i pennarelli indelebili o, per i più intraprendenti, i colori per tessuti da stendere a pennello. Suggeriamo di definire a matita tutto, anche lo slogan e solo dopo ripassate con il colore.
Metodo 2
Disegnate una circonferenza con la matita utilizzando un bicchiere o una lattina di pelati (l'ideale sarebbe una circonferenza di 10 cm.). Una volta ottenuta la circonferenza, 'tagliatela' in modo che vi sia spazio per lo slogan; scrivete a matita lo slogan e infine colorate il tutto.
Chi lo desidera, può posizionare il logo dove vuole e usare dimensioni più piccole, ad esempio potete disporlo a sinistra a mo' di marca aziendale (non troppo piccolo, mi raccomando).
Chi lo stamperà al centro, la misura ideale potrebbe essere quella di 20 cm. di larghezza totale.
Ecco il logo da scaricare

lunedì 11 maggio 2009

Una maglietta pubblicitaria per l'informazione in rete.

Sono giorni di quieta meditazione, ma soprattutto di osservazione, per ITALIANI IMBECILLI. Leggiamo i post che girano sulla rete con interesse, però mantenendo una distanza quasi reverenziale, dettata anzitutto dal bisogno di capire gli episodi del nostro quotidiano con una maggiore obiettività. Rimaniamo cogitabondi.
I misfatti del governo, le censure della televisione, gli assalti agli articoli della Costituzione, le ipocrisie della chiesa ci indignano profondamente e, ogni giorno che passa, si acuisce la nostra predisposizione alla reazione.
Osserviamo nel web l'esistenza di un condiviso sentimento di reazione. Da varie parti si auspicano prese di posizione attive, si lanciano proposte di interventi concreti per fare fronte al supplizio antidemocratico che tutti noi stiamo subendo. Si firmano petizioni. La comunità di facebook è vigorosa, partecipe, interessata e interessante. Ma siamo nel web, non nelle piazze. E proprio su facebook lasciavamo, giorni fa, un messaggio, uno stupore, un'indignazione o, se volete, una ingenuità, questa: 4 morti al giorno sul lavoro. Informazione imbavagliata. Governo di mafiosi, pedofili e cocainomani. Licenziamenti e cassintegrati. Precariato dilagante. Scuola pubblica allo sfascio. Crisi economica ignorata... MA COSA ASPETTANO I SINDACATI A ORGANIZZARE UNO SCIOPERO GENERALE?
Non c'è niente da argomentare, qui occorre davvero reagire. Ma l'Italia è divisa in due, come ben sapete. C'è l'Italia del web e quella della televisione. C'è gente informata e altra gente disinformata, completamente in balìa della propaganda televisiva. Non è così che cambieranno le cose. Occorre unire le due facce dell'Italia se vogliamo una vigorosa ed efficace reazione a questo malgoverno.
Occorre portare la voce del web nelle strade, far sapere che la vera informazione gira in rete. divulgare l'attività dei bloggers.
Ci è venuta in mente l'idea di portare il blog fuori, nelle strade. Come? Attraverso un'operazione pubblicitaria cucita addosso (nel vero senso della parola).
Una t-shirt. Una semplice t-shirt bianca sarà il nostro abbigliamento durante le manifestazioni (ma non solo). Una maglietta con sopra scritto 'io mi informo su internet'.
E' necessario che la gente sappia che esiste un'altra informazione. Se tutti noi portassimo questa maglietta, anche al di fuori delle manifestazioni, sarebbe una buona pubblicità per i bloggers e per la vera informazione. E sarebbe anche bello, durante le manifestazioni, riconoscersi in quanto bloggers, fare rete per strada, stringersi la mano.
E' un'idea semplice, ma efficace. La gente verrebbe emotivamente attratta o incuriosita da questa 'divisa' e sarebbe spinta a buttare un occhio anche in rete.
Ognuno di voi potrebbe, se vuole, scrivere il link del proprio blog (o di un sito d'informazione) al di sotto dello slogan rosso, come nella foto proposta. Possiamo cominciare così, che ne dite?

Aggiornamento dell'iniziativa QUI

venerdì 8 maggio 2009

Quando si diceva 'non ho l'età' e il 'papi' era semplicemente il proprio papà

Facile sociologia. Comparare l'Italia della metà degli anni '60 a quella di oggi è un esercizio solo apparentemente innocuo e banale. In realtà tutto è cambiato, come per una modificazione, diremmo, quasi genetica.
Si cambia, questo è normale, anzi, doveroso. Ma siamo sicuri che i cambiamenti seguano sempre una linea di transizione naturale? Ad esempio: come sarebbe oggi il nostro essere-nel-mondo senza aver subìto il condizionamento della televisione? In che misura le istanze più triviali della natura umana si sarebbero oggi manifestate senza l'apporto di input esterni controllati dall'Uomo stesso? Non è quantificabile, non è misurabile. Ma quel che risulta certo è che dietro ad ogni cambiamento sociale imposto, coatto, esiste sempre una volontà precisa di controllo sulla massa che può essere indirizzata verso scelte comportamentali diverse, siano esse buone o cattive.
Non offriamo giudizi personali, qui. Però sembra evidente che la cosa più nefasta o pericolosa, per una società, sia quella di ritrovarsi inconsapevolmente prigioniera dei propri stessi comportamenti. Ignorare i motivi delle nostre scelte, delle nostre azioni, vuol dire eludere la nostra stessa storia. Questa è la cosa più pericolosa.
.

giovedì 7 maggio 2009

'Non considero niente di più feroce della banalissima televisione'

'Io vedo chiaramente il terrore negli occhi degli annunciatori degli intervistati ufficiali. Non va pronunciata una parola di scandalo. Praticamente non può essere pronunciata una parola in qualche modo vera'. (PPP)

mercoledì 6 maggio 2009

Le dieci scottanti domande di Bossi a Berlusconi. (5^)

E riprendiamo quel percorso che ci conduceva nella constatazione del fatto che, a volte, i nemici possono essere comprati, per poi essere trasformati in affettuosi amici.
L'odio di Bossi nei confronti di Berlusconi si è trasformato, oggi, in mutua complicità. Ma noi vogliamo ancora ricordare le domande di quel senatur rivolte al cavaliere e alle quali, quest'ultimo, non ha mai voluto rispondere. Siamo alla quinta domanda:
«Signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, lei sa bene che nacque in due tappe. Il 21 Marzo 1975 a Roma lei diede vita alla Fininvest Srl, 20milioni di capitale, che l'11 novembre diventeranno 2 miliardi con il contestuale trasferimento della sede a Milano. L'8 Giugno 1978, ancora a Roma, lei fondò la Finanziaria di Investimento Srl, soliti 20 milioni, amministrata da Umberto Previti, padre del noto Cesare. Il 30 giugno 1978, quei 20 milioni diventeranno 50, e il 7 dicembre 18 miliardi (81 miliardi di oggi [1998 ndr]). Il 26 gennaio 1979 le due "Fininvest" si fonderanno. Ebbene, questa gigantesca massa di capitali da dove arrivò, signor Berlusconi?»

Le precedenti domande: 1 2 3 4

martedì 5 maggio 2009

Scuola: appello degli LSU ai bloggers e al MIUR

Amici, nella scuola non ci sono soltanto insegnanti, studenti e personale ATA (segretari, bidelli, tecnici). Esistono anche i cosiddetti LSU (Lavoratori Socialmente Utili) che svolgono mansioni di pulizia e che fanno capo anche a cooperative di lavoratori.
Come sapete, questo blog si occupa anche di scuola ed è perciò che facciamo doveroso seguito a una richiesta inviataci via mail da Maurizio a nome dei 15.000 LSU italiani. Un appello che spero venga accolto.
Personalmente mi auguro che, tra i vari Ministeri che quotidianamente visitano questo blog, ve ne sia almeno uno che si prenda carico di quanto segue. Vero, Mariastella?
Gentilissimo Amministratore,
N
oi siamo 15.000 dipendenti in servizio nelle Scuole Statali di tutta Italia con mansioni di pulizia, solo in Campania 6000 dipendenti. Nasciamo come Lavoratori Socialmente Utili da progetti Comunali , Regionali e Provinciali . Per più di cinque anni ci hanno utilizzato per sopperire alla mancanza del personale ATA. Si svolgeva quindi lo stesso lavoro degli ATA, con un'unica differenza ,noi percepivamo 800.000 lire al mese ,loro 1200.000 lire al mese, e come se non bastasse le 800.000 lire ci arrivavano a casa sotto voce di sussidio e non di stipendio , con contributi figurativi,al danno la beffa.

F
inalmente il 01-07-2001, grazie al governo reggente di quel periodo, fummo assunti a tempo indeterminato da ditte private per svolgere il servizio di pulizia nelle scuole, l’ operazione fu denominata STABILIZZAZIONE degli LSU, ma di fatto viviamo da allora una situazione di estrema precarietà legata ai vari passaggi di cantiere fra le ditte che si succedono e agli stanziamenti da parte dei Governi e delle Leggi Finanziarie che tutte le volte dimenticano di prevedere i finanziamenti per il prosieguo della nostra attività.

P
roprio in questi ultimi mesi siamo stati tutti a rischio licenziamento per mancato stanziamento dei fondi da parte del Governo e, nel tentativo di riuscire a porre l’attenzione della politica anche su di noi, sono arrivato anche a Lei.

I
n tutta Italia come ho già detto siamo circa 15.000 persone che vivono questa situazione, il nostro fine attualmente è quello di essere stabilizzati alle dipendenze del MIUR come personale ATA. A tal proposito il sottosegretario del MIUR Dott. Giuseppe Pizza, il 9 marzo scorso ha riferito ai sindacati la volontà di aprire una serie di confronti e di trattative tra le parti dirette a questo scopo (un tavolo tecnico). Ma nel 2003, alla proposta del governo di applicazione della legge 144/99 art.45 comma 8 che riservava il 30% dei posti vacanti ATA agli Lsu, SI OPPOSERO proprio i sindacati che ci rappresentano. Come possiamo, perciò, affidare ai sindacati la risoluzione della nostra problematica? Il 26/3/2009 è comparso su più agenzie giornalistiche (fra cui Apcom e Tuttoscuola) un intervista del ministro Gelmini che dichiarava che negli emendamenti alla Conversione in legge del cosiddetto “decreto legge incentivi” del Governo approvati dalle Commissioni VI Finanze e X Attività Produttive ve ne era uno, il 7 bis, con il quale venivano stanziati 400 milioni di euro per interventi urgenti e indifferibili nel settore dell’istruzione e affermava che tali risorse erano destinate all’assunzione degli LSU nella scuola. Non è però chiaro se si tratta di tutti gli ex LSU impiegati attualmente nelle scuole o soltanto degli ex LSU con contratto di co.co.co.
a tempo determinato (precari), oppure, come pensiamo che sia, si è solo previsto il rifinanziamento dell’ anno 2009 degli appalti con le cooperative.
N
oi speriamo che il decreto riguardi l’ assunzione di tutti gli ex LSU, altrimenti saremo ancora costretti a vivere con l’ansia di perdere il lavoro ad ogni cambiamento di Governo o ad ogni eventuale crisi futura.

C
arissimo Amministratore, noi non siamo ne politici ne esperti in economia ma crediamo che la soluzione,anche in virtù di quanto ha dichiarato il MIUR (riconoscendo il nostro operato all’interno delle scuole indispensabile) ,sia a portata di mano.

C
i siamo permessi di fare i conti in tasca allo Stato e ci siamo resi conto che le ditte per cui lavoriamo percepiscono in toto 420.000.000 di euro annui, per 15.000 ex lsu in tutta Italia, ebbene secondo i nostri calcoli se ci assumesse direttamente il MIUR come personale ATA , lo Stato risparmierebbe circa 200.000.000 di euro e in un periodo come questo che attualmente viviamo, dove si invoca al risparmio nel nome di una crisi internazionale, sarebbe un controsenso non assumerci. Lo sperpero di denaro pubblico a vantaggio delle Ditte che ci gestiscono è stato denunciato persino dalla trasmissione di REPORTdel 19-aprile-2009 (link) in onda su RAI 3.

S
pero di non disturbarla troppo e che Lei possa dedicare un po’ di tempo alla nostra questione e che ci aiuti a divulgare la nostra problematica. Il dott. Luigi Morsello (blog 'Il Giornalieri' ndr) ci ha gia’ fatto l’onore di aderire al nostro blog e di segnalarci sul suo blog alla voce: blog da lui seguiti. Speranzoso che questa mia possa fare, grazie a lei, il giro dei blog da lei frequentati, le porgo, anche a nome dei miei colleghi, cordiali saluti.

Maurizio
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Berlusconi malato e la pedofilia, tra media di regime e sobrietà

La strategia mediatica di regime, adesso, è al lavoro per ribaltare la situazione di crisi familiare e far sembrare Berlusconi la vittima della vicenda. Abbiamo già ascoltato le dichiarazioni di don silviuzzo: 'è tutto un complotto', ha detto. Invece il vero complotto è quello perpetrato dai media nei confronti dei cittadini.
Il lavoro della televisione, di questi tempi, è basato sull'immane fatica delle redazioni, al fine di nascondere le verità, più che di svelarla. Non vedremo mai nessuna seria (e doverosa) inchiesta giornalistica sulla questione in oggetto, nessuna intervista alla fanciulla che -saremmo pronti a scommetterci- come tutte le sue coetanee pagherebbe oro per un'apparizione televisiva.
Al contrario, la televisione e Il Sole 24 Ore mostrano le immagini a nostro avviso palesemente taroccate di quella festa di compleanno, in cui il silvio appare con la varia umanità presente quella sera in quella casa. Aveva detto Berlusconi: 'vi mostreremo le foto'.
Ma anche se le foto fossero vere, non taroccate, la questione rimane aperta, perché qui non si tratta di far vedere la festa e il clima di amicizia (presunta) con il padre della lolita. Quelle foto non assolvono Berlusconi, non dimostrano la sua estraneità ai fatti. E i fatti sono quelli relativi alle parole di una moglie che condanna il marito e di una ragazza troppo ingenua. In qualsiasi aula di tribunale, se si mettono a confronto quelle foto con quelle parole, a pesare di più sono certamente le parole.
Cosa dicono quelle parole? Raccontano una personalità malata, certo, ma rivelano soprattutto la totale mancanza di moralità di un uomo che aveva dichiarato di credere nel rigore familiare e nei sani princìpi su cui si dovrebbe basare una buona famiglia. Altro che sani princìpi ostentati, adesso! Qui si ostenta ben altro!
La questione non può neppure essere privata, nè taciuta come vorrebbe Berlusconi e i suoi giornalisti (ci spiace chiamarli ancora così, ma è per farci capire). Questa è una situazione che incide profondamente nell'aspetto pubblico e politico di quest'uomo che ha in mano le redini dell'Italia. Come possiamo ignorare di avere, come rappresentante, un uomo che predica bene e razzola male? Se ci indignamo di fronte alle notizie di comuni cittadini presunti pedofili, come possiamo ignorare il fatto che qui parliamo di un presidente del Consiglio? Come fidarsi di una persona che è stata abbandonata persino dalla moglie, a causa di uno status mentale non troppo sano? In quali mani l'Italia è stata messa? In un qualsiasi Paese civile, una persona di questo stampo morale sarebbe stata, come minimo, già allontanata da incarichi pubblici. Ricordando Bill Clinton.
Invece i media vogliono insabbiare e capovolgere tutto, fare finta di niente, tacere (come sempre).
L'Avvenire, il giornale dei vescovi, ammonisce Berlusconi esortandolo a essere più sobrio. Lo dice proprio un giornale di stampo cattolico che non vede l'ora di ringhiare come un cane rabbioso quando si tratta di lanciare anatemi moralistici alla Nazione. Invece Berlusconi deve essere più sobrio. Ma ve lo immaginate il Vaticano di fronte a un rumeno con le stesse colpe del premier? Come minimo viene scomunicato e poi stracondannato al pubblico lubidrio, sepolto da mille titoli di giornale. Altro che inviti alla sobrietà!
Buonanotte, presidente.

PS. Silvio, anche la nostra foto è taroccata, ma con un riguardo particolare agli effetti di luce e allo scontorno. Il nostro grafico non lo avrai mai!

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