A noi ci fanno sapere sempre poche cose. I media di regime (mondiale) ci mostrano sempre il lato-gossip dei G8, se la foto di gruppo dei potenti sia stata scattata con il sole.
Il G8 non è un evento, bensì un appuntamento, in cui si decidono le linee liberiste di una folle globalizzazione che sta conducendo la popolazione mondiale alla sua progressiva estinzione ed il pianeta alla sua depauperazione. Tutto questo, a vantaggio di pochi potenti.
Coloro che credono davvero che al G8 si discuta della risoluzione dei problemi del mondo, non possono far altro che ricredersi, dal momento che:
- La delocalizzazione delle produzioni ha garantito profitti e speculazioni sui lavoratori sottopagati, sfruttati e precarizzati.
- Welfare e diritti, conquistati in decenni di lotte e mobilitazioni sono stati smobilitati.
- I beni comuni - acqua, cibo, conoscenza, salute - sono stati mercificati a beneficio dei grandi possessori di capitali mondiali.
- Il capitale globale ha proposto di investire i surplus nella finanza, realizzando denaro dal denaro, e non piu dal lavoro. Ha cosi costruito una 'architettura finanziaria globale' che avrebbe dovuto consentire, ai governi consapevolmente complici, di armonizzare ogni situazione di difficoltà e di inasprimento delle disuguaglianze sociali.
- Rispetto alle "promesse" del G8 di Genova, il bilancio è impietoso e la parola che risuona in tutto il Pianeta è una soltanto: crisi.
- Questa è la crisi più grave degli ultimi 80 anni che ha prodotto:
1) milioni di lavoratori disoccupati
2) chiusura di aziende
3) ristrutturazioni selvagge
4) crescita esponenziale del debito pubblico e diminuzioni del Pil
5) impoverimento diffuso delle persone, ovunque
6) distruzione dell'ambiente, crisi climatica ed energetica
7) l'acuirsi della guerra con politiche di riarmo assurde che sottraggono fondi ai servizi sociali
- I profitti della globalizzazione hanno incrementato il divario tra Nord e Sud del Pianeta, consentito speculazioni formidabili sull'ambiente e sui beni primari (a cominciare dall'acqua), imposto politiche di privatizzazione generalizzata.
- I governi, approfittando del senso di paura e di smarrimento delle persone puntano a scaricare sui migranti, attraverso misure sempre piu razziste e xenofobe, il fallimento delle loro politiche.
- I profitti della globalizzazione non hanno placato la fame e la sete nel mondo.
- Per la prima volta nella storia dell'umanita, il numero di uomini, donne e bambini che soffre di malnutrizione ha superato il miliardo.
- Dopo essere decresciuta per 30 anni, la fame è tornata prepotentemente a crescere nel 21° secolo.
- La crescita della fame, in questo ultimo anno, è particolarmente impressionante: cento milioni di persone in più nell'arco di dodici mesi. Non si tratta di cattivi raccolti o di sovrappopolazione, ma della crisi economica, che ha ridotto le paghe e fatto perdere il lavoro a molti.
- L'acuirsi silenzioso della fame che colpisce un sesto dell'umanità, pone un serio problema alla pace e alla sicurezza mondiale.
- In Africa il 73% delle terre coltivate sono a rischio desertificazione e in Italia il 21% del territorio nazionale è esposto alla stessa sorte (soprattutto Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna).
- Sono circa un miliardo le persone colpite dalla siccità, in oltre cento Paesi nel mondo.
- Si calcola che da qui al 2020, oltre 60 milioni di persone potrebbero migrare dalle zone desertiche dell'Africa sub-sahariana verso il nord- Africa e l'Europa.
- Nel mondo, una persona su quattro (1,6 miliardi di persone) vive ancora senza accesso all'energia elettrica.
- La crisi finanziaria rischia di avere un ulteriore effetto negativo per i poveri del mondo che non hanno ancora accesso alla luce e all'energia elettrica oppure che non possono più permettersi di pagarla.
- Non sono certo i biocarburanti, nè il nucleare la soluzione che si sta globalmente profilando (l'industria dei biocarburanti è la principale causa dell'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli su scala mondiale).
- L'obiettivo dei G8, come sempre, è quello di rilanciare le politiche di un liberismo senza regole e che ha già mostrato gran parte del proprio fallimento.
- Le politiche neoliberiste dei G8 globalizzano la povertà, distruggono l'ambiente e impongono un nuovo ordine mondiale economico, politico e militare.
E' questa la globalizzazione che contestiamo!
Contestiamo inoltre la scelta di svolgere il G8 a L'Aquila, territorio terremotato e militarizzato da mesi, in cui sono stati già eliminati il diritto di spostamento, di riunione, di informazione, di gestione del proprio tempo e del proprio spazio anche intimo.
Si sta utilizzando L'Aquila come uno spazio in cui sperimentare un modello di gestione e di controllo non democratico delle persone e di superamento dell'autonomia politica delle istituzioni locali.
Facciamo appello alle Associazioni, alle Reti, ai Movimenti, ai Sindacati, ai Partiti, alle persone e a quanti concordino con queste considerazioni per promuovere un percorso di
Ricostruzione Sociale dal Basso nei tempi e con le modalità che insieme ci daremo.
Primo appuntamento a Torino l'8 luglio 2009:
giornata di mobilitazione dalle ore 10 alle ore 18 in Piazza Castello davanti a Palazzo Madama
Centro di incontro C.so Belgio 91
Incontro pubblico sul tema della crisi economica e finanziaria, del lavoro, dell'ambiente
Partecipano: Roberto Burlando, docente di economia politica all'Universita di Torino, Giorgio Aiuraudo, segretario Fiom CGIL Torino e Piemonte, Davide Franceschin, segreteria CGIL Torino Giovanni Fabbris, coordinatore nazionale Altragricoltura.
Coordina: Renato Zanoli, Medicina Democratica.
Sarà presente Giuliano Giuliani, papà di Carlo.
Rivolgiamo un saluto particolare agli studenti dell'Onda che hanno occupato gli Atenei ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai ragazzi arrestati da questo regime infausto.Grazie all'amico Angelo Saracini per il prezioso contributo dato a questo post.