Egregia signora Bindi
Lei ha recentemente affermato:
'Il nostro peccato più grande è stato aver sottovalutato Berlusconi'.
Con Sua buona pace, ci sembra invece che la vera colpa del PD sia stata quella di accorgersi solo adesso di questa sottovalutazione. Sono anni che noi, popolo distante anni luce dai palazzi di rappresentanza, ci siamo accorti della pericolosità di Berlusconi. Un minimo di coscienza acquisita, farebbe sussultare chiunque nel sapere che un tizio, imprenditore, piduista, che possiede reti televisive, amico di Craxi, di Dell'Utri e di Gelli, se mandato al potere, il minimo che possa fare è instaurare una nuova dittatura, attuando il famigerato
piano di rinascita di quella massoneria che fu già condannata, ancor prima che Berlusconi andasse a Roma.
Sì, cara signora Bindi, il vostro errore è stato quello di accorgervi solo adesso. Avete, tutte le volte, accondisceso alle richieste del cavaliere, difendendovi dietro una sorta di inquietante nochalance o di un
'che vuoi che sia'. Intanto Berlusconi, grazie alle vostre sottovalutazioni, ha rovinato la democrazia e le coscienze degli italiani.
Noi ricordiamo quel giorno in cui qualcuno chiese a Berlusconi -prima che questi abbracciasse la politica- se la sua linea politica sarebbe stata di destra o di sinistra. Già allora, molti si stupirono di questa domanda, la cui risposta sarebbe stata -come è stata- ovvia. Uno di destra, ci perdoni la semplificazione, non ha mai avuto niente a che fare con la democrazia, se non per servirsene al fine di cancellarla, ucciderla. Questo lo sanno anche i bambini, egregia signora.
Quando Sartori afferma che
'la dittatura è una cosa possibile ma forse non accadrà perchè il premier non ha il senso di progettualità del dittatore', sbaglia anche lui, per due motivi: un popolo come quello italiano, ridotto com'è ridotto oggi, con una fievole coscienza del sè in quanto popolo, non ha bisogno di illuminati strateghi e menti eccelse della filosofia autocratica per essere governato da un novello duce. Chi governa gli italiani ha soltanto bisogno di un mezzo come la televisione. Questa è la realtà, Berlusconi lo sa. Il secondo motivo sta nel fatto che Berlusconi non è certo da solo nel concepire i suoi progetti, dietro di lui ci sono altre persone che lo guidano nella seppur minima strategia di autogoverno.
E che dire di quanti si ostinano, ancora oggi, a non voler chiamare le cose con il loro nome, definendo questa dittatura in mille altri modi diversi, ma non pronunziando mai la parola dittatura? Forse questi vedono la dittatura soltanto se alla finestra di Palazzo Venezia si affaccia un tizio in divisa militare. Sappiamo che 'dittatura' è una parola brutta, ma proprio per questo bisognerebbe saper guardare in faccia il male per poterlo combattere. Voi, quel male, lo avete sempre evitato, se non addirittura favorito (accordo sul conflitto di interessi).
Se esiste un popolo della Libertà, quello siamo noi, cioè il popolo della democrazia. Noi sapevamo anzitempo del pericolo, ve lo abbiamo ricordato più volte, in varie occasioni, nei girotondi e nelle altre proteste, nei nostri post e negli appelli. Abbiamo voluto darvi fiducia, per 15 anni, votando anche alle primarie del PD. Quelle primarie, con quella affluenza, rappresentavano già un chiaro messaggio che andava al di là della mera incoronazione democratica di un rappresentante. Quelle primarie indicavano un grido di allarme -il nostro- che non è stato mai ascoltato. Ora quella fiducia è già venuta meno, com'è normale che sia. Prendetene atto, se ne avete il coraggio.
Tutto ciò, egregia signora Bindi, dimostra soltanto l'enorme distanza che esiste tra noi e voi. E quando si configura una distanza come questa, signora Bindi, ogni democrazia è falsa e le dittature hanno la strada spianata. Ossequi.