Questo post vuole essere una breve e superficiale riflessione anarchica in merito al ruolo dello Stato e dei governi nella vita dei cittadini.
Dopo due anni di attesa (sempre troppi), il primo agosto è entrata in vigore la
messa al bando delle cluster bomb che è stata ratificata a Oslo nel 2008 da 30 Paesi. Alla ratifica sono state apposte le firme di 107 Nazioni.
L'Italia non ha voluto firmare la messa al bando, insieme a Cina, Russia, USA e Israele. Non sorprende neanche un po'. L'Italia è uno dei maggiori produttori di armi, comprese le cluster e le mine anticarro che
servono ai talebani in Afghanistan per uccidere anche gli italiani. Ma non è soltanto un motivo economico a spingere l'Italia verso scelte guerrafondaie e disumane. Il fascismo si nutre di ideologia bellica, salvo poi predicare amore e morale cristiana, così... per propaganda populista. La gente ci crede.
Naturalmente le televisioni non ne parlano, neanche un piccolo annuncio didascalico, ellittico. E anche questo non sorprende.
Quello che fa inorridire non è solo la quantità di vittime innocenti, civili, spesso bambini, che muoiono dilaniati da queste bombe, ma anche un certo tipo di arroganza e spavalderia che caratterizza ogni governo di ogni Stato, quando adopera qualsiasi mezzo (e non perde mai occasione) per appiccicare agli anarchici l'etichetta di 'violenti'. Ormai è diventato uno stereotipo, quando invece lo scopo ultimo degli anarchici è l'armonia, la pace, la fratellanza, l'antimilitarismo, la non violenza. Quando gli anarchici dicono 'NO' ad ogni governo e ad ogni Stato, forse adesso è più chiaro il motivo: la vera violenza la commettono proprio i governi e gli Stati, contro tutti i cittadini. Anarchia uguale a 'non-governo', sicuro!
Quello delle cluster bomb è poi solo uno dei possibili esempi che si possono fare, uno dei più concreti; in senso più ampio, l'azione violenta dello Stato è tanto subdola quanto permanente. Talmente permanente che l'individuo cresce culturalmente con l'imprinting dello Stato, del governo, delle leggi fatte da quest'ultimo, dalla polizia che tutela l'ordine dello Stato. Lo Stato perpetua la sua dottrina ai sudditi (perché tali siamo), impartendogliela sin dalla nascita. E guai a chi osa avere un pensiero diverso, un dubbio, una voglia di scoprire nuove vie, altri possibili modi di vivere, come minimo si vien presi per sognatori utopici, poi anche per pericolosi sovversivi. E anche questi giudizi fanno parte della dottrina imposta dallo Stato, ormai sono formule cognitive ben digerite dalla massa, replicate manieristicamente, automaticamente. Personalmente penso che, di fronte alla notizia in oggetto, sono fiero di sentirmi sovversivo. Vorrei infatti sovvertire la violenza insita dello Stato, in favore di un mondo alfine civile. Che c'è di strano? Di strano niente, ma è molto pericoloso per lo Stato. E se per voi lettori il mo intento può sembrare nobile, allora ascoltate bene. Incontro tanta gente che la pensa come me, ma al sol pensiero di toccare l'ordinamento delle cose (Stato, governo, leggi, clero, polizie, gerarchie...) ritorna ad essere massa innocua come un cagnolino ammaestrato, salvo mostrare i denti contro quel 'me' di prima (!?).
Mi rendo conto, però, che non è facile frantumare l'imprinting. Tuttavia, per gli Stati, modificare le coscienze dei cittadini è semplicissimo, lo possono fare e lo fanno quando vogliono. Il ruolo dei mass-media, in particolar modo della televisione, è proprio quello di modificare gusti e passioni, innestare ideologie e convinzioni, proporre mode e nuovi stereotipi, nascondere notizie ed evidenziarne altre, sì da elargire alla massa una conoscenza settoriale, esattamente quella che fa comodo allo Stato, sottoforma di modelli, e che la massa pensa sia l'unica verità ('è vero l'ho sentito in televisione!').
Ora guardate bene quella foto del bambino dilaniato. Quell'innocente è l'espressione concreta della violenza dello Stato e, segnatamente, di quei governi che non sottoscrivono la messa al bando delle armi, anzi fomentano le guerre e che, anche sulla pelle di questi bambini, si arricchiscono impunemente. Viviamo in un periodo di scandali, in Italia, e non dimentico chi rideva alle 3:32 nella nottata del terremoto a L'Aquila... Ecco, anche quelle risate sono l'espressione concreta della violenza dello Stato, del sistema perverso per cui lo sfruttamento dell'Uomo sull'Uomo è cosa normale, addirittura auspicabile, insegnata ai figli ('fatti furbo e fatti valere, con ogni mezzo'). Ma questo e gli altri scandali, a cosa servono? Modificano le coscienze degli italiani? Ne dubito. La dottrina di cui parlavo prima è talmente radicata che alla massa basta indignarsi per il breve tempo necessario, poi, intimamente, la coscienza suggerisce il menefreghismo, la passività, il
'così vanno le cose'. Gli anarchici si oppongono a questa passività, a questa finta ineluttabilità dello status quo, a questa impunità continua che noi stessi regaliamo ai nostri padroni. Gli anarchici non vogliono padroni, nè schiavi. E questa è vera libertà. E' ora di pensare e di agire diversamente, tutti, per il bene di tutti.