domenica 29 novembre 2009

NBD. E dopo?

Qualsiasi iniziativa capace di portare il popolo in piazza contro questo governo è ben accetta. Ma può bastare una manifestazione di un giorno per far dimettere un mafioso? I mafiosi non si dimettono mai, piuttosto si fanno ammazzare. Ma allora a che serve una manifestazione per chiedere le dimissioni di Berlusconi? Si vuol far prendere coscienza l'opinione pubblica del dissenso di moltissime persone nei confronti del governo? Molto bene. Appoggiamo l'iniziativa.
Ci poniamo soltanto alcune domande, mossi dall'unico dubbio che dietro a questo NBD non ci sia una vera volontà spontanea di liberi cittadini internauti, ma una organizzazione precostituita di persone animate da più di un'ambizione, fors'anche appoggiate politicamente (e perché no?). Ma va bene anche così, occorre dare una scossa vitale al Paese. D'altra parte, da molte parti si sono manifestati dubbi circa la paternità dell'iniziativa e il suo sedicente carattere democratico.
Ma allora la domanda chiave che ci poniamo è: e dopo? Cosa succederà dopo il 5 dicembre 2009? Berlusconi non si dimetterà, è chiaro. L'opinione pubblica avrà preso coscienza, è vero (speriamo), ma dimenticherà molto presto la manifestazione, come ha dimenticato tutte le altre promosse in passato (vedi quelle dell'Onda, ad esempio). Ma l'oblìo non è un buon motivo per non fare una manifestazione.
Non sarà che questo NBD possa servire a lanciare sul campo politico le facce di alcuni nuovi personaggi? Che male ci sarebbe? Nessuno, certo, ma perché non dirlo a priori? Perché nasconderlo agli internauti? Forse perché si vorrà dire, poi, che questi personaggi sono nati dal basso, dalla rete, sì da denunciare la loro vicinanza morale con il popolo. E se non fosse così? E se davvero non è una iniziativa spontanea? Certo, molti partecipanti si sono aggregati spontaneamente, questo è innegabile. Ma chi c'è davvero alla base del progetto e che ora sta al vertice? Una manifestazione che si è concentrata sulla pubblicizzazione di un marchio e di un colore, avente propaggini in vari angoli del mondo, con una struttura che, via via, si è dimostrata piramidale, alla quale si sono agganciati (poi?) partiti politici e di cui ha parlato la tv, potrebbe anche essere stata progettata da volontà politiche o, comunque, da un'organizzazione che possiede agganci politici. Oppure no, chi può saperlo? Ma tant'è, si protesta, per ora è quello che conta e, queste nostre, sono soltanto riflessioni che vogliamo condividere.
Oggi la cronaca ci restituisce questo appuntamento per il 5 dicembre, la Storia confermerà o smentirà i nostri dubbi. Intanto noi ci auguriamo che sia una bella manifestazione, continuando a credere nei valori di Libertà, Uguaglianza e Giustizia.




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Un esercito di lavoratori dello spettacolo. Manifestazione a Roma il 30 novembre 2009

Lunedì 30 novembre dalle ore 11 a Roma, in piazza SS. Apostoli, ci sarà una manifestazione-presidio per protestare contro i tagli del governo che riguardano il settore artistico, segnatamente lirico e sinfonico. E quando si parla di settore lirico, bisogna pensare a tutt'un indotto che lavora per il teatro: cantanti, musicisti, direttori, coreografi, scenografi, registi, illuminotecnici, costumisti, scenotecnici, macchinisti, elettricisti, fonici, sarte, amministrativi. Un esercito di potenziali disoccupati che graverà sulla già penosa situazione culturale del nostro Paese (siamo ai minimi storici per quanto riguarda la tutela del patrimonio artistico-culturale).
La manifestazione porterà una propria delegazione al Ministero dei Beni e Attività Culturali, al fine di richiamare l'attenzione sulla grave situazione e per sollecitare una riforma capace di valorizzare le attività del settore.
Il ministro Bondi, di concerto con Brunetta, hanno deciso di far affondare anche le Fondazioni lirico-sinfoniche. Il contratto nazionale di categoria è scaduto già da tre anni, ma il governo pensa solo a salvare Berlusconi dai suoi reati. Intanto il Paese affonda. Scuola, mondo operaio e contadino, terziario, servizi e sociale sono già in piena crisi e nessuno se ne cura.
La manifestazione del 30, a Roma, sarà l'ennesima dei lavoratori dello spettacolo e si aggiunge alle mille altre manifestazioni che riguardano gli altri settori della nostra società. Manifestazioni e proteste tutte censurate dalle televisioni. L'Italia intera è in protesta, ma in tv quest'Italia viene nascosta. Eppure c'è. Un fuoco arde sotto la cenere. Attenzione.

Post correlato
Gruppo su facebook per adesione alla manifestazione


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venerdì 27 novembre 2009

Appello a tutti gli ex detenuti

Per nostra iniziativa, nasce oggi un blog di denuncia penitenziaria, rivolto agli ex detenuti. Si chiama 'io so - voci dal carcere'.
Si tratta di un blog che vuole raccogliere le testimonianze di coloro che hanno subìto la privazione della libertà, attraverso la pena detentiva. In questo blog, per mezzo dei commenti, gli ex detenuti sono invitati a denunciare e a descrivere le violenze e i soprusi ricevuti (o che hanno visto compiere) all'interno dei penitenziari. Ma non solo gli ex detenuti. Il blog, infatti, accoglie anche le testimonianze dei familiari dei detenuti e di coloro che sono stati incarcerati per un errore giudiziario. Quanti di loro sono stati usati come capri espiatori e poi neppure risarciti?
Alla luce di quanto è recentemente accaduto al povero Stefano Cucchi (ma anche ai mille altri casi rimasti anonimi e privi di giustizia), ci sembra doveroso dare il giusto peso e visibilità alle vicende carcerarie che denunciano una condizione di schiavitù e/o di oppressione fisica e psicologica.
All'inizio eravamo un po' dubbiosi di fronte a questa iniziativa, poiché pensavamo alla possibile difficoltà emotiva di colui che avrebbe raccontato tristi episodi carcerari, ma ha prevalso il senso di dignità, di giustizia e di onore dovuto a tutte le vittime del sistema carcerario. Ed è sulla base di questi stessi valori che esortiamo i denuncianti a raccontare la loro personale tragedia dietro le sbarre.
A chiunque voglia parlare della propria esperienza si garantisce l'assoluto anonimato, a meno che il denunciante non voglia firmarsi con il proprio vero nome. Si potrà perciò lasciare un commento anche in forma anonima, oppure scegliere un proprio nick (soprannome).
Aiutiamo l'opinione pubblica a conoscere quel che davvero succede dentro i penitenziari. Grazie.


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mercoledì 25 novembre 2009

La Comune di Parigi: il primo e vero governo del popolo

La Storia insegna, ma spesso la si ignora. Succede che nei libri di scuola questo capitolo venga spesso svilito, oppure ignorato dai docenti. Fattostà che, a nostro avviso, occorrerebbe conoscerlo a fondo. Questa è stata un'esperienza eminentemente anarchica.
Nel 1871 non c'era internet, ma i francesi possedevano una forte coscienza che li univa contro i governi oppressori. Dopo il rischio di restaurazione di una monarchia, i parigini riuscirono in due giorni a sollevarsi in una poderosa protesta e a formare un autogoverno rivoluzionario popolare, altrimenti conosciuto come la 'Comune di Parigi'. Una Comune anarchica.
Il celebre pittore Gustave Courbet, che visse la Comune, ebbe a scrivere: 'Parigi è un vero paradiso; niente polizia, niente sciocchezze, nessuna esazione di sorta, niente litigi. Parigi va avanti da sola... bisognerebbe poter rimanere sempre così'.
Un ruolo importante lo ebbero le donne anarchiche che rivendicavano parità tra i sessi. Pubblichiamo questo articolo anche in omaggio alle donne, al di là della 'Giornata internazionale contro la violenza sulle donne'.

I fatti in pillole:
- Il 2 settembre 1870 Napoleone III viene sconfitto nella battaglia di Sedan e mise la Francia in mano ai prussiani.

- Immediatamente ci fu la reazione dei repubblicani che, attraverso una rivoluzione incruenta, proclamarono la Terza Repubblica.

- Dopo quattro mesi di lotta, però, i repubblicani persero e Parigi ritornò in mano ai prussiani di Bismarck.

- I monarchici francesi accettarono le condizioni di pace di Bismarck, ma il popolo no.

- il 17 e il 18 marzo 1871 il popolo organizzò la rivolta contro il governo e diede vita ad un proprio governo.

- Il 26 marzo ci furono le elezioni del nuovo Consiglio municipale (Comune di Parigi).

- La Guardia nazionale che aveva appoggiato la rivolta (evidentemente, a quel tempo le forze dell'ordine sapevano benissimo quale parte difendere) e che aveva due componenti al suo interno, annientò quella repubblicana per dare potere alla sua componente socialista.

- Si instaura un vero governo proletario.

- Si proposero interventi in favore dei lavoratori, si votò per la separazione tra Stato e chiesa, si accolsero provvedimenti per una socializzazione delle fabbriche... progetti rimasti tali perché:

- L'esercito regolare soffocò nel sangue il governo del popolo che resistette per ben sei mesi ai feroci attacchi e ai bombardamenti. E il 21 maggio 1871 iniziò la triste 'settimana di sangue' che culminò con l'esecuzione di 20 mila comunardi e l'arresto di 38 mila parigini.

Nella foto: appello alle lavoratrici, al fine di nominare le delegate per la formazione della 'Camera Federale delle Lavoratrici'.

La Comune di Marsiglia

Per saperne di più

E ancora meglio

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L'Onda riprende la parola e la lotta. Ecco le date.

Esattamente come previsto dai piani scellerati di questo governo che non sa che farsene della cultura (anzi, la odia), la scuola pubblica è già al collasso. Creare giovani schiavi ignoranti è l'obiettivo criminale di questo governo: ignoranti schiavizzati dalla televisione (come se non bastasse già così) pronti per poter essere plasmati al nuovo fascismo alla cui base deve necessariamente esserci l'ignoranza. Per il 2010 il governo ha persino pensato di abolire la gratuità dei libri di testo nelle scuole elementari!
I movimenti di reazione alla 'riforma' Gelmini si sono fatti sentire, ma la caratteristica del governo despota e mafioso è quella di infischiarsene delle proteste dei cittadini o, per meglio dire, di infischiarsene tout-court dei cittadini!
All'inizio di novembre l'Onda annunciava il suo ritorno con uno straordinario blitz: un centinaio di studenti e di precari occupava il Ministero della Pubblica Istruzione. Giorno 20 novembre si è svolta l'assemblea nazionale di precari e studenti, dove sono state poste le basi programmatiche per la ripresa di parola ed il rilancio del movimento dell'Onda in opposizione al disegno governativo.
Il documento programmatico dell'Onda prevede nuove mobilitazioni:
- 2 dicembre: giornata di lancio dello sciopero generale.
- 11 dicembre: sciopero generale del settore della formazione.
- Assedio del Parlamento da parte dell'Onda (in contemporanea con la calendarizzazione della votazione del ddl Gelmini)
- Inizio di marzo: manifestazione nazionale contro la crisi, per reclamare un nuovo welfare.
Naturalmente, in quelle date la Rai avrà altro a cui (far) pensare.

Il comunicato finale del 20 novembre 2009 redatto alla Sapienza


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domenica 22 novembre 2009

Vaccino A/H1N1, pericolosità e testimonianze

Da due giorni Google ha deciso di non indicizzare più i nostri post sulla pericolosità del vaccino, 3000 visite al giorno davano troppo fastidio. Perciò abbiamo deciso di ripostarne uno, quello più visitato. Eccolo.

Quotidianamente, oltre 3000 visitatori passano da questo post, fra cui Ministeri, enti ospedalieri, cliniche, ASL, l'Istituto Superiore della Sanità e tantissime istituzioni (preposte alla Salute Pubblica e non), molto spesso digitando la frase 'vaccino H1N1 pericolosità'. Non vi sembra strano che medici, ospedali, ASL, Ministeri... digitino questa chiave di ricerca? Ma è solo l'inizio. Seguiteci.
Inizialmente, il post conteneva un articolo che parlava principalmente della menzogna relativa alla 'nascita' del virus (maiali, Messico...). Poi il post è stato arricchito con vari aggiornamenti, i quali sono diventati talmente corposi da far diventare il post un vero dossier sulla pericolosità del vaccino. Così abbiamo deciso di tagliare il post originale (visibile cliccando sul link in fondo) e lasciare i documenti e gli aggiornamenti.
L'opera di disinformazione mediatica è ormai diventata vera e propria strategia del terrore. Vogliamo ricordare che tutte le morti per A/H1N1, proposte in prima pagina nei TG nazionali, sono dovute PRINCIPALMENTE a malattie pregresse e che questa influenza è 10 volte meno grave dell'influenza stagionale. Quella della TV, è una mirata propaganda del terrore, al fine di giustificare la pianificata vaccinazione di massa. Anticipiamo -se non lo sapete- che si sono verificati quattro decessi in Svezia a causa (accertata) del vaccino, ma questo la tv non lo dice. Fate voi. Di seguito, i numerosi documenti.

AGGIORNAMENTO DEL 7 agosto 2009
A mettere in dubbio tutta l'operazione-vaccino, giunge la notizia secondo cui i produttori stessi del vaccino hanno ottenuto una IMMUNITA' GIURIDICA. Ciò vuol dire che i produttori, conoscendo il reale pericolo che arriva dai loro vaccini, hanno voluto mettersi al sicuro , in previsione di cause civili e penali, da parte della cittadinanza mondiale.

AGGIORNAMENTO DEL 5 SETTEMBRE 2009
Romina Power dice NO al vaccino e scrive una lettera al Ministro della Salute, On. Maurizio Sacconi (QUI)

AGGIORNAMENTO DEL 6 SETTEMBRE 2009
Il Dott. Eugenio Serravalle, Specialista in Pediatria Preventiva, scrive una lettera informativa ai genitori sull'influenza A/H1N1, valutando l'utilità o meno di sottoporre i propri figli alla vaccinazione. (QUI)

AGGIORNAMENTO DEL 12 SETTEMBRE 2009
La parola a Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri, articolo rimosso da catanzaronotizie.it poiché il pediatra -che aveva messo in guardia i cittadini dal pericolo del coadiuvante MS 59 presente nel vaccino- ha optato per un cambio di rotta.
(L’MS 59 è il derivato oleoso di un prodotto ideato per la guerra del golfo con capacità altamente distruttive per il corpo umano).
Grazie al suggerimento di un nostro lettore (Beniamino Sarno che ha lasciato un commento e che ringraziamo) è possibile visionare l'articolo di Giuseppe Mele attraverso la cache di Google. Noi abbiamo realizzato uno screenshot dalla cache
(QUI)

VIDEOINTERVISTA DI JANE BURGERMEISTER
(QUI)

IL VICEMINISTRO FAZIO NON SI VACCINERA'
(QUI)

GIORGIO TREMANTE, NOMINATO NEL 2007 DAL MINISTERO DELLA SANITA' PRESIDENTE VITTIME DEI VACCINI, DENUNCIA LA PERICOLOSITA' DEL VACCINO
(VIDEO)

AVVOCATO LUCA VENTALORO: 'IL VACCINO NON E' OBBLIGATORIO, DENUNCIATE CHI VACCINA COATTIVAMENTE'
(VIDEO)

CONFLITTO DI INTERESSI NEL GOVERNO. LA MOGLIE DEL MINISTRO DELLA SALUTE SACCONI (Enrica Giorgetti), DIRETTRICE GENERALE DI FARMINDUSTRIA. ECCO CHI CI GUADAGNA IN ITALIA.
(QUI)

UN VACCINO DIFFERENTE PER I GOVERNANTI. LA GERMANIA PROTESTA
(QUI)

LE PRIME DENUNCE PER AVVELENAMENTO DA VACCINO (23 ottobre 2009)
(QUI)

I PRIMI 4 MORTI DI VACCINO IN SVEZIA (e la tv tace)
(articolo svedese - articolo con traduzione in italiano)

FORSE QUESTO VIRUS NON BASTA (ci sono troppi dubbi in tutta questa storia). IN UCRAINA E' GIA' ALLARME PER UN ALTRO VIRUS.
(QUI)

DESIREE JENNINGS (atleta) INVALIDATA DOPO L'ASSUNZIONE DEL VACCINO
(QUI) (VIDEO)

I DUBBI DELLA CORTE DEI CONTI SULL'EFFICACIA E LA BONTA' DEL VACCINO
(Delibera n. 16/2009/P
)
(QUI)

COSA NE PENSA DAVVERO LA GENTE? (nostra inchiesta)
(VIDEOINTERVISTE)

IL DOTTOR MAURO STEGAGNO (specialista medicina interna e cardiologia) SULLA PERICOLOSITA' DEL VACCINO (VIDEO)
(QUI)

10-nov.- '09. SVEZIA - BIMBO DI 4 ANNI QUASI MORTO DOPO LA VACCINAZIONE
(articolo originale) (articolo in italiano)

CRISI LIPOTIMICA: UOMO MUORE IN GERMANIA DOPO ESSERSI VACCINATO
(QUI)

IL CONTRATTO SEGRETO (dovrebbe essere pubblico) TRA MINISTERO E NOVARTIS
(QUI)

IL CODACONS SFIDA IL MINISTERO SULL'INNOCUITA' (mai provata) DEL VACCINO
(QUI)

LA LUCIDA ANALISI DI OLIVIERO BEHA (QUI)

ALTRI TRE MORTI DOPO L'INOCULAZIONE DEL VACCINO (QUI)

ABORTI SPONTANEI DOPO IL VACCINO (QUI)

IL DURO E PUNTUALE INTERVENTO DEL MINISTRO DELLA SANITA' POLACCO CONTRO IL VACCINO
(QUI)

AGRIGENTO: MUORE UNA DONNA, MA SI ERA VACCINATA
(QUI)

UOMO MUORE DOPO IL VACCINO: 16 AVVISI DI GARANZIA PER OMICIDIO COLPOSO A SALERNO

(QUI)

LA MORTE DI QUEL BIMBO A LECCE PER INFLUENZA A E' UNA BUFALA (ma nessuna TV lo dice e chiede scusa per procurato allarme)
(QUI)






L'articolo originale
L'articolo di Mondialisation.ca (dal quale è stato tradotto l'articolo originale)

PS. Il Tamiflu (che guardacaso è sempre inquadrato in tv quando si parla di influenza aviaria e suina) va assunto entro 36 ore da quando compaiono i sintomi influenzali. Ciò denota l'effetto curativo e non preventivo del farmaco.

Post correlati in questo blog:
Febbre suina? Guerre e pandemie per ripulire il mondo
L'influenza suina costruita in laboratorio. L'ombra di Donald Rumsfeld
Influenza suina A/H1N1: il pericolo arriva dal vaccino?

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Gasparri a Pisa? Se ne vedono di cose storte in quella città!

In Italia non si può più protestare, manifestare, scioperare, dissentire, replicare. E qualcuno la chiama libertà. Oh sì, puoi anche protestare, ma a tuo rischio e pericolo. A scelta (non tua), puoi essere manganellato, oppure preso a calci sul fegato o sulle vertebre, magari torturato in prigione fino a lasciarci la pelle. Fai tu. Se poi sei anche migrante, il 'popolo delle libertà' ti accoglie a braccia aperte e ti avviluppa nella sua morsa mortale.
Ma per una legge di compensazione, là dove c'è repressione c'è anche una coscienza reattiva. La tv non le fa mai vedere, ma le proteste nel nostro Paese sono all'ordine del giorno, riguardano quasi tutti i settori della società, cioè tutti quei settori che sono stati contaminati dal veleno di questo governo. Si salvano soltanto le grandi industrie e le lobbies (assicurazioni, telefonia, banche, media nazionali)
Così succede che a Pisa, in occasione della visita di Gasparri, i cittadini pisani e gli ospiti migranti abbiano scelto di tenere alzata la testa e la propria dignità, protestando contro le politiche di coloro che sbandierano le parole 'popolo', 'democrazia' e 'libertà', senza neanche sciacquarsi la bocca prima di pronunciarle (i fascisti non dovrebbero neppure pronunciarle). Indovina com'è andata a finire, anche a Pisa?



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venerdì 20 novembre 2009

Vietate 170 mila dosi di vaccino canadese

Più di 100 mila dosi di vaccino H1N1 sono stati ritirati giovedì scorso, in Canada, a causa di un lotto che ha avuto una più alta quantità di effetti dannosi collaterali.
Il produttore del vaccino destinato a quell'area (Glaxo Smith Kline) ha chiesto a diverse province di accantonare ben 170 mila dosi. Se da un lato si avverte la popolazione che l'inoculazione potrebbe comportare l'insorgere di una o due reazioni dannose, dall'altro i funzionari della sanità hanno registrato sei possibili reazioni nefaste, anziché due.
In una conferenza stampa, giovedì scorso, il dottor Joel Kettner (Manitoba Chief Medical Officer of Health) ha detto: 'ci è stato chiesto, da parte del fabbricante Glaxo Smith Kline, di non utilizzare questo vaccino in questo momento, in attesa di ulteriori indagini'.
In tutto il Paese, ci sono state sporadiche reazioni negative al vaccino, tuttavia i funzionari hanno sottolineato che che i benefici superano di gran lunga i rischi. Eppure, gli esperti dicono che la reazione allergica è preoccupante.
In un'intervista alla CTV, il dottor Nail Rau, esperto di malattie infettive, ha dichiarato: 'è una cosa seria, c'è un rischio di morte, ma per fortuna sembra essere una rara eventualità'.
Al di fuori della provincia di Manitoba, circa 1500 dosi di vaccino sono state inviate in Ontario, ma i funzionari assicurano che nessuna di queste dosi siano state iniettate alla popolazione. Intanto il governo di Alberta ha cessato di somministrare dosi di quella stessa partita.
All'inizio di questa settimana, l'Ufficiale in capo della Sanità del Paese, il dottor David Butler-Jones, ha osservato che 6,6 milioni di dosi di vaccino somministrato fin ora ai canadesi ha causato 36 gravi reazioni avverse (tra quelle segnalate), apparse pochi minuti dopo l'iniezione. Una reazione anafilattica ha fatto persino credere nel decesso di un paziente.
Sempre Butler-Jones ha ricordato che una pericolosa reazione può non essere dovuta alla somministrazione del vaccino, ma da altri fattori.

Fonte e videointervista
Nostro dossier sulla pericolosità del vaccino
Questo post è stato pubblicato da GlobalResearch.ca, con il nostro permesso.


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giovedì 19 novembre 2009

Cantico (liberista) delle Creature

E se dal 1° gennaio 2010 Parigi ritornerà alla gestione pubblica dell'acqua, da noi occorre fin da adesso ripensare alla correzione dell'ode francescana.
La privatizzazione dell'acqua è un atto abominevole, inumano, al di là di ogni limite decente (e persino indecente). Naturalmente, tutto da noi avviene nel nome del liberismo più sfrenato, dove chi ci vende per buona la parola 'libertà', si riferisce soltanto alla libertà delle aziende di fare quello che vogliono, persino di impossessarsi di un bene pubblico, di una necessità primaria, di un elemento naturale e di imporcelo dietro nostro lauto compenso. E' la legge del mercato, la stessa legge che l'umanità ha scelto per sè, nonostante i richiami e gli allarmi che si sono succeduti nel corso della Storia. Voci rimaste a urlare nel deserto e che avremmo dovuto ascoltare.
Abbiamo visto già troppo per poterci stupire e... no, non ci stupiamo neanche questa volta. Non ci stupiamo neppure se da qui a pochi anni occorrerà inserire una banconota nel rubinetto di casa per avere il diritto di bere. Il concetto di liberalizzazione e di privatizzazione si fonda su questa aberrazione: io acquisto un bene di cui tu già ti servivi e poi te lo vendo. E se non paghi sono guai! Ma che logica è? Dove sta il buon senso? Anzi, il senso?
Tutto il capitalismo è marcio, ce ne siamo accorti, ce ne accorgiamo ogni giorno, eppure c'è ancora gente che crede davvero alla favola della 'concorrenza'. Italiani imbecilli! Se qualcuno ha trovato benefici economici dalla privatizzazione di qualcosa ce lo faccia sapere.
Ora, va da sè che chi trarrà vantaggio, attraverso questa scriteriata manovra, non è altro che qualche industriale capitalista, magari colluso con la mafia e appoggiato dai governi di destra (sempre a braccetto con industriali e mafie d'ogni sorta). Qualche capitalista con la faccia come il culo che non aspetta altro di brindare sulle nostre disgrazie economiche. E brinderà, in un modo o nell'altro, con la SUA acqua!


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Ewa Kopacz e il suo j'accuse al vaccino

Anche se la seguente dichiarazione del ministro della salute polacco era già stata inserita nel nostro dossier sul vaccino, ci sembra doveroso divulgarla con un post autonomo, al fine di far conoscere meglio qual è la posizione della Polonia in merito alla vaccinazione contro l'A/H1N1.

5 novembre 2009

Vorrei dire che la mia priorità durante i miei vent’anni di pratica medica è sempre stata : “prima di tutto non fare del male”. Ho portato con me questa regola al Ministero della Sanità. Se mi dovessi trovare nella situazione di raccomandare un farmaco a qualcuno, credo come ogni altro medico, penserei: darei questo farmaco alla mia anziana madre, oppure a mio figlio? E’ esattamente questo modo di ragionare che mi rende estremamente cauta e mi spinge sempre a compiere doppie verifiche su qualsiasi informazione che riguardi un farmaco che il Ministero della Salute si accinge a raccomandare ad ogni cittadino polacco, a milioni di cittadini polacchi che non hanno la preparazione, nel campo della medicina, che ha un ministro e che ha un esperto, il professor Brydak, che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni.

Il professor Brydak lavora in uno dei 189 centri di ricerca sull’influenza sparsi in tutto il mondo. Uno di questi è proprio in Polonia. Chi potrebbe dunque accusarci di non avere sufficienti conoscenze sull’influenza? E’ possibile dubitare dell’opinione di un professore che ha lavorato sull’influenza per oltre 40 anni, e non certo su un solo tipo di influenza, e che ha pubblicato centinaia di articoli sulla materia? Ho più che altro una sola fondamentale domanda: vogliamo combattere la pandemia di influenza?

Oggi conosciamo bene gli accordi che altri, i governi di paesi più ricchi del nostro, hanno stipulato con i produttori di vaccini. Sappiamo anche cosa è stato proposto alla Polonia. Le trattative sono in corso e non posso parlarne adesso, ma posso dire una cosa: il nostro dipartimento legale ha trovato almeno 20 punti dubbi in questi accordi. Ora, qual è il dovere di un Ministero della Sanità? Concludere accordi che facciano l’interesse dei cittadini oppure siglare accordi che facciano l’interesse delle case farmaceutiche?

So che ci sono tre vaccini disponibili oggi sul mercato, realizzati da tre produttori diversi. Ognuno di loro ha una differente quantità di sostanze attive, non è strano che siano trattati tutti alla stessa stregua? Non è dunque ragionevole che il Ministero della Salute e i suoi esperti nutrano alcuni dubbi in proposito? E’ possibile che uno di questi, magari quello con una quantità inferiore di sostanze attive, sia solo acqua fresca, alla quale attribuiamo il potere di curare l’influenza? Dovremmo pagare per questo? Abbiamo già altri esempi: la Germania ha acquistato 50 milioni di dosi, di cui solo il 10% è stato finora utilizzato. Solo il 13% dei tedeschi vuole assumere questa cura miracolosa subito, ma è un dato fortemente atipico perché i tedeschi hanno una percentuale di cittadini che si vaccinano molto alta, cioè se in Polonia si vaccinano 52 persone ogni 1000 abitanti, in Germania lo fanno in 238, ovvero il 23%. Quindi, come mai solo il 13% dei tedeschi vuole farsi iniettare il vaccino contro la suina e non il 23% come accade solitamente per l’influenza stagionale? Il loro governo ha comprato il vaccino, lo ha reso disponibile gratuitamente e loro non lo vogliono? Cos’è successo? Questo dato potrebbe indurci ad un ripensamento sull’acquisto del vaccino, un farmaco pressoché segreto, oppure no?

Ci sono siti web nei quali i produttori di vaccini sono obbligati a pubblicare gli effetti collaterali della vaccinazione. Le vaccinazioni in Europa sono iniziate il 1° di ottobre 2009. Vi invito a visitare uno qualsiasi di questi siti web e a trovare un qualsiasi effetto collaterale indesiderato. Cercate la conseguenza più trascurabile, trovatene anche solo una, come una piccola reazione allergica sulla pelle. Può succedere anche utilizzando il farmaco più sicuro al mondo. Non esiste un solo effetto collaterale: hanno inventato il farmaco perfetto! E, visto che il farmaco è così miracoloso, come mai le società che lo producono non vogliono introdurlo nel mercato libero e assumersene la completa responsabilità? Perché non dicono “Meraviglioso! E’ un farmaco totalmente sicuro, quindi me ne assumerò io la responsabilità, lo metto sul mercato e tutto sarà chiaro e trasparente”, invece di addossare questo peso sulle nostre spalle, le spalle degli acquirenti?

Non abbiamo risultati di test clinici, nessun elenco di ingredienti e nessuna informazione sugli effetti collaterali. I vaccini sono arrivati al quarto stadio di controllo – controlli molto brevi a dire il vero – e ancora non abbiamo queste informazioni. Inoltre, il controllo sulle persone è stato molto piccolo: un tipo di vaccino è stato testato solamente su 160 volontari tra i 20 e i 60 anni, non infetti. Un altro tipo di vaccino è stato testato su 600 volontari tra i 18 e i 60 anni, tutti in perfetta salute. E’ un buon metodo questo? Mi rivolgo specialmente ai dottori presenti in questa sala: per me non è abbastanza sicuro. Io voglio essere molto sicura nel raccomandare questo vaccino. E’ una nostra competenza: durante la fase di negoziazione dobbiamo prenderci il tempo che ci serve ed utilizzarlo per scoprire quanto più possibile su questo farmaco. Poi, se la commissione sulla pandemia accetterà il vaccino, allora e solo allora lo compreremo.

Inoltre, ci sono 1 miliardo di persone con l’influenza stagionale ogni anno in tutto il mondo. Un milione di persone muoiono ogni anno, sempre per l’influenza stagionale, su scala mondiale. Non sono statistiche di un anno o due, ma dati raccolti in anni ed anni di osservazioni. E’ mai stata annunciata una pandemia a causa dell’influenza stagionale? Tra l’altro, l’influenza stagionale è molto più pericolosa di quella suina: causa molti più decessi e complicazioni più gravi. E’ mai stata dichiarata una pandemia per questo? A quelli che mi spingono a comprare il vaccino voglio chiedere: come mai non avete gridato e sbraitato l’anno scorso, due anni fa e nel 2003? Nel 2003 abbiamo avuto 1 milione e 200mila polacchi con l’influenza stagionale. In quell’occasione, per caso qualcuno in quest’aula ha gridato “Compriamo il vaccino per tutti!”? Non riesco a ricordarmene.

Da ultimo vorrei dire una cosa. Lo Stato polacco è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalle balle con molta precisione. Sono anche in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa.

Ewa Kopacz (Ministro della Sanità)




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martedì 17 novembre 2009

Omelette Revolution: lettera aperta a Mariastella Gelmini

Signora Gelmini
Sin da quando è nato, questo blog vuole invitare alla riflessione. E se da questa riflessione dovrà scaturire anche un impeto di protesta dei cittadini nei Suoi confronti, ne saremo profondamente orgogliosi.
Diciamo questo perché è ora che Lei getti la maschera, signora Gelmini. Le bugie non reggono a lungo, men che meno le Sue. Ormai, ogni Sua pubblica dichiarazione in merito alle legittime proteste di studenti, docenti, personale ATA e genitori è diventata davvero patetica. Lei si ostina a difendere l'indifendibile, con una pervicacia che la rende vieppiù ridicola. La manifestazione di oggi, 17 novembre 2009, ha portato in piazza, per l'ennesima volta, studenti in protesta e Lei, di fronte a questa legittima reazione alla Sua 'riforma', tenta di delegittimare i ragazzi, accusa i centri sociali dell'avvenuto lancio di uova e, persino, osa associare le istanze dell'Onda con quelle della Sua 'riforma'. Davvero ridicolo e patetico, ci creda.
E' assai probabile che il Suo padrone, signora Gelmini, l'abbia informata del fatto che gli italiani sono ormai rimbecilliti e che si bevono qualsiasi menzogna. E' possibile che questo sia vero e ,d'altra parte, non possiamo smentire il nome del nostro blog, ma... vede, c'è un limite a tutto, anche al rimbecillimento degli italiani. Di fronte alle sue colossali e reiterate menzogne, infatti, non c'è imbecille che tenga!
Lei ha cominciato la Sua carriera in un modo davvero poco invidiabile ed è stata anche licenziata per 'manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa'. Oggi Lei si trova, non si sa come e perché, in un Ministero a gestire la scuola italiana (in realtà a succhiare danari per destinarli alle casse dello Stato e del governo). Una gestione che, partendo dalla bugia del 'grembiulino' (era il 1° luglio del 2008), ha già visto, oggi, il licenziamento di migliaia di docenti e di personale ATA. E nei Suoi scellerati progetti, questo è solo l'inizio dello smantellamento totale della scuola pubblica.
Bugie su bugie, come quella dell'integrazione fino al raggiungimento del 100% dello stipendio da destinarsi al personale che Lei ha fatto licenziare; o come le altre attività che Lei ha promesso loro (accompagnamento, orientamento, reinserimento e sostegno nelle scuole). E tanti altri bla bla.
Bugie su bugie, signora Gelmini. La Sua intera carriera è basata sulle bugie. Lei stessa è una bugia!
Noi sappiamo bene qual è l'intento del governo nei confronti della scuola pubblica e Lei, come un burattino, sta soltanto eseguendo degli ordini (altro non potrebbe fare). Ma coloro che vivono davvero la scuola, tutti i giorni, con dedizione, amore e vera competenza, hanno già da tempo capito il suo criminale intento: Lei vuole fare inabissare la cultura, privatizzare i saperi, creare gerarchie e clientelismi, svilire la dignità e la cultura degli insegnanti, introdurre istituti di miserabile delazione, garantire privilegi e crearne dei nuovi, trasmigrare interessi e personale aziendali nei posti dirigenziali dei plessi scolastici, liberalizzare le conoscenze, vincolare le competenze, utilizzare gli studenti come merce.
Se Lei crede davvero nella Sua 'riforma', allora noi crediamo che la Sua ignoranza non abbia alcuna possibilità di redenzione e che le Sue bugie facciano ormai parte integrante della Sua personalità.
Sulla base della nostra consapevolezza circa l'ipocrisia delle Sue azioni e delle Sue parole, auspichiamo una forte presa di coscienza e di posizione di tutta la comunità civile nei Suoi confronti e che le uova lanciate oggi a Torino contro la sede del MIUR diventino presto una immensa, titanica omelette, sì da coprire di sane proteine le esangui nefandezze del Suo mandato!


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lunedì 16 novembre 2009

Logos paratattico della pre-rivoluzione

La mafia si è impossessata dello Stato e di tutti gli organi preposti al controllo della Nazione. Fa eccezione qualche giudice e qualche giornale che, seppur importante, non basta a smuovere la coscienza di un Paese. Ogni azione del governo è volta esclusivamente alla tutela degli interessi personali di Berlusconi, mentre gli italiani onesti affondano in una crisi che nessuno vuole risolvere. Milioni di disoccupati andranno ad aggiungersi a quelli già esistenti. E mentre l'Italia agonizzante è in protesta, le televisioni e i giornalisti venduti (vermi) continuano a nascondere la realtà e a dipingere un Paese normale. La crisi non è finita, è solo cominciata. Il PD è uno specchietto per le allodole, una presenza virtuale fatta di bla bla e molte connivenze con Berlusconi. La CGIL minaccia sciopero generale, quando avrebbe dovuto indirlo almeno 10 mesi fa. E se questo sciopero generale si farà, durerà un inutile misero giorno. Perciò la mafia al potere ride e se ne frega. La scuola è al tracollo, nel pieno di una morte lenta e inesorabile. I lavoratori che pagano le tasse (d'ufficio) fino all'ultimo centesimo, vengono sbeffeggiati, puniti, oltraggiati, depauperati della dignità e di uno stipendio adeguato. La mafia al potere vuole la guerra tra poveri, mentre lei si diverte con puttane e cocaina (pagate da noi) nei palazzi. A L'Aquila la ricostruzione non è risolta, migliaia sono ancora senza tetto, ma Vespa questo non lo dice. La mafia ha persino bocciato gli aiuti economici da destinare agli alluvionati di Messina. Intanto in Parlamento si lavora sodo per salvare il culo a Berlusconi (glielo salva -e lecca- anche il PD, nessuno più crede ai quaquaraquà di quella pseudo-sinistra). Fiaccare l'Italia, imbonirla con le TV, intascare denaro, immunizzare il capocosca dai processi e rendere favori ai mafiosi rimasti fuori dal Parlamento: questo è il gran da fare del governo Berlusconi! Gli italiani che sostengono questo governo sono di due categorie precise: mafiosi o imbecilli, questi ultimi divenuti tali seguendo le astruse e vuote scempiaggini della TV di regime. A conti fatti, gli elettori che hanno dato la preferenza a Berlusconi sono più o meno 3 milioni (su 40 milioni di aventi diritto al voto). L'Italia della cultura e dell'Arte è agonizzante, le Accademie di Belle Arti e i Conservatori stanno vivendo i loro periodi più neri, il Fondo Unico per lo Spettacolo è stato ridotto a mera elemosina, i Beni Culturali sono gestiti da un essere poco identificabile come tale, opportunista e frustrato. La squadraccia dei nani si autopavoneggia, non sapendo che 'nel paese dove il sole della cultura è basso, anche i nani fanno ombre da gigante'. Lobotomizzati casalinghi ammirano e imitano il lerciume pseudoumano catodico, ignoranti cronici di un Paese in delirio razzista e dal saluto romano. Addio ai Padri della Costituzione laica e democratica, addio al buon senso e al Popolo sovrano (se mai c'è Stato)!


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domenica 15 novembre 2009

Alfano contestato a Bologna. Non parla neanche con i lavoratori del Tribunale

La protesta scritta dei dipendenti del Tribunale di Bologna non viene neppure accolta dal ministro della (in) giustizia Angelino Alfano, in visita l'altroieri nel capoluogo emiliano per il convegno 'Quale giustizia per l'Italia'. Alfano non ha voluto neanche conoscere questi dipendenti, senza neppure pensare che è LUI un nostro dipendente.
Corti d'Appello e Tribunali italiani sono in grave crisi, manca personale e non arrivano i contributi richiesti e necessari per migliorare l'efficienza degli uffici.
Cori di protesta accompagnano il Ministro fino al palazzo di Giustizia, al grido 'fuori la mafia dallo Stato!'. Alfano non risponde alle domande scomode e le guardie adottano le solite maniere per evitare 'contatti pericolosi' tra cittadini onesti e potere mafioso.



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sabato 14 novembre 2009

Lettera aperta a Sandro Bondi

Signor Bondi
Le Sue considerazioni sui protagonisti della 'Giornata dello Spettacolo', (pubblicate in forma di lettera sul quotidiano 'Il Foglio'), meritano sicuramente altrettante considerazioni da parte nostra.
Lei, signor Bondi, in qualità di cittadino ha tutto il diritto di esprimere opinioni sull'operato degli artisti (se ne ha le competenze anche tecniche) ma, in qualità di ministro della Repubblica, riteniamo assai arbitraria e lesiva della dignità la Sua volontà di giudicare pubblicamente gli atteggiamenti e le parole di quegli artisti che Lei ha osservato nel corso della premiazione al Quirinale.
Il Suo metodo di giudizio, prevalentemente induttivo, sfocia in banali e sterili equazioni e non è sicuramente degno del ruolo pubblico che Lei ricopre, poiché Lei commette l'errore di stereotipare la figura dell'artista e, al contempo, di svilire il valore assoluto dell'Arte. Lo stereotipo, come forse saprà, è figlio dell'osservazione superficiale delle cose o dell'ingenuità puerile. Nondimeno, Lei commette l'errore di associare a tutti gli artisti un'ideologia avversa alla Sua (chissà come l'avranno presa la Carlucci e Barbareschi?): e anche se così fosse? Lei pretende di arrogarsi il diritto di valutare politicamente ciò che invece sta eminentemente al di sopra della politica, quindi anche di Lei. Dovrebbe ricordare che l'Arte è anzitutto espressione di una società, un'espressione che si concretizza per mezzo di individui che sono attenti e lucidi osservatori di quella stessa società. Additare gli artisti è solo un atto miserabile, degno della più bieca inquisizione, un vile atto di frustrazione e rancore.
I Suoi pensieri sullo stato di schiavitù degli artisti nei confronti della politica -che Lei auspica con i tagli al fus- sono quantomeno patetici e fuori da ogni ragionevole consistenza storica. Lei probabilmente si rifà al tempo del mecenatismo, quando gli artisti erano al soldo dei signori e del ricco clero. Ma non Le è mai venuto in mente che il rapporto tra Arte e potere sia sempre stato simbiotico? Quale destino avrebbe mai avuto il pomposo e pedante teatro di corte senza gli intermedi dei comici dell'arte e delle danzatrici moresche? Sarebbe morto certamente! E cosa ne sarebbe stato, in piena Controriforma, della miriade di tristi chiese che trapuntano il nostro territorio senza l'apporto di illuminati artisti che le hanno rese magnificenti? Sarebbero diventate aule vuote per solinghi sacerdoti, abbandonate dai fedeli, già in veloce fuga dal cattolicesimo. E quanti altri esempi potremmo fare, per dimostrarLe che non è proprio l'Arte ad aver bisogno della politica. E' un errore pensare che l'Arte debba ritornare ad essere serva del potere costituito, perché l'Arte non è mai stata serva di nessuno. L'Arte è libera per antonomasia! Semmai è il potere che ha sempre cercato l'Arte (e gli artisti) per autocelebrarsi. Allora, che siano gli artisti a giudicare il potere accattone e, in questo senso, esprimiamo felicitazioni per le parole proferite da Giovanna Mezzogiorno e da Massimo Ranieri. Ed esortiamo tutti gli artisti a esprimersi riguardo l'atteggiamento del governo di cui Lei, signor Bondi, fa parte.
Lei, signor Bondi, con quella lettera ha dimostrato ancora una volta il Suo disprezzo e la Sua ignoranza nei confronti della cultura, ha tentato di inoculare germi di razzismo anche nei riguardi di persone che, per loro natura e attitudine, stanno ben al di sopra di Lei e dei tristi giochi politici. Lei ha tentato in maniera miserevole di alimentare la prassi narrativa, ipocrita e sporca, legata alla figura dell'artista (accattone e in posa prona, secondo Lei), non sapendo che proprio colui che svilisce l'artista, rimane avvilito e frustrato per non poterlo mai essere!


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venerdì 13 novembre 2009

giovedì 12 novembre 2009

L'Accademia di Brera a rischio sfratto

L'Arte deve fare posto al mercato, all'economia, all'industria, alla finanza. Devono essere state queste le parole pronunciate da coloro che vogliono trasferire l'Accademia di Belle Arti di Milano dall'attuale sede storica, ad una triste caserma, inadeguata sotto tutti i punti di vista.
Più specificamente, la motivazione addotta per il trasloco è la collocazione dell'EXPO del 2015 che andrebbe a trasformare i connotati di tutto il quartiere. In sostanza, nell'attuale sede rimarrebbe soltanto la pinacoteca (ma ampliata a beneficio dell'EXPO), mentre le scuole storiche dell'Accademia, andrebbero a finire in uno spazio angusto di 3500 metri quadrati, assolutamente insufficienti.
Questa decisione scellerata è stata sottoscritta dal Presidente dell'Accademia, Gabriele Mazzotta, dall'ex Direttore Fernando De Filippi, dalla Soprintendenza e dall'ex Sottosegretario ai Beni Culturali Nando Dalla Chiesa che, riguardo alla scelta della caserma Mascheroni, aveva persino pronunciato le seguenti parole: 'abbiamo fatto i salti mortali per averla' (fonte). Ma se in un primo tempo si parlava di una disponibilità di 15 mila metri quadrati, adesso il progetto si è modificato e, come si diceva, i metri quadrati son diventati solo 3500 (su 7000 totali della caserma).
Urge una netta presa di posizione da parte dei cittadini milanesi (e non), i quali potranno affincarsi all'indignazione degli studenti e dei docenti, nonché firmare una petizione da presentare nelle sedi appropriate.
Per maggiori ragguagli e per tenervi aggiornati, visitate il blog prospettivahdemia

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mercoledì 11 novembre 2009

L'articolo scomparso del Dott. Giuseppe Mele sulla nocività del vaccino

Giuseppe Mele è il Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp). In un articolo del 30 agosto 2009, apparso su catazaronotizie.it, il medico aveva messo in guardia la popolazione italiana dai rischi derivanti dal vaccino. Come sempre, avevamo divulgato l'articolo nel nostro visitatissimo post sull'argomento e che ha ormai assunto la forma di un dossier. Un giorno, però, abbiamo scoperto che quell'articolo era stato rimosso dal sito di catanzaronotizie.it e che tutte le informazioni rilasciate dal Dott. Mele, da quel momento, si erano invece trasformate in parole positive nei riguardi del vaccino. Insomma, un vero e proprio insabbiamento della verità e un cambio di rotta nelle dichiarazioni del medico. Perché?
Grazie a un nostro lettore (Beniamino Sarno che ringraziamo), siamo entrati nel sito di catanzaronotizie.it attraverso la cache di Google, abbiamo ripescato l'articolo e ne abbiamo fatto uno screenshot.
Ad ogni modo, incolliamo le parole dell'articolo fantasma:
Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), rende noto che il vaccino contro l’influenza A/H1N1 sarà messo in circolazione privo del foglietto illustrativo che per legge dovrebbe contenente posologia, modalità d'uso ed effetti indesiderati di ogni farmaco.

Nella composizione del vaccino viene anche prevista l'utilizzazione dell'adiuvante MS 59“.

L’MS 59 è il derivato oleoso di un prodotto ideato per la guerra del golfo con capacità altamente distruttive per il corpo umano. Alcuni esperti della sanità affermano che questo principio debba rientrare nella categoria delle armi biologiche o farmacologiche.
E' sintomatico che la legislazione impone che l'utilizzo del MS 59 debba essere molto limitato negli esperimenti con gli animali e non prevede assolutamente il suo utilizzo sugli uomini.

Gli immunologi sostengono la tesi secondo la quale una dose anche microscopica di poche molecole di adiuvante iniettato nel corpo umano causa notevoli disturbi al sistema immunitario. Questi coadiuvanti sono in grado di alterare il sistema immunitario favorendo l'insorgenza di malattie autoimmuni in cui la reazione immunitaria viene diretta contro il proprio organismo.


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martedì 10 novembre 2009

Roma, 7 febbraio 2013. Un magistrato riapre il caso Cucchi

(post avanguardistico - flash-forward)
Forse qualcuno ricorderà la triste vicenda di Stefano Cucchi, entrato in buona salute in un carcere e uscito morto ammazzato. Era il 2009. Stefano era stato incarcerato poiché gli erano stati trovati pochi grammi di erba addosso. Le sue vertebre furono spezzate.
All'epoca ci fu uno scandalo per questa storia dolorosa e amara, se ne occupò persino la tv e alla fine vennero condannati due compagni di cella di Stefano. Oggi quei due compagni di cella sono a piede libero, scarcerati per buona condotta. Ma come andarono veramente le cose? Chi uccise Stefano? I carabinieri? I secondini? I medici? I compagni di cella? In realtà, nel 2009, l'accusa rivolta ai due compagni di cella non convinse mai l'opinione pubblica, anche perché il senatore dell'Idv Stefano Pedica, rimase per ore dentro Regina Coeli per parlare con i compagni di cella di Cucchi e non emersero confessioni o segnali di avversione nei confronti di Stefano. Anzi, i due ex prigionieri sembravano davvero dispiaciuti per l'accaduto.
'Anche su questo caso venne applicata la solita strategia dello scaricabarile e del capro espiatorio. Voglio vederci chiaro'; sono state queste le parole del magistrato che oggi, alla luce delle rivelazioni di un nuovo testimone, ha disposto la riapertura del caso. Il magistrato prosegue: 'non è possibile che a ridurre Stefano in quello stato siano stati i suoi compagni di cella, abbiamo un nuovo testimone che può provarlo e proseguiremo nella ricerca della verità. Non consentiremo nessun tentativo di insabbiamento'.
Un testimone, in realtà, c'era già nel 2009, ma non fu mai creduto. Anche le cartelle cliniche di Stefano, palesemente manomesse e contraddittorie, non furono sufficienti ad incastrare i veri responsabili. 'Ordinaria correzione dei dati clinici', si disse.
Intanto i carabinieri che nel 2009 legarono i loro nomi a quella vicenda, sono stati promossi ispettori dell'Arma e le guardie carcerarie di Stefano sono state trasferite presso gli uffici amministrativi del penitenziario. Riguardo a Giovanardi, le cui affermazioni sulle cause della morte di Stefano fecero balzare dalle sedie anche i paralitici, è ancora in Parlamento.

(Oggi, 10 novembre 2009, ci auguriamo che i veri responsabili della morte di Stefano siano individuati presto e puniti secondo quanto stabilisce la legge italiana. Solidarietà alla famiglia di Stefano).

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lunedì 9 novembre 2009

Lo Stato di diritto (che c'entra Berlusconi?)

Nel consueto appuntamento 'Passaparola' di e con Marco Travaglio, oggi si è fatto chiaramente riferimento a un colpo di Stato da parte di Berlusconi. Un colpo di Stato che viene nascosto dai media.
A prescindere dal fatto che è già da un po' di tempo che in rete (e non solo) si parla di colpo di Stato da parte di questo governo, vogliamo chiarire il concetto di Stato di diritto (in cui tutti noi dovremmo vivere), affinché si percepiscano chiaramente tutte le differenze che lo distinguono dallo 'Stato assoluto' (assolutismo), tipico dei regimi dittatoriali e/o monarchici.
I latini dicevano 'ubi societas, ibi ius', cioè là dove c'è una società, c'è anche il diritto. Se consideriamo il diritto come l'insieme delle regole di condotta di una comunità, allora uno Stato disciplinato da queste regole è definito 'di diritto'.
Lo Stato di diritto pretende che a governare sia la legge e non l'arbitrio degli uomini. Come diceva già Aristotele (IV sec. a. C.) 'è preferibile che governi la legge, più che un qualunque cittadino'. Ma in questo passo di Aristotele ('Politica', pag. 83) si dice anche che gli uomini governanti devono essere 'guardiani delle leggi e subordinati alle leggi'.
Le leggi, in uno Stato di diritto, devono essere generali, cioè fatte per la totalità degli uomini e non per singoli individui o situazioni particolari. Lo Stato ha il potere di far rispettare le leggi, anche punendo i trasgressori.
Lo Stato di diritto si basa sul principio secondo cui anche lo Stato è limitato dalla legge. Una legge che stabilisce quali sono i poteri dello Stato e, quindi, nessuno può esercitare un potere assoluto (svincolato da ciò che è previsto dalle leggi).
Uno Stato di diritto si identifica anche nei principi di Libertà e Uguaglianza (applicate a tutti e non propagandate), da qui l'assunto 'la legge è uguale per tutti'.
Sulla base di quanto detto sin qui, il tipo di Stato che ha in mente Berlusconi non è certamente di diritto (e qualche spontaneo dubbio sorge anche sul ruolo istituzionale del Capo dello Stato).

Nella foto: Ambrogio Lorenzetti 'Effetti del buon governo' (1338-1340, affresco, Palazzo Pubblico, Siena)

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La chiesa cattolica non si fonda su Pietro e il papa non è il suo successore

Quasi un anno fa, partecipai a un civilissimo dialogo epistolare con un sacerdote, don Franco Barbero, sul tema 'laicità e laicismo'. Don Franco è uno di quei sacerdoti-scrittori che rivendicano la propria libertà di pensiero e che non si sottraggono al dovere civile e morale di divulgare la verità delle cose, proprio come facevano gli intellettuali e gli artisti realisti del XIX secolo.
Traggo da quel dialogo due passi che ritengo importanti, al fine di onorare la verità e di portarla a conoscenza di tutti coloro che, come me, pensavano che il Papa fosse il successore di Pietro e che la Chiesa fosse fondata su quell'apostolo.

Dice don Franco:
'Ratzinger non è il successore di Pietro. Pietro non è il primo papa. Questa è una barzelletta cattolica o, se vuoi, un falso storico. Il cristianesimo, separato dall'ebraismo, nasce dal 120-140 dopo Cristo. Pietro era il leader del gruppo ebraico dei discepoli del nazareno. Pietro non si convertì mai al cristianesino (che non era ancora nato, tanto meno il cattolicesimo). I "cristiani" erano un gruppo interno al giudaismo.
[...] la gerarchia cattolica fa di tutto per nascondere la verità. Se la gente conoscesse l'interpretazione della Bibbia e la storia dei linguaggi e dei dogmi, il potere vaticano sarebbe colpito al cuore. Così le gerarchie hanno elaborato una catechesi "fondamentalista" che favorisce l'ignoranza del popolo e mantiene il loro potere.

Grazie, Don Franco

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mercoledì 4 novembre 2009

Cosa manca all'Italia per essere definita una dittatura conclamata?

Questa (nel titolo) è la domanda che rivolgiamo ai nostri lettori per il nostro nuovo sondaggio.
In uno Stato dove i diritti dei cittadini vengono quotidianamente calpesati e dove un governo di mascalzoni e razzisti protegge le malefatte di un premier arrogante, colluso con la mafia e che possiede un impero mediatico sempre incline alla censura, noi somigliamo sempre di più a dei sudditi rimbecilliti dalla propaganda populista, costretti a subire iniziative di governo palesemente anticostituzionali.
Chi vi scrive, in questi ultimi mesi si è posto la seguente domanda: cosa ci è rimasto di veramente democratico in Italia? Da qui è scaturita la domanda del nuovo sondaggio che vi proponiamo: Cosa manca all'Italia per essere definita una dittatura conclamata?
Ricordiamo che il modulo per votare si trova sotto il badge di 'Edizioni Civili' e che avete tempo fino all'11 gennaio 2010. Buon voto a tutti.

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martedì 3 novembre 2009

Occupato il Ministero della Pubblica Istruzione da parte di studenti e precari

Roma - Un'azione del genere non si vedeva da anni! Senza alcun tipo di preavviso, nè sentore, di punto in bianco oltre 100 studenti e precari della ricerca hanno deciso di occupare il Ministero della Pubblica Istruzione. Colti di sorpresa anche gli addetti alla sicurezza. Tutti dentro al Ministero!
Sapevamo che sarebbe successo qualcosa, dopo l'annuncio di riforma dell'Università da parte della Gelmini e quel qualcosa è successo con straordinaria efficacia.

Parte così la campagna LA GELMINI NON CI MERITA
Alle 10,40 partiva il 'drappello' dalla Sapienza, irrompeva nel palazzo e alle 11 i ragazzi hanno letto il loro comunicato nel corso di una conferenza stampa. Alle 11,20 gli studenti e i precari tornavano in Facoltà per riprendere la campagna di mobilitazione contro la riforma.

VIDEO 1
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Il testo del comunicato:
Respingiamo l'insostenibile riforma dell'università!

Oggi siamo qui per prender parola a dispetto di chi credeva che gli studenti e i precari sarebbero rimasti nel silenzio o si sarebbero ritirati in disparte. Noi della Sapienza, invece, abbiamo deciso di non renderci disponibili a sopportare questa nuova, insostenibile riforma dell'università, proposta pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri.

Il disegno di legge sulla governance e sul reclutamento colpisce direttamente il corpo vivo dell'università, gli studenti, i ricercatori, i dottorandi e dismette definitivamente l'università pubblica, così come l'abbiamo conosciuta. Un'università che non vogliamo difendere così com'è, ma che vogliamo continuare ad arricchire con la nostra capacità di trasformazione quotidiana.

Sul lato della governance, attraverso questa legge viene stabilito l'ingresso nei consigli di amministrazione dei privati e ridotto drasticamente il numero delle facoltà e di conseguenza delle rappresentanze studentesche, con l'obiettivo di costituire dei poli di specializzazione scientifica, a cui non corrisponde però alcun progetto dal punto di vista della mobilità reale degli studenti, che per noi significa trasporti, casa e servizi.

La retorica del merito e del debito diventa il discorso dominante attraverso cui viene riorientato il sistema formativo, dalla didattica alla ricerca, e che ha come dura ricaduta materiale la massiccia introduzione del prestito d'onore, ovvero dell'indebitamento individuale per sostenere i costi dello studio. Noi crediamo che il debito, in quanto condizionamento sulle scelte rispetto alla formazione e alla vita, non sia affatto un premio, ma una punizione generalizzata, da respingere immediatamente. Il governo vorrebbe introdurre un modello di cui abbiamo già sperimentato il drammatico fallimento, avendo acceso la miccia della crisi globale.

Sul lato del reclutamento, invece, il Ministro Gelmini immagina di sopprimere definitivamente la figura del ricercatore a vita, per sostituirla con quella del ricercatore a contratto, che dopo sei anni potrebbe, forse, essere assunto, tramite dei concorsi, la cui condotta feudale resta uguale a quella che fin'ora abbiamo conosciuto.

Una riforma quindi che cambia tutto per lasciare tutto immutato: dalla precarizzazione selvaggia della ricerca, alla dequalificazione completa della didattica, dalla permanenza dei meccanismi baronali alla totale carenza di mezzi adeguati per l'innovazione.

Crediamo che una riforma immaginata a misura dei tagli, anzi come una loro diretta conseguenza e razionalizzazione, sia insensata e pericolosa. Il governo pretenderebbe scaricare così i costi della crisi sulle spalle degli studenti e delle loro famiglie, per tentare di coprire l'assoluta assenza di politiche sociali ed economiche all'altezza delle urgenze del presente. Senza soldi, senza finanziamenti all'università e con scarse prospettive per la ricerca, nessuna riforma è possibile!!

Noi studenti e precari che rendiamo possibile l'esistenza dell'università non siamo stati consultati da nessuno! La Gelmini continua, da più di un anno, ad ignorare le esigenze reali del mondo della formazione, un comportamento davvero immeritevole per un Ministro!

LA GELMINI NON CI MERITA!
Studenti e precari della Sapienza


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