mercoledì 29 luglio 2009

Il topo di fogna

Ci sono vari tipi di topi: quelli di campagna, quelli di città, quelli dei granai, quelli di fogna. Poi ci sono anche i topi d'albergo, ma questi rodono soltanto le serrature delle porte.
Oggi parliamo dei topi di fogna, altrimenti detti ratti o, più gergalmente, pantegane. Non importa il modo in cui li chiami, questi abitano le fogne delle città e sguazzano beati nei liquami maleodoranti.
Il topo di fogna è nero, sempre unto, come se avesse perennemente il gel o la brillantina, la stessa che si usava negli anni '30.
Il topo di fogna è la sola tipologia di roditore che porta malattie infettive come il tifo e la peste; tende a nascondersi, ma è aggressivo, probabilmente perché si rende conto di essere un parassita della società. Attacca senza alcun prerequisito culturale, nel senso che non ha capacità di riconoscere quando un essere vivente è più forte e intelligente di lui.
Alcune mutazioni genetiche, nel corso degli anni, hanno trasformato certe sue prerogative che, comunque, non hanno modificato le peculiarità specifiche. Ad esempio, alcuni scienziati ricercatori hanno stabilito con certezza la presenza di striature verdi sul manto nero. Si ritiene che queste striature caratterizzino quegli esemplari preposti all'attività di ricatto nei confronti del capo branco.
La presenza dei topi di fogna negli agglomerati urbani ha subìto variazioni anche consistenti; questo a causa della presenza o assenza nel tessuto sociale di feroci cacciatori che al grido di 'tornate nelle fogne' sono riusciti, in anni passati, ad allontanare ogni rischio di infezione da topo di fogna. Tuttavia, alloggiato nelle cloache per anni, il topo di fogna approfitta dell'atmosfera sotterranea (come nelle originarie riunioni massoniche) per ripristinare i suoi piani d'attacco.
Attualmente, il topo di fogna lo si può scorgere a livello stradale, nelle piazze (soprattutto quelle con gli obelischi), nei luoghi di ritrovo giovanili, sui prati. Se ne è scorta la presenza anche nei palazzi di Giustizia e persino nelle scuole. E' una piaga sociale che, paradossalmente, viene accolta favorevolmente dalla principale ditta di derattizzazione che ha come slogan 'siamo incisivi'.
La popolazione appare priva di difese e rischia, oggi più che mai, un contagio capillare. Ma i media tendono a rassicurare, anche perché pare non si voglia mettere in commercio il vaccino specifico contro il topo di fogna.

martedì 28 luglio 2009

Un anno di blog

Questo blog compie un anno di vita e lo compie grazie a voi. Non sappiamo se sia il caso di tirare le somme e poi... di che? Se davvero si vuol fare un resoconto, non dobbiamo certo rivolgerci alla nostra attività di bloggers, quanto invece allo stato attuale del nostro Paese, rispetto a un anno fa. Riteniamo che l'Italia abbia fatto molti passi indietro in merito alla concretizzazione della democrazia e molti passi avanti, invece, verso la dittatura. Bilancio assolutamente negativo, ma, di certo, non per colpa nostra e vostra. Il titolo del blog non ha motivo di essere cambiato.
L'Italia ha dimostrato -e ancora dimostra- di non possedere una visione critica e costruttiva delle cose che accadono, l'intorpidimento televisivo registra ogni giorno le sue vittorie e gli italiani hanno perduto l'autonoma capacità di valutare il dato reale, filtrando tutto in base a quel che viene somministrato dai media tradizionali e di regime.
Questi dati non ci fanno onore e, a peggiorare le cose, ci si mette -a ragione- la stampa straniera che ci disegna come un popolo che dà credito alle giocolerie di Berlusconi e si beve qualsiasi brodaglia, venduta come champagne. Come darle torto?
Al di là di tutto questo, vorremmo però far notare come, in un solo anno, un governo possa cambiare totalmente il volto di un Paese. Questo dovrebbe servire di monito anche a un auspicato governo di vera sinistra (sottolineiamo vera e anche sinistra). In un anno, cambiare si può! A noi è toccata la sciagura berlusconiana, anche se, a dirla tutta, questa sciagura non è certo arrivata per caso. La colpa continua ad essere la nostra e chi è causa del suo mal pianga se stesso. Il guaio è che l'Italia non piange! Si trastulla con le vicende mafio-puttanesche del cavaliere e sopporta ogni tipo di angheria, con imbecille leggerezza. E' un'Italia ebete. Ce ne vergognamo e lo diciamo pubblicamente.
A questo punto ci vorrebbe una formula per concludere questo post, una di quelle che non lasciano il lettore sospeso, ci vorrebbe una frase risolutiva. Invece no, volontariamente preferiamo tenere il discorso ancora aperto.

lunedì 27 luglio 2009

Quando la censura di Stato lava l'onta della religione

Non siamo in Italia, anche se dal titolo potrebbe sembrare, ma quando c'è di mezzo la religione cristiana, la censura non guarda certo le frontiere.
In questa storia, il protagonista sembra essere il Partenone, il più grande tempio dorico, periptero, mai costruito (448 a.C.) a cui lavorò anche il grande scultore Fidia. In realtà, il Partenone fa da sfondo a un episodio sconcertante, in cui il vero protagonista risulta essere il Ministero della Cultura della Grecia che si è reso responsabile della censura di un minuto e mezzo di un documentario sulla storia del Partenone. A denunciare questo atto censorio è il regista greco-francese, Costa Gavras, autore del documentario, realizzato per l'inaugurazione del nuovo museo archeologico di Atene.
Naturalmente, a monte dell'azione del Ministero, ci sono state le proteste dell'ecclesia ellenica. Cosa c'era in quel minuto e mezzo? C'erano le scene che riguardavano i cristiani intenti a distruggere i tuttotondi e le mètope di Fidia.
Come sarebbe -direte voi- cosa c'entrano i cristiani con un tempio greco, pagano? E perché questi cristiani ce l'avessero con le sculture di Fidia?
Diciamo subito che il Partenone, è vero, è un tempio che Pericle fece costruire in onore di Atena, ma già dalla conquista della Grecia da parte di Roma, questo straordinario monumento fu oggetto di varie aggressioni e metamorfosi. Il Partenone, nella sua lunga vita, divenne anche chiesa cattolica, basilica bizantina, moschea, polveriera, cava di marmo. Quello che noi possiamo ancora ammirare di questo tempio sull'acropoli di Atene è tutto ciò che rimane di una lunga sequenza di atti vandalici, dei quali, il più terribile, fu quello sferrato dai veneziani, nel XVII secolo, bombardando il tempio con i cannoni.
Quando i cristiani trasformarono il Partenone in una chiesa dedicata alla Madonna (si noti come la Chiesa utilizzi sempre elementi cristiani perfettamente sovrapponibili a quelli pagani: Atena che diventa Madonna), c'era bisogno di trasformare l'edificio anche dal punto di vista stilistico e formale. Una vera chiesa, doveva necessariamente possedere un'abside! Per fare ciò, occorreva abbattere parte del frontone orientale, con le sculture del timpano, fregio e mètope annesse. Senza pietà. Senza alcun rispetto per la cultura e l'arte.
Così nel video censurato si vedono questi cristiani, vestiti con la juta, salire scale altissime e, a colpi di mazza, abbattere le opere di Fidia, il più grande scultore classico.
Oggi, l'ennesimo atto vandalico sul Partenone è stato commesso dal Ministero greco della Cultura e dall'ordine sacerdotale ellenico. Un atto violento che uccide anzitutto la Verità della Storia, ma anche la dignità del lavoro del regista e l'Arte tutta.

Il partito del Sud? Senza Pirandello è impossibile

La proposta di Titti Bufardeci e Michele Cimino relativa alla formazione di un partito del Sud (Pdl della Sicilia), onestamente, ci lascia del tutto impassibili. La notizia sembra più una provocazione che un progetto vero e proprio. L'idea viene dal mondo della politica, certo, ma quale tipo di politica? Un partito come il Pdl non è certo nato da una cultura politica. Paillettes e spot pubblicitari sono alla base del Pdl e come può un siffatto partito, con un leader intento ad allestire feste e bordelli, con una innata predisposizione alla menzogna, proporre un autentico progetto politico? Suvvia! Il Pdl non è neppure in grado di governare se stesso, figuriamoci tenere le redini di una frammentazione dei suoi club privés. Ci vorrebbero troppi Mangano ad accudire le innumerevoli stalle sparse sul suolo nazionale. E poi, chi controllerebbe gli ingressi delle escort anche al Palazzo dei Normanni? E se poi -diononvoglia- venisse un terremoto in Sicilia? Un Bertolaso basta e avanza, per carità, non vorremmo trovarcene un altro, magari scelto tra i nomi di qualche lista segreta piduista, sicuramente inquisito per qualcosa. Di promesse, poi, la Sicilia se n'è vista fare sin dall'occupazione normanna.
No, non è con questa politica che si risolleverà il Sud. I piani per la Sicilia di cui Berlusconi va cianciando sono solo parole al vento e, semmai, l'unico obiettivo rimane il ponte sullo Stretto che serve soltanto a soddisfare la mania di grandezza di Berlusconi (credendosi un imperatore romano), serve all'autocelebrazione del cavaliere e alle sue aziende edili colluse con la mafia. La Sicilia ha bisogno di tutto, meno che di questo tipo di 'politica'.
Se davvero vogliamo vedere risorgere il Sud, dobbiamo rivolgere la nostra attenzione ai grandi uomini del Sud, agli intellettuali, ai pensatori, agli artisti. Questi hanno fatto grande la Sicilia nei secoli passati e non ci riferiamo soltanto alla mente illuminata di Federico II di Svevia.
Dove sono adesso gli intellettuali? Dove sono i Vittorini, i Pirandello, gli Sciascia, i Guttuso, i Verga, i Quasimodo, i Rosso di San Secondo, i Tomasi di Lampedusa, i Guido delle Colonne, ecc.?
Tutta l'Italia (e non solo il Sud) soffre oggi di questa grave assenza. Soltanto il ritorno al pensiero potrà salvare il Sud, poiché il Sud è nato dal pensiero, dal logos, dalla filosofia, dalla convivenza civile. Troppe politiche dissennate, poi, lo hanno travolto e condotto nel baratro: politiche mafiose.
Allora questo post vuole anche lanciare un appello a quanti possano, con la loro onestà e forza intellettuale, far risollevare davvero le sorti non solo della Sicilia, ma di tutta l'Italia. Si radunino nei salotti e nei caffè, nelle piazze e nei teatri, coloro che conoscono l'anima profonda e martoriata della Sicilia, coloro che sanno esprimerla nell'arte. Si alzi la loro voce, sottoscrivino un manifesto, propongano un pensiero, quel pensiero che è del popolo e che lo riassume. Si apra, col vostro aiuto, una nuova stagione di Rinascimento. Per il bene di tutti.

mercoledì 22 luglio 2009

L'influenza suina è un bluff: c'era già nel 1976!

Nel 1976 gli Stati Uniti d'America mandavano in onda spot pubblicitari per terrorizzare i cittadini e convincerli a vaccinarsi contro l'influenza suina. Fu l'allora presidente Ford a imporre il vaccino, dopo che una sola dozzina di militari si era ammalata (e ci piacerebbe sapere come).
Nell'ultimo numero del TIME (27 aprile 2009), si legge in che modo il vaccino del 1976 abbia prodotto dozzine di morti e gravi menomazioni. Ma gli spot pubblicitari contunuavano a infondere il sentimento della paura e spronavano a vaccinarsi. Ci furono più morti di vaccino che di influenza. Alcuni cittadini, debilitati proprio a causa del vaccino, chiesero al governo un risarcimento di oltre 1,3 miliardi di dollari. Alcuni di questi cittadini svilupparono la sindrome di Guillain-Barrè (una forma di paralisi). E questo non è terrorismo, ma realismo, dati di fatto.
Anche oggi, come allora, si vuole terrorizzare il mondo, al solo scopo di far arricchire le case farmaceutiche e pochi altri speculatori.
Ma allora l'influenza suina è un bluff?
- Sì, se consideriamo che la malaria provoca 3000 morti all'anno, ma viene considerata semplicemente come 'un problema sanitario'.
- Sì, se consideriamo che questo virus (sempre che non sia stato costruito in laboratorio) deriva dalla 'Spagnola' del 1918, passando e mutando sino a diventare Aviaria e che l'Aviaria non ha mai prodotto quei 2 milioni di morti di cui parlava G. W. Bush, bensì solo 257.
- Sì, tenuto conto che, in confronto, i morti folgorati dai fulmini in un solo anno è il quintuplo.
- Sì, se diamo un senso ai numeri (negli USA, dal gennaio scorso, ben 13000 persone sono morte a causa dell'influenza comune, stagionale) e non ci lasciamo condizionare dalla campagna terroristica mediatica.
Perché non si grida all'emergenza di fronte ai 3000 morti all'anno di malaria?
Perché promuovere una campagna terroristica mondiale per poche centinaia di morti (deceduti per l'A/H1N1? Ne siamo sicuri?)
Perché non ci si allarma per il gran numero di morti di influenza comune?
Da un articolo del Dott. Mercola (da cui abbiamo tratto il post), si leggono anche alcuni punti da seguire per poter evitare le influenze, in genere. Li riportiamo:

Ottimizza i tuoi livelli di vitamina D.
E’ in assoluto la migliore strategia per evitare qualsiasi tipo d’infezioni dovute alle influenze stagionali.
Evita lo zucchero raffinato e i cibi troppo processati.
Riposa a sufficienza il corpo.
Mantieni il tuo stress sotto controllo.
Esercitati regolarmente.
Prendi regolarmente dell’olio contenente omega-3.
Lavati le mani regolarmente.
Usa dell’aglio regolarmente.
Evita gli ospedali e i vaccini.
A meno che non sia un emergenza, evita gli ospedali perché questi sono gli ambienti ideali per infezioni di tutti i tipi.

Per leggere i post correlati, andare in fondo a questo post.

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lunedì 20 luglio 2009

Anarcoantropologia: l'anarchia è dentro di noi (idealismo naturale)

Da sempre, chi vi scrive, si interroga sul significato della parola 'governo' applicata alla concreta quotidianità, ai bisogni dei cittadini. Sono molte le domande che un essere pensante può legittimamente porre, anche solo a se stesso, su questo tema. Cos'è un governo? Cos'è un governo democratico? La risposta sembra ovvia: una compagine di rappresentanti del popolo, eletti democraticamente, per legiferare sui diritti dei cittadini e per promuovere azioni volte al miglioramento dei contesti socio-ambientali del territorio. Questo è quanto un governo democratico dovrebbe fare. Va da sè che il governo attuale ha disatteso completamente queste prerogative, pur riempiendosi la bocca con la parola democrazia. Ma siamo sicuri che i governi veramente democratici adottino queste linee di tutela dei diritti dei cittadini? A noi non sembra. Forse perché in Italia non è mai esistita una vera democrazia, se non nel nome di un partito o di una coalizione. Di fatto, vigono leggi economiche e neoliberiste, secondo cui un cittadino ricco possiede tutti i privilegi, mentre uno povero non ha nessuna possibilità di acquistare i propri diritti, nè la propria libertà. Sì, perché nel nostro sistema culturale i diritti e le libertà si comprano col danaro. Questo è governo? Questa è democrazia? Se andiamo indietro nel tempo, a ritrovare chi veramente la democrazia l'ha inventata, troveremo che i cittadini più poveri dell'antica Grecia potevano usufruire dell'aiuto della collettività, ad esempio per assistere agli spettacoli teatrali (considerati importantissimi per l'educazione morale e civile).
Ora, investiamo il tempo per porci un'altra domanda: quanto e come cambierebbe una società simile a quella italiana, se non ci fosse nessun governo? Forse, dopo un fisiologico periodo di sbandamento, si cominceranno a stabilire leggi secondo un codice davvero morale e naturale, dettate da esigenze reali, concrete e di pacifica convivenza. In fin dei conti, non siamo noi a possedere l'istinto di sopravvivenza? Abbiamo tutto da guadagnare attraverso una pacifica convivenza. Codici anarchici non scritti di pace e di libertà troverebbero finalmente attuazione? 'Senza governo' non vuol dire necessariamente instabilità, disordine e violenza (chi vuol far disordine, lo fa anche con qualsiasi governo e con qualsiasi legge punitiva), ma vuol dire piuttosto trovare in ognuno di noi le norme umane e naturali per un progresso civile; vuol dire subordinare se stessi alle proprie regole, ma basate su una morale pacifica, nel rispetto del bene comune. Tale rispetto è posto come conditio sine qua non. Senza rispetto, infatti, non potrebbe esistere il concetto stesso di anarchia -o meglio- di anarchismo.
Anche se le leggi attuali sembrano perseguire la tutela dei diritti della collettività, nei fatti non tutti i cittadini vengono tutelati. Nessun povero potrebbe permettersi una buona difesa in tribunale, senza una cospicua somma di danaro da elargire all'avvocato (tutti sappiamo che chi ha più soldi per pagare il migliore avvocato, vince la causa). Sarebbe questo lo Stato di diritto? Che dire, poi, delle leggi ad personam di Berlusconi? Nulla di più antidemocratico!
L'anarchia è stata lungamente vessata, poiché da quando è nata fa paura al sistema economico imperante. All'anarchia è stato dato un significato alterato, diverso, distorto, giocando sulla traduzione letteraria del termine (senza governo). Ma il governo è in ognuno di noi, è nella nostra natura. Ma è anche vero che l'essere umano ha sempre avuto bisogno di un punto di riferimento al quale aggrapparsi, di una figura a cui delegare. Questo è dovuto all'innata debolezza dell'Uomo che lo ha portato anche a creare autorità sacerdotali. Come si concilia l'anarchia con questo bisogno di delegare a un'autorità altra? Non dobbiamo commettere l'errore di pensare ad uno Stato anarchico rappresentato dalla forma comunemente intesa di governo. Un 'governo anarchico' è immateriale, è ideale (da qui il concetto utopico dell'anarchia). Ma non è forse immateriale anche l'idea di Dio? L'Uomo porta con sè l'idea di Dio, senza avere alcun bisogno di mediazione umana. Per inciso, possiamo affermare che la Chiesa è la speculazione dell'idea di Dio, così come il governo lo è per l'idea di società.
L'Anarchia si inquadra in questo idealismo naturale, secondo cui ogni essere umano possiede già, dentro di sè, un governo buono per il bene della comunità. L'anarchia è perciò una fede, intesa come pensiero proiettato sulle cose terrene e concrete.
Molti non se ne rendono conto, ma quotidianamente compiamo atti di anarchia, quando ci indignamo per un'ingiustizia (subita o vista compiere), quando facciamo l'elemosina, quando aiutiamo qualcuno a risolvere un problema, quando protestiamo per un diritto calpestato. Ci sono anche esempi meno spiccioli e che dànno il senso della concretezza dell'anarchia. Ne proponiamo uno. Un gruppo di giovani italiani in Bosnia, in piena autonomia, ha creato (senza alcun aiuto da parte del governo italiano) una sorta di camera di commercio virtuale, il cui intento è quello di supportare l'internazionalizzazione delle imprese operanti sul territorio, attraverso l'informazione telematica. Questo servizio si chiama Rinascita Balcanica - La Tela del Baltico Adriatico, promosso dall'editor Etleboro (blog). L'esempio di questi ragazzi (ora soggetti a molte attenzioni da parte dei media balcanici) doveva essere uno degli impegni categorici dei nostri politici rappresentanti all'estero, invece...
Rinascita Balcanica è un esempio di autogoverno dei singoli, per il bene sociale. Che ci crediate o no, questa è anarchia, lungi da ogni falso preconcetto.

Nella foto: Michail Alexandrovič Bakunin
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PS. Ricordiamo che sotto il banner 'Io mi informo su internet' ci sono i due moduli del sondaggio 'chi vorresti vedere alla guida del PD'?

sabato 18 luglio 2009

La Lega attacca i precari della scuola: 'disadattati sociali'

Nel gioco politico abbiamo spesso assistito allo scaricabarile, abbiamo visto e sentito addossare agli altri colpe ed errori. Questo soprattutto quando un partito o uno schieramento non ha argomenti concreti, logici e ponderati da proporre e tenta di farsi strada screditando l'avversario, con ogni mezzo. Ma quando a screditare è un partito come la Lega, allora siamo di fronte all'assurdo che si fa realtà e alla più triviale cultura, nel già esistente vuoto politico. L'ignoranza che si autocompiace, mentre tutti ridono.
In un evidentissimo impoverimento culturale e in una accertata catalessi del sistema Italia dovuta alle dissennate politiche di destra e all'attuale governo mafioso, come può la Lega -partito di governo- attaccare ciò che di buono c'è stato (e che ancora forse resiste) in questo Paese? Dopo che il governo ha già distrutto la scuola pubblica e mandato a spasso 42 mila lavoratori del settore (solo per ora), come può la Lega, oggi, accusare gli altri di questo sfacelo?
Secondo la Lega, i mali odierni della scuola derivano da quel mirabile processo di riforme che, grazie alla cultura del '68, portò l'Italia a competere con i migliori sistemi di istruzione mondiali. Quindi, secondo la Lega, se la scuola necessita di riforme, è per colpa della politica di sinistra. Non solo, con la sua proverbiale raffinatezza e con ricercato ricamo lessicale, la Lega attacca tutti i precari, definendoli 'disadattati sociali' e 'pseudointellettuali', quindi 'ignoranti' graziati da 'ridicoli corsi abilitanti' (peccato che l'ultimo corso abilitante lo abbia promosso la Moratti, con la firma della Lega). Beh, se la parola 'ignorante' la pronuncia la Lega... è tutto dire!
La Lega non dovrebbe avere nessuna voce in capitolo nelle questioni di governo, sappiamo tutti in che modo è andata a governare, ricattando Berlusconi. Ma non dovrebbe avere voce in capitolo soprattutto perché è completamente immersa nel brodo di una spaventosa ignoranza, dove i suoi militanti attingono alla più barbarica enfasi, degna delle peggiori taverne longobarde del IV secolo!
A cascarci sono sempre i più boccaloni, quelli che si lasciano abbindolare dai facili ritornelli populisti e volgari e che non hanno ancora capito che nelle scuole italiane, se oggi si studiano i testi di Popper, di Argan, di Arnheim, di Benjamin e di molti altri intellettuali, lo si deve proprio alla cultura di sinistra sessantottina!

L'articolo de La Padania (pdf)
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venerdì 17 luglio 2009

Influenza suina A/H1N1: il pericolo arriva dal vaccino?

Se siete arrivati qui per cercare notizie sulla pericolosità del vaccino, allora vi rimandiamo A QUESTO POST, visitato quotidianamente da oltre 3000 persone, tra cui Ministeri, ASL, ospedali, cliniche, Istituto Superiore di Sanità... Se invece volete leggere proprio questo post, accomodatevi. Comunque, in fondo al post troverete altri link correlati al tema.
Un nostro lettore (Luigi - che ringraziamo) ci ha segnalato il video che vi proponiamo. Forse è il caso di porre attenzione alle parole della dottoressa Rima E. Laibow, Direttore medico della Natural Solution Foundation.
Il video va a integrarsi agli altri nostri post, al fine di avere una visione più chiara circa questa pandemia (che ha il sapore dei dollari). Possiamo davvero dire NO all'assunzione del pericoloso vaccino, anche perchè, ricordiamolo, in Italia non è obbligatorio. Il problema è che la campagna mediatica è volta a terrorizzare la popolazione su questa innocua influenza, al fine di giustificare una vaccinazione di massa pianificata da tempo. Ma la tv tace sulle reali conseguenze del vaccino, come ad esempio le morti che ci sono già state in Svezia (il vaccino è pieno di adiuvanti tossici, come lo squalene, alluminio, mercurio e il lubrificante per i motori). La tv nasconde e mente, produce terrore e modifica le coscienze. Allora vi preghiamo di far riferimento alle informazioni che trovate in rete sulla pericolosità del vaccino, in modo da bilanciare il peso delle notizie che vi arrivano e formarvi un'opinione vostra.



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mercoledì 15 luglio 2009

Influenza A/H1N1: dubbi sul vaccino. Avvertenze e informazioni

Quotidianamente, oltre 3000 visitatori passano da questo post, fra cui Ministeri, enti ospedalieri, cliniche, ASL, l'Istituto Superiore della Sanità e tantissime istituzioni (preposte alla Salute Pubblica e non), molto spesso digitando la frase 'vaccino H1N1 pericolosità'. Non vi sembra strano che medici, ospedali, ASL, Ministeri... digitino questa chiave di ricerca? Ma è solo l'inizio. Seguiteci.
Inizialmente, il post conteneva un articolo che parlava principalmente della menzogna relativa alla 'nascita' del virus (maiali, Messico...). Poi il post è stato arricchito con vari aggiornamenti, i quali sono diventati talmente corposi da far diventare il post un vero dossier sulla pericolosità del vaccino. Così abbiamo deciso di tagliare il post originale (visibile cliccando sul link in fondo) e lasciare i documenti e gli aggiornamenti.
L'opera di disinformazione mediatica è ormai diventata vera e propria strategia del terrore. Vogliamo ricordare che tutte le morti per A/H1N1, proposte in prima pagina nei TG nazionali, sono dovute PRINCIPALMENTE a malattie pregresse e che questa influenza è 10 volte meno grave dell'influenza stagionale. Quella della TV, è una mirata propaganda del terrore, al fine di giustificare la pianificata vaccinazione di massa. Anticipiamo -se non lo sapete- che si sono verificati quattro decessi in Svezia a causa (accertata) del vaccino, ma questo la tv non lo dice. Fate voi. Di seguito, i numerosi documenti.

AGGIORNAMENTO DEL 7 agosto 2009
A mettere in dubbio tutta l'operazione-vaccino, giunge la notizia secondo cui i produttori stessi del vaccino hanno ottenuto una IMMUNITA' GIURIDICA. Ciò vuol dire che i produttori, conoscendo il reale pericolo che arriva dai loro vaccini, hanno voluto mettersi al sicuro , in previsione di cause civili e penali, da parte della cittadinanza mondiale.

AGGIORNAMENTO DEL 5 SETTEMBRE 2009
Romina Power dice NO al vaccino e scrive una lettera al Ministro della Salute, On. Maurizio Sacconi (QUI)

AGGIORNAMENTO DEL 6 SETTEMBRE 2009
Il Dott. Eugenio Serravalle, Specialista in Pediatria Preventiva, scrive una lettera informativa ai genitori sull'influenza A/H1N1, valutando l'utilità o meno di sottoporre i propri figli alla vaccinazione. (QUI)

AGGIORNAMENTO DEL 12 SETTEMBRE 2009
La parola a Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri, articolo rimosso da catanzaronotizie.it poiché il pediatra -che aveva messo in guardia i cittadini dal pericolo del coadiuvante MS 59 presente nel vaccino- ha optato per un cambio di rotta.
(L’MS 59 è il derivato oleoso di un prodotto ideato per la guerra del golfo con capacità altamente distruttive per il corpo umano).
Grazie al suggerimento di un nostro lettore (Beniamino Sarno che ha lasciato un commento e che ringraziamo) è possibile visionare l'articolo di Giuseppe Mele attraverso la cache di Google. Noi abbiamo realizzato uno screenshot dalla cache
(QUI)

VIDEOINTERVISTA DI JANE BURGERMEISTER
(QUI)

IL VICEMINISTRO FAZIO NON SI VACCINERA'
(QUI)

GIORGIO TREMANTE, NOMINATO NEL 2007 DAL MINISTERO DELLA SANITA' PRESIDENTE VITTIME DEI VACCINI, DENUNCIA LA PERICOLOSITA' DEL VACCINO
(VIDEO)

AVVOCATO LUCA VENTALORO: 'IL VACCINO NON E' OBBLIGATORIO, DENUNCIATE CHI VACCINA COATTIVAMENTE'
(VIDEO)

CONFLITTO DI INTERESSI NEL GOVERNO. LA MOGLIE DEL MINISTRO DELLA SALUTE SACCONI (Enrica Giorgetti), DIRETTRICE GENERALE DI FARMINDUSTRIA. ECCO CHI CI GUADAGNA IN ITALIA.
(QUI)

UN VACCINO DIFFERENTE PER I GOVERNANTI. LA GERMANIA PROTESTA
(QUI)

LE PRIME DENUNCE PER AVVELENAMENTO DA VACCINO (23 ottobre 2009)
(QUI)

I PRIMI 4 MORTI DI VACCINO IN SVEZIA (e la tv tace)
(articolo svedese - articolo con traduzione in italiano)

FORSE QUESTO VIRUS NON BASTA (ci sono troppi dubbi in tutta questa storia). IN UCRAINA E' GIA' ALLARME PER UN ALTRO VIRUS.
(QUI)

DESIREE JENNINGS (atleta) INVALIDATA DOPO L'ASSUNZIONE DEL VACCINO
(QUI) (VIDEO)

I DUBBI DELLA CORTE DEI CONTI SULL'EFFICACIA E LA BONTA' DEL VACCINO
(Delibera n. 16/2009/P
)
(QUI)

COSA NE PENSA DAVVERO LA GENTE? (nostra inchiesta)
(VIDEOINTERVISTE)

IL DOTTOR MAURO STEGAGNO (specialista medicina interna e cardiologia) SULLA PERICOLOSITA' DEL VACCINO (VIDEO)
(QUI)

10-nov.- '09. SVEZIA - BIMBO DI 4 ANNI QUASI MORTO DOPO LA VACCINAZIONE
(articolo originale) (articolo in italiano)

CRISI LIPOTIMICA: UOMO MUORE IN GERMANIA DOPO ESSERSI VACCINATO
(QUI)

IL CONTRATTO SEGRETO (dovrebbe essere pubblico) TRA MINISTERO E NOVARTIS
(QUI)

IL CODACONS SFIDA IL MINISTERO SULL'INNOCUITA' (mai provata) DEL VACCINO
(QUI)

LA LUCIDA ANALISI DI OLIVIERO BEHA (QUI)

ALTRI TRE MORTI DOPO L'INOCULAZIONE DEL VACCINO (QUI)

ABORTI SPONTANEI DOPO IL VACCINO (QUI)

IL DURO E PUNTUALE INTERVENTO DEL MINISTRO DELLA SANITA' POLACCO CONTRO IL VACCINO
(QUI)

AGRIGENTO: MUORE UNA DONNA, MA SI ERA VACCINATA
(QUI)

UOMO MUORE DOPO IL VACCINO: 16 AVVISI DI GARANZIA PER OMICIDIO COLPOSO A SALERNO
(QUI)

LA NOTIZIA DEL BIMBO MORTO A LECCE PER INFLUENZA A E' UNA BUFALA (ma nessuna TV lo dice e chiede scusa per aver causato terrorismo)
(QUI)

L'associazione 'Scream Life' e il partito politico 'Life Policy' porteranno in tribunale il ministro della Salute francese Roselyne Bachelot



UNA TRUFFA COLOSSALE. IL J'ACCUSE DEL RESPONSABILE SANITA' DEL CONSIGLIO D'EUROPA
(QUI)

REAZIONI AVVERSE AL VACCINO, LA RELAZIONE DELL'AIFA (21 febbraio 2010)
(QUI)






L'articolo originale
L'articolo di Mondialisation.ca (dal quale è stato tradotto l'articolo originale)

PS. Il Tamiflu (che guardacaso è sempre inquadrato in tv quando si parla di influenza aviaria e suina) va assunto entro 36 ore da quando compaiono i sintomi influenzali. Ciò denota l'effetto curativo e non preventivo del farmaco.

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martedì 14 luglio 2009

Il soldato e l'operaio: anche la morte non è uguale per tutti!

Al di là della notizia di cronaca in sè e per la quale basterebbero pochi secondi per diffonderla, la televisione continua invece a parlare della morte del povero parà in Afghanistan, organizzando anche dibattiti, interviste ai genitori e approfondimenti. Normalmente, in questi casi, lo Stato italiano interviene persino con i funerali di Stato.
Ci chiediamo se la notizia della morte di un operaio in cantiere non valga altrettanta attenzione.
Si dirà che un soldato rappresenta la Nazione. Risponderemo che gli operai dei cantieri la fanno, la Nazione. Materialmente!
Un soldato è un lavoratore volontario. Questo vuol dire che il soldato ha scelto di fare quel mestiere, si spera in libertà, accettando tutti i rischi che quel lavoro comporta. Un soldato e la sua famiglia, ad esempio, sanno bene (speriamo) che i proiettili usati sono fabbricati aggiungendo uranio impoverito e si conoscono gli effetti disastrosi, cancerosi, di questo elemento radioattivo. Tuttavia, il soldato si arruola coscientemente. Ed essendo una scelta volontaria, è anche contento.
Un operaio, va già molto bene se può scegliere il suo mestiere. Spesso è costretto a farlo, non trovando di meglio. Anche l'operaio avrà un genitore o un parente che, però, non verrà mai intervistato. Anche l'operaio conosce tutti i rischi dovuti alla mancata applicazione in cantiere delle leggi in materia di sicurezza, da parte dell'impresa. Non è certo contento. Spesso è anche ricattato, poiché costretto a lavorare in nero.
Vogliamo soppesare le due realtà? Chi è che dovrebbe meritare più attenzione da parte dei media?
Ma questo è il Paese che, il 25 aprile, anziché omaggiare i veri liberatori della Patria, osanna le parate militari. Questo è il Paese che, anziché aiutare economicamente i terremotati abruzzesi (quelli in Irpinia stanno ancora aspettando), spende 16 miliardi di euro in cacciabombardieri. Questo è il Paese che concede il porto d'armi ai minorenni. Questo è un paese dove si esalta il militarismo, la violenza, l'arroganza. Questo è il Paese che lascia impuniti poliziotti assassini. Questo è il Paese dei 4 operai al giorno che muoiono sul lavoro e nessuno ne parla. Pur non celando il dolore per l'uomo morto col fucile, noi stiamo con quegli operai.



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lunedì 13 luglio 2009

Fenomeno Grillo

Nulla accade per caso, neppure gli eventi atmosferici, figuriamoci in politica. In una società, tutte le varianti e le metamorfosi sono il frutto di una perenne gestazione del sistema culturale. Si potrebbe dire che sia il contesto a creare l'individuo o, se si preferisce, che sia il generale a produrre il particolare. Ciò che noi siamo, è sempre il frutto della società in cui viviamo e operiamo. Questo è fuor di dubbio.
Allora, dopo gli atteggiamenti di scherno iniziali, in vista delle certissime critiche che si rivolteranno su Beppe Grillo (dovute alla paura diffusa del mondo politico e del suo indotto mediatico per la sua candidatura alla guida del PD) e prima che queste critiche vengano profuse in modo superficiale, banale, stereotipato, urlato, bisognerà porre attenzione a questo frutto della nostra società e capire da dove sia arrivato e soprattutto perché.
Un'autocritica da parte del mondo della politica penso sia doverosa, non tanto in vista dello sconquasso che avverrà con Grillo, ma sul concetto stesso di politica. E' questa la nostra politica? Sono davvero questi i governanti che ci rappresentano? Attenzione, è anche vero che a produrre questa politica e questi governanti è stata la nostra società, ma adesso cosa vorrà dire la partecipazione diretta di Grillo nella politica? Due cose: si potrebbe pensare che Grillo, essendo un prodotto di questa società, finirà per diventare anch'egli un politico corrotto e mafioso (se già non lo è). La seconda ipotesi è quella relativa alla sua partecipazione diretta, in quanto qualità emergente di un dissenso diffuso nella società. Un dissenso nei riguardi di questa politica. Allora viene anche da chiedersi se la società sia davvero immersa in una crisi di identità politca, se sia arrivata ad un punto di svolta e di rottura (crisis=punto di rottura).
I cambiamenti sociali e culturali, sono quasi sempre avvenuti attraverso la lenta maturazione dei processi evolutivi (o involutivi), come quando si assiste alla lievitazione di una pasta alimentare; tuttavia, non sono rari i casi in cui un solo elemento della società, anche un individuo, abbia funzionato da 'acceleratore' di questa lievitazione. Un elemento che, però, è giunto sempre dopo una fase di instabilità. Allora quel singolo elemento rappresenta -scusate la trita metafora- la classica goccia che fa traboccare il vaso.
Perciò, prima di criticare Grillo (la goccia), cerchiamo di capire meglio la nostra società (il vaso). Esiste una volontà di cambiamento nella politica? E Grillo rappresenta questa volontà? Osservando il mondo dalla finestra della rete, si percepisce nettamente una volontà di cambiamento, di facce nuove, di idee concrete. Dalla rete ha preso il volo Obama e, da noi, Debora Serracchiani, un volto certamente nuovo. Al di là di ogni giudizio sulla persona, Serracchiani è sicuramente una novità che identifica una precisa voglia di cambiamento. Diversamente, il mondo visto attraverso la tv appare normalizzato, ma di una normalizzazione palesemente coatta, programmata, propagandata. Non è certo la tv a restituire il vero volto della società! A fronte di una crisi profonda e di enormi disagi sociali, Berlusconi predica e impone l'ottimismo, attraverso le sue televisioni.
Grillo arriva dalla rete, cioè da quella realtà che solo tecnicamente si definisce 'virtuale', ma che fotografa il dissenso, la protesta, l'indignazione, le vere istanze della nostra società.
Allora da parte nostra, anche sulla base di una superficiale analisi, possiamo dire che... sì, esiste una voglia di cambiamento -almeno della classe politica- e Grillo si configura come la sospirata e benefica boccia che sconquassa il grumo di sfere attorno al pallino. La partita ricomincia.

domenica 12 luglio 2009

Nucleare in Italia: un problema di coscienza modificata e di dignità perduta

Non scriveremo sulla pericolosità (e l'inutilità) delle centrali nucleari. E non scriveremo neppure sulla bontà (e l'utilità) delle energie alternative ed ecologiche. Di queste cose è satura la rete e, del resto, il fisico Luigi Sertorio è stato già più che esplicito.
Qui c'è in ballo l'onorabilità degli italiani (se ancora esiste), la loro dignità.
Di fronte al paventato ritorno al nucleare, gli italiani non dovrebbero neppure stare a discutere! Si era già discusso lungamente prima del NOSTRO referendum del 1987 e quella nostra decisione non era stata presa sull'onda emotiva di Černobyl (come ci vogliono far credere), ma sulla consapevolezza di anni di lotte e di contestazioni (anni '70). Una consapevolezza che è coscienza. Ed è questa coscienza che, oggi, si tenta di forzare, di controllare. In buona parte ci sono già riusciti.
Non è possibile che una nostra decisione, espressa democraticamente in un referendum, venga calpestata da un governo che, attraverso le televisioni, ha modificato le coscienze degli italiani e tenta, adesso, di dare l'ultima spallata alle nostre lecite e giuste resistenze sul nucleare.
Chi sente il bisogno di discutere intorno al problema del nucleare, oggi, può dirsi vittima di una modificazione della propria coscienza (a parte i giovani).
Non c'è niente da discutere. Avevamo già deciso! Vogliamo forse stare a discutere anche sul ritorno della monarchia e dare un calcio al referendum del 1946?
Ma poniamo il caso che questo governo riesca a promulgare la legge e poniamo anche il caso che qualche buon parlamentare decida di abrogarla attraverso un altro referendum: quante persone pensate che si schierino a favore del nucleare, dopo aver votato NO nel 1987? Speriamo nessuna, perché allora vorrebbe dire che la dignità stessa di quegli italiani è completamente perduta. Sarebbe un voltare la faccia a se stessi, rinnegare la propria intelligenza, mortificare la propria onestà intellettuale. Speriamo che tutto ciò non accada, altrimenti saremo costretti a modificare la cartellonistica stradale (magari con lo spay - vedi foto) e ci sarebbe davvero di cui vergognarsi (come se non bastasse il resto).

Questi sono i siti -già scelti dalla Commissione- sui quali dovrebbero sorgere le centrali nucleari.
Oristano – Sardegna;
Palma (AG) – Sicilia;
Mola di Bari – Puglia;
San Benedetto (AP) – Marche;
Termoli (CB) - Molise;
Scanzano Jonico (Matera) – Basilicata;
Garigliano – Lazio;
Latina – Lazio;
Ravenna – Emilia-Romagna;
Scarlino (GR) – Toscana;
Chioggia (PD) – Veneto;
Fossano (CN) – Piemonte;
Caorso (PC) – Emilia-Romagna;
Trino (VC) – Piemonte;
Monfalcone (Gorizia) – Friuli Venezia Giulia.

sabato 11 luglio 2009

Scioperi & Co. tra velleitarismi e vere urgenze

Va da sè che l'Italia di oggi avrebbe bisogno di più scioperi e, soprattutto, che questi vengano pubblicizzati; ma voi sapete benissimo che la tv di regime è sempre più impegnata a divulgare i messaggi di ottimismo del suo unico padrone, anziché a far conoscere i reali problemi e le proteste del Paese.
Sul versante scioperi in Italia, c'è da dire che è rientrato quello dei giornalisti, indetto per il 13 luglio, per protestare contro il DDL Alfano sulle intercettazioni (legge bavaglio). Uno sciopero annunciato, ma rinviato, dopo che Napolitano ha chiesto di rivedere il testo del DDL. A questo sciopero si è agganciato un manipolo di bloggers che, giorno 14, intendono rinunciare all'informazione online. A parte il fatto che uno sciopero dei blog -a nostro avviso- non fa altro che favorire il governo (che già vuole imbavagliare la rete), non si capisce per quale motivo questo sciopero debba continuare a essere riproposto, visto che quello dei giornalisti è slittato a settembre.
In verità, una vera urgenza di sciopero esiste, su un altro versante, quello della scuola.
Il 15 di luglio ci sarà una grandissima manifestazione a Roma, sotto Montecitorio, per dire un forte NO all'insostenibile situazione scolastica prodotta da questo sciagurato governo. A partecipare saranno numerosissime associazioni, sindacati, gruppi, singoli.
L'impoverimento della scuola pubblica -su tutti i piani- ha già prodotto uno sfacelo, con migliaia di disoccupati e di studenti senza garanzie di un buon apprendimento. Tutte le regole dettate da questo governo e riferite ala scuola, hanno il solo scopo di schiacciare la cultura sotto il peso di logiche aziendali e fare cassa, sulla pelle di studenti, insegnanti, genitori, della società tutta. I docenti precari in testa, giorno 15 chiederanno le dimissioni del ministro Gelmini. Uniamoci al coro, ne va del nostro futuro!
Per saperne di più e per partecipare al Sit-in, leggere questo post

venerdì 10 luglio 2009

G8: un successone di promesse!

A giudicare da quello che hanno detto i media di regime, pare che il G8 sia stato un successone. Ma un successo di che?
Tutti concentrati (sempre quei media) a raccontare di come l'organizzazione sia stata impeccabile. Sarà, ma nel concreto? Andiamolo a dire alle popolazioni affamate dell'Africa che il G8 è stato ben organizzato e quelle ti risponderanno se, attraverso quella splendida organizzazione, potranno finalmente mangiare qualcosa.
La conferenza stampa di Berlusconi si è basata su una continua propaganda e sulla sottolineatura del successo del summit. Una propaganda che lascia il tempo che trova, finchè le promesse non diventeranno azioni concrete. E fino a ora, tutte le promesse si sono sempre rivelate parole volate in braccio a Eolo. Lo diciamo alla luce dei fatti: anno 2005, i paesi del G8 promettono di stanziare 50 miliardi di dollari all’anno per i paesi in via di sviluppo e di cancellare entro il 2010 i debiti di ben 41 paesi del Sud del mondo. Ignorando le promesse ufficiali, pochi mesi fa il Governo Italiano ha più che dimezzato gli aiuti ai paesi in via di sviluppo. Questo taglio ha portato l’Italia in fondo alla classifica dei paesi donatori.
Promesse, quindi, solo promesse.
La 'Coalizione Italiana contro la Povertà' denuncia il grave comportamento del governo italiano e stila un elenco di punti-chiave per contrastare lo stato di povertà del Sud del mondo. Inoltre, la Coalizione, in occasione del G8, ha fatto recapitare delle richieste, inserite in un documento (Pdf), nelle mani di Berlusconi, il quale lo ha consegnato agli altri rappresentanti.
Di fatto, ciò che è emerso dal vertice, è una riconferma delle politiche neoliberiste che stridono fortemente con le istanze lanciate dalle comunità africane. Il risultato non potrà che essere un'ulteriore montagna di promesse.

giovedì 9 luglio 2009

Obama, Napolitano e il sottotesto: messaggio nascosto contro Berlusconi

A qualcuno sarà anche sfuggito, ma da una corretta analisi delle parole di Obama, in merito al ruolo e alla figura del Presidente Napolitano, si evincono alcune interessanti posizioni.
Intanto riportiamo testualmente le parole di Obama:
'Il presidente della Repubblica gode di grande ammirazione presso il popolo italiano. Voglio confermare che tutto quello che è stato detto su di lui è vero, è un leader morale'
'E' una persona gentilissima e rappresenta al meglio il vostro Paese. Grazie per la sua leadership'
Esiste un sottotesto, in queste parole, degno del più fine oratore diplomatico e del più arguto drammaturgo.
Attraverso le parole di Obama, Napolitano è diventato, suo malgrado, un mezzo di comunicazione e un termine di paragone. Infatti il presidente USA intendeva dire esattamente il contrario di ciò che ha detto, ma riferendosi a Berlusconi!
E allora analizziamo tutto il sottotesto:
- 'Il presidente della Repubblica gode di grande ammirazione presso il popolo italiano' (Berlusconi, invece, non gode di nessuna ammirazione presso il popolo italiano e nel mondo).

- 'Voglio confermare che tutto quello che è stato detto su di lui è vero, è un leader morale' (Questo passaggio è sopraffino: cosa mai si sarà detto di Napolitano nel mondo? Semmai è Berlusconi il superchiacchierato! Quindi la frase va letta così: voglio confermare che tutto quello che è stato detto su Berlusconi è vero, egli non è un leader morale)

- 'E' una persona gentilissima e rappresenta al meglio il vostro Paese' (l'arroganza di Berlusconi rappresenta in maniera pessima l'Italia)

- 'Grazie per la sua leadership' (Leadership? Napolitano è 'solo' il rappresentante dell'unità nazionale, la leadership del governo spetta a Berlusconi, quindi questo 'grazie' è assolutamente ironico e si riferisce al fatto che Berlusconi non ha saputo nemmeno organizzare l'agenda del summit, fino a vedere gli altri Paesi chiedere la sostituzione di Berlusconi)
Berlusconi, sei la vergogna del nostro Paese. Tu non ci rappresenti!
A Obama va il nostro grazie.
A corredo del post, pubblichiamo un commento lasciato qui e che ci dà l'opportunità di verificare il 'metodo diplomatico' adottato da Barack Obama anche nel suo discorso di inaugurazione. Il commento è di n.mangano -che ringraziamo- il quale fornisce anche il link del video.
Allora, trovato adesso sto bel post.L'analisi è MOLTO interessante, e devo dire esatta. Per dire questa cosa mi baso su dei criteri ben precisi. Mi spiego, e se qualcuno mastica un po di inglese può verificare. Questa lingua, ma soprattutto lo stile e la retorica che obama domina perfettamente,si presta a grandi modi per lanciare frecciatine e sottotesto.Guardate (e leggete, magari)bene l'uso di "Some", "we", "others" ecc. nel discorso di inaugurazione http://www.youtube.com/watch?v=VjnygQ02aW4 Demolisce bush senza mai nominarlo.

Paolo Forlani, assassino? Monica Segatto, assassina? Enzo Pontani, assassino? Luca Pollastri, assassino?

Aggiornamento del 10 ottobre 2010: lo Stato ammette le responsabilità, due milioni di euro alla famiglia.
Aggiornamento del 10 giugno 2011: confermate in appello le condanne agli agenti (Ansa).
Ed ecco il vecchio post.
A giudicare dalla sentenza, si tratta di omicidio colposo, ma nessuno di questi quattro poliziotti vedrà il carcere, e vi sembrerà strano, ma noi il carcere non glielo auguriamo, come non lo auguriamo a nessuno. Manca ancora un grado di giudizio e allora dovremmo ancora chiederci chi ha ammazzato Federico. Sembra una pièce teatrale di Ionesco.
Da questo blog vogliamo ricordare qual è il vero significato di 'forze dell'ordine'. Tutto sta nel comprendere il complemento di specificazione 'dell'ordine'. Di quale ordine si tratta? Ma di quello costituito, ovviamente. L'ordine costituito, da salvaguardare con ogni forza, è lo status quo, cioè l'ordinamento dello Stato con tutti i suoi poteri e le sue gerarchie, quindi le sue violenze. Voi credevate che 'ordine', in questo caso, avesse come sinonimo 'quiete dei cittadini'? No, si tratta di salvaguardare la quiete dei poteri dello Stato. Chiunque tenti di alzare la testa è fottuto. Chiunque, in un moto d'orgoglio, tenti di protestare è spacciato. Ma Federico passeggiava tranquillamente, quindi le conclusioni in merito alla vicenda traetele da soli.
Il testo che segue è estrapolato dal blog di Beppe Grillo.

Chiedo al prefetto Antonio Manganelli, capo della Polizia, alla luce della sentenza del processo per l'omicidio di Federico Aldrovandi, di radiare i poliziotti Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, condannati di eccesso colposo in omicidio colposo. La loro presenza nella Polizia disonora tutti i poliziotti onesti.
INVIATE DA QUI

il processo
.


Federico Aldrovandi al suolo, esanime


Intanto si è costituita l'associazione vittime delle forze dell'ordine, un'associazione aperta, come dice Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, e giorno 25 settembre 2010 verrà lanciato al cinema, per la prima volta al grande pubblico, il documentario 'E' stato morto un ragazzo' di Filippo Vendemmiati, di cui si allega il trailer:

martedì 7 luglio 2009

Aderiamo alla campagna 'Caccia al caccia! Diciamo NO agli F35!'

Il governo fascista ha stanziato oltre 16 miliardi di euro per l'acquisto di 131 cacciabombardieri F35. La tv tace, come sempre. Ma l'indignazione sale, soprattutto in coloro che possiedono una coscienza e che sanno che quella marea di danaro viene di fatto sottratta alla società civile, ai bisogni concreti del Paese, alle infrastrutture, alle ricostruzioni, alle scuole, all'ambiente, al servizio sanitario nazionale, alle pensioni...
L'acquisto di 131 caccia militari è un atto immorale, vigliacco, criminale, cinico e velleitario che dimostra -ancora una volta- come questo governo se ne infischi dei cittadini e dei loro bisogni.
Blocchiamo la prosecuzione del programma!
La campagna nazionale denominata «Caccia al caccia! Diciamo NO agli F35!», è stata lanciata da 'Rete Italiana per il Disarmo', insieme a 'Sbilanciamoci!' che hanno redatto un testo destinato al governo, nel quale si suggerisce il modo più corretto e coscienzioso per utilizzare 16 miliardi di euro:
1) La ricostruzione in Abruzzo.
2) La produzione di 8 milioni di pannelli solari per l'energia pulita.
3) La messa in sicurezza di metà delle scuole italiane.
4) Un assegno di disoccupazione per tutti i precari che perdono il posto di lavoro.

Firmiamo tutti la lettera destinata al governo
QUI (in fondo alla pagina a sinistra)

domenica 5 luglio 2009

Il senso (nascosto) del G8

A noi ci fanno sapere sempre poche cose. I media di regime (mondiale) ci mostrano sempre il lato-gossip dei G8, se la foto di gruppo dei potenti sia stata scattata con il sole.
Il G8 non è un evento, bensì un appuntamento, in cui si decidono le linee liberiste di una folle globalizzazione che sta conducendo la popolazione mondiale alla sua progressiva estinzione ed il pianeta alla sua depauperazione. Tutto questo, a vantaggio di pochi potenti.
Coloro che credono davvero che al G8 si discuta della risoluzione dei problemi del mondo, non possono far altro che ricredersi, dal momento che:

- La delocalizzazione delle produzioni ha garantito profitti e speculazioni sui lavoratori sottopagati, sfruttati e precarizzati.

- Welfare e diritti, conquistati in decenni di lotte e mobilitazioni sono stati smobilitati.

- I beni comuni - acqua, cibo, conoscenza, salute - sono stati mercificati a beneficio dei grandi possessori di capitali mondiali.

- Il capitale globale ha proposto di investire i surplus nella finanza, realizzando denaro dal denaro, e non piu dal lavoro. Ha cosi costruito una 'architettura finanziaria globale' che avrebbe dovuto consentire, ai governi consapevolmente complici, di armonizzare ogni situazione di difficoltà e di inasprimento delle disuguaglianze sociali.

- Rispetto alle "promesse" del G8 di Genova, il bilancio è impietoso e la parola che risuona in tutto il Pianeta è una soltanto: crisi.

- Questa è la crisi più grave degli ultimi 80 anni che ha prodotto:
1) milioni di lavoratori disoccupati
2) chiusura di aziende
3) ristrutturazioni selvagge
4) crescita esponenziale del debito pubblico e diminuzioni del Pil
5) impoverimento diffuso delle persone, ovunque
6) distruzione dell'ambiente, crisi climatica ed energetica
7) l'acuirsi della guerra con politiche di riarmo assurde che sottraggono fondi ai servizi sociali

- I profitti della globalizzazione hanno incrementato il divario tra Nord e Sud del Pianeta, consentito speculazioni formidabili sull'ambiente e sui beni primari (a cominciare dall'acqua), imposto politiche di privatizzazione generalizzata.

- I governi, approfittando del senso di paura e di smarrimento delle persone puntano a scaricare sui migranti, attraverso misure sempre piu razziste e xenofobe, il fallimento delle loro politiche.

- I profitti della globalizzazione non hanno placato la fame e la sete nel mondo.

- Per la prima volta nella storia dell'umanita, il numero di uomini, donne e bambini che soffre di malnutrizione ha superato il miliardo.

- Dopo essere decresciuta per 30 anni, la fame è tornata prepotentemente a crescere nel 21° secolo.

- La crescita della fame, in questo ultimo anno, è particolarmente impressionante: cento milioni di persone in più nell'arco di dodici mesi. Non si tratta di cattivi raccolti o di sovrappopolazione, ma della crisi economica, che ha ridotto le paghe e fatto perdere il lavoro a molti.

- L'acuirsi silenzioso della fame che colpisce un sesto dell'umanità, pone un serio problema alla pace e alla sicurezza mondiale.

- In Africa il 73% delle terre coltivate sono a rischio desertificazione e in Italia il 21% del territorio nazionale è esposto alla stessa sorte (soprattutto Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna).

- Sono circa un miliardo le persone colpite dalla siccità, in oltre cento Paesi nel mondo.

- Si calcola che da qui al 2020, oltre 60 milioni di persone potrebbero migrare dalle zone desertiche dell'Africa sub-sahariana verso il nord- Africa e l'Europa.

- Nel mondo, una persona su quattro (1,6 miliardi di persone) vive ancora senza accesso all'energia elettrica.

- La crisi finanziaria rischia di avere un ulteriore effetto negativo per i poveri del mondo che non hanno ancora accesso alla luce e all'energia elettrica oppure che non possono più permettersi di pagarla.

- Non sono certo i biocarburanti, nè il nucleare la soluzione che si sta globalmente profilando (l'industria dei biocarburanti è la principale causa dell'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli su scala mondiale).

- L'obiettivo dei G8, come sempre, è quello di rilanciare le politiche di un liberismo senza regole e che ha già mostrato gran parte del proprio fallimento.

- Le politiche neoliberiste dei G8 globalizzano la povertà, distruggono l'ambiente e impongono un nuovo ordine mondiale economico, politico e militare.
E' questa la globalizzazione che contestiamo!
Contestiamo inoltre la scelta di svolgere il G8 a L'Aquila, territorio terremotato e militarizzato da mesi, in cui sono stati già eliminati il diritto di spostamento, di riunione, di informazione, di gestione del proprio tempo e del proprio spazio anche intimo.
Si sta utilizzando L'Aquila come uno spazio in cui sperimentare un modello di gestione e di controllo non democratico delle persone e di superamento dell'autonomia politica delle istituzioni locali.
Facciamo appello alle Associazioni, alle Reti, ai Movimenti, ai Sindacati, ai Partiti, alle persone e a quanti concordino con queste considerazioni per promuovere un percorso di Ricostruzione Sociale dal Basso nei tempi e con le modalità che insieme ci daremo.

Primo appuntamento a Torino l'8 luglio 2009:
giornata di mobilitazione dalle ore 10 alle ore 18 in Piazza Castello davanti a Palazzo Madama
Centro di incontro C.so Belgio 91
Incontro pubblico sul tema della crisi economica e finanziaria, del lavoro, dell'ambiente
Partecipano: Roberto Burlando, docente di economia politica all'Universita di Torino, Giorgio Aiuraudo, segretario Fiom CGIL Torino e Piemonte, Davide Franceschin, segreteria CGIL Torino Giovanni Fabbris, coordinatore nazionale Altragricoltura.
Coordina: Renato Zanoli, Medicina Democratica.
Sarà presente Giuliano Giuliani, papà di Carlo.

Rivolgiamo un saluto particolare agli studenti dell'Onda che hanno occupato gli Atenei ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai ragazzi arrestati da questo regime infausto.
Grazie all'amico Angelo Saracini per il prezioso contributo dato a questo post.

I vostri figli avranno tutti 10 in pagella, grazie all'INVALSI e alla legge Aprea

... Ma saranno i più ignoranti del mondo! Ecco come sèguita il titolo del post. E non è uno scherzo.
Da qualche anno nella scuola c'è un temibile virus. Questo virus, pressoché invisibile, si chiama INVALSI. Ufficialmente, l'INVALSI è un Istituto nazionale preposto alla valutazione degli studenti italiani. L'INVALSI, controllato dal Ministero della Pubblica Istruzione, è entrato nelle scuole di soppiatto, lemme lemme, quasi innocentemente, per somministrare in sede d'esame due prove scritte (italiano e matematica) uguali per tutti gli studenti italiani. Per inciso, in passato molti insegnanti e istituti scolastici si erano opposti a questa somministrazione, forse fiutando quello che andremo a dirvi e che succederà a breve nelle scuole italiane.
Come tutti gli Istituti, anche l'INVALSI possiede norme interne e norme da far rispettare all'esterno, in questo caso alle scuole. Le norme che l'INVALSI ha definito per il 'bene' delle nostre scuole, sono state redatte da tre speranzosi insegnanti: Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini. Il loro testo chiarisce finalmente il vero scopo di questo INVALSI.
Si tratta di una valutazione dei docenti, non degli studenti! Ma in che modo verranno valutati i docenti? Non certo per le loro già acquisite competenze, figuriamoci! Essi verranno valutati in base alla discrezionalità del preside (ma non solo). L'INVALSI va a sposarsi perfettamente con il PDL Aprea, fornendo il meccanismo perfetto e aberrante per trasformare le scuole pubbliche in aziende e riformando lo stato giuridico degli insegnanti. Infatti, a giudicare i docenti non sarà soltanto il preside, ma una commissione formata da persone anche esterne al mondo della scuola e che costituiranno un vero e proprio Consiglio di amministrazione che sostituirà il tradizionale e sacro Consiglio di Istituto.
Tutto viene mascherato con quello che, secondo l'INVALSI, dovrebbe essere una semplice valutazione dei singoli istituti, ma i contenuti del testo dei succitati professori, sono a dir poco inquietanti. Prendiamo alcuni stralci e spieghiamoli:

- L’autonomia decisionale delle scuole dovrà occuparsi della gestione delle risorse umane 'di pari passo con la definizione di un sistema di valutazione che permetta di misurare i risultati ottenuti...'
In pratica il testo introduce subito l'aspetto dell'azione valutativa nei confronti delle risorse umane (non dei saperi degli studenti).

- Verrà costituito un 'ranking provinciale, regionale e nazionale rispetto a tutte le scuole o alle scuole dello stesso tipo, costruito sulla base della media o della mediana dei risultati dei rispettivi studenti'.
Cioé, si prendono i voti degli studenti di una singola scuola, si fa una media, il risultato andrà in una graduatoria che connoterà quella singola scuola.

- '...sarà possibile studiare se e come collegare i risultati della valutazione a misure di natura premiante o penalizzante per i budget delle singole scuole'.
Se il risultato della media dei voti degli studenti è bassa, la scuola verrà penalizzata dal taglio (ulteriore) dei fondi ad essa destinati.

- per assicurare alle scuole la necessaria autonomia il Miur dovrà affrontare i seguenti nodi: 'a) Reclutamento e rimozione dei presidi sulla base della performance ottenuta. b) Reclutamento e rimozione degli insegnanti...'
Immaginate le pressioni dei presidi sui docenti, al fine di ottenere buoni voti sulle pagelle. Immaginate anche in che modo i presidi recluteranno gli insegnanti (in barba alle graduatorie).

Va da sè che, già in questo modo, l'impianto aziendale delle scuole è pienamente raggiunto. Ma non è ancora tutto! Il testo dell'INVALSI chiarisce che ogni docente sarà monitorato in base ai voti che i suoi singoli studenti riportano della sua materia. Se i voti sono bassi, non vuol dire che il ragazzo non ha studiato, ma che il docente non è preparato. Indovinate un po', questi docenti, per 1200 euro al mese, che tipo di voti registreranno, da adesso in poi, anche sulle pagelle dei più ignoranti?

AGGIORNAMENTO DEL 20 agosto 2009
Quanto scritto, è stato avallato e deciso, con alcune correzioni al testo Aprea (16 luglio 2009) che però non modificano l'intenzione originaria, anzi, la inaspriscono.
Leggere qui

AGGIORNAMENTO DEL 7 e del 15 LUGLIO 2010
Ecco la prova di quanto abbiamo scritto
CLICCA QUI (Università)
E ANCHE QUI (scuole)

POST CONSIGLIATO E CORRELATO: QUI
Per leggere altri deliranti stralci del testo
QUI
Valentina Aprea (Pdl)
Due genitori contestano la schedatura INVALSI

L'INVALSI prende visione del post il 7 luglio 2009, alle ore 16,45


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